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23/05/26
THE GATHERING
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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METALLIZED CHARTS 2025 - Le classifiche della Redazione
18/01/2026 (1675 letture)
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Senza avere ormai alcuna pretesa di riassumere quello che è stato il 2025 da un punto di vista musicale e, in particolare, in un settore come quello dell’heavy metal che, di fatto, “resiste” ormai lontano da qualunque attenzione mediatica, se non per i propri campioni assoluti ormai sempre più sparuti e invecchiati e per coloro, come i Metallica, che hanno smesso da tempo di essere “solo” una band e sono diventati espressione della pop culture, possiamo dire che alcuni eventi hanno senz’altro segnato questi mesi. Prima di tutto, la scomparsa di John Michael “Ozzy” Osbourne. Anch’egli ormai assurto a vera e propria icona e quindi al di sopra di ogni risacca di popolarità, Ozzy ha lasciato un vuoto che non sarà più colmato. Le rockstar non saranno mai più quello che sono state, riflettendo l’ormai conclamata marginalità del rock e un crollo della centralità della musica nella vita e nell’identità delle persone. Poco consola che magliette di Rolling Stones, AC/DC e perfino Iron Maiden si vendano anche in grandi catene di distribuzione, perché esse vengono comprate e indossate non per quello che rappresentano, ma in quanto ormai a loro volta espressione di una pop culture condivisa, che riduce tutto a marchio. Può e deve comunque far piacere constatare come in un mercato nel quale si riceve il disco d’oro per la vendita di venticinquemila copie e nel quale chi frantuma qualunque record è Taylor Swift, che la vendita di vinili continui a rappresentare una fetta dell’agonizzante guadagno delle case discografiche e che molte band gestiscano in proprio le vendite del proprio catalogo e del proprio materiale, ricevendo magari gran poco in termini di numeri, ma almeno direttamente nelle proprie tasche. Costretti ormai a diventare agenti del proprio marketing presidiando costantemente i social, in assenza di reali investimenti da parte di case discografiche incapaci di inventare un nuovo modello di business che non sia quello delle ristampe e dell’ingolfamento di uscite in nome di un guadagno sempre più frazionato, vediamo oggi gruppi che vendono di tutto: vino, birra, te, tisane, oltre al classico merchandising e se da un lato tutto questo fa sorridere e tristezza al tempo stesso, la verità è che una catena di distribuzione fisica non esiste praticamente più e anche i mail order fanno gran fatica a sopravvivere. Allo stesso modo, la musica dal vivo riduce sempre di più i propri numeri e le proprie realtà, in favore di festival ed “eventi” costosissimi, con la piaga del “pit” esclusivo che magari significa spendere cifre folli per essere comunque a trenta/quaranta metri dal palco, mentre per gli altri a cento metri con un biglietto pagato “solo” settanta/ottanta euro… beh… ci sono i megaschermi. Accettare tutto questo e far morire i piccoli e medi club locali significa essere complici di un modello orribile e totalmente da boicottare. Fa invece piacere ed è da premiare il fatto che alcuni musicisti stiano apertamente ormai invitando a lasciare le piattaforme di streaming che non riconoscono loro che cifre ridicole o nulle, svilendo totalmente la professionalità e il lavoro che sta dietro alla nascita di un album. La comodità ormai sembra essere il solo parametro di un mondo in preda allo stress e con soglie di tolleranza ridotte allo zero assoluto e nel quale “impegno” è diventata una parolaccia, eppure ogni tanto ragionare in termini appena più alti del proprio bieco comodo, che poi assomiglia sempre più all’essere parte passiva del meccanismo malato che sta uccidendo la musica professionistica, farebbe la differenza e renderebbe -forse- le cose migliori per tutti. E’ un mondo in transizione il nostro. Qualcuno parla apertamente di decadenza e, in effetti, essa risulta innegabile, senza che ci sia in realtà un modello emergente che sembri vincente, atteso che anche l’autoritarismo imperante ha già ampiamente e storicamente mostrato i propri limiti e non sembra davvero un qualcosa in grado di garantire alcuno sviluppo e tanto meno le sicurezze che vuole sbandierare, sacrificando però sul proprio altare tutto ciò di buono che pure due secoli complessi e drammatici come il Diciannovesimo e il Ventesimo ci avevano lasciato. Vedremo cosa la sempre più evidente e inarrestabile crisi ecologica, economica e l’avvento ormai totalizzante delle intelligenze artificiali porteranno al nostro Mondo, nella consapevolezza che nessuna di queste emergenze viene governata come sarebbe auspicabile. Un nuovo Medioevo, dunque? La fine del Mondo, addirittura? Torniamo alla musica, amici miei e parliamo velocemente di questo 2025 dal piccolo angolo visuale di Metallized. Dalle classifiche dei nostri redattori emergono chiaramente vincitori e perdenti di quest’anno. Partendo proprio da questi ultimi, in un panorama abbastanza frammentato di delusioni, i nomi che inevitabilmente finiscono nel tritacarne delle critiche sono quelli più facilmente identificabili: Dark Angel, Sleep Token e Kadavar. Non mancano invece segnalazioni anche eccellenti, come Dream Theater, Helloween e Avantasia. Troppa severità? Dai migliori ci si attende sempre qualcosa di più ed è lecito quindi anche essere delusi da dischi magari di qualità, ma inferiori alle attese. Sul fronte dei vincitori, invece, non sorprende trovare i Deftones sul gradino più alto del podio, assieme a Coroner e, con una certa punta di orgoglio essendo peraltro uno dei pochissimi nomi “nuovi”, Messa. Ma molti sono i nomi meritevoli e citati ed è quindi con piacere che vi lascio alla lettura e alla scoperta di quanto indicato dalla Redazione.
GIANDOMENICO SESTITO “PANDO” E siamo giunti al magico momento di fine anno in cui flexiamo sui nostri ascolti e su ciò che riteniamo le cose migliori e la peggior. Purtroppo, c’è stata tanta roba davvero e spesso non si è riusciti a dare i giusti ascolti a ciò che meritava davvero recuperando solo a fine anno. Ozzy ci ha lasciato dopo un evento epocale per la storia del metal e del rock, lasciando un baratro nel mondo della musica, e ciò che ci prospetta nel 2026 non è neanche tanto buono con un underground arrancante con progetti penosi e addii come quello dei Megadeth (ancora da verificare), abbassando per quanto mi riguarda la soglia di tolleranza verso progetti privi di senso. Personalmente è stato un ottimo anno, finalmente ho avuto l’onore di vedere il leggendario King Diamond in una location adeguata, e sono stati raggiunti traguardi personali che hanno contribuito ad una prospettiva più che positiva sui futuri progetti musicali, radiofonici e “giornalistici”/accademici che spero di concretizzare nel breve periodo. Ma andiamo ora con la top 5 e il flop che è l’unica cosa che interessa a questa schiera di lettori, che non capisco perché si ostinIno a votare contro il disco delle Dune Aurora in fondo alla recensione nella sezione “Voto del lettore”:
TOP 5 Paradise Lost – Ascension Gaupa - Fyr Testament - Para Bellum Ghost - Skèleta Lucio Corsi – La chitarra nella roccia (Live Album) Menzione d’onore: Dune Aurora – Ice Desert Age
TOP OF THE FLOP Witchcraft – Idag (Mi spiace guagliò) Dark Angel – Extinction level event (mamma a monnezza…)
GRAZIANO MORETTI “AZOG” Una certezza di questo eterogeneo 2025 è che Coroner e Paradise Lost si sono ripresi lo scettro metallico, mentre i Lacuna Coil hanno retto alto il vessillo del metal tricolore. Due band ex aequo, King Witch e Avatarium, hanno dimostrato che si può comporre doom da prospettive diverse ottenendo risultati altrettanto validi ed affascinanti. Una scommessa: Josephine Orme, in arte Heartworms; questa donna sarà tra i protagonisti del futuro del rock. Delusione cocente: i miei amatissimi Kadavar che sembrano avere totalmente perso la bussola, alla deriva in una palude di mediocrità. Menzione speciale per Year of the Goat, Wucan, La Janara, Novembre, Messa, Halestorm, Amorphis, Psychonaut, Void of Sleep, Spiritbox e Novelists.
TOP 5 Paradise Lost - Ascension Coroner - Dissonance Theory Lacuna Coil - Sleepless Empire King Witch - III; Avatarium - Between You, God, the Devil and the Dead Heartworms - Glutton for Punishment
TOP OF THE FLOP Kadavar - I Just Want to Be a Sound
SARA RINALDI “LACRIMOSA” Questo 2025 è cominciato in un modo decisamente crudele, lento e pareva presentarsi privo di grandi aspettative, ma a sorpresa si è subito fatto ricredere, prima di tutto con le nuove uscite dei Lacrimosa, Ghost e del buon vecchio Billy Idol. Dopo un cambiamento inaspettato e insperato di vita è riuscito a stupirmi anche dal punto di vista musicale, che ha dato il meglio di sé a livello di uscite sicuramente nella seconda parte. Intanto il bellissimo concerto vicino casa degli In Flames con in apertura i nostri grandissimi Shores Of Null e poi tanti album decisamente riusciti da ascoltare,Katatonia, Paradise Lost, Novembers Doom, Novembre, ma mi sono fatta impressionare anche da lavori che potrebbero sembrare apparentemente lontani dalla mia sensibilità attuale, Igorrr in primis, Slaughter To Prevail, Avatar, Aphaenemer.
Segno che tutto è in mutamento, tutto può essere ancora scritto o riscritto e la nostra amata musica è ancora capace di stupirci e darci emozioni e accompagnare i nostri giorni e ricordi. Ci sono tanti dischi a cui non sono riuscita ancora a dare l'attenzione che meritano come gli Harakiri For The Sky , The Halo Effect, Clouds, Lorna Shore, Avantasia, che non vedo l'ora di vedere finalmente in concerto, e veramente tanti altri.
Questi sono però gli album che ritengo i più riusciti in assoluto di quest'anno in ordine sparso:
TOP 5:
1. Heretoir - Solastalgia
2. Nailed To Obscurity - Generation Of The Void
3. Amorphis - Borderland
4. The Devil's Trade - Nincs Szennyezetlen Szép
5. In Mourning - The Immortal
TOP OF THE FLOP:
Feuerschwanz - Knightclub
Peccato perché Memento Morì del 2021 mi era piaciuto molto, ma poi col successo che hanno riscosso, hanno trasformato la loro ironia e comicità in qualcosa di grottesco e discutibile, diventando la caricatura di loro stessi.
MARCO TONTI “SICKBOY” Un anno particolarmente difficile non mi ha permesso di ascoltare e recensire molti dischi, purtroppo. Ho potuto comunque mettere le mani su alcune uscite di pregio, tra grandi ritorni (Coroner), solide conferme (Byzantine) e gradite sorprese (Novembers Doom).
TOP 5 Coroner - Dissonance Theory Byzantine - Harbingers Novembers Doom - Major Arcana Deftones - private music Testament - Para Bellum
TOP OF THE FLOP Incite - Savage New Times
MASSIMO PATRUCCO “MATOCC” Un'annata di difficile valutazione quella appena trascorsa: se da un lato ho assistito a un gran numero di concerti, alcuni dei quali memorabili -vedi gli anniversari di Helloween e Maiden o la data italiana del Thrash of the Titans Tour- il 2025 è stato purtroppo funestato dalla scomparsa di Ozzy; sinceramente credevo che avrebbe seppellito TUTTI i suoi ex compagni -non voglio tirarla a nessuno sia chiaro!- ma a ben pensarci in realtà è strano che con i suoi trascorsi fatti di eccessi, sia arrivato fino alla sua età. Comunque, bando alla tristezza, ho messo nella mia classifica tra gli altri il ritorno dei Biohazard: Evan Seinfeld è stato di parola e come aveva anticipato l'anno scorso durante la data novarese della sua band i newyorkesi hanno dato alle stampe un nuovo -ottimo- lavoro; ma anche le altre mie scelte vanno su nomi storici e non per reverenza ma proprio per la validità dei loro dischi. Parlando invece di nuove leve, bellissimo anche il disco dei Mammoth (a.k.a. Wolfgang Van Halen).
TOP 5 Coroner - Dissonance Theory Testament - Para Bellum Alice Cooper - The Revenge of Alice Cooper Deftones - private music Biohazard - Divided We Fall
TOP OF THE FLOP Dark Angel - Extinction Level Event. Pur non trovandolo pessimo in assoluto (come invece moltissimi nostri lettori) mi aspettavo sicuramente qualcosa di più a livello compositivo, a maggior ragione se si pensa che questa band annovera tra le proprie fila un certo Gene Hoglan... francamente dopo più di tre decadi di attesa le aspettative erano ben altre, e a parità di inattività in studio -anno più, anno meno- il paragone con i Coroner è impietoso.
ALESSANDRO QUELL’OLLER “HORROR MANIAC” Un anno molto interessante dove ci sono state uscite top da più sottogeneri. Soprattutto in Italia ci sono stati dischi ottimi a trecentosessanta gradi, da artisti nuovi e vecchi e da band estreme ad altre più tradizionali fino a nomi emergenti più sperimentali.
TOP 5 Coroner - Dissonance Theory Cryptopsy - An Insatiable Violence Messa - The Spin Abysmal Grief - Taetra Philosophia Deftones - private music
TOP OF THE FLOP Machine Head - Unatoned
JACOPO BIZZOTTO “INDIGO” Un anno sul piano musicale a corrente alternata: del 2025 mi tengo stretto il magnum opus djent dei Vildhjarta, l’eccelsa doppia conferma di Spiritbox e Lorna Shore, il gradito ritorno dei Deftones e il primo album dei Three Days Grace dopo tredici anni con il figliol prodigo Adam Gontier. Il rovescio della medaglia riguarda invece il disappunto per l’ormai incontrollabile fenomeno delle band generate con l’AI (sconcertante e avvilente allo stesso modo) e la sempre più scomoda infiltrazione del pop nel modern metalcore, una colpa da attribuire in primis al successo degli Sleep Token, rei di portare avanti l’insidiosa formula vincente dove il metal - da architrave - diventa solo uno degli elementi in gioco. Sperando che questo trend da social smetta di fare ulteriori danni, si può comunque fare affidamento su tanti nomi che non hanno bisogno di questi trucchetti per mantenere vivo e in salute il metal alternativo.
TOP 5 Vildhjarta - Där skogen sjunger under evighetens granar Lorna Shore - I Feel the Everblack Festering Within Me Spiritbox - Tsunami Sea Deftones - private music Three Days Grace - Alienation
TOP OF THE FLOP Attack Attack! – II
ALESSANDRO BIONDO “SNAP” Questo è stato, musicalmente parlando, uno degli anni più sorprendenti e ricchi di musica fantastica che io ricordi, soprattutto nel metal. Vi dirò i miei 5 album preferiti ma ne ho amati molti altri; solo per citarne alcuni: Paleface Swiss, Bleed From Within, Igorrrr, Landmvrks, Stray From The Path, Rivers Of Nihil, Vildhjarta, Shadow Of Intent, Fit For A King, Dying Wish, Bloodywood, Underoath, Shadow Of Intent, Netherwalker e la lista sarebbe decisamente lunga. Il Metal è più vivo che mai! Approfittatene! Ps: Ozzy ci manchi ❤️
TOP 5 Greyhaven - Keep It Quiet The Callous Daoboys - I Don’t Want To See You In Even Tallah - Primeval - Obsession/Detachment Vianova - Hit It Whitechapel - Hymns In Dissonance
TOP OF THE FLOP Sleep Token - Even In Arcadia
LUIGI GALLO “(s)AINT” Il 2025 è stato un anno particolarmente forte per il metal e i suoi sottogeneri, con tanti lavori validi sia da parte di nomi storici sia da parte di band emergenti. Sono usciti album che hanno confermato carriere e altri che hanno spinto confini stilistici. Tra le migliori sorprese citerei The Devil’s Trade – Nincs szennyezetlen szép, una scoperta intrigante che fonde atmosfere folk/prog con intensità sonora. Barrens – Corpse Light, band emergente nel post-doom/psichedelia, contestualizzata come uno dei nomi più interessanti della scena nuova. Infine, Hemelbestormer – The Radiant Veil progetto che ha trovato risonanza per il suo approccio epico e dark, confermando la vivacità della scena underground, che risulta viva più che mai. Tra le top uscite, invece, vanno sicuramente menzionati i seguenti album:
TOP 5 Deftones - private music Messa - The Spin Coroner - Dissonance Theory Paradise Lost - Ascension Psychonaut - World Maker
TOP OF THE FLOP Soulfly – Chama Perché da Max ci si aspetta sempre qualcosa in più e non la solita solfa che ormai si protrae da tempo; lavoro piatto rispetto al trittico precedente: Archangel, Ritual e Totem molto validi.
EMILIANO BARTOLUCCI “EMILIANO76” Ho scelto questi dischi perché rappresentano un raro picco di creatività in un periodo storico segnato da stanchezza espressiva e ripetizione. Sono lavori che utilizzano il linguaggio heavy metal — soprattutto nelle sue declinazioni gotiche e decadenti — per leggere l’attualità, il senso di crisi e di fine che attraversa il nostro tempo. Sono dischi che trasformano l'inquietudine in consapevolezza e per questo li ritengo un atto di coraggio. In questo presente confuso e fragile, questi album dimostrano che il metal può ancora essere una forma di pensiero, magari non profondamente politico, ma meditativo e sicuramente di riflessione, appunto, oltre che di suono.
TOP 5 Paradise Lost – Ascension Messa – The Spin Novembre – Words of Indigo Creeper – Sanguivore II: Mistress of Death Atomic Rooster – Circle the Sun
MICHAEL ROSENBERG “DJ” Un anno interessante, con diverse uscite davvero valide pur senza una lista di veri e propri capolavori. Oltre alla top 5, note di menzione per Cosmic Cathedral, A-Z nel prog, H.e.a.t, W.E.T. e Moratti nell’hard rock, oltre ad Amorphis e al come back dei Coroner.
Top 5: Treat - The Wild Card Everon - Shells Labyrinth - In the Vanishing Echoes of Goodbye Joe Bonamassa - Breakthrough Steven Wilson - The Overview
TOP OF THE FLOP Avantasia in primis, ma anche da Helloween, Rage e Dream Theater era lecito aspettarsi di piú.
FRANCO LEONETTI “FRANKISS” Il 2025 si è rivelato un anno con buone uscite per quanto concerne l’ambito hard rock e affini, anche se la scomparsa di Ace Frehley dei Kiss ha intristito tutti, facendo perdere uno dei punti di riferimento con la storia. Ace è stato l’icona, il guitar hero spaziale e l’esempio a cui si sono ispirati centinaia e centinaia di band per cominciare la carriera a sette note: gruppi come Metallica, Pantera, Anthrax e tantissimi altri, probabilmente non sarebbero esistiti senza l’apporto fondamentale di Ace e dei suoi compagni mascherati. Per quanto concerne le classifiche: i Perfect Plan continuano il loro viaggio meraviglioso, i Wings Of Steel tornano con il Dio Metallo nelle vene, The Hellacopters lasciano il segno, il debutto dei Backlash si dimostra molto promettente come il nuovo inizio di Wolf Van Halen con i suoi Mammoth. Delusione: Doro fa lo stesso disco da 40 anni, i grandi e storici L.A. Guns ormai incidono dischi solo per diletto senza sacro fuoco nelle corde.
TOP 5 Perfect Plan - Heart of a Lion Wings of Steel - Winds of Time The Hellacopters - Overdriver Backlash - Time to Impact Mammoth - The End TOP OF THE FLOP Doro - Warriors of the Sea L.A. Guns - Leopard Skin
MATTEO TRAMBUSTI “AFTERDARK” Il 2025 é stato un anno estremamente complesso a livello personale e professionale e ha visto la necessità di rimettersi in discussione in molti modi non preventivabili, ma proprio per questo ha dato anche un grande slancio a cercare di abbracciare al meglio i cambiamenti incorsi e a non farsi sopraffare da essi. Musicalmente non ha regalato sorprese inattese come l’anno precedente, ma alcuni buoni dischi si (l’ordine é assolutamente casuale e non di merito)
TOP 5
H.E.A.T. - Welcome to the Future
Ghost - Skeletá
FM - Brotherhood
The Night Flight Orchestra - Give Us the Moon
Styx - Circling From Above
TOP OF THE FLOP
Alestorm - The Thinderfist Chronicles
SIMONE CALLONI “MCCALLON” Un 2025 che ha offerto poco sul piano degli album completi, salvo alcune rare eccezioni; meglio sul piano delle singole canzoni, con pezzi che si sono segnalati anche al di fuori del contesto del proprio disco; un anno in cui ho avuto anche meno tempo da dedicare all’ascolto di musica, e questo può certamente aver contribuito a dare vita a questa percezione. Una menzione d'onore per Bruce Dickinson, con la versione aggiornata di Balls to Picasso, More Balls to Picasso, che però non ho incluso in classifica perché l'album vero e proprio è del 1994. Ecco, dunque, la mia Top 5 per l’anno appena trascorso:
TOP 5 Novembre - Words of Indigo Wicked Movie Cast - Wicked: For Good - The Soundtrack Spiritworld - Helldorado H.E.A.T - Welcome to the Future Bresh - Mediterraneo
TOP OF THE FLOP Chevelle - Bright as Blasphemy in nessun modo un cattivo album, ma dopo l'ispiratissimo NIRATIAS del 2021 mi aspettavo un ritorno in pompa magna che c'è stato solo marginalmente; in conclusione, un disco godibile che però non ha ripagato le alte aspettative che portavo con me al momento dell'ascolto.
RICCARDO C. FERDENZI “METALRAW” Un anno particolarmente impegnativo sotto tutti i punti di vista, il 2025 mi ha regalato diverse soddisfazioni musicali. In assenza di vere e proprie hit cinematografiche, ci ha pensato l’heavy metal a compensare a dovere grazie a una serie pressoché devastante di top-album, chicche da menzionare e, perché no, flop clamorosi. Dagli spettacolari rientri discografici che quasi nessuno si aspettava (Coroner / Biohazard) alle conferme ricche di pathos (Messa / Deftones), fino alle nuove leve in gran spolvero. Dissonance Theory dei Coroner è un album inarrivabile con qualche contendente (Harbingers dei Byzantine su tutti), mentre il resto della heavy-truppa ha cavalcato come si deve, regalandoci album di pregio (Paradise Lost - Ascension) ed epiche battaglie estreme (Lorna Shore - I Feel The Everblack Festering Within Me). Insomma, oltre alla classica TOP 5, ci sono doverose menzioni d’onore. In aggiunta agli entusiasmi live (Luppolo In Rock ; Helloween - 40th Anniversary Tour ; Rise Of The Northstar), segnaliamo anche scivoloni annunciati (Dark Angel e l’imbarazzante Extinction Level Event) e album fuori focus (Machine Head - Unatoned). Horns Up!
TOP 5 Coroner - Dissonance Theory Byzantine - Harbingers Messa - The Spin Orbit Culture - Death Above Life Deftones - private music
TOP OF THE FLOP: Dark Angel - Extinction Level Event
ALBERTO SILINI “GRISO” Difficile per me isolare i cinque migliori dischi dell'anno appena trascorso, tanto il 2025 è stato colmo di uscite significative. Da vecchi amori di gioventù (Deftones) a inaspettati ed improbabili colpi di fulmine (Violator, Imperial Triumphant), passando per le conferme di album molto attesi (il nuovo dei Drain e, soprattutto, Iconoclasts di Anna von Hausswolf, capolavoro di questo 2025 per quanto mi riguarda), gli ultimi 12 mesi sono stati davvero ricchi. Forse anche perché questa musica ha saputo entrare in risonanza con le emozioni forti di un anno molto intenso, tanto in negativo che, fortunatamente, in positivo.
TOP 5 Drain - ...is Your Friend Violator – Unholy Retribution Deftones – private music Imperial Triumphant – Goldstar Anna von Hausswolf – Iconoclasts
TOP OF THE FLOP Per me, la grande delusione dell'anno è stata il nuovo album dei Malevolence -un disco di livello eccelso, sicuramente il più curato, ambizioso e stratificato della band di Sheffield. Eppure, allontanandosi parzialmente dal sound dei primi dischi, Where Only the Truth Is Spoken si è rivelato, almeno per me, molto meno incisivo.
ALESSANDRO PAVONCELLO “WONDERBOY Il 2025 è stato altalenante ma non sono mancati grandi ritorni e reunion di grande impatto. Sul fronte dei successi, la scena è stata dominata dalla maestria degli IQ con Dominion e dalla visione spaziale di Steven Wilson in The Overview, entrambi capaci di elevare il prog a nuove vette di sofisticatezza. A questi si affiancano l'emozionante ritorno degli Everon con Shells, le trame ipnotiche e blueseggianti dei Messa in The Spin e l'immancabile Sammet con la sua creatura Avantasia. Di contro, il panorama delle (mie) delusioni è guidato paradossalmente da uno dei dischi più celebrati dell'anno: Parasomnia dei Dream Theater. Nonostante un'accoglienza generale entusiastica da parte dei fan, galvanizzati dal grande ritorno di Portnoy, il teatro dei sogni non è più quello di una volta, e la stanchezza si fa sentire. Una stanchezza creativa che accomuna anche le ultime fatiche di Sabaton e Arch Enemy, bloccati in formule ormai sature. Anche Even in Arcadia degli Sleep Token e lo stucchevole Power Train dei Majestica lasciano il tempo che trovano; lavori che, pur nella loro perfezione formale, non riescono a lasciare il segno.
TOP 5 IQ - Dominion Steven Wilson - The Overview Everon - Shells Messa - The Spin Avantasia - Here Be Dragons
TOP OF THE FLOP Dream Theater - Parasomnia Sabaton - Legends Arch Enemy - Blood Dynasty Majestica - Power Train Sleep Token - Even in Arcadia
NICCOLO’ SACCHI “TYPHON” Un 2025 musicale per me poco stimolante dal punto di vista strettamente personale, che mi fa guardare al 2026 ripromettendomi di impegnarmi nel ritrovare quella scintilla che ho faticato ad accendere negli ultimi mesi. Anche ad uno sguardo più generale l’anno trascorso mi è parso presentare una scena metal un po’ meno brillante del solito: qualche buona uscita, soprattutto in ambito black, ma poco che mi abbia fatto gridare al miracolo. Flop quasi scontato, ma obbligato.
TOP 5 1914 – Viribus Unitis Cradle of Filth – Screaming of the Valkyries Coroner – Dissonance Theory Teitanblood – From the Visceral Abyss Quest Master – Obscure Power
TOP OF THE FLOP Sleep Token – Even in Arcadia
ANDREA BARRICELLI “BARRY” Anno particolare, il 2025 appena trascorso: dominato sostanzialmente da alcuni grandi “vecchi” della scena metal, ha tuttavia anche visto almeno un clamoroso flop proprio fra i suddetti, purtroppo facilmente intuibile. In sostanza, se da un lato abbiamo avuto la conferma che certi nomi sono immarcescibili, dall'altro dobbiamo renderci conto, una volta di più, che non sempre l'esperienza paga e che, talvolta, è necessario spingersi oltre il nome importante di turno (dovrei farlo io per primo, a giudicare dalla mia classifica!) e scoprire qualche chicca in più
TOP 5 Testament – Parabellum Deftones – Private Music Sabaton – Legends Dream Theater - Parasomnia Yungblud – Idols
TOP OF THE FLOP Dark Angel – Extinction Level Event
ROBERTO DI GAUDIO “VICARIOUS” Per i fan del progressive metal gli anni musicali vengono scanditi dalle uscite discografiche dei Dream Theater e i giorni di calendario che separano il nuovo album dal precedente, impossibile quindi non menzionare il ritorno evento di Portnoy in studio. Lo scettro di miglior disco probabilmente va ai maestri del neo prog britannico, gli IQ, mentre è da segnalare il nuovo lavoro degli Ihlo, giovani e brillanti progster inglesi. Non manca l'orgoglio italiano in questa classifica con la nuova magistrale uscita dei Labyrinth ed infine inserisco con piacere i Green Carnation, i norvegesi mai banali che ancora una volta stupiscono per creatività e qualità sopraffina.
TOP 5 IQ - Dominion Dream Theater - Parasomnia Ihlo - Legacy Labyrinth - In the Vanishing Echoes of Goodbye Green Carnation - A Dark Poem Part I
TOP OF THE FLOP Sleep Token – Even in Arcadia
FEDERICO TOGNOLI “TOGNO89” Un 2025 sempre dominato da pop e hip hop! Nel rock qualcosa si muove, nel metal molto meno. Mi sono affidato a vecchie glorie come i Deftones e gli Helloween. Veramente ammirevoli i primi, la band appartenente al panorama alternative/nu metal invecchiata meglio, capace di andare oltre l'intero filone. Private Music è un tuffo a bomba nella loro storia discografica. Giants & Monsters mi ha particolarmente emozionato lì ove Kai Hansen diviene protagonista. I The Night Flight Orchestra sono tornati a spingere pesantemente con un disco che è un chiaro omaggio a tutto ciò che è stato partorito in Svezia tra i '70 e gli '80. E a proposito di Svezia, The Hives Forever Forever the Hives ci riconsegna la band ai fasti di un tempo. Infine, è stato per me graditissimo il ritorno sulle scene (sia in studio, sia soprattutto in sede live) dei bergamaschi Folkstone.
TOP 5 The Hives - The Hives Forever Forever the Hives Deftones - Private Music The Night Flight Orchestra - Give Us the Moon Folkstone - Natura Morta Helloween - Giants & Monsters
TOP OF THE FLOP Giant - Stand and Deliver
SAVERIO COMELLINI “LIZARD” Anno particolarmente pesante a livello personale che ha coinciso con una sempre maggior difficoltà nello stare dietro al sito, ai concerti e agli ascolti. Anno che oltretutto è stato funestato da notizie sconfortanti e sconvolgenti, per usare veramente un eufemismo, da un punto di vista politico e geopolitico. Insomma, un sacco di schiaffi attraverso i quali la musica ha tentato, come sempre, di essere ancora di salvezza e curatrice. La classifica che ne segue è legata quindi a quello che sono comunque riuscito ad ascoltare e metabolizzare, nella consapevolezza che tanti sono i nomi che avrei ancora da recuperare (a partire -sigh- dai miei amati Coroner).
Top 5 Blood Vulture – Die Close Year of the Goat – Trivia Goddess La Janara – Le Donne Magiche Paradise Lost – Ascension Messa – The Spin
TOP OF THE FLOP Kadavar – I Just Want to Be a Sound / K.A.D.A.V.A.R.
TOP OF THE YEAR Deftones – private music Coroner – Dissonance Theory Messa – The Spin Paradise Lost – Ascension Testament – Para Bellum Dream Theater - Parasomnia Ghost - Skeléta The Night Flight Orchestra - Give Us the Moon Everon - Shells IQ - Dominion Labyrinth - In the Vanishing Echoes of Goodbye Novembre - Words of Indigo Steven Wilson - The Overview
FLOP OF THE YEAR Dark Angel - Extinction Level Event Sleep Token – Even in Arcadia Kadavar – I Just Want to Be a Sound
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Per me personalmente sul podio ci sono l\'ultimo dei Testament e dei Biohazard. |
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Per quanto mi riguarda il 2025 è stato uno degli anni più altalenanti della mia vita. I primi 5 mesi sulle stelle, gli altri nelle stalle. Speriamo che questo 2026 sia più equilibrato e con qualche soddisfazione in più. E che almeno mi funzioni il giradischi, che nel 2025 è stato perennemente in convalescenza. Musicalmente parlando devo recuperare ancora molte cose che metterei sicuramente in top, ma devo ancora approfondire. Tipo Architects, Coroner, Deafheaven, Turnstile, Faetooth, Splitdogs, Messa etc.. Tra gli album invece ascoltati bene che mi sento di menzionare ci sono i Testament con Para bellum, gran discone come non ne facevano da un pezzo. I The Callous Daoboys con I don\'t want to see you in Heaven, Gli Sleep Token con Even in Arcadia, si a me è piaciuto molto, I White Chapel con Hymns in Dissonance e basta credo. Il resto degli ascolti e acquisti appartiene o al 2024 o ad un passato più remoto. Quest\'anno ad esempio ho ascoltato anche molto jazz. |
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Biohazard \"Divided we fall\"
Creeper \"Sanguivore II\"
Deftones \"Private music\"
Drain \"...Is your friend\"
Gridiron \"Poetry for pain\"
Killswitch Engage \"This consequence\"
Paradise lost \"Ascension\"
Rise of the north star \"Chapter 4 red falcon\"
Testament \"Parabellum\"
Coroner \"Dissonance theory\" |
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A me fa ridere il Graz che esalta i Majestica quando sono super derivativi, Tommy Johansson è molto più creativo con le cover, facesse una cover band farebbe i milioni. |
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Molto simpatico leggere articoli come questo che tracciano un bilancio del 2025 appena passato. Noto che non è presente il sempre notevole Monsieur Raven. Problemi?
Per quanto mi riguarda, un anno un po\' problematico per noi del vino a causa dei dazi ballerini e salterini del bullo della White House. Parlando di musica, confesso di non aver ascoltato Coroner, Deftones e altri citati. Naturalmente la classificazione va a gusto personale, pour moi, e non per l\'importanza dell\'uscita sulla scena musicale.
Su tutti mi hanno molto emozionato Solastalgia degli Heretoir e i Novembre. Seguono i Messa che non hanno ripetuto la meraviglia di Close ma The Spin è notevole. Poi metto Neopolis dei Lights of Vimana. Quarto posto alle sperimentazioni di Blut Aus Nord con Ethereal Horizons e Abur dei Pothamus (molto Third Ear Band per chi ha qualche anno). Infine al quinto posto metto Afsky con Fællesskab, Bloodbark con Sacred Sound of Solitude e Wayhome dei Kauan.
Tra le delusioni, Avantasia, Before the Dawn, Behemoth ed Elvenking.
Happy 2026 et au revoir.
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Bell’articolo ragazzi, sono molto in sintonia con le riflessioni che fate. Con un po’ di amarezza… ma non senza positività, sperando che ogni anno sia meglio di quello prima, sotto ogni punto di vista. Daje!!! Passando alla musica del 2025 il mio podio lo compongono Coroner, Lorna Shore e Paradise Lost. Ma tanti altri dischi hanno girato spesso sul piatto/lettore quest’anno. In ordine sparso direi Testament, Cradle of Filth, Treat, Novembre, Messa, H.e.a.t., Labyrinth, Hirax, Fm, Harem Scarem, Death SS, Cryptopsy, Blut aus Nord, A-Z, Everon, Perfect Plan, Giant, Iq, Wings of Steel, Paradox… e sicuramente pure qualcun altro che mi sfugge… |
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Una cosa è sicura: siamo d\'accordo con tutti che Deftones, Coroner e Paradise Lost sono stati i più citati e i più apprezzati, di questo mi fa solo molto piacere, ad essere onesto ci sono alcuni album di alcune band che provengono da ciascuno dei vari flop: i Rage a parte qualche canzone dell\'ultimo album, il resto è dimenticabile. Gli Helloween molto meglio ad essere onesto (preferisco l\'ultimo al precedente) i Dreams Theater invece per quanto apprezzi Parasomnia secondo me manca l\'effetto che erano riusciti a dare con i due precedenti che ho apprezzato maggiormente, più catchy ma questo non significa che non abbiano canzoni belle (Bend the Clock in primis) e infine il flop dei flop, Chama dei Soulfly, il vero punto basso di Max Cavalera, un album che mi ha fatto rivalutare parecchio Savages ed Enslaved
Menzione d\'onore per i Testament che mi hanno regalato momenti belli con questo Para Bellum. |
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Bellissimo articolo, complimenti ragazzi. Spiace leggere che la vita sia stata particolarmente dura per qualcuno di voi, auguro a tutta l’ottima redazione di Metallized che questo 2026 sia un nuovo, migliore, inizio.
Musicalmente mi sono ripromesso di approcciare molte delle bands suggerite da voi e dagli altri utenti. La morte di Ozzy mi ha colpito, perché é lui, ma anche perché sono tanti i miei eroi che sono in là cogli anni, e/o hanno una salute cagionevole. Cito su tutti Ritchie Blackmore che è stato colpito da un infarto e, nonostante questo, sta provando a riproporre live i Blackmore’s Night. Ho gradito molto il disco dei Lacuna Coil tra le varie uscite, e gli Avatarium. Cito Ghost, Sabaton, Dream Theater tra le delusioni di quest’anno. |
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A me balzano all\'occhio i Sabaton nei top di Barry e nei flop di Wonderboy... più che altro però leggo l\'articolo e mi dispiaccio per le difficoltà avute dal sito e la sua crew, delle quali ci eravamo in effetti accorti e mi sento di ringraziare doppiamente tutta la redazione, se oggi siamo ancora qui a raccontarcelo. |
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11
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Mi ci vorrà ancora un po\' di tempo per stilare una classifica, ma ormai si sa, vivo in differita. |
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10
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Balza all\' occhio come i Lorna Shore, a parte il secondo posto nella Top 5 di Indigo, vengano praticamente ignorati. |
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@6 Io aggiungerei Agriculture - The Spiritual Sound a quella lista (e devo recuperarne un paio dei tuoi che mi son perso...), per il resto, così su due piedi dico Deafheaven, Coroner (non è il mio genere ma chapeau), Spiritbox, Halestorm, Lorna Shore... Riordino le idee e ripasso più avanti. |
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I miei 10 album del 2025 (in ordine sparso) sono quelli di: Avatarium, Messa, Amorphis, Joe Bonamassa, Creeper, King Witch, Halestorm, Paradise Lost, Wings of Steel e Ginevra.
Altri cinque che sono usciti nel 25 e che mi sono piaciuti un sacco: Perfect Plan, Night Flight Orchestra, The Vintage Caravan, H.e.a.t e Moonlight Haze .
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7
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Non avrei mai pensato di entrare qui dentro pensando \"vediamo cosa mi viene voglia di recuperare\" ed uscire con un album di Lucio Corsi (segnalato da @Pando) segnato nel mio pro memoria. |
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6
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!!! Midnight Silence: Overgrown paths !!!
1 Blackbraid: Blackbraid III
2 1914: Viribus Unitis
3 Echoes of gloom: The minds eternal...
4 Autrest: Burning Embers, Forgotten woods
5 Havukruunu: Tavastland
6 ...And oceans...: The regeneration itinerary
7 Waldgefluster: Knochengesange I
8 Saor: Amidst the ruins
9 Det weg einer freihalt: Innern
10 An abstract illusion: The sleeping city
11 Afsky: Faellesskab
12 The great old ones: Kadath
13 Austere: The stillness of dissolution
Un po\' di black qui eheh |
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5
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Deftones – private music
Coroner – Dissonance Theory
Messa – The Spin
Paradise Lost – Ascension
Ghost - Skeletá
1914 – Viribus Unitis |
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4
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Nekya degli Acherontas per me è il disco dell\'anno.. La miglior band che ho scoperto sono i Sumerian Tombs, la delusione piu grande ovviamente i Dark Angel, miglior album thrash i Coroner, miglior album death..ce ne sono troppi per scegliere, posso dire Drawn and quartered, Corpus Offal, Escarnium e altri |
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3
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Disco dell\'anno Live at Pompei dei Pink Floyd. Se non partecipa alla competizione direi: Halestorm in leggero vantaggio su Paradise Lost, Everon, Yungblud. Per il quinto posto sono tutt\'ora in lizza Coroner, Third Mind, Wings of Steel, Amorphis |
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2
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... coroner...messa...lorna shore....Orbit culture...heat...void...dream theater... |
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1
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Ci sarebbero tanti nomi ma se devo limitarmi a una top 5 ci metto:Coroner-Messa-Paradise Lost-Steven Wilson-Novembre. Ripeto molte band mi hanno soddisfatto nel 2025 e dovrei metterne un\'altra decina...aggiungo solo gli Ancient Bards e la versione 2025 del classico Live At Pompei dei PF,certo non un inedito ma visto il lavoro egregio di Wilson è doveroso citarlo. |
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