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Fair Warning - Pimp your Past
23/11/2016
( 1068 letture )
L’offerta musicale di questi tempi è praticamente sterminata; e di questo non si può che essere felici. Chi, come il sottoscritto, ha (purtroppo) da tempo passato la trentina può agevolmente ricordare come 20-25 anni fa fosse assai più complesso reperire la nostra musica preferita: meno dischi in uscita, meno negozi dove trovarli, passaggi radio pressoché inesistenti, se si escludono i grandissimi esponenti del genere, quelli che, per intenderci, da anni hanno travalicato l’ambiente hard rock per ampiezza di fan e seguaci (gli stessi fan che spesso conoscono solamente il singolo radiofonico e ignorano buona parte della discografia preesistente).
In questa situazione di semi-clandestinità c’era però un piccolo punto a favore: i dischi che faticosamente si trovavano e si acquistavano diventavano una sorta di “piccolo tesoro nascosto”, e gli artisti che li avevano prodotti diventavano, proprio per questo, più intimi e “familiari”, rendendo tutti coloro che li ascoltavano parte della stessa “confraternita nascosta”. Sono passati decenni, ma l’emozione che ho provato nello scoprire per la prima volta le opere di Ten, Thunder o Royal Hunt (per citare i primi tre che mi sovvengono) nella seconda metà degli anni 90 è viva come se la scoperta fosse avvenuta ieri. Oggi invece l’offerta a disposizione, in tutti i generi, è talmente vasta, articolata e facile da raggiungere che anche l’appassionato più accanito difficilmente avrà modo di ascoltare tutto, e soprattutto di sviscerare nel profondo ogni opera ascoltata o acquistata; dopotutto, la giornata è sempre di 24 ore, quindi bisogno pur fare scelte necessarie, anche se dolorose.

Tutto questo per dire che, pur apprezzando molto la band in questione, uscite come questo Pimp Your Past mi lasciano molto perplesso. Il motivo è semplice. Questo album, apparentemente nuovo, in realtà non è altro che una sorta di “greatest hits” dei primi tre album dei tedeschi Fair Warning, storici padrini dell’hard rock/AOR in salsa teutonica. Un greatest hits mascherato però, perché i nostri hanno re-inciso in toto, e in parte re-arrangiato, alcuni brani, quelli da loro ritenuti più significativi, tratti dalle prime tre release della loro discografia, ovvero l’omonimo Fair Warning del 1992, Rainmaker del 1995 e Go! del 1997. Prima di analizzarne nel dettaglio il contenuto, doveroso spiegare le ragioni della sopra citata perplessità. I Fair Warning sono, nel loro piccolo, un’istituzione del genere: e il fatto che siano sulla braccia da più di 25 anni lo testimonia pienamente. Nello stesso tempo, essi fanno parte di quella nutrita schiera di gruppi che non sono mai riusciti a raggiungere una notorietà ed un successo che travalichi il genere (o sotto-genere) di partenza. Detto in breve: un appassionato dell’AOR li conosce di sicuro; e, molto probabilmente, possiede e conosce a menadito proprio i tre primi album, universalmente riconosciuti come i più significativi della loro discografia. Al contrario, chi invece non ha mai bazzicato più di tanto nel genere, probabilmente non ha mai sentito neanche una nota dei quattro tedeschi. Se la situazione è questa, che significato (significato artistico intendo, perché altre ragioni sono facilmente indovinabili…) ha un’uscita come Pimp Your Past? Visto che ogni mese escono sul mercato almeno dieci album di inediti nel genere, e di questi, almeno un paio sono assolutamente degni di nota, non sarebbe meglio, per l’appassionato, rivolgersi a qualcosa di nuovo piuttosto che sentire un riarrangiamento, per quanto ben fatto, di brani che già conosce e probabilmente già possiede? Per il neofita, invece, non sarebbe più corretto andare a ripescare questi brani nella loro versione originale, quella che ha permesso agli stessi Fair Warning di diventare ciò che sono ora? Oltretutto, mi risulta che i dischi originali siano ancora perfettamente reperibili sul mercato, e spesso anche a prezzi di saldo. Chiusa questa lunga digressione, veniamo al contenuto: è doveroso dire come il disco in sé sia veramente bello. D’altra parte gli stessi Fair Warning non li scopriamo certo oggi. La voce di Tommy Heart è una delle migliori che l’AOR abbia mai prodotto, il senso melodico dei brani e degli assoli chitarristici di Henke Hengelke è a prova di bomba, e poi i brani qui presenti sono veramente il meglio della loro discografia: dalla potente opener Longing For Love, alla splendida Picture Of Love, sino alla epocale Save Me. La produzione moderna e attuale rende meno datati e più potenti pezzi che ormai hanno più o meno venti anni; eppure, lascia in certi casi straniti la discrepanza fra stile compositivo tipicamente anni 90 e suoni degli anni 2010; a livello di resa sonora complessiva, forse le versioni originali finiscono per essere più coerenti, e quindi, in ultima analisi, preferibili.

E questo fa ritornare il discorso al punto di partenza: lunga vita e giusti onori ai Fair Warning; ma, se i quattro tedeschi vogliono ancora rimanere sul mercato, e mantenere il loro status di leader del movimento AOR europeo, devono farlo mediante nuovi dischi di inediti, e possibilmente all’altezza del loro illustre passato. Gli stuzzichini che accompagnano l’aperitivo non possono bastare per saziarsi: Pimp Your Past è un piacevolissimo stuzzichino; ma ora aspettiamo con ansia la cena vera e propria. Un consiglio per i neofiti: ascoltate pure questo disco, per capire se la band fa per voi; ma in caso affermativo, procuratevi direttamente i tre dischi originali. Non ve ne pentirete.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
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Andy
Mercoledì 27 Settembre 2017, 23.47.31
3
il tuo discorso claudio non fa una piega....non capisco il perche' pubblichino album cosi' ...boo....forse solo per recuperare i diritti su i pezzi credo....non ha molto senso neanche ri-registrarli cambiandoli...i fan preferiranno sempre le prime versioni ...riguardo il tuo discorso iniziale come dicono gli Europe... l'hard & heavy e' una sorta di societa' segreta .....
InvictuSteele
Giovedì 24 Novembre 2016, 14.16.29
2
Una delle band che adoro di più, in ambito AOR i Fair Warning hanno rilasciato capolavori enormi che purtroppo non hanno fatto breccia nei cuori della maggior parte dei metallari e, di conseguenza, sono stati sempre bistrattati. Succede sempre così, il successo è solo questione di fortuna, perché se fosse questione di talento allora i Fair Warning dovrebbero essere miliardari. Detto ciò, trovo piuttosto inutile una release del genere, bo, a che serve?
Metal Shock
Mercoledì 23 Novembre 2016, 14.28.18
1
Non sono un`appassionato dei Fair Warning, e dell`Aor in generale, ma sottoscrivo in pieno il primo paragrafo scritto da Claudio, compreso le band citate. Dei Thunder direi tutta la discografia, e poi Spellbound e Moving Target, dischi straordinari, che un tempo ti facevano sentire in paradiso. Oggi e` piu` difficile, proprio per la frammentazione della proposta, ma qualche ottimo disco ancor oggi si trova!
INFORMAZIONI
2016
SPV/Steamhammer
AOR
Tracklist
1. Longing For Love
2  One Step Closer 
3. Out On The Run
4. When Love Fails
5. Long Gone
6. Burning Heart
7. Picture Of Love
8. Angels Of Heaven
9. Rain Song
10. Save Me
11. Don´t Give Up
Line Up
Tommy Heart (Voce)
Helge Engelke (Chitarra)
Ule W. Ritgen (Basso)
C.C. Behrens (Batteria)
 
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