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GRAND MAGUS + ANGEL WITCH + ENFORCER + CARONTE - Legend Club, Milano, 13/02/2013
17/02/2013 (3457 letture)
L’ARRIVO E IL PRE-CONCERTO
La giornata di mercoledì 13 febbraio si preannunciava caotica già in partenza: trovare il Legend Club è stato, per dirla con un eufemismo, un’impresa da eroi del Nuovo Mondo. Ammetto di non essere il migliore esempio in quanto ad orientamento, ma scoprire che il proprio fidato navigatore appena aggiornato dice che “l’indirizzo non esiste” non ti fa certo partire col piede migliore. In ogni caso, dopo poco più di un’oretta di autostrada, giungo in quel di Milano: ingorghi, clacson impazziti, nebbia a banchi, gelo... Sì, sono proprio a Milano! Arrivato sul punto di arrivo segnalato dal navigatore (praticamente in mezzo a Viale Enrico Fermi, senza possibilità di fermarsi, parcheggiare o almeno accostare a lato strada) decido di lasciare la macchina dove forse non sarebbe permesso e chiedere informazioni a qualche gentile abitante del luogo. La simpatica signora per nulla intimorita dal mio aspetto da metallaro/scassinatore provetto mi è d’enorme aiuto indicandomi come punto di riferimento le camere mortuarie dell’ospedale Niguarda. Ottimo. Ed effettivamente il locale si trovava proprio a pochi passi da lì. Dopo aver trovato l’ennesimo parcheggio inconsueto ed aver lasciato la mia macchina al proprio destino, mi avvio verso l’entrata e, fatta la conoscenza della collega Gaia Stella Rotondi "Unknown Danger", attendo con lei che arrivi l’orario stabilito per le nostre interviste. Sono le 18 ed entro mezz’ora dovremmo riuscire ad entrare e contattare chi di dovere per trovarci faccia a faccia rispettivamente con Grand Magus ed Enforcer. Varie vicissitudini faranno sì che l’intervista con gli headliner della serata come direbbe qualcuno “non s’abbia da fare” e, perciò, non rimane altro che attendere l'inizio dei concerti e sperare di assistere ad una serata come si deve.
Il locale ad un primo impatto si presenta bene, non certo grande, ma, come si usa dire in questi casi, accogliente. Il palco è mediamente accettabile, anche se immaginarsi i leggendari Angel Witch suonare lì sopra fa un certo effetto. Inizialmente avevo forti dubbi sul motivo per cui i Grand Magus avrebbero dovuto suonare dopo gli Angel Witch, ma è pur vero che si raccoglie ciò che si è seminato e, diciamocelo chiaramente, la band inglese è reduce da un periodo di silenzio discografico durato molti anni ed interrotto solo nel 1998 con la compilation intitolata Resurrection. Dopodiché abbiamo dovuto attendere fino al 2012 per ascoltare una tanto attesa novità come il buon As Above, So Below, tra l’altro con una formazione che vede confermato solo più il cantante e chitarrista Kevin Heybourne. Ma di questo ne parleremo fra poco.

CARONTE
I nostrani Caronte sono i primi a salire sul palco del Legend Club, intorno alle 20. Provenienti da Parma, i quattro si distinguono per un sound del tutto particolare e personale, una forma di doom estremo in quanto a cavernosità ed atmosfere oscure. Delle canzoni presentate nessuna ha colto particolarmente nel segno, ma la prestazione del gruppo è stata senz’altro degna di nota, anche per via della mancata possibilità di eseguire il soundchek prima del concerto, conseguenza di un ritardo della stessa band nell’arrivare al locale. Il pubblico mostra di apprezzare la proposta pur senza esaltarsi particolarmente, e da parte mia assisto quantomeno incuriosito al susseguirsi dei pezzi in scaletta. Buona quindi la prestazione della formazione italiana, da sottolineare sono poi i numerosi effetti applicati alla voce per conferirle un mood ancor più tenebroso, scelta rivelatasi efficace. La mezz’oretta concessa ai Caronte vola via velocemente e meno di venti minuti dopo è già tempo di heavy metal con gli svedesi Enforcer.

ENFORCER
La band proveniente da Arvika, città capoluogo dell’omonimo comune svedese, si dimostra decisa a ribaltare l’atmosfera funerea creatasi con gli opener della serata e parte spedita a razzo con una serie di brani heavy/speed che non lasciano spazio a tentennamenti, ma si concedono la giusta dose di melodie orecchiabili ed inevitabilmente cantate da tutto il pubblico presente in sala. I fratelli Wikstrand -Olof a voce e chitarra e Jonas alla batteria- ci trascinano col loro carisma facendo sentire nell’aria tutta l’attesa per i maestri Angel Witch, che di lì a poco avrebbero calcato quello stesso palco. Con un misto di vecchie hit e nuovi brani tratti dal recente Death by Fire il combo svedese dimostra di saperci fare e di avere le carte in regola per perseguire un successo già in parte raggiunto (un contratto con la Nuclear Blast non è cosa da poco), ma ancora da ampliare. Il genere potrebbe sembrare trito e ritrito, ed in parte è normale che sia così, ma con tutta probabilità l’attitudine da veri rocker non farà scomparire gli Enforcer da un giorno all’altro. Bella scoperta.

ANGEL WITCH
Sono quasi le 22 quando fanno il loro ingresso gli Angel Witch, capitanati dal leader storico Kevin Heybourne, il quale sembra in buona forma nonostante l’età inizi a farsi sentire anche per lui. I primi due brani sono presi nientedimeno che dal fortunato album d’esordio datato 1980 e si tratta di Atlantis e Confused, un ottimo modo per scaldare il pubblico abbastanza numeroso presente questa sera in sala. È Dead Sea Scrolls il primo brano dell’ultimo disco presente in scaletta ed è interessante notare come l’unico altro pezzo di As Above, So Below sarà Guillotine, come a voler sottolineare più l’importanza dei brani storici che di quelli nuovi. La voce di Heybourne è quella che ci ricordavamo e i suoi nuovi compagni appaiono affiatati ed in buona forma; fa piacere inoltre notare il divertimento provato da questi ultimi nell’eseguire certe canzoni, pietre miliari della NWOBHM, anche se di fronte ad un pubblico esiguo (il locale è praticamente pieno, ma lo spazio molto ridotto). Pubblico che comunque non manca mai di far sentire la propria presenza, dimostrandosi entusiasta e partecipe fino alla fine. Heybourne sbaglia ad annunciare il quarto pezzo, ma si scusa ridendoci su (“It’s wrong! It’s fucking happiness!”) e presentando l’immortale White Witch, seguita a ruota da Sorcerers e Gorgon, tutti brani che dal vivo dimostrano di avere ancora molto da dire. C’è tempo anche per la rara Dr. Phibes, la potente Angel of Death, Baphomet e l’immancabile chiusura con l’anthem Angel Witch, cantata in coro da tutti i presenti. Una prestazione da ricordare senz’altro quella degli inglesi, all’altezza delle aspettative e soprattutto del monicker che si portano appresso.

GRAND MAGUS
Ancora la Svezia protagonista al Legend Club con gli headliner Grand Magus, veri trascinatori con le loro canzoni sempre a metà tra l’heavy metal più puro e crudo e l’epic d’alto livello. È Kingslayer a dare il via al concerto, tra giochi di fumo e luci a conferire un’atmosfera ancora più evocativa al pezzo. La semi-maideniana Sword of the Ocean ci trasporta direttamente all’ultimo album del gruppo, The Hunt, più volte richiamato dal gruppo stesso così come dai presenti in sala. La scaletta si presenta ben variegata, anche se più volte “spoilerata” da coloro che stavano nella primissima fila, in quanto la stretta vicinanza al palco faceva sì che potessero conoscere in anteprima i titoli dei vari brani leggendoli direttamente dalla scaletta posta ad un palmo dal loro naso. I, The Jury va ricordato come uno dei pezzi di maggior presa per la sua dinamicità, ottimamente trasposta anche dal vivo e contrapposta alla successiva Ravens Guide Our Way, l’heavy doom più canonico che ci possa essere. Dall’ultimo album vengono suonate soltanto più Starlight Slaughter, la titletrack The Hunt, preceduta da un assolo del batterista Ludwig Witt che stasera mi è parso in ottima forma e perfettamente amalgamato allo stile della band nonostante la sua impostazione settantiana, e la grandiosa Valhalla Rising, tutte e tre accolte molto vivacemente e cantate a gran voce dal pubblico. Il carisma del leader Janne Christoffersson è comunque l’arma in più di questa band, lo si nota tanto nelle registrazioni in studio quanto specialmente nelle esibizioni live. Il suo vocione caratteristico alterna toni acuti e potenti, facendo sì che ogni canzone diventi riconoscibilissima fin dal primo ascolto. E la grandiosa prestazione di questa sera da parte di JB non è certo un caso. Tornando alla setlist, non sono mancate le varie Wolf’s Return, Like the Oar Strikes the Water e soprattutto le conclusive Iron Will e Hammer of the North, quest’ultima suonata come bis dopo che la band si è concessa una breve pausa. La durata totale dell’esibizione si attesta al di poco oltre l’ora, a dimostrazione di come effettivamente non ci sia stata grande differenza tra quanto concesso ai Grand Magus e quanto agli Angel Witch.

RIFLESSIONI GENERALI
Posso dunque ritenermi più che soddisfatto di quanto visto stasera, non ci sono veramente elementi negativi da segnalare, almeno per quanto riguarda i vari gruppi e le loro prestazioni. Pure i suoni e i volumi sono stati gestiti molto bene, un plauso va quindi ai tecnici del locale. Ribadisco che forse la location si è rivelata un po’ troppo ristretta per contenere tali nomi, ma in tempi di crisi e di biglietti d’ingresso venduti in numero sempre più risicato non c’era da aspettarsi molto altro. Se dovesse ricapitare un evento del genere? Sarei già li. Di nuovo e senza pensarci un attimo.

SETLIST ANGEL WITCH
1. Atlantis
2. Confused
3. Dead Sea Scrolls
4. White Witch
5. Sorceress
6. Gorgon
7. Guillotine
8. Dr. Phibes
9. Angel of Death
10. Baphomet
11. Angel Witch


SETLIST GRAND MAGUS
1. Kingslayer
2. Sword of the Ocean
3. I, The Jury
4. Ravens Guide Our Way
5. Silver Into Steel
6. Starlight Slaughter
7. Wolf’s Return
8. Like the Oar Strikes the Water
9. Drum Solo
10. The Hunt
11. Valhalla Rising
12. Iron Will
---ENCORE---
13. Hammer of the North



PaulThrash
Lunedì 18 Febbraio 2013, 14.08.16
5
Confermo le impressioni, gran concerto, Angel Witch su tutti, ad essere sincero...
Pablo
Lunedì 18 Febbraio 2013, 13.37.11
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Una Sola Parola : Gran Concerto!
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Ecco un concerto che vorrei aver visto....
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ARTICOLI
17/02/2013
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GRAND MAGUS + ANGEL WITCH + ENFORCER + CARONTE
Legend Club, Milano, 13/02/2013
 
 
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