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27/04/25
HEILUNG
TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI - MILANO
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( 1398 letture )
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Forse mi attirerò strali rabbiosi da parte di molti lettori citando in questa sede Marco Masini, ma è innegabile che almeno il seguente concetto da lui espresso sia estremamente veritiero: la musica è un ambiente che può essere estremamente cattivo e, per un artista che riesce a sfondare e raggiungere il successo, a centinaia, migliaia non riescono a raggiungere la fama che magari meriterebbero. E’ una storia vecchia quanto il mondo ed il gruppo di cui ci occupiamo oggi rientra certamente in questo ambito: i Coldwater Army sono difatti una particolare band americana che ha pubblicato il suo unico album nell’ormai quasi remoto 1971, mescolando al suo interno una miriade di influenze fra cui la musica beat del decennio precedente, ma anche il classico rock ‘n’ roll, il funk ed una spruzzata di psichedelia.
Normale, pertanto, che uno stile così particolare rischiasse di non venir subito compreso e, difatti, il nome di questa band formata da un discreto numero di elementi (ben nove ragazzoni yankee) è oggi sconosciuto ai più. Ma noi, da amanti della musica e pignoli maniacali, abbiamo tutta l’intenzione di rispolverare anche i nomi meno noti, offrendo a noi stessi ed a voi più conoscenza possibile. Il succitato unico lavoro dei nostri, intitolato Peace, si apre con Just Can’t See You Anymore, un brano estremamente soft di matrice beat dove basso e chitarra acustica la fanno da padroni. L’influenza degli anni ’60 come già detto è pienamente percepibile e ne fa una buonissima traccia d’apertura, gradevole e leggera. La seconda canzone, intitolata Away, ci appare figlia più del blues e del rock progressivo che delle note alla Beatles, ma a circa metà brano ecco la sorpresa: il ritmo subisce un’improvvisa accelerazione e possiamo ascoltare uno spiazzante assolo di sax ad opera di Dale Millet. Si continua con Dreams e To Pamela, la prima incentrata sull’alternanza fra strofe beat, caldi assoli di chitarra rock e ritmo di sottofondo squisitamente funk, la seconda nuovamente caratterizzata dall’atmosfera soft della traccia d’apertura per la sua quasi totalità: si tratta né più né meno di un brano lento, quasi ballabile in alcuni passaggi, ispirato forse alla produzione dei riflessivi prog/blues rockers The Moody Blues. Hey, People ci riporta su lidi più tipicamente rock ed il suo riff iniziale probabilmente vi ricorderà qualcosa, un brano molto più famoso: è vero, non si tratta poi di un riff così complicato e quindi la somiglianza è tranquillamente plausibile, ma dubito che non vi verrà in mente l’anthemica Rockin’ In The Free World di Neil Young, che peraltro avrebbe visto la luce quasi 20 anni dopo il presente album dei Coldwater Army. Al di là di questo, comunque, il brano in sé non è memorabile e possiamo tranquillamente passare avanti verso la gagliarda Today, Tomorrow, Yesterday, ottimo esempio di rock ‘n’ roll. Smiling Faces è interessante per il ritmo e per i brevissimi sfoghi di sassofono in sottofondo, ma nuovamente non rimane troppo impressa, a differenza di By Your Side che, dal punto di vista musicale, è una piccola gemma fatta di urticanti assoli. Time Is Lost prosegue sulla falsariga del brano precedente, presentando solo una breve traccia vocale poco dopo metà brano e per il resto restando incentrata sull’alternanza dei vari strumenti, mentre In Thought è più soft e mette in evidenza le dolci tastiere di sottofondo. A chiudere l’album, infine, la rock ‘n’ roll Get It Together e la dolce Time For Reason, piacevole seppur forse eccessivamente strascicata nel suo incedere.
In sostanza, si tratta certamente di un lavoro piacevole e sufficientemente variegato, con buone prestazioni corali da parte dei musicisti ed una serie di buone canzoni. Al tempo stesso, come evidenziato, abbiamo qualche traccia non troppo brillante in eccesso, che blocca sul nascere una valutazione davvero elevata. In ogni caso, poiché sono certamente maggiori i brani interessanti rispetto a quelli banali o poco riusciti, potete certamente concedere un ascolto ai Coldwater Army, specie se amate le sonorità prog rock particolarmente soft.
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Just Can't See You Anymore 2. Away 3. Dreams 4. To Pamela 5. Hey People 6. Today, Tomorrow And Yesterday 7. Smiling Faces 8. By Your Side 9. Time Is Lost 10. In Thought 11. Get It Together 12. Time For Reason
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Line Up
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Bob Spearman (Voce, Tastiere) Bob Garrett (Voce, Tastiere, Tromba) Bobby Golden (Voce, Chitarra) Nic Jones (Voce, Tromba) Stanley Kimbal (Chitarra) Dale Miller (Sassofono) Calvin Arnold (Basso) Kenny Golden (Basso) Richard Hughes (Batteria)
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RECENSIONI |
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