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Morgana Lefay - Maleficium
20/06/2020
( 709 letture )
Numerose sono le band heavy-power che non sono riuscite a raggiungere il successo, non affermandosi come nomi “pesanti” sulla scena, spesso e volentieri nonostante le indiscutibili qualità: uno dei casi più emblematici sono i Morgana Lefay, gruppo svedese in attività dal 1989, che disco dopo disco ha dimostrato di avere le carte in regola per poter fare grande musica, ma che per via di innumerevoli fattori (ben raccontati nell’articolo ALMOST FAMOUS - # 21 - Morgana Lefay di Saverio Comellini "Lizard") non ha raccolto quanto meritato, arrivando a una prima crisi nella formazione nel 1997in cui il nome è cambiato in Lefay (fino al 2004, anno in cui la band riacquisisce i diritti per l’utilizzo di quello originale), arrivando al prendersi una pausa nel 2007, anno dell’uscita del loro ultimo disco Aberrations of the Mind, durata fino al 2012.

Con il loro quinto disco, Maleficium, pubblicato nel 1996, i Morgana Lefay probabilmente toccano il loro apice, alzando l’asticella nella loro già ottima discografia. Maleficium si inserisce con grande continuità nel percorso dei Morgana Lefay, senza cambiare le carte in tavola, mantenendo inalterata la loro formula heavy-power (alla Savatage) e la lineup rispetto a Sanctified, album uscito l’anno precedente. Anche la copertina, opera di Kristian Wåhlin, continua ad essere un tratto distintivo della band, raffigurando la solita riconoscibile clessidra già vista in passato (questa volta in mano a uno “stregone”). La principale novità del disco risiede nel fatto che si tratti di un concept album, in cui tutte le canzoni sono legate da un filo conduttore, in maniera piuttosto solida ed evidente, difatti la vicenda ruota attorno a un processo dell’inquisizione, che porta alla tortura, alla condanna a morte di un magistrato appartenente al medesimo tribunale (come viene narrato in The Source of Pain). Le vicende si svolgono spesso attraverso una narrazione in prima persona e attraverso lettere, come nel caso del terzo brano Victim of the Inquisition e portano il condannato a tornare dall’oltretomba in cerca di vendetta (Maleficium e It). Il disco, dopo la breve strumentale The Chamber of Confession, parte subito con le potentissime The Source of Pain e Victim of the Inquisition, seguite da Madness, con il suo groove incalzante. La band è in ottima forma e riesce a suonare con grande estro e tecnica, proponendo riff e assoli di chitarra taglienti, ritmiche massicce e un cantato convincente, capace di restituire tutta la cattiveria contenuta nel disco, con grande espressività in ogni situazione, dai pezzi più “lenti” e melodici come A Final Farewell, a quelli più ritmati e corali, come la titletrack Maleficium, ai più violenti e strazianti, come Master of the Masquerade. Si prosegue su questa linea heavy-power dalle tinte piuttosto cupe con le ottime Witches Garden, Dragons Lair, The Devil in Me, Where Fallen Angels Rule e Creatures of the Hierarchy fino alla fine, con Nemesis, piccolo brano strumentale.

Maleficium è un disco che supera l’ora di musica, prodotto come si deve e con tutte le carte in regola per essere considerato un piccolo capolavoro: la band ha una sua identità, un suo stile e suona bene, rendendo il disco compatto, praticamente privo di difetti (almeno per gli appassionati del genere), seguendo un concept con successo e costruendo un’atmosfera cupa e carica di aggressività che ben si sposa ad esso. La storia dei Morgana Lefay ha avuto i suoi alti e i suoi bassi: Maleficium costituisce sicuramente il punto più alto del loro percorso, dal punto di vista musicale e commerciale (al punto che all’uscita sembrava poter segnare un punto di svolta per la band, con tanto di videoclip per la traccia Maleficium). Se la svolta commerciale non si è avverata e ha portato la band a una lunga inattività, dal punto di vista artistico Maleficium mantiene inalterato il suo fascino e ad oggi resta sempre un ottimo disco che può ancora dire la sua e che merita di essere assolutamente recuperato.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
82.16 su 6 voti [ VOTA]
Vittorio
Martedì 23 Giugno 2020, 10.43.03
6
Band fantastica, riscopritela!
Silvia
Lunedì 22 Giugno 2020, 0.32.33
5
Grande classe, giocano con i tempi con un gusto incredibile. Molto bella anche la chiusura (insolita x un disco metal) cupa e sinistra
InvictuSteele
Domenica 21 Giugno 2020, 22.33.55
4
Band incredibile.
AL
Sabato 20 Giugno 2020, 20.15.02
3
Album che ho sempre amato. Bello davvero. Dragons liar e creatures le mie preferite
Hard’N’Heavy
Sabato 20 Giugno 2020, 12.34.25
2
Questo disco è un autentico capolavoro.
Lizard
Sabato 20 Giugno 2020, 10.45.37
1
Disco stupendo, meraviglioso, emozionante fino ai brividi. Totalmente alieno allo speed epico che avrebbe dominato le attenzioni del pubblico metal, relegando questo capolavoro di US Power con evidenti influenze di Savatage e Crimson Glory, come anche del King Diamond solista nella costruzione del concept. Come ben dice Nic il loro apice e uno dei dischi piu' belli e intensi degli anni 90.
INFORMAZIONI
1996
Black Mark Production
Power
Tracklist
1. The Chamber of Confession
2. The Source of Pain
3. Victim of the Inquisition
4. Madness
5. A Final Farewell
6. Maleficium
7. It
8. Master of the Masquerade
9. Witches Garden
10. Dragons Lair
11. The Devil in Me
12. Where Fallen Angels Rule
13. Creatures of the Hierarchy
14 Nemesis
Line Up
Charles Rytkönen (Voce)
Tony Eriksson (Chitarra)
Daniel Persson (Chitarra)
Joakim Heder (Basso)
Jonas Söderlind (Batteria)
 
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