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Fabrizio De André - Volume I
( 5226 letture )
Dopo la raccolta Tutto Fabrizio De André, pubblicata dalla Karim nel 1966, il 67 consegna agli archivi il primo full-length del cantautore genovese. Volume I approfondisce con garbo i territori del folk europeo, mescolandoli ad una canzone d'autore sempre pregna di contenuti e dalle tematiche varie; De André non è, si nota compiutamente qui, solo una voce, una chitarra acustica e dei testi, ma è anche un intelligente riscopritore di musiche.

Certo, si potrebbe obiettare che l'operazione citazionistica sia un po' troppo corposa e sfacciata, ma l'approccio è dichiarato sin dall'inizio, e il risultato nobilita il procedimento. Spuntano per la prima volta le rivisitazioni di un autore fondamentale del Novecento folk, Georges Brassens (che cercheremo di trattare prossimamente): Marcia Nuziale e La Morte sono vere e proprie traduzioni di brani dello chansonnier francese, ma anche nella famosissima Bocca di Rosa l'ispirazione è evidente. Altro richiamo importante in Caro Amore (che verrà sostituita nelle ristampe successive al 1970 da La Stagione del Tuo Amore): la melodia strumentale è dell'Adagio, dal Concierto de Aranjuez di Joaquìn Rodrigo -tema del quale ricordo anche un'ottima rivisitazione a cura del chitarrista finlandese Timo Tolkki. Giusto per chiudere il gioco dei riferimenti, la melodia di Via del Campo era già stata utilizzata (con esiti meno fortunati) da Enzo Jannacci in La Mia Morosa la Va alla Fonte. Ma i brani più sentiti sono quelli che scavano nel vivo delle passioni umane: in questo senso non ci poteva essere opener migliore di Preghiera in Gennaio, dedicata all'amico Luigi Tenco, suicida nel gennaio di quell'anno. Questo brano, così come l'interessante esperimento Spiritual e Si Chiamava Gesù, è il primo di una lunghissima serie ad affrontare tematiche religiose: il rapporto dell'uomo con Dio, senza inibizioni, pregiudizi e condizionamenti, con lo sguardo disincantato di chi, ateo e "morale", cerca una coerenza che forse non c'è. La già citata Via del Campo, poi, è un viaggio nel mondo preferito da De André, quello dei "perdenti" (dei "vinti", per dirla con la letteratura), degli emarginati -di coloro che, rifiutati dalla società benpensante, la rifiutano a loro volta e vivono un microcosmo di normalità parallela. C'è spazio anche per un po' di humour, con Carlo Martello, scritta a quattro mani con l'amico Paolo Villaggio e qui proposta in una versione leggermente modificata, in cui la puttana ha uno spiccato accento bolognese -non ce ne vogliano le ragazze romagnole, per carità!

Rispetto all'esordio (che, però, era una collezione di singoli) va detto che meno brani sono passati alla memoria collettiva; quelli che l'hanno fatto (Bocca di Rosa e Via del Campo su tutti) hanno comunque lasciato un segno indelebile. Più in generale, qualche deriva centrifuga rende l'ascolto di Volume I particolarmente piacevole, ma non indimenticabile in ogni caso -detto da uno che preferisce di gran lunga il De André "adulto", artista compiuto e più vivido nell'indagare il divino e il terreno. Mezz'ora di racconti, comunque irrinunciabili nel patrimonio musicale italiano.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
81.66 su 77 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Domenica 29 Maggio 2016, 13.55.28
12
Bellissimo album, tra i suoi migliori con Preghiera di Gennaio ancora oggi capace di sconvolgere per la sua bellezza. E poi una qualità che ancora oggi gli riconoscono in pochi: ma che voce aveva? Non ce ne sono mica tanti nel mondo con quel timbro...100
tarkus
Mercoledì 4 Novembre 2015, 17.52.44
11
oliva e martin non li conosco e poco mi importa chi siano---la cosa importante e' che DE ANDRE' se nella nostra piccola TERRA era un POETA adesso lassu' tra i cieli e' il MAESTRO di tutto l'universo,,,,,,,,
klostridiumtetani
Giovedì 2 Ottobre 2014, 19.03.52
10
Jon Oliva e Tony Martin lo hanno inserito nella lista dei loro artisti preferiti! Veramente uno dei pochi italiani di cui andare orgogliosi!
Sugara 'Sug Zug'
Mercoledì 8 Giugno 2011, 15.04.51
9
si come no: LOL!
Er Trucido
Domenica 22 Maggio 2011, 14.31.56
8
ma per favore
si come no
Domenica 22 Maggio 2011, 14.09.41
7
Ma quale orgoglio italiano? Meno male che all'estero non lo conoscono...sennò passeremo come dei rammolliti!!! Up with metal!!!
Feanor
Giovedì 28 Aprile 2011, 23.37.40
6
Ma De André dal punto di vista musicale non è troppo appetitibile, le sue canzoni sono belle soprattutto per i testi favolosi, e questo sicuramente gli ha impedito di fare successo all'estero. Meglio così, è un orgoglio italiano al 100%, una di quelle poche cose delle quali ci possiamo vantare =)
gatti arredare
Giovedì 28 Aprile 2011, 21.46.08
5
non ma non parlavo di vendite, anzi spero che gli vadano di traverso i miliardi a questi qui che ci diffamano in tutto il mondo; mi riferivo alla ricognizione di artista di livello, come per esempio è riconosciuto Charles Aznavour.
Gabriele
Giovedì 28 Aprile 2011, 19.14.27
4
Va be'... E' chiaro che Ramazzotti e Tiziano Ferro vendano di più e siano conosciuti all'estero. La loro è una proposta che non ha bisogno di essere compresa. Lo stesso non si può certo dire di Fabrizio De André, che non era solo un grandissimo musicista, ma vero poeta.
Bloody Karma
Giovedì 28 Aprile 2011, 12.57.54
3
grandissimo disco...il pathos creato dalla chitarra di "Si Chiamava Gesù" è incredibile...
gatti arredare
Mercoledì 27 Aprile 2011, 1.23.48
2
è pensare che all'estero siamo conosciuti per ramanzzotti e tiziano ferro
fabriziomagno
Martedì 26 Aprile 2011, 23.23.49
1
momenti di pura poesia...
INFORMAZIONI
1967
Bluebell Records
Folk
Tracklist
1. Preghiera in Gennaio
2. Marcia Nuziale
3. Spiritual
4. Si Chiamava Gesù
5. La Canzone di Barbara
6. Via del Campo
7. Caro Amore
8. Bocca di Rosa
9. La Morte
10. Carlo Martello Torna dalla Battaglia di Poitiers
Line Up
Fabrizio De André - Chitarra, Voce
Gian Piero Reverberi - Arrangiamenti, Direzione Orchestra
 
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