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Osanna - Preludio, Tema, Variazioni, Canzona (Milano Calibro 9)
( 5465 letture )
Siamo ben consapevoli che la musica, intesa come linguaggio e in relazione alla sua produzione, ha sempre acquisito un personale valore simbolico e semantico, divenendo molte volte essa stessa il principale veicolo sinestesico quando riesce a coinvolgere simultaneamente più organi di senso. Quante volte ci siamo entusiasmati, emozionati, appassionati, terrorizzati innanzi a spettacoli di opere di balletto classico rappresentate teatralmente e che, in maniera combinata e appunto in sinestesia, riuscivano a coinvolgere i due principali fruitori del cosiddetto godimento artistico: l'udito e la vista. Ne era ben consapevole il compositore Richard Wagner con la sua espressione totale di arte "gesamtkunstwerk" e che, come altri drammaturghi dell'ottocento, coinvolgendo innumerevoli sensi, desiderava offrire allo spettatore un'opera artistica tanto completa quanto avvolgente per un'incomparabile esperienza percettiva.
Così avviene da tempi immemori per la produzione di musica composta per i film.
Questo particolare settore musicale ha il principale scopo di essere un punto di collante tra l'immagine, l'ambiente, l'avvenimento e l'azione che scorre sulla pellicola in sinergia con la composizione musicale e, pertanto, per quanto essa possa essere eseguita, registrata, masterizzata, ri-arrangiata, commercializzata e ascoltata in quanto tale, il suo primordiale significato non potrà mai essere scollegato dal suo contesto che rimarrà ovviamente quello strettamente cinematografico. Questa musica necessita di una dissimile valutazione, scevra da disattenzioni e pertanto è opportuno considerare proprio quel meccanismo sinestesico, poiché la musica per film vive di quella simbiosi con la celluloide. Essa tende a completarsi di significato quando viene associata al film, perché il suo scopo intrinseco è proprio quello di rinforzare il contenuto dell'immagine proiettata, di riverberarlo o attenuarlo, di enfatizzarlo o di ridimensionarlo, poiché questa musica agisce come un meccanismo narrativo e contribuisce a creare la trama del film stesso.
Il filosofo e musicologo Theodor Adorno definì la musica per film come un collante che tiene insieme elementi irrelati che altrimenti si opporrebbero l'un l'altro – il prodotto meccanico e gli spettatori e che la musica, anche solo grazie al suo contributo, in maniera probabilmente del tutto inconscia riesce a tenerci incollati davanti allo schermo.

La scena progressive italiana ricorda pregevoli nomi, artisticamente di qualità elevata e dal fascino indelebile, uno su tutti per peculiarità artistiche quello dei partenopei Osanna. Con una rapida lettura bibliografica la band si formò nel 1970 dopo l'incontro tra il flautista Elio D'Anna e il gruppo Città Frontale che, divennero band geniale, sperimentale, eterogenea, ma allo stesso abilmente conservatrice poiché legata sottilmente alle radici arcaiche della musica proveniente dalla tradizione mediterranea. Grazie a suoni energici che emergevano tra la voce e la chitarra, tra il flauto traverso ed i morbidi passaggi di pianoforte, furono apprezzati sin da subito dalla critica già con la splendida prima pubblicazione del 1971 dal titolo L'Uomo e che, successivamente, fu anche utilizzato come colonna sonora nel film "Grazie signor P".
Negli anni settanta il maestro, compositore cinematografico e direttore di orchestra Luis Bacalov, aveva sempre più sviluppato l'interesse nel contaminare la sua arte musicale, classicamente barocca, con innesti provenienti da quella musica d'avanguardia italiana che stava conquistando consensi e caratterizzando gli anni della contestazione. A seguito dell'album di successo realizzato con i New Trolls, nel Concerto Grosso, Bacalov approdò, nel 1972, tra le brillanti idee progressive degli Osanna arrangiando un nuovo esperimento musicale dal titolo Preludio, Tema, Variazioni, Canzona, conosciuto anche come Milano Calibro 9, titolo del film noir-poliziesco di Fernando di Leo, tratto dall'antologia di racconti di Giorgio Scerbanenco di cui fu la colonna sonora, anche se alcuni brani presenti nel vinile non compaiono direttamente nel film. Prodotto da Sergio Bardotti e con una scelta discografica particolare, poiché suddivisa in due nette parti tra Bacalov e gli Osanna, il disco fu pubblicato prima dalla Fonit Cetra nel 1972, per essere successivamente ristampato sotto la label Fonit/Pellicano riportando questa volta anche in copertina il titolo del film Milano Calibro 9.

In una composizione cinematografica tendenzialmente la melodia riveste un ruolo principale dando forma e contributo al tema musicale e che poi di fatto sarà il modello di riferimento dell'andamento ritmico e melodico di tutta l'intera linea orchestrale. Così avviene nelle due prime tracce di apertura dall'impronta classicamente orchestrale bacaloviana: Preludio e poi Tema. Si crea una particolare tensione, mista ad una tangibile emozione, che lentamente prende forma nella ripetizione tra le righe strumentali e negli scambi di stili a volte inconciliabili tra loro, ma che in questa occasione piacevolmente si armonizzano con giusto equilibrio e texture d'insieme. Gli archi, utile veicolo atto a creare un contrappunto drammatico, insieme al moog e alle incursioni del flauto traverso, richiamano alcuni timidi tratti caratteristici del rock progressivo proprio degli Osanna, per poi librarsi in una forma compositiva sinfonica che viene a crearsi nella emozionante melodia in Tema. La suddivisione in sette Variazioni regala all'uditore dissimili momenti stilistici, dalle seriali tonalità sviluppate su di un piano ciclico, che si fondono a forti, quanto energici, scambi tra melodiche incursioni tra i vari strumenti che si avvicendano rapidamente, con la sempre irruenta linea di chitarra distorta, che tende a richiamare a sé una serie di strumenti quali il sax con vorticosi accordi e che ci trasportano dalla Variazione 1 (To Plinius) alla Variazione 2 (My Mind Files) nella quale un flauto traverso rallenta la ritmica per immergerci in una visione onirica. In questa variazione, la melodia ha un forte potere mnemonico, sostenuta dalla parte cantata accompagnata da una chitarra acustica. Dall'unica variazione con una sezione cantata, ci si muove verso le successive ed interamente strumentali che con apertura di archi nella Variazione 3 (Shuum…) e il flauto impostato come una danza popolare, ci trascina in una distorsione rock di chitarra in Variazione 4 (Tredicesimo Cortile). La Variazione 5 (Dianalogo), semplice nella sua scelta di orchestrazione tipicamente sinfonica, lascia spazio alla successiva traccia Variazione 6 (Spunti Dalla Spartito No.14723_AY2 del Prof. Imolo Meninge), che, con la sua breve contaminazione offerta dalla rapidità di alcune note emesse da un primo violino rapsodico, offre un terreno libero per un rock dal tipico e collaudato suono rimembrante famose band anglosassoni, ma che gli Osanna, con molta abilità, riescono a rendere sperimentale con la piacevole sovrapposizione del sax con un frammento di voce effettata su di un pedale per distorsione analogico. Un sax accompagnato da un motivo riff su basso elettrico, dal sapore tonale tipicamente be-bop, ci immerge nella brevissima ed ultima traccia, dal titolo Variazione 7 (Posizione Raggiunta), con un distinguibile suono proprio da film poliziesco classico degli anni settanta, ma che nel suo sviluppo timidamente diviene progressivo nei vari cambi di stile.
Il disco si conclude con la bellissima, struggente quanto emozionante traccia Canzona (There Will Be Time). Soggettivamente ogni volta riesce a richiamare i più bei ricordi della mia infanzia: dalla passione per i vinili trasmessa da mio padre, ai giorni trascorsi a far girare quei neri dischi custoditi gelosamente in sala da pranzo. Canzona, con la splendida sezione arrangiata di archi sul tema principale, riesce ad elevare ulteriormente la qualità di questa dissimile opera orchestrale composta per un film e che andrà ad ultimare compiutamente, poco tempo dopo, nel successivo prodotto musicale dal titolo Palepoli.

Preludio, Tema, Variazioni, Canzona si colloca discograficamente tra un primo esperimento musicale ben riuscito, L'Uomo, e l'album di successo Palepoli.
È una colonna sonora a volte impropriamente e oltremodo iniquamente criticata, più volte definita come limitata e poco rappresentativa di quella musica tipica degli Osanna. Nella visione d'insieme, Milano Calibro 9 riesce a sorreggere quel necessario parallelismo sinestesico dato dal binomio vista-udito, principale obiettivo di questa tipologia di musica, offrendo all'uditore differenti stati d'animo e pregevoli emozioni. Gli arrangiamenti orchestrali di Bacalov sono ogni volta rispettosi di quelle convenzioni imprescindibili per comporre musica da film, chiaramente apprezzabili nelle varie scelte che vanno dal tema alle melodie, ai timbri e alle diverse tonalità e che, tra le note del pentagramma, riserva un timido spazio per far librare nell'aria quel sufficiente quanto peculiare e distinguibile rock degli Osanna.
Un disco che invito a riscoprire, questa volta ad ascoltarlo con una diversa, ma attenta quanto giusta collocazione discografica e di produzione, per infine lasciarvi trasportare dalle splendide armonie e melodie di una musica senza tempo.

La musica può raccontare la storia in termini puramente emozionali: il film, da solo no. [Elmer Bernstein - 1922–2004]



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
97.6 su 25 voti [ VOTA]
Jimi The Ghost
Domenica 28 Febbraio 2021, 18.14.52
15
Mi dispiace tornare su queste pagine per dire addio ad un musicista e fine chitarrista che, questa orribile pandemia, ci ha privato. È morto il 26 febbraio Danilo Rustici, co-fondatore e chitarrista degli Osanna. Band che, personalmente, ho amato con vorace passione e interesse. Buon viaggio Danilo. Jimi TG
Rob Fleming
Sabato 18 Novembre 2017, 10.05.37
14
Poiché un paio di giorni fa Luis Bacalov se ne è andato e tutti i telegiornali hanno dato la meritata risonanza, ma poiché non sono andati oltre la colonna sonora de' Il Postino o le collaborazioni con Fellini ricordiamoci che ha partecipato ad alcuni dei più grossi capolavori del prog (mondiale) come questo album o Concerto Grosso.
Argo
Martedì 13 Dicembre 2016, 18.15.31
13
Altro stupendo disco italiano di prog rock destinato ad essere ricordato da pochi. Abbiamo un patrimonio incredibile da fare invidia al mondo.
Argo
Martedì 13 Dicembre 2016, 18.15.43
12
Altro stupendo disco italiano di prog rock destinato ad essere ricordato da pochi. Abbiamo un patrimonio incredibile da fare invidia al mondo.
Rob Fleming
Lunedì 1 Febbraio 2016, 13.06.37
11
Vale la produzione anglosassone
Elio
Domenica 1 Marzo 2015, 13.41.34
10
Recensione colta per una musciva dai ricordi indimenricabili. Bravo.
Persy
Giovedì 25 Settembre 2014, 10.39.50
9
Solo una penna come JM poteva riscoprire questo album donandogli finalmente, dopo varie critiche subite nel tempo, la giusta luce ed il giusto rispetto che assolutamente merita.
Dexter
Mercoledì 24 Settembre 2014, 11.47.07
8
li ho visti esibirsi su un palco minuscolo alla notte bianca del mio quartiere (tra l'altro periferico) a Napoli... non ci saranno state più di 30-40 persone, che amarezza
Le Marquis de Fremont
Lunedì 22 Settembre 2014, 13.27.36
7
Contrariamente ad altri non ho mai visto il film ma ho il disco dai tempi in cui si chiamava Preudio, Tema, .... Qui siamo di nuovo in quel territorio superfertile del progressive Italiano degli anni '70, con idee geniali, musicisti di larghe vedute e prodotti che resistono benissimo nel tempo. Questo degli Osanna, pur non essendo nel filone degli altri tre, è sempre un ottimo disco dalle atmosfere emozionanti e con bellissima musica, giustamente definita da Monsieur Jimi the Ghost, senza tempo. Bacalov mi era piaciuto anche con i New Trolls. Solo una domanda: chi è il Prof. Imolo Meninge? Au revoir.
Giasse
Domenica 21 Settembre 2014, 20.29.26
6
Per me e' materiale proibitivo. Ci ho provato, ma non riesco ad entrarci in sintonia. La recensione pero' e' meravigliosa!!!
Alberto
Domenica 21 Settembre 2014, 14.12.20
5
Recensione che non fa una piega. Poi la Valutazione è coerente come tu riesci a fare.Milano calibro 9 è spettacolare e gli Osanna sono da brivido. Un plauso a Jimi.
LAMBRUSCORE
Domenica 21 Settembre 2014, 11.40.30
4
Anch'io ho visto il film più di una volta e ricordo la colonna sonora, il disco non ce l'ho, purtroppo...
Galilee
Domenica 21 Settembre 2014, 11.22.22
3
Ora non ricordo bene la colonna sonora, ma il film è un must. Uno dei tanti capolavori di Fernando Di Leo.
enry
Sabato 20 Settembre 2014, 14.03.52
2
Non ho il disco ma ho il dvd del film (bellissimo, con un finale da antologia), colonna sonora meravigliosa.
jek
Sabato 20 Settembre 2014, 13.43.01
1
Recensione stupenda, grande JTG. Avendo letto quasi tutti i libri di Scerbanenco, non potevo non aver visto Milano calibro 9, quindi conosco questo disco solo come accompagnamento al film. Già come colonna sonora era stupenda, dopo questa recensione acquista maggior pregio. Dovrò recuperare il disco o il film.
INFORMAZIONI
1972
Fonit Cetra
Prog Rock
Tracklist
1. Preludio
2. Tema
3. Variazione I (To Plinius)
4. Variazione II (My Mind Flies)
5. Variazione III (Shuum…)
6. Variazione IV (Tredicesimo Cortile)
7. Variazione V (Dianalogo)
8. Variazione VI (Spunti dallo Spartito n° 14723/AY del Prof. Imolo Meninge)
9. Variazione VII (Posizione Raggiunta)
10. Canzona (There Will Be Time)
Line Up
Lino Vairetti (Voce, Chitarra, Armonica, Organo Hammond, Sintetizzatore)
Danilo Rusici (Chitarra Elettrica)
Elio D'Anna (Flauto, Sassofono, Tenore, Baritone)
Lello Brandi (Basso)
Massimo Guarino (Batteria, Percussioni, Vibrafono)
 
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