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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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13/02/2016
( 8617 letture )
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I francesi Gojira sono una delle formazioni di metal estremo più celebri del nuovo millennio: la loro particolare proposta musicale, sicuramente non facile da descrivere, si è poi rivelata d'ispirazione per diversi complessi sorti in questi ultimi anni e appartenenti al ramo più multiforme del metal. Formatosi nel 1996 a Bayonne e chiamato originariamente Godzilla, il quartetto composto dai fratelli Joe e Mario Duplantier (alla voce e alla chitarra il primo, alla batteria il secondo), Christian Andreu (chitarra) e Jean-Michel Labadie (basso) -tra l'altro, line-up mai modificata in quasi 20 anni di attività- rilascia quattro demo autoprodotti (Victim, Possessed, Saturate e Wisdom Comes) nel giro di quattro anni, l'ultimo dopo aver adottato, per motivi legali, il moniker attuale, che corrisponde semplicemente alla pronuncia orientale del famosissimo mostro del cinema giapponese.
Pur essendo ancora piuttosto embrionali, già nei primi lavori è più che evidente, oltre alla buona capacità tecnica dei componenti, l'attitudine del gruppo al "crossover" di generi estremi: quello di queste release è un thrash/death metal vario ed elegante che spazia da momenti più tradizionali a sezioni più intricate ed elaborate à la Death (periodo Human) e Atheist, a rallentamenti di scuola doom/sludge. Il debutto su full-length dei Gojira viene invece pubblicato nel 2001 per la label Gabriel Editions: Terra Incognita, questo il titolo dell'album, può essere considerato la diretta evoluzione stilistica di Saturate e Wisdom Comes, che già mostravano delle sonorità più ricercate rispetto ai più crudi e diretti Victim e Possessed (non a caso, ben sette brani su quattordici, poi comunque ri-arrangiati, erano già presenti negli ultimi due demo rilasciati).
Pur ripartendo da quanto già espresso precedentemente, però, con Terra Incognita il quartetto francese compie un ulteriore passo in avanti e riesce ad imporsi prepotentemente nella scena metal dei primi anni 2000, allargando ancora di più il campo referenziale e coniando uno stile personale e riconoscibile che, più che innovare radicalmente, fagocita e rielabora sonorità e modus operandi tra i più disparati: l'influenza principale è il thrash metal degli anni '90 (componente decisamente più accentuata rispetto agli esordi), quello "classico" dei Sepultura di Chaos A.D. (evidente nel riffing molto spesso ritmato ed imponente), ma in alcune parti più complesse e meccaniche sembra di ascoltare anche quello dei Meshuggah (senza, però, l'indescrivibile complessità ritmica e l'atmosfera claustrofobica della band di Fredrik Thordendal); le sfuriate di chitarra e i blast beat, nonché la voce ringhiata di Joe Duplantier sono, invece, eredi del death metal più intransigente.
Non mancano, inoltre, sezioni più atmosferiche ed evocative: degli esempi sono gli intermezzi strumentali 04 (caratterizzato da quel tapping "alieno" che ormai è uno dei segni distintivi di questo gruppo) e 5988 Trillions de Tonnes, ma anche alcuni arpeggi che rievocano addirittura i momenti più distesi del post metal di Neurosis e Isis, basti sentire 1990 Quatrillions de Tonnes -soprattutto- e l'intro di In The Forest, che poi esplode nel solito turbinio di riff e doppio pedale. Diretta conseguenza di questo sound dalle più anime è la dinamicità della struttura dei brani e i frequenti cambi di velocità, caratteristiche che danno al disco una sfumatura prog.
Nonostante qualche volta si abbia la sensazione di un'eterogeneità eccessiva (difetto accentuato dalla durata -quasi un'ora e dieci minuti), Terra Incognita rimane un album più che buono e un lavoro imprescindibile per gli amanti delle sonorità brutali ma sofisticate, oltre che uno dei punti più alti della discografia dei Gojira, che due anni dopo replicheranno con l'altrettanto acclamato The Link.
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10
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Lo so, sono vecchi di anni, ma non resisto dallo scrivere che i commenti 7 e 9 (soprattutto quest\'ultimo, uno schifo) sono improponibili e inaccettabili. |
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9
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Gruppetto del cazzo per bimbiminkia da sempre... |
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8
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Lo sto riascoltando in questo momento e dico che il voto é basso. Per me minimo 90. |
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7
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Per me solo un gruppo paraculo che non aggiunge nulla di interessante. Riffoni e riffoni...embè? |
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6
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Disco spacca ossa come pochi. Molto bello. |
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5
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Il migliore dei francesi,riff implacabili e strutture dei brani semplicemente perfette.Un 90 grande come una casa |
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4
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Bellissimo, già qui si intravedeva il valore di questa grande band. Clone, Lizard Skin e Love pezzi paurosi. Voto giusto. |
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3
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Decisamente una band devastante |
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2
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love è una delle canzoni più potenti che abbia mai ascoltato... rabbia pura |
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1
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X me il migliore dei gojira |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Clone 2. Lizard Skin 3. Satan is a Lawyer 4. 04 5. Blow Me Away You (Niverse) 6. 5988 Trillions de Tonnes 7. Deliverance 8. Space Time 9. On the B.O.T.A 10. Rise 11. Fire is Everything 12. Love 13. 1990 Quatrillions de Tonnes 14. In the Forest
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Line Up
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Joe Duplantier (Voce, Chitarra) Christian Andreu (Chitarra) Jean-Michel Labadie (Basso) Mario Duplantier (Batteria)
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