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27/04/25
THE LUMINEERS
UNIPOL FORUM, VIA GIUSEPPE DI VITTORIO 6 - ASSAGO (MI)
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Six Feet Under - Graveyard Classic III
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( 6654 letture )
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Sono due gli hobby preferiti di Chris Barnes: il pollice "verde" e le cover.
I Six Feet Under non hanno mai nascosto la propria indole sarcastica, caratteristica questa che a mio modo di vedere si manifesta anche nel voler coverizzare a tutti i costi, dissacrandole, canzoni che per un verso o per l'altro fanno parte della storia. Dopo i primi due capitoli di questa che ormai è la saga del trapasso dall'hard rock al death più marcio, i nostri quattro macellai continuano nella propria opera. Iniziativa questa che già dall'esordio con Graveyard Classic 1 aveva destato dapprima curiosità e poi sconcerto in molti per il modo brutale con cui erano stati rielaborati classici di qualità assoluta. I Six Feet Under però, capitanati da quel simpatico omuncolo rasta che sembra uscito da un film a caso di George Romero, non si fermano e "palleggiano" allegramente nell'universo hard&heavy alla ricerca di pezzi da rimodulare. Dopo aver "moddato" negli anni scorsi versioni a dir poco azzardate di Smoke On The Water, TNT, Purple Haze, Back In Black, e California Uber Alles, i Six Feet Under ci riprovano. A chi tocca ora? Ad Anvil, Van Halen, Metallica, Ramones, Slayer e pochi altri.
La prima impressione che si ha leggendo la tracklist è che la band di Chris Barnes abbia abbassato il tiro. Non ci sono infatti pezzi dall'importanza epocale tra i rifacimenti presenti in questo Graveyard Classic 3. Le spiegazioni possono essere quattro: 1) la band ha capito che con certe canzoni non è il caso di scherzare. 2) quattro guardie del corpo di Angus Young hanno bussato alla tana di Chris Barnes invitandolo gentilmente a non coverizzare pezzi degli AC/DC. 3) Chris Barnes ha barattato il 95% della propria collezione discografica per una fornitura a vita di cartine, e quindi gli sono rimasti solo pochi album da cui trarre ispirazione. 4) Chris Barnes ha fatto un tuffo nel proprio passato ed è atterrato di testa.
Fatto sta che questo terzo capitolo è decisamente più orientato verso l'heavy, magari classico e un po' stantio, ma meglio imparentato con sonorità metalliche.
Graveyard Classic 3 suona quindi semplicemente come un disco metal anni '80 rivisto in chiave death old style. Nessun super classico, canzoni sì importanti per le band che le hanno composte, ma nessuna hit di livello assoluto. Il tutto gode del trademark tipico del gruppo. Suoni grevi, grugnito stile "oltretomba in mi minore", tempi 4/4. Le canzoni riviste in questo modo suonano decentemente. Per carità, niente da tramandare ai posteri, ma giusto quaranta minuti scarsi per chi desidera rivivere il passato in chiave gore o semplicemente divertirsi ad ascoltare Barnes e soci "imbrattare" gli anni che furono. Tutte le tracce sono eseguite in maniera accettabile, senza eccedere in stravolgimenti eccessivi (tranne che per la voce, ovviamente). Quel che mi è spiaciuto è stata però proprio la svolta presente in questo Graveyard Classic 3, ovvero il remake di pezzi esclusivamente heavy e thrash (eccezion fatta per Psychoterapy dei Ramones). Avrei di gran lunga preferito il rifacimento di grandi classici della musica magari come nei capitoli precedenti. Per quale motivo? Semplice, se si vuole shockare tanto vale farlo bene (ci sono persone che per la loro versione di Smoke On The Water ancora vomitano). Se si vuole coverizzare è sempre meglio scegliere qualcosa che sia lontano dal proprio genere, in modo da far emergere nel risultato finale una maggiore personalizzazione. In questo caso invece, se si eccettuano le tonalità vocali, il tutto è comunque imparentato ai pezzi originali, la qualcosa almeno a me, fa perdere parte dell' interesse per questa uscita.
Concludendo, posso dire che questa uscita è riservata solo ai fan del gruppo, a chiunque abbia voglia di ascoltare il terzo esperimento ludico della band e soprattutto a coloro i quali non si offendano per i rifacimenti dei pezzi a loro cari. Tutti gli altri possono lasciar perdere, pena bestemmie a iosa per i soldi spesi.
Arriverà un quarto capitolo? Chissà. Ascolterò un giorno Chris Barnes cantare Boombastic di Shaggy? Ma sì, dai!.
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13
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i loro album di cover sono inutili e squallidi. basta per pieta' voto 20 |
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12
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Dischetto simpatico ma non indispensabile. Con l'ultimo "Undead" invece mi sono dovuto ricredere su questa band, è veramente bello! Mai dire mai... |
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11
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Haunted non mi dispiace affatto, lo trovo un buon disco, anche se esageratamente Obituary per certi versi...Ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti...Sto disco è na merda. |
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10
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che schifo....ne è passato di tempo da Tomb of the Mutilated e The Bleeding...ma questo è davvero troppo.... |
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9
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Stupendo questo disco!!! Merita troppo, specie la cover dei Metallica, a livelli eccezionali, grandi Six Feet Under! |
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6
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Come ho scritto nella recensione per me la pecca di questo album è nella mancanza di mordente nelle canzoni coverizzate. Se si vuole fare qualche cover, tanto vale scegliere dei pezzi molto noti, altrimenti l'interesse dove sta? Per il resto lo stile è identico ai due precedenti capitoli |
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5
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Non ho trovato nemmeno il coraggio di ascoltarlo.... |
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Mah infatti secondo me non dovresti. E' in casi come questo che il download si carica di significato...  |
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3
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E io dovrei cercarmi un cd di cover? Rifatte UGUALI con solo la voce cambiata? Da un gruppo che se non aveva Allen West ad alcuni dischi per me non aveva niente? Ma per cortesia. L'unica curiosità è sentire come hanno rifatto (male) "Metal on Metal" degli Anvil. |
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2
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Mah...sono perplesso e dire che erano un gruppo che adoravo |
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1
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pensare che una volta era un gruppo serio che effettivamente scriveva musica |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. A Dangerous Meeting (Mercyful Fate cover) 2. Metal On Metal (Anvil cover) 3. The Frayed Ends Of Sanity (Metallica cover) 4. At Dawn They Sleep (Slayer cover) 5. Not Fragile (Bachman Turner Overdrive cover) 6. On Fire (Van Halen cover) 7. Pounding Metal (Exciter cover) 8. Destroyer (Twisted Sister cover) 9. Psychotherapy (Ramones cover) 10. Snap Your Fingers, Snap Your Neck (Prong cover)
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Line Up
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Chris Barnes - vocals Steve Swanson - guitars Terry Butler - bass Greg Gall - drums
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RECENSIONI |
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