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Illdisposed - With The Lost Souls On Our Side
( 1173 letture )
Non può esserci inizio migliore, a mio avviso. Un crescendo sostenuto e ben ordito, un chiaro passaggio di batteria, poi l’assalto. Going Down apre splendidamente l’ultima fatica dei danesi Illdisposed. Il gruppo nordico – gruppo che, forse, ha raccolto meno di quanto meritasse nella sua ventennale carriera! - raggiunge una maturità e consapevolezza dei propri mezzi invidiabile. Come ho già detto, l’assalto è stupendo e sorprendente. L’ordito tende a svilupparsi continuamente, risolvendo in un finale di stupendo gusto melodico. Il riff di apertura di The Way We Choose sembra afferrare le nostre viscere, contorcerle e trascinarle giù tra averne dimora di eterna sofferenza e templi acherontei. Lo sviluppo melodico dello stesso, per quanto non determinato da particolari contrappunti strumentali, riesce a svilupparsi egregiamente e a coinvolgere.

Dopo questa parentesi, la canzone si apre completamente sconfinando in tutt’altra perversione. Si è sferzati dalla forza e dal cantato di Summer e dall’intrico delle chitarre di Ken e Hansen. Il solo nella parte centrale è privo di qualsiasi spunto tecnico di rilievo e, sinceramente, tende a un po’ a perdersi nell’anonimato, mentre la chiusa riprende il motivo principale e, tra le ombre, lascia il posto a Light In The Dark. Anche qua, la canzone prende l’avvio da un riff di scuola doom e, a differenza della traccia precedente, più che muoversi sulla velocità e sulle sferzate della chitarre, gli Illdisposed preferiscono adagiarsi più su una cura melodica e, passatemi il termine, più “intimistica” e cupa. La canzone è inno decadente, perfetta in ogni sua angolatura e colore. Il lavoro di Jensen alla batteria non è mai banale, sempre ottimo e dinamico, mentre linee di basso, purtroppo, si perdono un po’ tra le distorsioni delle chitarre. Se la parte solista del pezzo precedente non mi aveva colpito, in questo caso riesce a dare qualcosa in più: la chitarra preferisce esprimersi in una melodia che non vada ad alterare il continuum della canzone, ma sembra interrompersi troppo nettamente, lasciando che un breve stacco ci conduca, poi, alla conclusione di questo pezzo. I Am What I Am, invece, abbandona ogni velleità melodica mostrata in precedenza per assalire l’ascoltatore. Il lavoro di Summer è ancora una volta egregio, ma è l’ordito complessivo della canzone a non convincere del tutto: il pezzo è sicuramente buono, con ottimi cambi di tempo e soprattutto con frequenti passaggi più melodici e più tendenti a un thrash metal crudo ed essenziale. Eppure, anche se riesce a non risultate mai banale, sembra mancare quel quid che ha contraddistinto i due pezzi precedenti. Tugging At Your Heart si apre con il battito distante di un cuore, prima che si schiuda uno stupendo arpeggio melodico intessuto dalle chitarre distorte. Un breve palpito, prima della tempesta che assale nuovamente l’ascoltatore. Il pattern ritmico di chitarre, basso e batteria si fa forte e solido, ora con un occhio alla parte aggressiva del genio creativo della band, ora, invece, a una prettamente melodica. Molto bella e intrigante, finalmente, è la parte solista: molto breve e sviluppata in due tronconi distanti, dichiara un gusto minimale ed essenziale, dolcemente tecnico partorito da un gusto estetico puramente melodico e armonico.

Sulla stessa lunghezza d’onda è A Dreaded Pursuer, più vicina a quel death melodico di scuola At The Gates, cui è, forse, un po’ troppo debitrice. Si lascia maggiore spazio alle chitarre per tessere una sezione solistica che, però, tende ancora un po’ a perdersi in se stessa, mentre a colpire maggiormente l’ascoltare è sempre l’impianto di riff e di ritmiche. Con To Be Dealt With si torna al problema presentatosi poco prima con I Am What I Am: una buona canzone, composta egregiamente ma che sembra mancare di qualcosa. A differenza, però, della traccia già citata, questa To Be Dealt With, a mio avviso, risulta anche essere un passo indietro rispetto agli episodi precedenti. On A Clouded Morning riprende alcuni degli esperimenti vocalici proposti nei primi lavori del gruppo, ma la canzone tende a risultare quantomeno anonima. Al contrario, No More Devil To Show esce come uno dei pezzi migliori di questa release. Gli intrecci melodici dell’ordito melodico e armonico sono stupendi, intriganti e dolcemente trascinanti. Le chitarre sono stupendamente avvinghiate, cercano la melodia e subitaneamente la abbandonano per risolversi nella violenza, prima dell’esplosione nel cantato centrale e nella susseguente (e breve) sezione strumentale. La voce di Summer vi si confonde stupendamente, ammaestrando la melodia e rinvigorendo l’aggressività delle chitarre. La conclusiva The Plan è un breve affresco, dipinto dalle languide pennellate delle chitarre di Hansen e Ken, colorato dai cantati gutturali di Summer, ben dosati in quella varietà che ha contraddistinto Burn Me Wicked.
Le bonus track, Reversed e Life Equals Zero rappresentano una felice riproposizione di queste due stupende tracce, contenute in Four Depressive Seasons (1993). Sinceramente, sono sempre contento di ritrovare brani di vecchi lavori registrati secondo il nuovo sound del gruppo. A mio parere, è un ottimo modo per dimostrare la crescita fatta da un gruppo in materia di sonorità e d’interpretazione, un buon modo per riuscire a creare un collegamento tra il presente e il passato, nonostante la forte tendenza insita nella musica di evolversi e di fuggire al ristagnamento. Life Equals Zero e Reversed, dunque, si ripropongono con nuova forza: le chitarre hanno dei suoni più rotondi, meno taglienti e beneficiano di una produzione sicuramente migliore della precedente, risultando oltremodo godibili, un’eco e un’ombra di un passato dolce e stupendo.

Il disco, in definitiva, si presenta molto bene. Ogni traccia si rivolta e cambia in continui break, cambi di tempo e assalti alla Behemoth, con una devastante sinergia di aggressività e una tremenda ed evocativa cura melodica. Non vi sono particolari arrangiamenti tecnici, cosa a cui gli Illdisposed, in ogni caso, non ci avevano abituato. Tuttavia, si sente un po’ la mancanza di quella varietà di cantati, già precedentemente citati, di Burn Me Wicked, ma, a differenza dei precedenti lavori, che spesso includevano grandi tracce frammiste a anonimi riempitivi, questo With The Lost Souls On Our Side si contraddistingue per un fluire costante, con alti picchi di intuitività e solo dei brevi sbandamenti.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
92.66 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2014
Massacre Records
Death
Tracklist
1. Going Down
2. The Way We Choose
3. Light In The Dark
4. I Am What I Am
5. Tugging At Your Heart
6. A Dreaded Pursuer
7. To Be Dealt With
8. On A Clouded Morning
9. No More Devil To Show
10. The Plan
11. Life Equals Zero (bonus track)
12. Reversed (bonus track)
Line Up
Bo Summer (voce)
Jakob “Batten” Hansen (chitarra, basso)
Smukke Ken (chitarra)
Kussen (basso)
Kim Langkjaer Jensen (batteria)
 
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