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Zombi - 2020
12/08/2020
( 1114 letture )
Flashback: 1978 George Romero con la collaborazione artistica e il patrocinio di Dario Argento pubblica quello che sarà uno dei capolavori assoluti del survival horror: Dawn of the Dead.
In Italia, così come in quasi tutta Europa il film rieditato da Dario Argento avrà il titolo Zombi. Alla colonna sonora partecipano i leggendari Goblin, band italiana, dedita a un progressive rock strumentale, che firmerà l’accompagnamento musicale di quasi tutti i primi successi del regista romano.

Flashforward: Steve Moore e Anthony Paterra da bambini rimangono folgorati dal film e dalla sua innovativa colonna sonora. Diventeranno musicisti, il primo dedito al basso e synth, il secondo batteria e sempre synth e sampling. Intraprenderanno carriere differenti ma affini nei gusti e suoneranno in una miriade di progetti nella loro Pittsburgh, dall’elettronica al metal progressive, da vere e proprie band a progetti strumentali in studio e colonne sonore per video e film. Ma l’amore per i Goblin li conduce inevitabilmente a un incontro nel quale i due artisti decidono di suonare assieme e di fatto fondano il progetto Zombi. E’ il 2000. Compatibilmente agli impegni che richiedono gli altri ensemble di cui fanno parte, i due danno alle stampe 6 album dal 2001 al 2015 sotto l’occhio attento dell’etichetta Relapse Records (esordio escluso). I generi affrontati sono molteplici: si spazia dal progressive strumentale al synth pop, dal krautrock all’elettronica, ma sempre e solo strumentale. A coronamento di una carriera in crescendo nel 2013 gli Zombi partecipano in qualità di band d’apertura alla tournée americana proprio dei maestri putativi, i Goblin. Questo momento segna uno spartiacque nella carriera dei due e l’album del 2015 dal titolo più che esplicativo, Shape Shift, vede un indurimento dei toni, la presenza più massiccia di chitarre e forse una struttura più organizzata e meno dispersiva delle composizioni.

2020: anno e titolo del ritorno degli Zombi, sempre sotto l’egida della Relapse. Gli eventi reali, la pandemia globale, si intrecciano indissolubilmente a tutti quei riferimenti fantastici che libri, film e videogiochi post apocalittici hanno trattato a profusione. Il duo non può mancare, non può esimersi da pubblicare un album che si rivelerà essere uno dei loro progetti più ambiziosi. La decisione che l’album sarà pesantemente guitar oriented li porta ad chiamare il talentuoso Phil Manley, chitarrista e ingegnere del suono dell’ elettro-rock band Trans Am. L’ultimo tassello è al suo posto, il gioco è fatto.
2020 è suddiviso in 9 tracce, 9 viaggi strumentali che, pur inserendosi nelle coordinate di un lavoro coeso, denotano una personalità ben distinta, quasi che ciascuna di esse fosse una micro colonna sonora a sé stante. Il tono arioso dell’opener Breakthrough & Conquer con le sue reminescenze tra Vangelis e gli Styx, è il giusto intro, una cavalcata, con tanto di lead di chitarra, in pieno stile epico, debitore assoluto degli anni 80. Earthscraper e No Damage per contrasto sono le canzoni tra le più dure del lotto. L’incedere marziale della batteria detta il tempo a chitarra e basso che si susseguono in riffs e fraseggi al limite del metal, l’elettronica è volutamente lasciata in disparte. XYZ invece dopo l’incipit chitarristico ha un break centrale dove subentrano i synths, per spaziare in lidi non lontani dai Tangerine Dream sotto steroidi. Fifth Point of the Pentangle tra il titolo stesso e l’esecuzione prettamente elettronica è una traccia che non sfigurerebbe in un film di Carpenter o di Dario Argento. Sono chiari gli omaggi ai film del cineasta americano, che non dimentichiamo è compositore delle sue stesse colonne sonore, dichiaratamente debitrici a loro volta del lavoro dei Goblin. Detto fatto, Family Man, sesta traccia del lotto, richiama prepotentemente in scena i maestri italiani. L’incedere è quello: un pattern melodico memorabile, ripetitivo ed ossessivo che lascia saltuariamente spazio alle tastiere con rare aperture di più ampio respiro. Un gioco di contrasti che si riflette pure nella cover dell’album, dove un palazzo “nuovo” riflette il blu del cielo e spicca nei toni “vecchi” e rugginosi dell’ambiente circostante. E si arriva a Mountain Range, forse il picco più alto dell’album. Sezione ritmica e chitarre al limite dell’epic doom portano l’ascoltatore ad ammirare paesaggi lontani e maestosi, dove l’immaginazione può vagare e farsi trasportare dall’incanto conferito dai synths in sottofondo. First Flower prosegue idealmente sullo stesso binario, lasciando libero sfogo alla batteria di Paterra, mattatrice dell’intero pezzo, organica e diretta in principio e via via sempre più effettata verso la fine. 2020 si chiude con Thoughtforms. Introdotta dagli onnipresenti synths in pieno stile Vangelis ecco che nella base elettronica iniziale emerge lenta e malinconica la chitarra che si dilunga in un assolo struggente con echi che richiamano i Pink Floyd, un commiato malinconico che non sfigurerebbe nei titoli di coda di Blade Runner.

L’ultimo nato in casa Zombi conferma, come se ce ne fosse bisogno, che il duo Moore/Patella non solo sia in grado di sfornare album di qualità (e questo nonostante gli impegni a 360° dei due) ma che nel tempo la loro proposta artistica possa addirittura crescere e migliorare. E’ vero che alcuni sperimentalismi dei primi dischi sono meno presenti, ma non sono stati accantonati, al contrario sono divenuti parte integrante del DNA dei due artisti, ed emergono non più come contrasti ma come elementi melodici amalgamati nell’insieme dell’opera. In questo senso le canzoni molto più lunghe degli esordi lasciano spazio a brani più agili e fruibili. 2020 è un arazzo (e si spera non l’ultimo) intessuto dai fili che partono lontani nel tempo, fili che portano i colori dei Pink Floyd, dei Tangerine Dream, dei Krafwerk, di Vangelis, di Carpenter e ovviamente dei Goblin. In questo policromo viaggio nel tempo gli Zombi omaggiano i maestri e sornioni intraprendono il cammino verso nuove direzioni. E magari da qualche parte nel mondo, giovani musicisti ascoltando 2020 decidono di prendere in mano uno strumento e di contribuire all’opera. E scusate se è poco.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
54.7 su 10 voti [ VOTA]
Graziano
Sabato 22 Agosto 2020, 12.40.46
28
Ciao Chuck, non ho scritto che esce in italia il supercofanetto (anche se vari mailorder lo vendono su suolo Italico per fortuna). Però penso di avere il diritto di acquistarlo comunque, avendo una buona collezione di bluray in lingua originale l'inglese non è un poblema. @Argo: è uscita una ristampa della colonna sonora nel 2014 se non ricordo male, se cerchi ingiro dovresti trovarla (aveva anche versioni alternative di alcuni brani).
Andrea
Mercoledì 19 Agosto 2020, 23.45.01
27
@Lizard: più che altro ha dimostrato di saperle diverse da come stanno. Il tono lo ha alzato per primo lo stesso Graziano. Io ho solo fatto notare degli errori.
enry
Mercoledì 19 Agosto 2020, 13.09.09
26
Chuck, ok va bene, io mi sono limitato a citare testuale quello scritto sui due box-set che ho in casa, niente di più. Argo, il cd della colonna sonora lo hanno inserito come bonus nel box dvd della Alan Young che però è fuori catalogo da una vita, già ai tempi della sua uscita lo trovai per una botta di culo. Tornando alla musica ho dato un paio di ascolti, bello ma a primo impatto mi pare un gradino sotto a Shape, comunque sia lo prenderò.
Lizard
Lunedì 17 Agosto 2020, 18.47.30
25
Ho solo invitato a riflettere sull'opportunità di usare un certo tipo di tono e lo faccio di nuovo.
Tino
Lunedì 17 Agosto 2020, 18.16.44
24
Lizard è un moderatore
Chuck
Lunedì 17 Agosto 2020, 17.37.55
23
Ho letto tutta la trafila di commenti. Secondo me dovresti scusarti, invece. Perché, oltre a dare nozioni inesatte, continui a dare informazioni sbagliate. Non esce in Italia quel supercofanetto, come lo chiami tu. Enry, è molto più semplice. La versione argentiana si chiama Zombi ed è stata doppiata anche da noi. L'altra senza le musiche dei Goblin si chiama con il titolo originale. Che non è l'alba dei morti viventi. A quel Lizard chiedo con quale autorità si permette di zittire gli altri.
Argo
Lunedì 17 Agosto 2020, 15.39.39
22
Dawn of the dead l'ho visto giusto l'altra settimana. Pagherei oro per avere la colonna sonora in cd, ma forse rimarrà solo un sogno.
Graziano
Lunedì 17 Agosto 2020, 14.46.45
21
Ragazzi siete troppo gentili. Ed è un piacere disquisire di musica come di film horror. Altra mia passione. Ho visto che a fine ottobre esce un super cofanetto in bluray di Dawn of the dead con tutte le versioni da voi citate e doppia colonna sonora. Quando avrà prezzi umani sarà mio!!
enry
Sabato 15 Agosto 2020, 6.53.45
20
Cito testuale dai due box-set in mio possesso, uno in dvd della defunta AlanYoung e quello in BD della Midnight Factory. European Cut da 118 minuti montata da Dario Argento Theatrical Version da 127 minuti voluta da Romero e proiettata in America nel 1979. Extended Version da 139 minuti presentata a Cannes nel 1978. Survival Horror nasce per i video giochi ma ormai è stato sdoganato anche nel cinema. Sul titolo io ho sempre visto 'Zombi - Dawn of the Dead', così è riportato su dvd e bd, inoltre la Trilogia è conosciuta come La notte- L'alba - Il giorno. Di questo, come già detto, esiste anche un remake a mio avviso poco convincente di Snyder. Veniamo alla band, ho preso qualche anno fa un best of e il precedente Shape e mi sono piaciuti un botto, darò un ascolto ma le premesse per l'acquisto ci sono tutte.
Enrico
Venerdì 14 Agosto 2020, 23.52.54
19
Mah... a me è piaciuto molto e a 80 ci arrivo.
JC
Venerdì 14 Agosto 2020, 20.42.50
18
Complimenti sinceri a Graziano. Hai reagito alle critiche, forse pignole come la mia, con intelligenza e umiltà. Farai strada nella vita, in qualsiasi campo tu lavori. Hai il giusto approccio. Complimenti ancora, li meriti davvero. Il disco lo ascolterò, per ora faccio i complimenti a te.
Lizard
Venerdì 14 Agosto 2020, 16.48.29
17
@Andrea: credo che Graziano ti abbia ampiamente spiegato tutto e dimostrato di sapere quel che dice. Non mi sembra che insistere con questo tono ti dia alcun merito.
Andrea
Venerdì 14 Agosto 2020, 16.16.50
16
Prova a rileggere come lo hai scritto e forse capirai. Che la versione di Romero usci l'anno successivo mi pare di averlo già detto... E ricordati che i film non vengono pubblicati come i dischi. Semmai escono o vengono proiettati.
Graziano
Venerdì 14 Agosto 2020, 16.05.51
15
Ciao Andrea. I film li ho visti e li conosco. Infatti ho scritto uno dei primi, non il primo. Profondo rosso è il primo con i Goblin, che firmeranno altri successi del regista romano, tutto qua (non vedo dov'è l'errore). E Zombi uscì in Italia nel 1978 (addirittura prima degli USA). E Sclavi intitolò il numero 1 di Dylan Dog proprio L'alba dei morti viventi in suo onore. Orgoglio Italico. La locandina la conserverò anche se falsa....
Andrea
Venerdì 14 Agosto 2020, 16.04.29
14
...e informati meglio la prossima volta! La versione di Argento è solo una. Le altre sono di Romero, la prima era piu lunga.
Andrea
Venerdì 14 Agosto 2020, 15.49.34
13
Si', ma non è uno dei primi successi di Dario Argento. Prima ci fu la trilogia degli animali. Comunque sai che il tuo poster è un falso e poi ne riporti il titolo sbagliato? Complimenti!
Graziano
Venerdì 14 Agosto 2020, 14.28.07
12
E Profondo Rosso è del 1975.
Graziano
Venerdì 14 Agosto 2020, 14.25.55
11
Ciao, non mi sbaglio perchè la locandina la acquistai a fine anni ottanta. Di Zombi esisteva anche locandina Con titolo "Zombie (una E in più) L'alba dei morti viventi", ritirata perchè ritraeva uno dei personaggi con machete piantato in testa. Del film esistono molteplci versioni due editing d'Argento (i Goblin collaborarono all'edizione europea dell film eccome visto che ho la colonna sonora pubblicata nel 1978) e la Cannes film festival extended edition (ho cofanetto a 4 DVD con le varie versioni più cd musicale). Solo la prima versione americana è senza le musiche dei Goblin, 3 tracce comunque furono poi incorporate nelle succesive riedizioni al cinema negli states visto che a Romero piacquero parecchio.
Andrea
Venerdì 14 Agosto 2020, 13.45.06
10
No,ti sbaglì.Quello è il remake degli anni duemilaTi segnalo anche che i Goblin arrivarono solo con Profondo Rosso e che quello di Romero usci' nel 1979
Graziano
Venerdì 14 Agosto 2020, 10.36.00
9
"Survival horror" è assolutamente una definizione videoludica relativamente recente. La categoria è poi stata estesa anche ai film. L'ho solo usata retroattivamente. Lungi dal dire che era una categoria utilizzata neglia nni 70. Per il titolo italiano di Dawn of the dead ho a casa una locandina con il sottotitolo "l'alba dei morti viventi". Può benissimo essere che appena uscito avesse solo il titolo Zombi e poi nelle riedizioni abbiano in qualche occasione aggiunto il sottotitolo. Peace and love.
Argo
Giovedì 13 Agosto 2020, 22.52.36
8
Però Er Colica ha ragione, "survival horror" è decisamente riferito ai videogame, termine introdotto a metà anni 90, quindi di sicuro nel 78 non dicevano "è uscito il nuovo film survival horror di Romero". Non si può dire neanche adesso.
Griso
Giovedì 13 Agosto 2020, 22.02.25
7
A mio avviso, l'espressione "survival horror" è da considerare come un incrocio tra i termini "horror" e "survival". Quest'ultimo designa "un genere cinematografico in cui uno o più personaggi si sforzano di sopravvivere fisicamente". Quindi ci sta tutto. Detto questo, non dovremmo parlare del contenuto dell'album in questione, invece che dibattere sulle etichette?
er colica (più vecchio e acciaccato)
Giovedì 13 Agosto 2020, 20.15.08
6
io sapevo che survival horror è una categoria creata negli anni 90 per descrivere i videogiochi come resident evil e simili, sono fan di resident evil dagli anni 90 e so che questo termine è stato creato proprio dopo il 96 dopo quel gioco.
Lizard
Giovedì 13 Agosto 2020, 19.33.49
5
@Argo: piu' che giusto. Sul discorso survival horror lascio che sia l'autore a pronunciarsi, perché credo che possa comunque essere utilizzato anche per I film, pur nascendo dai video giochi.
Argo
Giovedì 13 Agosto 2020, 18.39.37
4
E aggiungo che il film in italiano non era Zombi: l'alba dei morti viventi, ma solamente Zombi...
JC
Giovedì 13 Agosto 2020, 17.46.24
3
Survival Horror è una categoria recentemente inventata per designare una tipologia di videogiochi e nulla ha a che fare con il film di Romero citato.
McCallon
Mercoledì 12 Agosto 2020, 12.11.15
2
Fin dai singoli l'album mi ha incuriosito. Devo recuperarlo nella sua interezza ma promette bene, anche dalla recensione
Voivod
Mercoledì 12 Agosto 2020, 8.10.09
1
Li vidi di spalla ai Ghost alcuni anni fa....notevoli!
INFORMAZIONI
2020
Relapse Records
Prog Rock
Tracklist
1. Breakthrough & Conquer
2. Earthscraper
3. No Damage
4. XYZT
5. Fifth Point of the Pentangle
6. Family Man
7. Mountain Ranges
8. First Flower
9. Thoughtforms
Line Up
Phil Manley (Chitarra)
Steve Moore (Basso, Sintetizzatore)
Anthony Paterra (Batteria)
 
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