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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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25/10/2026
( 386 letture )
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Con Arcani, i Temperance confermano di possedere una personalità musicale ormai ben riconoscibile, senza rinunciare mai alla voglia di sperimentare nuove soluzioni sonore. E invece di far scrivere tanto di sé, questo splendido lavoro invita a immergersi completamente nell’ascolto, senza troppi fronzoli, ma soprattutto senza troppi commenti tecnico-teorici che, ancor di più di fronte a cotanto splendore, lasciano davvero e inevitabilmente il tempo che trovano. Il loro ottavo album in studio arriva dopo un periodo di assestamento e presenta una formazione che sembra aver trovato un buon equilibrio, anche grazie alla presenza di Kristin Starkey e all'ingresso del batterista Marco Sacchetto. Il risultato è un lavoro che alterna potenza, aperture melodiche e arrangiamenti ricercati, mantenendo una certa immediatezza anche nei passaggi più elaborati. Il riferimento ai tarocchi, un po’ come aveva fatto Niki de Saint Phalle con la sua arte scultorea nel Giardino dei Tarocchi nei pressi di Capalbio, delizia e accompagna attraverso le tredici composizioni, ciascuna associata a una carta degli Arcani Maggiori. Qui non siamo di fronte a una storia sviluppata dall'inizio alla fine, quanto piuttosto a una raccolta di episodi che condividono un immaginario comune. Una scelta che offre alla band la possibilità di cambiare atmosfera con una certa libertà e dove ritenuto necessario, pur restando fedele alle coordinate del proprio sound. L'inizio affidato a The Fool mette subito in moto la componente power metal, tra ritmiche sostenute e melodie dal taglio epico. The Magician: Into the Fire punta invece su un'impronta più robusta, mentre Death: Right Before We Die alleggerisce momentaneamente la tensione con una scrittura più morbida e un interessante lavoro sulle voci. È però con The Tower: Lean Into Fear che emerge una delle sfaccettature più convincenti del disco, grazie a un approccio ruvido e a un riffing che guarda con decisione all'heavy metal tradizionale. La successiva The Devil: Sin, Sin, Sin insiste su atmosfere più cupe e su un ritornello efficace, anche se alcune soluzioni melodiche risultano meno sorprendenti. Tra i momenti più riusciti spicca Temperance: Forgiveness, che rappresenta bene la capacità del gruppo di intrecciare chitarre e tastiere senza sacrificare la solidità della struttura. Curiosa e suggestiva The Chariot: Alla Ricerca dell'America, dove l'alternanza tra italiano, inglese e svedese aggiunge una nota particolare a una composizione dalle ambizioni quasi cinematografiche. La varietà prosegue con Justice: Shame & Glory e The Star: Surrender Control, entrambe costruite su melodie immediate e un dialogo vocale ben calibrato. La componente elettronica di Wheel of Fortune: Come and Call Me accompagna una delle parentesi più energiche dell'album, mentre The Moon: The Man of Moonlight si muove verso coordinate più vicine all'hard rock. Il brano che maggiormente mette in luce l'ampiezza delle soluzioni adottate è tuttavia The Hanged Man: Petrichor, capace di passare da momenti più raccolti a esplosioni metalliche e aperture operistiche. In chiusura, The World abbandona la spinta elettrica per affidarsi a voce e chitarra acustica, congedandosi in modo intimo dopo un percorso decisamente movimentato. La prova dei musicisti è solida e il contributo dei diversi interpreti vocali rimane uno degli elementi caratterizzanti della proposta. Kristin Starkey porta nel gruppo un temperamento incisivo, mentre Michele Guaitoli si conferma una presenza importante per equilibrio e versatilità. Marco Pastorino continua a rappresentare un riferimento creativo essenziale, sostenuto da una sezione ritmica precisa ed efficace.
Arcani è un album curato, elegante, energico e ricco di buone intuizioni, capace di alternare momenti trascinanti ad altri più articolati. Qualche soluzione appare familiare e non tutte le composizioni raggiungono la stessa incisività, ma la qualità degli arrangiamenti e la varietà degli approcci mantengono alto l'interesse. I Temperance dimostrano di saper valorizzare la propria identità senza trasformarla in una formula immutabile, consegnando un disco convincente che merita un ascolto attento.
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1
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Scusate…esco un attimo che devo vomitare 🤮 🤮🤮 |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. The Fool 2. The Magician: Into the Fire 3. Death: Right Before We Die 4. The Tower: Lean Into Fear 5. The Devil: Sin, Sin, Sin 6. Temperance: Forgiveness 7. The Chariot: Alla Ricerca dell'America 8. Justice: Balance 9. The Star: Surrender Control 10. Wheel of Fortune: Come and Call Me 11. The Moon: The Man of Moonlight 12. The Hanged Man: Petrichor 13. The World
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Line Up
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Kristin Starkey (Voce) Michele Guaitoli (Voce, pianoforte) Marco Pastorino (Chitarra, voce) Luca Negro (Basso, voce) Marco Sacchetto (Batteria)
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