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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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05/03/2023
( 1178 letture )
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Non ce ne vogliano i Fake Names per il gioco di parole un po’ povero, ma i nomi che si celano dietro questo progetto sono tutt’altro che finti. “Altisonanti” sarebbe una buona alternativa: tra le fila di questo (super)gruppo nato nel 2016 militano nientemeno che il cantante Dennis Lyxzén (Refused), Brian Baker, cofondatore dei Minor Threat e chitarrista dei Bad Religion dal 1994, Michael Hampton, ascia degli storici e fugaci State of Alert, Johnny Temple dei Girls Against Boys al basso e Brendan Canty, batterista dei Fugazi dal 1987 al 2003. Non è esagerato dunque affermare che il Quintetto concentri la crème de la crème di un certo panorama (post/melodic) hardcore degli ultimi trenta-quarant’anni.
Un universo musicale che ha ben poco ha che spartire con il contenuto di Expendables, secondo album uscito tre anni dopo il debutto omonimo. Rispetto al discreto esordio, il nuovo nato affina la proposta in un risultato che, ci informa la nota stampa, accoppia l’ineguagliabile pedigree dei partecipanti con una sensibilità pop leggermente inaspettata e del tutto soddisfacente. E per una volta, il discorso promozionale non è poi così lontano dalla verità: concretamente, siamo davanti a uno scoppiettante miscuglio di punk britannico della prima ora, garage, classic rock e power-pop, orecchiabile e molto melodico. Nessuna traccia della violenza dei gruppi d’origine quindi, rimane invece una cupa asperità di fondo, infilata discretamente tra due refrains radiofonici. L’iniziale Targets, ne è un buon esempio, con il suo incedere pulsante e frastagliato, rapidamente soffocato da un ritornello catchy. Il potente basso di Johnny Temple detta i tempi di un brano fresco e godibile, portato dalla voce squillante di un Dennis Lyxzén in gran forma. Per tutta la durata del disco, la prova vocale del singer svedese svetta con decisione sulla scarna pasta strumentale tessuta dai compagni, rivelandosi il vero asso nella manica del progetto Fake Names. La seguente title-track ripete l’indovinata formula dell’opener, arrivando a scomodare persino certi Bad Religion durante il memorabile refrain, mentre il singolo Delete Myself oscilla marziale da qualche parte tra il surf, il garage e il punk. Talvolta le atmosfere si fanno vagamente più avvolgenti (Can't Take It) o intimiste (Madtown, Caught In Between) ma, il più delle volte, è il volto più schiettamente (e melodicamente) punk a prevalere (Go, Damage Done). Un immaginario “distopico anni ’70” (parole della band) completa il quadro di un disco non privo di attimi grigi, ma globalmente leggero e solare.
Expendables si consuma quindi piacevolmente nel giro di una decina di brani semplici e composti di pochi, dosati ingredienti. Come il genere vuole, i musicisti mettono il loro senza strafare (ad eccezione forse dell’interessante prova di Brendan Canty dietro le pelli) convergendo in un suono minimalista e funzionale, coronato dal già citato Lyxzén in palla dietro al microfono. L’esperienza dei nomi coinvolti ha comunque modo di farsi sentire, cementando una proposta dalla buona solidità di fondo. Senza essere imprescindibile, il secondo lascito dei Fake Names offre un ascolto variegato e intrattenente, sapientemente confezionato da mani esperte. Resta da sapere se, alla luce della natura del gruppo, ciò che a prima vista appare come un divertissement per cinque vecchi lupi di mare possa acquistare la consistenza di un gruppo vero e proprio.
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Targets 2. Expendables 3. Delete Myself 4. Go 5. Don't Blame Yourself 6. Can't Take It 7. Damage Done 8. Madtown 9. Caught In Between 10. Too Little Too Late
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Line Up
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Dennis Lyxzén (Voce) Brian Baker (Chitarra) Michael Hampton (Chitarra) Johnny Temple (Basso) Brendan Canty (Batteria)
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RECENSIONI |
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