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Disturbed - Believe
( 7477 letture )
Facciamo un gioco di ruolo un po’ megalomane.
Immaginiamo di essere Dio.
Peraltro, proviamo ad immaginarci un po’ più amichevoli e raffinati rispetto al nostro Collega più famoso. Diciamo che alle piaghe ed ai castighi noi preferiamo il jazz.
Quindi, per prima cosa, compriamo un pianoforte. Non un pianoforte qualsiasi, ma uno che si addica al nostro status di divinità.
Ci sediamo sul suo sgabello. Guardiamo la Terra in tutta la sua maestosità. Iniziamo a suonare la nostra soave ma amara melodia. Giochiamo con milioni e milioni di tasti su questa tastiera infinita che abbiamo deciso di chiamare umanità.
Ad un certo punto, suoniamo due diversi accordi e…

…e al piano di sotto, come sempre succede quando qualche Dio suona la propria melodia, succedono due eventi straordinari.
Tra la metà degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, infatti, in una parte del globo e dell’Europa si rimirò la Scandinavia centro-occidentale sputare nel mondo orde di musicisti infernali, figli dell’isolazionismo e di disagi sociali vari, rimasti famosi fra le più nere pagine della musica e della cronaca. Ceroni bianchi in faccia, chiodi e croci rovesciate, foreste, l’Helvete ed il nero sopra ogni sfumatura ed interpretazione dell’esistenza: la così definita “seconda ondata black metal”.
Contemporaneamente e paradossalmente, sempre a metà anni ’90, dall’altra parte dell’orizzonte e dell’Atlantico rispetto ai freddi e ieratici fiordi norvegesi, negli USA del sole e del mare, della Death Valley e di Sacramento, nasceva il nu-metal, forse il genere più vituperato, snobbato, criticato e condannato nella storia recente del mondo metal. Con scarpe da ginnastica ai piedi, rasta e rapper-styles, magliettacce stinte, canottiere NBA e concerti da migliaia di persone, comparivano sulla scena i primi Korn, Limp Bizkit e Deftones, seguiti a ruota dai successivi Slipknot, Linkin Park e Staind.

E’ proprio in questo filone di musica più immediata e scorrevole, più pop se vogliamo, rispetto a tanti altri sottogeneri metal, che a cavallo tra il vecchio ed il nuovo millennio si inserisce una band inizialmente classificabile nu-metal, poi per lo più alternative, capitanata dal frontman David Draiman, con Mike Wengren alla batteria, dal nome Disturbed, la quale vanta oggi all’attivo una vendita di 15 milioni di copie in tutto il mondo.
La band esplode nell’anno 2000 con l’uscita, sotto la Giant Records (famiglia Warner Bros. per intenderci), di The Sickness, quattro volte disco di platino negli USA, quattro milioni di copie vendute, concerti su concerti in giro per il mondo, tour ed interviste organizzate persino da MTV.
Il merchandising, contestualmente, detona come una bomba ad orologeria. “The Guy” (dal quel momento in poi storico simbolo dei Disturbed), nato da uno scarabocchio di Draiman in un bar, e contraddistinto dal classico sorriso demoniaco, il pugno alzato ed il cappuccio tirato su che cade sugli occhi, finisce su tutte le magliette della band, sulla copertina di cinque album ed innumerevoli singoli, nonché sulla pelle di moltissimi fan.

“Circa 25.000 persone erano stipate in un'area ideata per 10.000. Il concerto diventò così caotico che hanno dovuto spostarci sul palco principale il giorno dopo. Gli Slipknot e Marylin Manson erano alla mia destra, e alla sinistra del palco c'era Ozzy, che stava guardando tutta la nostra esibizione. Siamo stati a quattro Ozzfest finora e dobbiamo ancora vedere Ozzy assistere all'intero set di qualcuno (che non sia noi). Dopo il concerto è corso su da me e mi ha dato un abbraccio e mi ha detto quanto adorasse la band.” (David Draiman sull’Ozzfest 2001)

Nel marzo 2002 il wrestler “Stone Cold” Steve Austin sceglie il singolo Glass Shattered, poi pubblicato nell’album WWF Forceable Entry, come propria colonna d’ingresso sul ring aumentando, se possibile, ancor di più la visibilità del gruppo.

Nello stesso mese la band entra negli K’s Groovemaster Studios ed è con tale “curriculum” che, nel settembre 2002, sotto la Reprise Records (ancora gruppo Warner), esce il secondo album in studio dei Disturbed, dal nome Believe, incentrato ed ispirato al rapporto tra individuo e fede, ai correlati attacchi terroristici (?) dell’11 settembre e, come confessato da Draiman in un’intervista, anche alla morte di suo nonno, un prete ebreo-ortodosso, al quale il cantante era molto legato.
Proprio a causa di queste tematiche al confine tra religione e politica, il video del primo singolo estratto da Believe, Prayer, caratterizzato da una città totalmente rasa al suolo da una immaginaria apocalisse di ferro e fuoco, non è promosso da molte stazioni televisive e radiofoniche, costringendo il gruppo, in ultima analisi, a non ultimare e promuovere più il videoclip.
La copertina dell’album rappresenta quello che poi diverrà, al pari di “The Guy”, uno dei tipici loghi della band, l’unione dei simboli tipici di quattro credenze religiose: la croce del Cristianesimo, la stella di David dell’Ebraismo, la mezzaluna dell’Islam ed il pentacolo, generalmente ricondotto al paganesimo. L’essenza del logo, come spiegato dallo stesso Draiman in più interviste, risiede nella volontà della band di creare un simbolo che possa andare oltre le limitanti ed assolute barriere delle singole fedi, al fine di venire riconosciuto come un segno di unità e di credo universale.
Believe si compone di dodici tracce per la durata complessiva di circa tre quarti d’ora di gran musica, coinvolgente, con headbanging incorporato ed assicurato.
Facendo un’ultima considerazione generale prima di addentrarci nell’analisi delle singole tracce, Believe rappresenta un salto stilistico ed attitudinale nella discografia dei Disturbed, segnando il definitivo passaggio della band dalle sonorità prettamente nu-metal di The Sickness ad altre maggiormente alternative metal, le quali, poi, si affineranno sempre più nel futuro e nei successivi full-length del gruppo.
Believe, inoltre, è l’ultimo album di studio registrato con Steve Kmak al basso, il quale lascerà poi la band per contrasti insanabili con gli altri membri, per altro mai svelati fino in fondo da nessuno fra i componenti.
Ora, i dodici brani.
Il primo del lotto è Prayer, anche primo singolo di Believe. La traccia è ancora evidentemente intrisa dal sound nu-metal degli esordi; i cosiddetti “stop&go” non si fanno attendere, la chitarra di Donegan suona riff composti da poche note, riprendendo sempre il tema principale e seguendo modelli sincopati, rafforzando, di conseguenza, la lineare fase ritmica portata avanti da Wengren. La seconda, Liberate, si allinea sulla stessa strada stilistica della prima canzone; da menzionare l’ottimo lavoro vocale di Draiman ed il testo della canzone, in pieno stile nu-metal, molto incazzoso ed un po’ adolescenziale. Awaken segna l’ufficiale comparsa nel disco del cinque corde di Kmak, facilmente distinguibile mentre suona accordi rivoltati di fa ed opera slide continue sulla terza corda. La title-track Believe esemplifica bene la considerazione sulla virata stilistica della band a cui accennavo poc’anzi; le linee melodiche sono sicuramente meno pesanti e sintetiche rispetto a The Sickness, soprattutto grazie al lavoro vocale operato da Draiman, il quale dimostra in questo full-length di avere una versatilità ed un’estensione vocale di cui non si trovava traccia nel precedente album, supportato anche da orchestrazioni e da un coro registrato una terza più alta; la sezione strumentale si dimostra ben congegnata ed ispirata, non risultando nessuno strumento sacrificato nel sound generale. Remember vira ancor più decisamente verso lidi heavy rispetto alla precedente, dimostrandosi una canzone molto riuscita, mentre le due tracce successive, Intoxication e Rise si rivelano abbastanza anonime, ricalcando per linee generali il sound già sentito nelle prime tracce di Believe (Rise è comunque una traccia ispirata e ben strutturata, con interessanti riff al suo interno). L’ottavo brano, Mistress, è uno tra i migliori di Believe e racconta dell’incatenamento psicologico e patologico di un individuo alla propria donna; la sei corde suona riff abbastanza lineari, tornando sempre al tema principale, la batteria uniforma coerentemente la fase ritmica, mentre il cinque corde armonizza efficacemente l’interludio a due terzi traccia, giocando molto con i primi tasti della quarta e terza corda (fa e si).
Il finale, dominato dall’ottima prova vocale di Draiman e dal solito giro di chitarra, lascia piacevolmente colpiti. La successiva Breathe presenta sfumature velatamente prog, suonando il basso quasi in staccato e con un ritmo molto sincopato. Bound e Devour si rivelano altri due ottimi episodi di questo disco, decisamente heavy-oriented, mentre la dodicesima e finale Darkness, anche grazie alla collaborazione della violoncellista Alison Chesley, emerge come una lieve ballata nella quale Draiman mette in evidenza (sempre se ce ne fosse stato ancora bisogno) tutte le sue capacità vocali, accompagnate da una chitarra (semi)acustica suonata dal batterista Wengren.

Tutto ciò considerato, Believe è un ottimo album, nel quale la pur non eccelsa capacità dei musicisti riesce a creare un amalgama sonoro semplice ma coinvolgente, lineare ma mai noioso, dal quale la voce di Draiman emerge con delle doti che, invece, appaiono già ad un primissimo ascolto ben sopra la media, senza le quali, credo, i Disturbed difficilmente riuscirebbero a produrre album di altrettanta qualità.
E’ vero, quest’album è per lo più alternative metal, con una vena nu-metal.
E’ altrettanto vero che ha venduto quasi 300.000 copie solo nella prima settimana d’uscita.
Peraltro, ritengo che il discrimine tra musica che vale la pena ascoltare o meno non sia il numero di fan che una band ha, il numero di copie vendute, o se viene elogiata anche fra i ragazzini (a riguardo, vorrei anche ricordare l’importanza che band e dischi del genere hanno avuto per le generazioni più giovani come la mia, i quali hanno fatto avvicinare alla musica metal milioni di giovani in tutto il mondo), ma, molto più semplicemente, conta solo se la musica sia ben fatta o meno.
Believe rientra in un genere musicale che viene visto molto scetticamente dalla maggior parte dei metallari “duri e puri” e neppure il sottoscritto è un fervido amante dell’alternative/nu-metal, ma, mettendo da parte per un attimo gusti personali e pregiudizi, all’interno dei confini stilistici di questo genere musicale Believe risulta assolutamente una pietra miliare, da ascoltare e, fin dove possibile, da apprezzare.
Chiudiamo dicendo che per coloro i quali nell’ascolto cercano necessariamente tecnica e doti compositive sopraffine, ci sono sempre i Necrophagist o il jazz. Questa, ahimè, non era la recensione adatta per voi.
Le tracce migliori sono: Prayer, Remember, Mistress e Devour.
Disco divertente.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
81.27 su 18 voti [ VOTA]
Deathland
Venerdì 19 Ottobre 2018, 16.35.58
17
Secondo me il loro migliore, voto 90. The Sickness invece 80
Pork Omaometo
Venerdì 29 Settembre 2017, 18.34.12
16
@Undertow: Non ti piace The Sickness?
Undertow
Venerdì 29 Settembre 2017, 18.23.33
15
Unico parto decente della band. Remember grande pezzo, ma non può da sola far decollare l'album. 70.
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2016, 9.45.39
14
Remember, Believe, Forsaken (dalla colonna sono della Regina dei Dannati) e Darkness sono brani veramente ottimi. Il resto non è dello stesso livello, ma è buono 75
Devicecod
Sabato 2 Gennaio 2016, 14.23.21
13
Al primo ascolto non mi prendeva molto, però col tempo mi sono ricreduto, soprattutto per l'azzardata mossa di discostarsi dal Nu Metal che stava diventando un genere non rinnovato e troppo macchinoso. Bravi a suonare e bravi nello scegliere lo stile musicale. Voto 83
Macca
Sabato 17 Gennaio 2015, 21.47.14
12
Lo ascoltavo oggi, gran bel disco: divertente e pompante adrenalina. "Remember" e splendida. Voto 80
il vichingo
Martedì 16 Luglio 2013, 11.48.39
11
We want Gnu!
Wild Wolf
Domenica 14 Luglio 2013, 10.22.54
10
@Nu Metal Head: ok, scusami, c'è stato un piccolo qui pro quo
Nu Metal Head
Domenica 14 Luglio 2013, 0.22.04
9
no wild wolf, c'è stato un equivoco! con la frase "secondo chi scrive" intendevo dire "secondo me", cioè il "chi scrive" era riferito a me! il resto del discorso era una mia personale considerazione...
Wild Wolf
Sabato 13 Luglio 2013, 21.05.37
8
@Nu Metal Head: no guarda, non so da cosa tu abbia dedotto che "The Sickness" per è migliore di "Believe", ma non è così. Reputo "Believe" e "The Sickness" i due migliori album dei Disturbed, ma "Believe" lo considero decisamente il migliore della band. Sul resto del discorso, mi spiace, ma non sono riuscito a seguirti granché. @Undercover: figurati per l'info ..sul resto sono assolutamente d'accordo con te, se avessero continuato su questa strada ne sarebbero usciti sicuramente meglio. Per altro, questo 2013 ci ha abituato a "ritorni di fiamma" per così dire, magari chissà..potrebbe essere anche il loro turno.
Nu Metal Head
Sabato 13 Luglio 2013, 20.24.14
7
premesso che il meglio del gruppo secondo chi scrive è nel precedente the sickness, supponendo un'ipotetica divisione del genere (per evitare polemiche non scrivo il nome, diciamo che era un sottogenere di metal che spopolava in tutto il mondo fra la metà dei '90 e gli inizi dei '2000...) in serie A e B, loro sono sicuramente fra quel gruppetto di band che guidano la serie B, insieme magari ai sevendust e a qualcun'altro che ora mi sfugge, importanti sì ma non imprescindibili... comunque, a parte tutto ciò, il loro the sickness l'ho ascoltato non più di una volta attentamente e non sono mai stato un loro fan... c'è qualcosa in loro che non mi prende appieno, la voce di draiman è sì carina in alcuni punti ma nel complesso nulla che mi faccia gridare al miracolo...
Undercover
Sabato 13 Luglio 2013, 15.29.04
6
Niente allora ricordo male io grazie del chiarimento, comunque mi chiedo perché non abbiano elaborato questo stile al posto di alleggerirsi notevolmente offrendo il fianco al lato sempre più "Mtv" del sound, peccato, loro erano una di quelle realtà che poteva uscire fuori dal periodo Nu a testa ancora alta.
Wild Wolf
Sabato 13 Luglio 2013, 15.23.15
5
@Undercover: mah, sinceramente io non ne so nulla di questa operazione; né sul web né sul sito dei Disturbed si legge nulla a riguardo. Per caso, ti ricordi dove avevi letto questa notizia? Magari mi sbaglio ma, guardando alla loro discografia, non mi viene da pensare che la virata stilistica della band sia stata dovuta ad un infortunio di Draiman. In "Believe" ci sono comunque tracce tirate che ricordano "The Sickness" (ed il cantato di Draiman ne esce alla grande), ma, più in generale, anche gli arrangiamenti, le collaborazioni ed il sound mutano in una direzione più alternative/heavy. La band, del resto, ha sempre affermato di aver iniziato a fare musica sulla scia dei Pantera o Priest e, pur essendo il loro primo album classificabile nu-metal, era atipico a suo modo: nessun giradischi, niente rap, nessuna alternanza di voci. C'era solo molta elettronica, ma forse tale massiccia influenza fu solo dovuta a ciò che andava di moda al momento.
Undercover
Sabato 13 Luglio 2013, 14.20.39
4
@Wild Wolf, ma al tempo dell'uscita di "Believe" girarono parecchie voci sul fatto che si fosse sottoposto a una qualche operazione dato che il suo canto pulito era d'improvviso diventato meno forzato rispetto a quello sul debutto, erano bufale?
lux chaos
Sabato 13 Luglio 2013, 12.54.08
3
Carino, ma per me esiste solo il debut, che fu un bel fulmine a ciel sereno di qualità in un genere dove ai tempi su molte riviste veniva spacciata per oro qualsiasi schifezza che suonasse "nu".
Wild Wolf
Sabato 13 Luglio 2013, 12.05.51
2
@Undercover: l'operazione per un setto nasale distorto al quale Draiman si sottopose avvenne nell'agosto 2006, dopo che Draiman sofferse per tutto il tour promozionale di Ten Thousand Fists di problemi alle corde vocali. Comunque concordo sull'analisi della loro discografia. The Sickness e questo Believe i migliori.
Undercover
Sabato 13 Luglio 2013, 11.52.34
1
L'ultimo album bello di questa band, l'operazione alle corde vocali (se non ricordo male) subita da David gli ha permesso di sfruttare meglio la voce pulita mettendo ahimé di lato molta dell'aggressività mostrata nel debutto, però i pezzi girano, Donegan è ispirato e si fa ascoltare dall'inizio alla fine, dopo... meglio stendere un velo pietoso.
INFORMAZIONI
2002
Reprise Productions
Alternative Metal
Tracklist
1. Prayer
2. Liberate
3. Awaken
4. Believe
5. Remember
6. Intoxication
7. Rise
8. Mistress
9. Breathe
10. Bound
11. Devour
12. Darkness
Line Up
David Draiman (Voce)
Dan Donegan (Chitarra)
Steve Kmak (Basso)
Mike Wengren (Batteria)

Musicista Ospite
Alison Chesley (Violoncello)
 
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