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Dizzy Reed - Rock `n Roll Ain`t Easy
03/03/2018
( 852 letture )
Bello rivedere vecchi amici, sempre. E allora scambiamoci un cinque con una veterana conoscenza che torna prepotentemente sulla ribalta, bentornato Dizzy Reed. Questa volta il vecchio marpione dei tasti d’avorio lo fa in maniera solista, abbandonando per un attimo i suoi mille business musicali e la sua band, i Guns N’Roses, per i quali presta opera dal lontano 1990. Ecco pronto e scalciante questo primo capitolo ”solo”, Rock ‘N Roll Ain’t Easy che regala 12 canzoni più una bonus-track per chi si accaparra la versione digitale del album.eed è una sorta di prezzemolino musicale, avendo collaborato, negli anni, con Axl Rose ma anche con The Dead Daisies, live in tour con gli Psychedelic Furs ed è pure il cantante del suo side-project Hookers & Blow. Insomma, un musicista molto impegnato e dalle prospettive assai ampie, che però deve la sua fama internazionale, ovviamente, ai Guns.

Copertina trascurabile, poi esplode subito lo scatenato rock di This Don’t Look Like Vegas, primo singolo estratto fatto di puro spirito e grinta, le key del titolare del progetto colano sulle chitarre di Ricky Warwick (Almighty, Thin Lizzy, Black Star Riders) e Mayuko Okai, creando uno scampolo diretto e orecchiabile, con un chorus irresistibile, il solo dell’ascia è appannaggio di un compagno di viaggio dell'itinerario delle rose e pistole, quel Richard Fortus che dispensa feeling e capacità tecniche. E chi ha assistito al tour di Chinese Democracy ne saprà certamente di più. Insomma, un ottimo inizio, con Dizzy Reed che se la cava piuttosto bene anche nelle vesti di cantante principale, in questo caso precipuo. Mother Theresa è scossa da chitarre potenti e deraglianti, accompagnate da una batteria che non risparmia energia, un hard fulminante con un solo della guitar anfetaminico e prolungato, ennesimo risultato in scia del opener, mentre Cheers 2 R Oblivion scocca da una chitarrina funky, voce molto effettata, poi parte per la tangente dura con ottimi cori frizzanti che però non assestano una song che, ogni tanto sbanda, non convincendo appieno in alcuni passaggi vocali del nostro, nonostante arieggiature di key varie e di qualità. Fragile Water è ballad pianistica che fa trapelare un gusto molto Guns con un gran solo della sei corde, anche qui in salsa simil Slash e affini, Dirty Bomb torna a solcare il rock duro con andamento saltellante e arrangiamenti che si adattano alla voce rozza di Dizzy: un pezzo adattissimo ad un bel party scatenato, con tanto whisky e signorine compiacenti e formose, magari a bordo piscina in quel di L.A. e non alle temperature oscenamente rigide di questo inverno gelido e nevoso. Pezzo numero 6, Mystery In Exile si differenzia da quanto ascoltato fino ad ora in maniera netta, lo scheletrato si avvicina al rock d’oltremanica con tante coordinate britanniche che ricordano il rock sul finire dei sixties, il piano, la chitarra minimale in strofa, i cori, le atmosfere, un perfetto mix tra Marc Bolan, Slade e Bowie dei bei tempi glam-glitter; un pezzo affabilmente appiccicoso. I Celebrate è un inno, ben scritto e arrangiato con venature dark e un sassofono stridulo, sul finale, suonato dallo stesso Reed, poi giunge Understanding, brano rock americano d’impronta marcata, ancora una volta segnato da belle coralità e una progressione melodica piacevole, il tutto bollato da un bel intervento di tastiere; Crestfallen invece si traveste da lentone pianistico inizialmente, per poi ricalcare una sorta di stilema street-rock tipico del finire degli eighties, con chitarre asprigne e cattiveria mista ad acidità stradaiola. Rock scanzonato per Forgotten Cases con un efficace intervento solistico della chitarra, Reparations è molto navicella madre, certo con Axl alla voce la song avrebbe avuto più profondità ed efficienza, ma la scrittura risulta dannatamente convincente con il piano che sale d’intensità fino a far partire via i tasti bianchi e neri, la titletrack conclude l’album con un nuovo excursus sul territorio Guns N’Roses con tanto di ballad pianistica; anche qui, ahinoi, la performance vocale non è ottimale, con sbavature qui e là e un’estensione non di prim’ordine, la gemma acclusa risulta essere l’assolo della sei corde, a dir poco magico. Una piccola disamina anche sulla bonus track ivi contenuta: Splendid Isolation si tuffa di testa negli anni 80 e appare come un buon segmento da origliare con la sua conduzione eterea ma di carattere.

Abbiamo insomma a che fare con un buon platter di rock e hard genuino e di indole, la struttura musicale è certamente di livello, ma in alcuni passaggi il risultato finale viene minato da imperfezioni vocali evidenti: chiaramente Mr. Dizzy Reed è un polistrumentista e un piano-man fantastico ma non certamente un cantante con tutti i crismi, insomma non ci troviamo di fronte a un Deen Castronovo, da sempre conosciuto come eccellente batterista, che ha saputo stupire tutti con performance vocali di immenso spessore nelle due prove dei Revolution Saints. L’aspetto positivo risiede nel fatto che, chi si attendeva pezzi improntati solamente sulle key o lunghe suite pianistiche, rimarrà spiazzato, Reed si mette a disposizione dell’impianto armonico e lo caratterizza, senza mai sbrodolare o concentrare solo su di se il focus. Con un cantante di professione questo CD si meriterebbe, di gran lunga, parecchi punti in più nel voto finale. In ogni caso, qui trovate 12 tracce che si ascoltano con piacevolezza e si fanno apprezzare per scrittura, sound, tiro e significati.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
58 su 2 voti [ VOTA]
Dj Jack (Angelo Nero Milano)
Mercoledì 11 Aprile 2018, 0.49.24
2
L'ho trovato abbastanza divertente. Concordo, niente di cosi eccezionale .
Maz
Martedì 6 Marzo 2018, 18.10.05
1
E bravo Dizzy...niente di eccezionale naturalmente...però ho avuto l'occasione di ascoltare quasi tutto il disco e nonostante un po' la piattezza della composizione e magari l'assenza di un pezzo da sfondamento....il tutto si ascolta con piacere e mi sembra proprio un bel hard rock confezionato con raffinata maestria....può essere che non sia una semplice divagazione ma che Dizzy abbia davvero creduto in questo progetto....per concludere mi vien da dire che se questo album fosse stato il vero "Chinese Democracy" il caro Axl con i suoi Gn'r di nuova generazione avrebbero figurato meglio.....stay meyallized👊
INFORMAZIONI
2018
Golden Robot Records
Hard Rock
Tracklist
1. This Don’t Look Like Vegas
2. Mother Theresa
3. Cheers 2 R Oblivion
4. Fragile Water
5. Dirty Bomb
6. Mystery In Exile
7. I Celebrate
8. Understanding
9. Crestfallen
10. Forgotten Cases
11. Reparations
12. Rock 'N Roll Ain’t Easy
Line Up
Dizzy Reed (Voce, Tastiere)

Musicisti Ospiti
Rick Warwick (Chitarra)
Mayuko Okai (Chitarra)
Richard Fortus (Chitarra)
Mike Duda (Basso)
Mike Dupke (Batteria)
Nadja Reed (Cori)
Chela Johnson (Cori)
Del Jame (Cori)
 
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