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27/04/25
THE LUMINEERS
UNIPOL FORUM, VIA GIUSEPPE DI VITTORIO 6 - ASSAGO (MI)
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Enemynside - Whatever Comes
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( 3084 letture )
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Gli Enemynside sono una storica thrash metal band italiana, essendo attivi dal 1999 con l’attuale monicker e precedentemente noti come Scapegoat. Nati come puristi del thrash americano, si sono con gli anni evoluti verso una proposta più ampia che abbraccia, oltre a qualche scheggia thrash statunitense, anche influenze swedish post 2000 e un certo gusto per i riff “moderni” e ritornelli melodici simil Trivium.
La band capitolina è stata sulla cresta dell’onda nei primi anni del nuovo millennio, dove dopo aver ricevuto ottime recensioni su magazine e siti specializzati e aver reso infuocati i live show lungo tutta la penisola (senza disdegnare alcune interessanti puntate all’estero), non ha raccolto quanto pazientemente seminato, pubblicando solo due dischi e, forse, mancando quel famoso treno che difficilmente passa due volte.
Whatever Comes, terzo full lenght degli Enemynside edito dalla danese Mighty Records, è un cd divertente e mediamente vario, ricco di spunti interessanti e con pochi momenti di stanca. La produzione, affidata all’ormai fisso Christian Ice (Temple Of Noise) è pulita e potente, ben bilanciata e curata nei minimi dettagli. Con questi suoni rabbiosi e thrash al punto giusto, il disco scorre bene anche, soprattutto, grazie alla bravura dei quattro musicisti: d’altronde tanti anni di esperienza si fanno sentire in alcuni arrangiamenti davvero azzeccati o nella ritmica dell’opener Withering durante l’assolo di chitarra. La canzone è “spezzata” dal ritornello forse un po’ troppo melodico, nonostante l’ottimo lavoro delle asce in sottofondo. Come precedentemente detto, le canzoni sono abbastanza diverse l’un l’altra, tra (poche) sfuriate da headbanging e ritmiche veloci come in Hiddenself e momenti più pachidermici come Rise Up (anche qui presente il chorus arioso e melodico) e The Cure. Piacevoli anche le composizioni non facilmente catalogabili, come l’intensa Reveries, No One Of A Kin, dai riff moderni e tempi spezzati. In Too Many Times gli Enemynside ospitano l’axe hero Ritchie Kotzen in un pregevole assolo, che impreziosisce un brano già buono in partenza. Giusto anche menzionare Misladed, ballad dove il singer Cremisini da il meglio di se, cantando con cuore e sentimento. Il brano è, nella sua apparente semplicità, molto bello e intenso, sicuramente uno dei momenti migliori dell’intero disco.
Le prestazioni dei singoli sono ottime: il cantante e bassista Francesco Cremisini varia da clean vocals intonate a urla rabbiose appena “sporche” che rendono bene nei momenti più intensi di Whatever Comes. Le chitarre di Matteo “Thrasher” Bellezza e Francesco De Honestis sono taglienti e precise sia in fase ritmica che solistica, con il batterista Danilo Menna sempre pronto a picchiare duro sul drum kit. Quello che può essere rimproverato agli Enemynside è di aver messo di seguito diverse canzoni dallo stile simile, facendo registrare nella parte centrale un lieve calo d’attenzione dovuto anche a un paio di brani non all’altezza.
Chi si ricorda gli Enemynside calcare i palchi dopo i demo From The Cradle To The Way o il massiccio Violent Beats – comunque datati 2000 e 2001 – farà un poco fatica a riconosce quei giovani e indiavolati thrashers, anche se ad ascolto attento i trademark della formazione romana sono facilmente individuabili. Gli Enemynside guardano avanti, e lo continuano a fare anche oggi pur mantenendo un legame con le proprie radici: l’augurio è, vista la sincerità dei musicisti, di poter avere una nuova possibilità per quel famoso treno.
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3
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Per me è un bel 90. Sti ragazzi vanno premiati considerando che è da anni che sono in giro e soprattutto è da anni che vanno avanti per la loro strada nonostante tutte le difficoltà che ci sono a Roma. |
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2
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Bellissimo cd, bellissimi testi anche. Un lavoro pulito e diretto che penso sia frutto di un naturale percorso evolutivo, mi è piaciuto fin dal primissimo ascolto! I momenti qui definiti ingiustamente-ed incomprensibilmente - “pachidermici” (che termine poi …bah..) sono invece per me tra i pezzi migliori, funzionano benissimo, ti entrano subito in testa, come anche No one of a kind, Pitch black, Snot, Withering, Fearful world. Onestamente faccio fatica a comprendere il senso di questa recensione contorta e contraddittoria in cui chi scrive sembra avere le idee piuttosto confuse. Poi questo ‘treno’…ma che è…?! PS: La splendida voce di Enemynside , si chiama Francesco Cremisini, non Cremisi. |
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1
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"Let the Madness Begin..." l'avevo macinato, quando era uscito aveva davvero attecchito un minimo anche in Italia (fattore non da poco), ho poi preso "In the Middle of Nowhere" e l'ho rivenduto, viste le premesse segnalate in sede di recensione, credo che ci penserò due volte prima di ributtarmi su questi ragazzi... mi spiace  |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Withering 2. Reveries 3. Rise Up 4. The Cure 5. No One Of A Kind 6. Too Many Times 7. Hiddenself 8. Snot 9. Misleaded 10. Fearful World 11. Pitch Black
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Line Up
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Francesco Cremisini: voce, basso Matteo Bellezza: chitarra Francesco De Honestis: chitarra Danilo Menna: batteria
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RECENSIONI |
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