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Mordred - In This Life
11/05/2019
( 745 letture )
Parafrasando il nome della celebre opera di Francisco Goya, si potrebbe affermare che il sonno del thrash genera mostri. Tuttavia, i mostri in questione altro non sono che incubi sonori e non possiedono un’accezione necessariamente negativa. Siamo nel 1991, un anno altamente simbolico nella storia del thrash, considerato da molti come il canto del cigno del movimento, la cui verve risulta indebolita dalla diffusione del death, dall’affacciarsi sul mercato di sonorità groove e, non per ultimo, dai bagliori dell’alternative metal dei Faith No More. I Mordred, tra i gruppi più divisivi del panorama thrash, e già questo dovrebbe comunque far riflettere sulla qualità e l'impatto della loro proposta, si inseriscono alla perfezione in questo contesto di debolezza delle sonorità classiche, trovando terreno fertile per le proprie sperimentazioni. Una miscela ardita di technical thrash ed elementi funk, se volessimo ridurre il tutto a pochi ingredienti essenziali. Ma tagliamo corto, se per voi - qualcuno ha detto Grin? - il thrash sono Slayer, Destruction, Exodus, altolà. Vi consiglio quantomeno di approcciare l'opera come se fosse funk metal a tinte thrash, e non viceversa. Al contrario, se avete amato in modo viscerale l’estro e la follia di Watchtower e Voivod, assimilabili in senso lato, e I’m the Man degli Anthrax è, a vostro parere, un piccolo capolavoro, potete gettarvi all’ascolto di In This Life senza perdere un secondo di più.

Il gruppo californiano in questione vede la luce nel 1984, con una line-up di cui faceva già parte Arthur Liboon, autentico mattatore, grazie alle sue splendide linee di basso. Nel triennio che segue vengono pubblicati tre demo, dal sapore piuttosto classico, quindi la svolta, in previsione dell’esordio sulla lunga distanza con Fool’s Game (1989), che si giova del significativo apporto di Scott Holderby al microfono, Jim Taffer e Danny White alle chitarre e Gannon Hall alla batteria. L’album può essere considerato un perfetto ponte di congiunzione con In This Life, in cui esplodono in via definitiva tutti quegli elementi ritmici funk già accennati, accompagnati da un cantato pulito e quasi rap di Holderby. Non solo, il sound di In This Life si arricchisce anche del contributo di Aaron Vaughn alle tastiere, portando i Mordred ancor più lontani dalla matrice classica del thrash. Si segnala inoltre l’avvicendamento di Taffer con James Sanguinetti alla chitarra. In produzione viene reclutato Michael Rosen, non proprio uno qualunque, date le sue collaborazioni con i Testament per Practice What You Preach e Souls of Black, con i Forbidden per Twisted Into Form e i Death Angel per Frolic Through the Park.

In This Life si presenta come un mosaico di sonorità, con la title-track in apertura più in continuità con il passato, accostata alla immediatamente successiva The Strain che, al contrario, pur non disdegnando qualche pregevole accelerazione, scherza con sonorità aliene al thrash. Ancor più sperimentali, con massiccio ricorso agli effetti della consolle, High Potency e Window. Il cambiamento del mondo circostante, in termini non solo di sonorità, e l’ascesa del rap - per qualcuno contiguo al thrash per tematiche e provenienza da contesti di degrado urbano dei suoi protagonisti - impongono di trovare delle soluzioni alternative a quanto espresso nel decennio precedente. Alcuni gruppi, ma è solo l’opinione di chi scrive, scelgono una più onorevole morte. E rimane sempre un parere personale, considerare assai più riuscite, le rielaborazioni offerte quello stesso anno, peraltro non meno ardite, dai Coroner con Metal Vortex e dai Dark Angel con Time Does Not Heal.

Bisogna comunque riconoscere che la qualità tecnica dei Mordred è notevole, a cominciare proprio da Liboon, così come la creatività e il coraggio non difettano ai nostri, che molleranno ancor più gli ormeggi con il successivo, ma inferiore, The Next Room (1994). Dovendo tirare le somme, il valore dell’opera è senza dubbio molto alto, a patto di non considerarlo un album thrash metal tout court.

Buon ascolto (ma ho offerto agli amanti del thrash un paio di valide alternative qualche riga più su) e che il metallo sia con voi!



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
55.16 su 6 voti [ VOTA]
Cesarione
Mercoledì 15 Maggio 2019, 17.42.39
12
Grande album …. il mio vinile ormai è andato …. sono costretto a sentirlo sul tubo!!!! spesso me lo sparo in ufficio!!!!!! Grazie di averlo rispolverato
Hard N' Heavy
Mercoledì 15 Maggio 2019, 11.58.46
11
x entropy grazie fratello metal
entropy
Martedì 14 Maggio 2019, 20.58.14
10
@hard io ti consiglierei il.mini visions. In the next room cambiarano stile e cantante , non ho mai ridato una chance al cd, ma insomma non lo.consiglierei
Vittorio
Lunedì 13 Maggio 2019, 14.41.14
9
Disco pazzesco, al di là del genere più o meno thrash. Al diavolo, grande musica e grandi esecuzioni. Da avere.
Hellion
Domenica 12 Maggio 2019, 20.07.03
8
Disco che mi ha accompagnato nei primi anni '90. Stavo facendo la patente, una volta presa, in macchina giravano queste canzoni, insieme al Black album, Ceremony dei Cult, Nevermind, Blood sugar sex magik. Inizio decennio incredibile.
duke
Sabato 11 Maggio 2019, 19.02.04
7
...bel disco.....diverso da tutto quello proposto dalle altre thrash metal bands......particolare ed unico....da riscoprire...bravi per averlo di rispolverato.....
Vitadathrasher
Sabato 11 Maggio 2019, 18.51.26
6
Altra band sottostimata, thrash tecnico, un po troppo funky a volte, ottimo album come il precedente.
Hard N' Heavy
Sabato 11 Maggio 2019, 16.12.59
5
i Mordred sono dei geni, sia ''In This Life'' & ''Fool`s Game'' sono dei veri capolavori, il loro terzo album non l'ho conosco qualcuno me lo può consigliare si tratta di ''The Next Room''. Grazie a tutti
entropy
Sabato 11 Maggio 2019, 15.44.11
4
Adoro quest'album! Il.mio preferito dei mordred!
Galilee
Sabato 11 Maggio 2019, 14.16.14
3
Il disco non lo conosco, ma adoro questa band. Ho fools e Vision, entrambi fantastici. Devo recuperarlo assolutamente.
d.r.i.
Sabato 11 Maggio 2019, 14.10.35
2
Uao che discone, concordo con grin
tino
Sabato 11 Maggio 2019, 13.48.09
1
questo è un capolavoro dei primi anni 90, superiore di molto anche all'ottimo precedente. é un disco che divoravo da ragazzo e che sarebbe ora che lo andassi a riscoprire. High potency, esse quam videri, pezzi straordinari dove il suono della bay area si cominciava ad amalgamare sempre di più con le nuove tendenze musicali e altre che andavano di moda all'epoca come il funky. Sono stati meno fortunati dei loro "cugini" faith no more o red hot chili peppers e hanno perso la bussola finendo in un oblio che non meritavano. Consiglio veramente ai più giovani di ascoltarlo. voto 95
INFORMAZIONI
1991
Noise Records
Thrash
Tracklist
1. In This Life
2. The Strain
3. High Potency
4. Window
5. Esse Quam Videri
6. A Beginning
7. Falling Away
8. Killing Time
9. Downtown
10. Progress
11. Larger Than Life
Line Up
Scott Holderby (Voce)
James Sanguinetti (Chitarra)
Danny White (Chitarra)
Aaron Vaughn (Tastiera, Consolle)
Art Liboon (Basso)
Gannon Hall (Batteria)
 
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