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SOEN - Una tavolozza di ispirazioni
03/10/2023 (982 letture)
Formatisi nel 2004, nati ufficialmente nel 2010, giunti al sesto album i Soen non hanno certamente più bisogno di presentazioni; dimostratisi una band in grado di mantenere standard qualitativi ben sopra la media album dopo album, con il nuovo Memorial il gruppo ha messo a segno un altro centro. Abbiamo contattato il chitarrista Cody Ford per farci raccontare alcuni retroscena di un disco che, in un certo senso, vede anche tanta Italia nell’ambito della sua produzione. Buona lettura!

McCallon: Ciao Cody, benvenuto su Metallized! Prima di tutto, i miei complimenti per il vostro nuovo Memorial, l’ho apprezzato molto.
Cody Ford: “Grazie mille!” [In italiano] Ne siamo davvero orgogliosi.

McCallon: Parlando del disco, mi è parso che, rispetto ai vostri album precedenti, Memorial sia leggermente più pesante e aggressivo, pur mantenendo i suoi passaggi introspettivi. È un’impressione corretta? E se sì, c’è un motivo dietro la ricerca di un sound più duro?
Cody: Avevamo questa sensazione: volevamo fare il nostro disco più pesante! I temi affrontati nei testi richiedevano quella rabbia in più nei riff, nel suono delle chitarre e nel cantato. Certo, i momenti introspettivi fanno parte dell’essenza dei Soen, quindi saranno sempre presenti; aiutano a dare il giusto equilibrio all’album, che è sempre importante nella nostra scrittura.

McCallon: Uno dei miei brani preferiti dal disco è Vitals. A questo proposito, ho sentito e letto i commenti di diverse persone che affermavano come il brano ricordasse loro i Pink Floyd. Tu e i tuoi compagni siete musicisti navigati, ma ci sono ancora oggi delle influenze musicali che mantenete come vostri punti di riferimento?
Cody: È interessante che un sacco di persone dicano dei Pink Floyd. Per noi è più che altro ispirata da Radiohead e Aerosmith, ma capisco il riferimento [della gente] ai Pink Floyd. Vedi, le nostre influenze sono una tavolozza variopinta ed eclettica: tutti noi ascoltiamo una grande varietà di musica, e quello che più ci preme è sondare gli spazi meno ovvi da cui trarre ispirazione.

McCallon: Bella immagine questa! Tornando sulle canzoni, ce n’è un’altra in particolare che mi colpisce ad ogni ascolto; sto parlando di Hollowed, che vede la partecipazione di Elisa, nostra conterranea. Mi potresti spiegare come è nata questa collaborazione?
Cody: Il nostro tour manager è italiano e ha lavorato in passato con Elisa; cercavamo una voce femminile che ben si sposasse con le atmosfere di Hollowed e abbiamo pensato che Elisa fosse una scelta perfetta. Siamo rimasti completamente stupefatti dal risultato finale: la sua voce ha questa naturale… fragilità, diciamo, in grado di catturarti e ipnotizzarti. La dinamica tra la sua [voce] e quella di Joel [Ekelöf, cantante, ndr] è la ciliegina sulla torta.

McCallon: Rimanendo in tema Italia, ho visto che i video che avete realizzato per i singoli sono stati girati tra la Svezia e il nostro Paese, con alcuni attori italiani; c’è un motivo per questo legame con l’Italia? Ovviamente mi fa piacere!
Cody: Siamo in buoni rapporti con i ragazzi dei Terra, una band in tour con noi in questo momento. Gestiscono una media company con cui fanno ottime produzioni, e così hanno girato loro i video per Imperial e per Memorial. Come ti dicevo, poi, il nostro tour manager è italiano, il nostro tecnico luci è italiano, abbiamo lavorato con diversi tecnici italiani, e l’Italia è in generale uno dei nostri Paesi preferiti da visitare. Penso si possa dire che amiamo gli italiani!

McCallon: Direi di sì! Bene, ora la smetto di parlare d’Italia: Memorial arriva a due anni da Imperial, che a sua volta è uscito a due anni da Lotus; come si fa a mantenere viva la creatività con questa costanza negli anni?
Cody: Si tratta di duro lavoro e gestione del tempo. Se vuoi pubblicare un disco ogni due anni, devi iniziare a lavorare a quello dopo appena ne hai fatto uscire uno. In genere poi, entro due anni finiamo i concerti che ci prefissiamo in Europa, Canada, Stati Uniti, America Latina, più i diversi festival e qualche piccolo extra. In questo modo, passato questo periodo, quando abbiamo finito di andare in tour, esce un nuovo album e subito siamo pronti a ripartire! Certo, non c’è molto tempo libero in questa band; significa lavorare duro ma tutti noi amiamo quello che facciamo e ci crediamo, e questo ci aiuta molto.

McCallon: Una domanda sulla copertina: Lotus ne aveva una simbolica e astratta, e anche il serpente ingarbugliato di Imperial era sospeso in un nero vuoto; l’artwork di Memorial mi pare più “concreto”, benché anch’esso simbolico. Volevo chiederti se ci fosse un motivo dietro questa scelta e in generale quale significato celi la copertina.
Cody: Allora, quando la copertina viene selezionata l’album è sempre già stato completato. Martin [Lopez, batterista, ndr] voleva qualcosa che si sposasse con i temi del disco e ha trovato quest’opera; ha contattato l’artista e da lì ci siamo mossi. A me piace molto, e credo che ben rispecchi le atmosfere del disco. Sul significato… ciascuno di noi le ha dato una diversa interpretazione, e questa cosa mi fa impazzire.

McCallon: Interpreterò! Abbiamo quasi finito; una curiosità: c’è un pezzo che sceglieresti come il tuo preferito da questo album?
Cody: Fortress è davvero una delle mie preferite. Il groove che ha è come una droga, divertentissimo per me da suonare. A dire il vero, il mio brano preferito continua a cambiare, segno di un disco di cui sono veramente soddisfatto. Di solito non ascoltiamo molto i nostri stessi dischi, ma questa volta è stato diverso, e l’abbiamo messo sul piatto diverse volte.

McCallon: Molto bene! C’è una domanda che non ti ho chiesto prima, parlando di Italia. Presto sarete a Bologna [30 settembre 2023, ndr], cosa devono aspettarsi i fan da questo Memorial Tour?
Cody: I migliori show mai fatti dai Soen! Cerchiamo sempre di portare i nostri concerti al livello successivo: produzione più grande, luci migliori, tutta la nostra energia. E certamente una scaletta che contenga un po’ di tutto.

McCallon: Perfetto, grazie del tuo tempo! Prima di salutarci, c’è qualcosa che vorresti dire ai lettori di Metallized?
Cody: Vi vogliamo bene, ragazzi! Grazie per il vostro supporto e non vediamo l’ora di essere con voi al concerto sold-out di Bologna!

Un ringraziamento speciale a Giorgia, senza il cui aiuto non avrei realizzato questa intervista.



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