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Lonewolf - Raised on Metal
10/11/2017
( 270 letture )
Parlando dei Lonewolf una cosa balza immediatamente all’occhio: dopo una carriera partita nel 2002 con March Into the Arena e giunta adesso al nono capitolo con Raised on Metal, non hanno mai davvero spiccato il volo. Non oltre l’area franco-tedesca, almeno. Negli ultimi anni, poi, hanno vissuto una situazione di stasi che ha confinato la band nel limbo dei gruppi minori, pur potenzialmente dotati.

L’uscita di Raised on Metal non fa che confermare questa tendenza dato che, nonostante la registrazione affidata a Xavier Sindt, il mixaggio e la masterizzazione messi nelle mani di Charles Greywolf (Gloryful, MessengeR, Kambrium, etc.) e la copertina realizzata da Peter Sallai (Sabaton, W.A.S.P., Powerwolf, Satyricon, Kreator etc.), non colpisce nel segno nemmeno questa volta. Il motivo, comunque, è sempre lo stesso: nonostante l’impegno profuso ed una leggera virata verso suoni un po’ più oscuri -probabile merito del nuovo chitarrista Michael Hellström- a mancare è la base, dato che i dodici pezzi in scaletta (bonus track comprese) sono come al solito scontati, se non proprio mediocri o poco più. La ricetta proposta dai Lonewolf è sempre la stessa, ossia un heavy metal tradizionale con molti passaggi ispirati ai Grave Digger ed agli Accept, ma in cui il “sistema operativo” maideniano viene fuori in modo cristallino, irrobustito il giusto in sede di produzione e poi caratterizzato dalla voce abrasiva e poco duttile del chitarrista Jens Börner, croce e delizia del gruppo. Questa, pur molto distinguibile e quindi capace di rendere la band più riconoscibile -una qualità importante in un panorama iper affollato come quello odierno- nei pezzi in cui sono richieste doti interpretative oltre la sufficienza, evidenzia limiti palesi che abbassano l’impatto finale. L’album contiene pezzi relativamente vari, passando dai tempi medi di Evil e No God, No Master a quelli veloci di Unleash the Wolf, Raised on Metal e Skinless Smile, ma non lesina di certo i classici cori catchy nei quali emergono riferimenti all’operato di Chris Boltendahl ed accenti epici qua e là. A mancare, comunque, è come sempre la personalità.

La dozzina di canzoni in programma scorre via in maniera a volte piacevole, a volte anonima, raramente con qualche spunto in grado di destare il nostro interesse, ma quando l’arpeggio finale di Demon’s Call termina, non viene certo la voglia di risentire il disco ed a restare in mente sono principalmente le canzoni ed i gruppi che sono stati fonti di ispirazione per i Lonewolf e non i Lonewolf stessi. Non esattamente la situazione in cui dovrebbe trovarsi una band attiva da così tanto tempo ed in possesso sia dell’esperienza che dei mezzi tecnici per fare qualcosa di più significativo. Che in sostanza, coinciderebbe semplicemente con qualcosa in grado di segnalarli per meriti propri e non perché ricordano realtà più famose.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Massacre Records
Heavy
Tracklist
1. Unleash the Wolf
2. Souls of Black
3. Through Fire, Ice and Blood
4. Raised on Metal
5. Flight 19
6. Extinction of the Stars
7. Evil
8. Skinless Smile
9. No God, No Master
10. Dark World Order
11. Swansong (Digipak Bonus Track)
12. Demon’s Call (Digipak Bonus Track)
Line Up
Jens Börner (Voce, Chitarra)
Michael Hellström (Chitarra)
Rikki Mannhard (Basso)
Bubu Brunner (Batteria)
 
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