IN EVIDENZA
Album

Forbidden
Forbidden
Autoprodotti

Plini
An Unnameable Desire
CERCA
RICERCA RECENSIONI
PER GENERE
PER ANNO
PER FASCIA DI VOTO
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

05/11/26
CALLIOPE
Nel Mio Cerchio

06/11/26
STEVEN WILSON
Requiem for a Village

06/11/26
SHOGUN MOJO
Shogun Mojo

06/11/26
CULT OF LUNA
In the Shadow of Your Shadow

06/11/26
ASIA
Indigo

13/11/26
IRON SAVIOR
Deathbringer

13/11/26
ZEBRA
V

19/11/26
ANGELUS APATRIDA
The Reckoning

20/11/26
GIRISH AND THE CHRONICLES
Disintegrate

20/11/26
DOWN
Volume V

CONCERTI

17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)

18/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
HALL - PADOVA

02/12/26
ACCEPT + DYNAZTY + TAILGUNNER
ALCATRAZ - MILANO

30/03/27
RUSH
Unipol Dome - Milano

Kansas - Audio-Visions
31/10/2026
( 487 letture )
Gli anni ’80, ovviamente, sono stati un’epoca contrassegnata da grandi cambiamenti, ma parlarne significa spesso imbattersi nella lacrimuccia che scende sul volto dei nostalgici. Audio-Visions, ottavo album in studio dei Kansas, è parte integrante di quel periodo e ne conserva ancora tutte le caratteristiche. Nel 1980 il gruppo americano si trova ad affrontare una fase delicata, con Kerry Livgren e Steve Walsh sempre più distanti nelle rispettive visioni musicali. Da questa tensione nasce un album irregolare, nel quale la complessità del progressive convive con una scrittura più accessibile e con sonorità orientate verso la radiofonia del periodo.

L'apertura di Relentless è energica e mette subito in evidenza il lato più rock della band. Anything For You amplia il discorso con cambi di atmosfera e passaggi più elaborati, mentre Hold On punta su una melodia immediata, destinata a diventare uno dei brani più conosciuti del repertorio. È una canzone che mostra bene la direzione intrapresa dai Kansas, sempre meno interessati a mantenere una separazione netta tra ricerca strumentale e forma canzone.
Con Loner si torna a un rock più ruvido e diretto, mentre Curtain Of Iron recupera strutture articolate e sviluppi strumentali più vicini alla tradizione progressive del gruppo. Sono due facce diverse della stessa identità, che in questo album riescono a convivere senza sempre trovare una sintesi perfetta.
Got To Rock On è uno degli episodi più immediati, costruito attorno a un andamento deciso e a un approccio più essenziale. Don't Open Your Eyes mantiene la linea melodica, mentre No One Together si distingue per la durata e per una struttura più ricca, nella quale tastiere, chitarre e violino contribuiscono a creare un arrangiamento più ambizioso. No Room For A Stranger scorre rapidamente, mentre Back Door chiude il disco con un tono più raccolto e malinconico.
Il contributo di Steve Walsh e Kerry Livgren rimane determinante, anche se le loro differenti sensibilità si avvertono lungo tutto l'ascolto. Il primo privilegia un'impostazione più immediata e grintosa, il secondo conserva una maggiore inclinazione per gli sviluppi complessi e le atmosfere spirituali. Attorno a loro, Rich Williams, Robby Steinhardt, Dave Hope e Phil Ehart garantiscono una prova strumentale solida, con il violino di Steinhardt ancora fondamentale per distinguere il suono della band da quello di tanti altri gruppi rock americani.

Il limite di Audio-Visions sta nella difficoltà di bilanciare queste anime. Alcuni brani funzionano soprattutto per la loro immediatezza, altri mostrano idee più interessanti ma non sempre sviluppate fino in fondo. Il risultato è un lavoro che alterna momenti riusciti a passaggi meno incisivi, senza raggiungere con continuità la forza dei grandi album della seconda metà degli anni Settanta.
Riascoltato oggi, conserva comunque un interesse che va oltre il valore delle singole canzoni. È la testimonianza di una band ancora capace di combinare personalità e mestiere, ma già attraversata da divergenze destinate a pesare sul futuro. L'uscita di Steve Walsh l'anno successivo avrebbe reso evidente una frattura che qui si percepisce già sul piano musicale. Audio-Visions non è il vertice dei Kansas, ma resta un capitolo significativo della loro evoluzione, incastonato tra l'eredità progressive e la ricerca di una nuova identità più immediata.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
79.4 su 5 voti [ VOTA]
Aceshigh
Martedì 3 Novembre 2026, 10.26.43
11
Per quanto mi riguarda album molto bello, così come lo era Monolith. Certo, sicuramente entrambi inferiori a quelli venuti prima. Vero, qualche pezzo guarda al futuro e profuma già di anni ‘80, altri invece sono più nel loro stile tradizionale; ma a me questa alternanza di orientamenti non ha mai dato fastidio, anzi direi che alla fine è un album da zero filler e con anche qualche punta di diamante, tipo No One Together e Relentess. Tutto quello che hanno fatto successivamente lo apprezzo un po’ meno (pur non avendo loro mai toppato un album, s’intende). Voto 82
progster78
Lunedì 2 Novembre 2026, 18.05.42
10
Power per quanto mi riguarda non mi ha mai preso più di tanto come anche Freaks Of Nature...In The Spirit Of Things mi piace moltissimo anche per il tema trattato,ti lascia come un senso di nostalgia. I due dischi con Elefante buoni...Vinyl Confessions meglio di Drastic Measures.
Rob Fleming
Lunedì 2 Novembre 2026, 17.31.35
9
Non so che dire. I due dischi con Morse li ho riascoltati questa estate. In Power c\'è una delle loro canzoni più belle in assoluto \"Silhouettes in Disguise\" - o quanto meno tra le mie preferite - ma il resto non mi ha mai entusiasmato (siamo però sul 75). In the spirit of things posso dirlo di averlo ascoltato a lungo e con attenzione. Sapendo di contraddirmi: avete presente quando un disco vi piace al momento dell\'ascolto, ma poi non vi lascia niente? Ecco, Spirit è uno di quelli
Epic
Lunedì 2 Novembre 2026, 15.25.21
8
Da amante dei Kansas, in the Spirit of things non mi è mai piaciuto, lo trovo debole, mentre Power è un bellissimo album.
Fabio
Lunedì 2 Novembre 2026, 12.33.47
7
progster, concordo con te In The Spirit Of Things è un concept strepitoso ( ed anche Power è molto bello ).....ma anche i dischi con Elefante ( buona la sua carriera solista, anche se preferisco It\'s A Jungle Out There dei Mastedon )....forse Metallized sta andando un ordine cronologico, vediamo se arrivano. Su questo invece, come ho già scritto, ho qualche riserva, buon disco, come il precedente Monolith, ma in questo periodo mi sembravano un po in flessione, o forse era molto alto il valore dei precedenti. Qua trovo che non ci sia uno stile perentorio e, come ho già scritto per altri settori, amo album che si identificano con un unico songwriting. Ironia della sorte, i Kansas proprio in questo periodo si fecero maggiormente conoscere in Europa, loro che sono sempre stati materia prettamente americana, come testimonia il riuscito festival tedesco dell\'81, il Golden Summer Night, in compagnia di Blue Oyster Cult, Foreigner, Iron Maiden e Motorhead, fortunato chi c\'era
Rob Fleming
Lunedì 2 Novembre 2026, 9.02.52
6
Scusate, non che la cosa cambi, ma il nome del recensore è diverso. Era un errore l\'indicazione precedente o \"avevo fumato pesante\"? Giusto perché, altrimenti, il mio riferimento a Togno non ha più senso.
Epic
Sabato 31 Ottobre 2026, 20.45.03
5
Forse il migliore del periodo aor dei Kansas, a me è sempre piaciuto molto. 75
Rob Fleming
Sabato 31 Ottobre 2026, 17.34.19
4
78?!? No! Dico! 78?!? Questo disco vale almeno 80! L\'ho riascoltato di recente e devo dire che per me è proprio bello. Relentless e Hold On per me sono capolavori degni del passato (e che passato!). Non sono ancora AOR anche se stanno andando in quella direzione (No room for a stranger e forse Back door), ma il pomp energico è ancora ben presente negli altri brani. Recensione come sempre splendida. Dai, Togno, facciamo 79 e non se ne parli più
progster78
Sabato 31 Ottobre 2026, 13.33.50
3
Cmq non sarebbe male recensire anche le tre perle In The Spirit Of Things,Somewhere To Elsewhere e The Prelude Implicit...i tre dischi che possono competere con i gioielli della prima ora.
progster78
Sabato 31 Ottobre 2026, 13.12.45
2
Relentless,Hold On e No One Together ottimi pezzi...uno dei lavori dei Kansas che ascolto di meno cmq un 73 se lo merita...ora aspetto le recensioni di Vinyl Confessions e Drastic Measures con Elefante dietro il microfono (bello il suo solista The Amazing Grace).
Fabio
Sabato 31 Ottobre 2026, 12.49.22
1
Se il precedente Monolith mostrava un po\' la corda per quello che concerne il primo periodo( come stile ), che per me era culminato a suggello di un\'epoca con il live; qui siamo addirittura in piena transizione, pezzi come la bellissima Relentless annunciano già il nuovo corso di Elefante. Ma non tutto suona come dovrebbe, sono D accordo con la rece. spero di vedere anche le rece dei dischi dopo e degli Streets. 70
INFORMAZIONI
1980
Kirshner Records
Prog Rock
Tracklist
1. Relentless
2. Anything for You
3. Hold On
4. Loner
5. Curtain of Iron
6. Got to Rock On
7. Don't Open Your Eyes
8. No One Together
9. No Room for a Stranger
10. Back Door
Line Up
Steve Walsh (Voce principale, Tastiere, Vibrafono, Percussioni)
Robby Steinhardt (Voce principale, Viola, Violino)
Rich Williams (Chitarre, Percussioni, Cori)
Kerry Livgren (Chitarre, Tastiere, Percussioni, Cori)
Dave Hope (Basso, Cori)
Phil Ehart (Batteria, Percussioni, Cori)

Musicisti ospiti

Terry Ehart (Voce)
Victoria Livgren (Voce)
Four Bassmen (Cori)
Joey Jelf (Cori)
Lisa White (Cori)
Donna Williams (Cori)
 
RECENSIONI
78
77
90
90
85
85
86
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]