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Villagers of Ioannina City - Through Space and Time - Alive in Athens 2020
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23/05/2023
( 2460 letture )
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L’incontro tra musica rock e quella tradizionale non è certo un’invenzione recente, e può annoverare artisti che hanno intrapreso questo percorso in ogni ambito, lambendo generi disparati che vanno dal pop al metal estremo. Poche band però negli ultimi anni sono state in grado di coniugare così armoniosamente musica folk ed etnica con l’heavy psych rock e lo stoner come i Villagers of Ioannina City. Il viaggio dei sette musicisti, originari appunto della citta di Ioannina nell’Epiro, inizia nel lontano 2007 con una lunga gavetta che culmina con la pubblicazione dell’esordio Riza (“radice” in greco) solamente nel 2014 per la label Mantra Records, un album che reinterpreta melodie e canzoni del folklore popolare greco all’insegna dello stoner e del rock psichedelico in un ampio spettro che va dai Kyuss ai Pink Floyd. Ma è solo con il secondo full length, Age of Aquarius, nel 2019, che i Villagers of Ioannina City compiono quel salto di qualità che li porterà in pochi mesi sulla cresta dell’onda, grazie a consensi unanimi di pubblico e critica specializzata per una volta concordi ad attribuire i giusti riconoscimenti ad una band geniale e fuori dagli schemi. Non è un caso che la Napalm Records li abbia prontamente messi sotto contratto e ripubblicato e diffuso capillarmente il secondo album sia in digitale che nei vari formati fisici. Un boost necessario quanto meritato che ha permesso alla band greca di emergere prepotentemente nel panorama musicale contemporaneo, ammaliando un pubblico trasversale amante delle sonorità che vanno dal folk fino al metal. L’intensa attività live e la partecipazione ai vari festival pre e post pandemia non ha fatto che cementarne lo status di cult band anche al di fuori della madre patria, grazie a prove incendiarie culminate con lo show del 15 febbraio 2020 al Falliro Sports Pavillon Arena nella capitale Atene. Un live mastodontico la cui colonna vertebrale è costituita da Age of Aquarius nella sua interezza, inframezzato da alcune composizioni tratte dall’esordio, pubblicato prima nel 2021 sul canale Youtube della band per poi essere distribuito ora nei vari formati fisici dalla sempre vigile Napalm Records con il titolo Through Space and Time (Alive in Athens 2020), conscia di come la vera essenza della band dell’Epiro risieda nelle performance dal vivo.
L’atmosfera che si respira, fin dalle prime note, è quella quasi liturgica del raccoglimento di una congregazione radunata per un evento unico nel suo genere. La band, capitanata dal cantante chitarrista Alex Karametis, eroe omerico che si staglia al centro del palco a guidare il suo manipolo, è consapevole che, pur avendo davanti una luminosa carriera, l’imminente prova live è il coronamento di una prima fase del proprio viaggio, al contempo punto d’arrivo e trampolino per un nuovo balzo in avanti nel tempo. E proprio lo spazio e il tempo, ripresi nel titolo del live album, sono le coordinate sulle quali si esprime la poetica e la musicalità dei Villagers of Ioannina City. Lo spazio è quello della madre patria Grecia, paese natale dei sette, la culla culturale da cui traggono forza e ispirazione. Il tempo è la linea ideale che collega le tradizione del passato, le storie e le melodie del folclore e delle tradizioni popolari con il presente della musica rock suonata dalla formazione greca. La tracklist del concerto miscela sapientemente quelli che ormai sono cavalli di battaglia della band da Age of Aquarius, (dalla title track passando per Father Sun fino a For the Innocent), intervallati dai brani di Riza, che grazie alla prestazione corale della band, acquistano la loro vera e più autentica dimensione, quella della rappresentazione dal vivo e della tradizione orale. I singoli strumenti coniugano mirabilmente questa dicotomia, da un lato gli strumenti tradizionali; la cornamusa di Konstas Lazos e il clarinetto e il kaval di Konstantis Pistiolis, dall’altra le chitarre elettriche del duo Alex Karametis - Kostas Zois e il basso di Akis Zois: l’esatto punto d’incontro è dove il passato riemerge in nuove rivisitazioni elettriche e dove il rock del presente si tinge di sonorità ancestrali. Le tastiere e il piano di Achilleas Radis si muovono in sottofondo intrecciando tappeti sonori sui quali si innestano le melodie portanti delle composizioni, un naturale trait d’union tra due mondi in armoniosa collisione. In questo senso la batteria e le percussioni di Aris Giannopoulos giocano un ruolo cruciale nella riuscita di questa sintesi alchemica. Senza mai strafare, il batterista detta i tempi di questa rappresentazione che trascende i confini puramente musicali, passando con naturalezza da ritmiche tipicamente stoner rock a quelle del folklore dei Balcani, un ponte pulsante e vibrante tra piano temporali diversi. Il pubblico presente è consapevole di essere il comprimario di un evento unico e partecipa con trasporto a questa odissea sensoriale che miscela la musica portante ai giochi di luci, una sinergia profonda e viscerale che culmina nei momenti di assoluto silenzio, quando la band greca permette a chi assiste di cantare a squarciagola i refrain delle proprie canzoni, in una comunione tra artisti e pubblico così urgente e primordiale. E quando il concerto termina sulle note di Karakolia, il boato liberatorio degli astanti saluta la formazione ellenica, reduce da una prestazione superlativa e per certi versi irripetibile.
A volte la pubblicazione di un live album serve come mero riempitivo, a colmare un vuoto tra le pubblicazioni inedite e a mantenere viva l’attenzione dei fan sempre e perennemente desiderosi di nuovo materiale dei propri artisti preferiti. Nel caso di Through Space and Time (Alive in Athens 2020) fortunatamente è vero l’esatto contrario, perché il monumentale concerto dell’ensemble greco segna un momento unico nella carriera dei Villagers of Ioannina City. Un rito di passaggio che porta questi musicisti di talento alla maturità stilistica e compositiva, ad una nuova consapevolezza che ci si augura li spingerà sempre più in alto fino a giocarsela ad armi pari con i grandi interpreti del genere. Nonostante due soli full length all’attivo, non è prematuro annoverare i Villagers of Ioannina City tra le stelle di prima grandezza del rock contemporaneo, grazie ad un’inventiva e una poetica che traggono origine dal folklore e dalla musica etnica. Fermamente radicata nella tradizione greca, la proposta della band dell’Epiro, è riuscita a valicare i confini territoriali senza sacrificare quella forte connotazione mediterranea e senza scadere nell’anonimato di tanti artisti dediti a generi ormai saturi. Da una remota città greca e da un remoto passato i Villagers of Ioannina City sono stati in grado di riportare quel “sense of wonder” che tanto manca ormai nella musica rock di oggi, senza tuttavia snaturare la propria identità, profondamente ed indissolubilmente legata alla madre patria Grecia, fonte mai arida di stimoli e d’ispirazione per sette musicisti pronti a conquistare il mondo.
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10
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Confermo, si è trattato anche per noi di un errore nel testo. |
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9
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Dopo la notizia dei Messa su Metal Blade ho pensato \"bene così sono compagni di label dei VIC e magari fanno qualcosa insieme\" però in realtà non mi torna, non ho sottomano il CD di questo ma controllando su Discogs mi risulta che loro siano sotto Napalm e non sotto Metal Blade, anche sul tubo si trovano nello youtube della Napalm. |
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8
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Lascio ai posteri la sentenza, affatto ardua. Il 2023 si è concluso con l\'ascolto di questo capolavoro. Il 2024 si è aperto con l\'ascolto in loop di questo capolavoro. Per me disco dell\'anno (a ruota i Wytch Hazel). |
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7
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Ottimo Live, niente da dire.. Modernità e tradizione che si fondono in maniera naturale.. |
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6
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Scoperti solo lo scorso anno grazie ad un amico, ho consumato il loro Age of Aquarius. Un gruppo fantastico, che ho potuto vedere dal vivo all\'Hammer of Doom di Wurzburg lo scorso novembre. Spero possano venire presto anche in Italia |
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5
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Scoperti solo lo scorso anno grazie ad un amico, ho consumato il loro Age of Aquarius. Un gruppo fantastico, che ho potuto vedere dal vivo all\'Hammer of Doom di Wurzburg lo scorso novembre. Spero possano venire presto anche in Italia |
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4
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Scoperti solo lo scorso anno grazie ad un amico, ho consumato il loro Age of Aquarius. Un gruppo fantastico, che ho potuto vedere dal vivo all\'Hammer of Doom di Wurzburg lo scorso novembre. Spero possano venire presto anche in Italia |
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3
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Mai sentiti nominare; mai letto nulla di loro. Ma dove cavolo li andate a pescare certi gruppi?!? Sono in fissa da due giorni, Li sto ascoltando il loop e penso di procedere all\'acquisto. Grazie |
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2
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Bellissimo, non aggiungo altro perché la recensione dice tutto, soprattutto all\'inizio del secondo e del terzo paragrafo. |
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1
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...disco consigliatissimo......un viaggio sonoro davvero particolare ed emozionante.....ho da tempo la versione doppio cd....peccato non ci sia il dvd......cercate su youtube.....il video del concerto dura un paio di ore....voto giusto....per questa gemma musicale.... |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Welcome 2. Age of Aquarius 3. Part V 4. Nova 5. Perdikomata 6. Skaros 7. Dance of Night 8. Zvara 9. Arrival 10. Father Sun 11. Millennium Blues 12. Ti Kako 13. Audience I 14. Cosmic Soul 15. For the Innocent 16. Audience II 17. Karakolia
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Line Up
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Alex Karametis (Voce, Chitarra) Kostas Zois (Chitarra)
Achilleas Radis (Tastiera) Konstantis Pistiolis (Clarinetto, Kaval) Kostas Lazos (Cornamusa) Akis Zois (Basso) Aris Giannopoulos (Batteria)
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RECENSIONI |
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