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ELUVEITIE + SPELLBLAST + FUROR GALLICO - Mac2, Schio, 03/12/2010
08/12/2010 (3269 letture)
Non lo capirò mai. Non capirò mai veramente che cosa si aspetta la gente da un concerto: a volte ti capita di andare in un locale per vedere delle band suonare e, davvero, non capisci che cosa ci sia che non va! Nello specifico, il 3 dicembre ero presente -insieme tra gli altri al mio amico, nonchè collega, Renato "Renaz" Zampieri, al concerto che gli Eluveitie hanno tenuto al Mac2 di Schio (VI) con Spellblast e Furor Gallico, ed anche in quest'occasione c'era qualcosa che non mi tornava... il locale era pieno (si contavano circa 200 presenze), le tre esibizioni sono state buone dal punto di vista esecutivo, contenutistico e della presenza scenica, eppure ho sentito diverse persone lamentarsi di un gruppo o dell'altro, esibendosi in sterili critiche sul posizionamento in setlist di Tizio o sul genere specifico di musica suonato da Caio, quando in realtà lo spazio dedicato ai due supporter era praticamente lo stesso. Quel che non mi spiego è soprattutto come sia possibile che, in occasioni in cui il pubblico è ammassato sotto il palco a cantare, gridare e pogare, ci sia ancora il velo della lamentela che serpeggia in sala; eppure il giudizio dei presenti non lascia adito a dubbi: il folk metal raccoglie sempre più seguaci, ed i suoi interpreti vengono accolti con calore dai fan del genere. Il concerto di questa sera ci fornisce un'indicazione chiarissima in questo senso: in una zona in cui sono poche le persone che abitualmente spendono soldi per veder suonare delle band dal vivo, in una zona in cui raramente si sono visti gruppi folk metal, forse certi detrattori farebbero meglio a rivedere le proprie posizioni. O quantomeno ad interrogarsi sui motivi del successo di un determinato tipo di musica, con buona pace per chi questo successo non l'ottiene: e con queste premesse, inizio il report vero e proprio.

FUROR GALLICO
Sono circa le nove e mezza quando i Furor Gallico salgono sul palco del Mac2: il pubblico già li attende, e quando iniziano le note di Venti di Imbolc la folla aumenta. Gli otto musicisti si impegnano in un'esibizione che fondamentalmente ricalca il contenuto dell'omonimo album di debutto, con un risultato molto buono: rispetto all'ultima volta che li avevo visti dal vivo (sto parlando del concerto che i Furor Gallico hanno tenuto, insieme ai Death Army ed ai Folkstone, lo scorso Helloween all'Amigdala Theatre di Trezzo sull'Adda), i ragazzi hanno fatto dei passi da gigante: la band è compatta e si presenta, anche esteticamente, in un modo molto professionale, ed anche la composizione della setlist (per quanto limitata, per forza di cose, all'esecuzione dei brani tratti dal disco di debutto) risulta molto omogenea e gradevole. Il mio unico disappunto giace nell'equalizzazione dei suoni, discreta per gli standard dei concerti underground ma comunque inadatta a massimizzare il lavoro dei musicisti, col risultato -ad esempio- di un growling sfocato o di una sezione ritmica non ben delineata. Nel complesso non si può discutere sulla qualità dello spettacolo e sulla maturità raggiunta dalla band: nella speranza che i Furor Gallico proseguano su questa strada, consiglio a tutti i leggenti di vederli almeno una volta dal vivo; sono certo che ne sarete soddisfatti!

SPELLBLAST
Il concerto dei Furor Gallico e quello degli Spellblast sono intervallati da un cambio palco che dura circa un quarto d'ora: questa sera la band si esibisce per la prima volta con il nuovo chitarrista e la nuova violinista, in una rinnovata formazione a sei. La setlist comprende esclusivamente brani tratti dall'ultimo Battlecry, eccetto Goblin's Song (tratto dal precedente Horns Of Silence): tecnicamente l'esecuzione è buona, e rispecchia con una certa fedeltà ciò che la band propone in sede di album; la presenza onstage del violino, oltre a migliorare la presenza scenica del gruppo, integra in modo positivo anche la musica: probabilmente però ci vorrà ancora un po' di rodaggio prima di dare un giudizio definitivo in tal senso, data la giovinezza di questa live line-up. Bravo Jonathan Spagnuolo nella sua buonissima esibizione, e bravo soprattutto nell'interazione col pubblico: un'aspetto fondamentale dell'intrattenimento live è proprio quel tipo di rapporto che si può instaurare solo tra il frontman di una band e la gente presente sotto il palco. Anche in questo caso, quindi, promossi a pieni voti: sarò curioso di vedere come la band imposterà i propri spettacoli futuri, proprio alla luce di questa nuova formazione (e, auspicabilmente, di una setlist ulteriormente rinnovata). Per questa sera, diciamo pure che gli Eluveitie non si possono proprio lamentare: se i supporter fossero tutti del calibro di "questi due"...

Report a cura di Nicola Strangis "Khaine"

ELUVEITIE
...e infatti lamentele non se ne sono viste, ma soltanto tanta tanta carica quando, all'aumentare dell'incitamento del pubblico ("Elveeeti, Elveeetiii") sale sul palco la super squadra svizzera degli Eluveitie. La "New Wave Of Folk Metal" fa subito capire di che pasta è fatta: niente pseudo power sul palco questa volta, ma piuttosto un prodotto ibrido che ha molto a che spartire con il Melodic Death a cui ci hanno abituati i Dark Tranquillity dell'era Damage Done.
La differenza sostanziale rispetto alla band di riferimento sta ovviamente nella scelta degli strumenti utilizzati: la cornamusa ed il flauto di Päde Kistler, la stupenda ghironda di Anna Murphy, ma soprattutto il mandolino e la gaita dell'eclettico cantante Chrigel Glanzmann non sono cose che si vedono tutti i giorni, e fanno parte integrante dello show tanto quanto la presenza scenica degli esecutori e la setlist proposta (che però non sono ancora in grado di presentarvi nella sua interezza).
Due sono gli aspetti memorabili del loro show: la compattezza dell'esecuzione, che non lascia spazio a nessuna incertezza e che concede il giusto grado di solismo a tutti i musicisti sul palco, e le loro doti tecniche. Ho gradito in particolare il cantato graffiante di Glanzmann (un "graffiante" che però temo gli costerà qualche operazione alla gola, a lungo andare) e la spavalderia del violino di Meri Tadic. Tutto funziona bene, insomma, tranne probabilmente il lavoro dei fonici, che ancora una volta non riesce a conferire limpidezza nè alle sezioni soliste, nè tantomeno a quelle ritmiche.
Pazienza, io ormai ci ho fatto l'abitudine, anche se non giustifico nessuno. E voi? Che ne pensate di questo aspetto? Non credete che sia una cosa ben più importante dei minuti di esecuzione concessi alle band o dei generi suonati? Parliamone...

Report a cura di Renato Zampieri "Renaz"



Sangre
Giovedì 9 Dicembre 2010, 10.02.22
3
Gli Eluveitie e gli Spellblast purtroppo non li ho ancora sentiti..ma coi Furor Gallico abbiaamo diviso il palco il 4dicembre (@ Ferro e Fuoco Metal Fest) e sono davvero bravi!
Lizard
Giovedì 9 Dicembre 2010, 0.59.14
2
Purtroppo devo dire che il livello dei fonici è davvero basso... E' raro vedere un'esibizione metal dal vivo e poter fare i complimenti per il suono... E' veramente una cosa pazzesca a pensarci bene, perchè dovrebbe essere il minimo, una cosa scontata per un genere che nasce e conosce la sua vera consacrazione proprio sul palco. Forse non sono abituati a gestire gruppi del genere, non so... Certo non fa piacere lasciare 20€ per non sentire tutta la sera uno strumento o la voce del cantante!
ozzMadman
Mercoledì 8 Dicembre 2010, 16.09.40
1
c'ero anch'io e son d'accordo con te sul discorso dei suoni spesso altalenanti anche a concerti di band molto più popolari (vedi quello degli Alter Bridge a Padova il giorno dopo) avevo già visto eluveitie e furor gallico al foschfest e dal vivo devo dire che sono i soliti animali da palcoscenico!!
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Locandina della serata
ARTICOLI
08/12/2010
Live Report
ELUVEITIE + SPELLBLAST + FUROR GALLICO
Mac2, Schio, 03/12/2010
 
 
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