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Sinistro - Semente
03/08/2016
( 903 letture )
In un quadro internazionale tendente verso una sempre più perspicua omogeneizzazione, la scena portoghese -mediante il contributo della gran parte delle sue band più note- costituisce un’evidente eccezione; tale contingenza è attribuibile a diversi fattori, alcuni dei quali erano già stati discussi dal sottoscritto in sede di una precedente recensione. Un'ulteriore conferma di come tale peculiarità rappresenti una costante in questa piccola porzione d’Europa è il lavoro di cui parleremo in questa sede, ovvero il secondo capitolo della carriera dei Sinistro. La formazione è riuscita, peraltro, a guadagnarsi il supporto di una label importante come la Season of Mist, dimostrando come il mantenere una ben precisa identità possa risultare una scelta vincente.

Nata inizialmente come un trio, la band era dedita all’imbastitura di contorti brani strumentali, nei quali raramente si intercalavano piccole parentesi vocali, guidate dalla voce di Y come del resto possiamo rilevare dall’ascolto dell’album omonimo. Da allora la formazione ha mutato pelle rapidamente, ampliando il proprio estro creativo mediante il sodalizio artistico con l’eccentrica cantante Patrícia Andrade. Tale circostanza ha portato prima alla produzione di un EP e, successivamente, con l’ingresso in pianta stabile della Andrade e di R alle chitarre, la release di Semente, oggetto di questa recensione.

Se già dal lavoro di debutto si potevano intuire gli intenti alla base dei territori solcati dalla band, possiamo ora affermare come, mai come in questo capitolo, la musica dei Sinistro sia radicata in un viaggio emozionale intricato, visionario, sofferto, a tratti anche volutamente grottesco. In esso risulta essere insita la precisa volontà di miscelare, in diverse proporzioni, tinte cupe e luminose - elemento evidente, del resto, anche negli artwork e nei videoclip promozionali.

Potremmo per sommi capi affermare che, anche in questo tassello discografico, la band portoghese affonda le proprie radici in un doom pesante e claustrofobico, al quale si intrecciano efficacemente influenze esulanti dall’universo metal, sino a strizzare l’occhio, almeno a tratti, all'alternative rock fino al trip hop. È tuttavia la poliedrica prova vocale della Andrade ad elevare ulteriormente quanto elaborato dalla band. La sua interpretazione si fa difatti ora solenne, ora suadente e, ancora, folle, imperscrutabile: la vocalist dai lineamenti spigolosi dimostra così di saper spaziare con gusto e carattere nella varietà delle armonie prodotte dalla sezione strumentale; un tale effetto è rafforzato anche grazie alla scelta di affidare integralmente il cantato in lingua madre.

A Partida è affidata l’apertura del disco; tale scelta si rivela particolarmente efficace considerando che uno degli obiettivi principali dei Sinistro è quello di stupire: gli intrecci tra i riff massicci di chitarra e le linee melodiche della voce risultano efficaci e suggestivi, così come il break nel quale gli strumenti, più soffusi, danno maggior risalto ai giochi di sussurri ed acuti. La successiva traccia, Estrada, spezza l’impeto iniziale, facendosi più riflessiva; essa si fa difatti carico di quel fardello di Saudade, che è parte integrate del DNA di qualsiasi portoghese, inoltre, in alcuni frangenti, l’impostazione vocale ricorda quella di Carmen Simões degli Ava Inferi, sebbene un tale riferimento sia sicuramente non intenzionale. Corpo Presente si rivela invece come un crescendo di inquietudine, costruito su una serie di respiri evolventesi in lamento. In questo caso assume rilievo anche la componente orchestrale, in grado di incrementare gradualmente, quasi in un climax, le sensazioni descritte. Con Semente ci troviamo in presenza di un'ulteriore presa di distanza da quanto finora propostoci dal quintetto; in questo caso, difatti, la base musicale è costituita da un trip hop – debitore della lezione dei Massive Attack – nel quale rimane comunque solida la personalità del quintetto. Ed è con Reliquia che ci si inabissa nel doom più asfissiante che, in questo caso, è bilanciato, perlomeno nella parte centrale, dal pulsare costante degli strumenti verso frequenze pulite; ad esse si interpongono vocalizzi lievi e soavi: si tratta tuttavia soltanto di un frangente per riprendere il fiato, soverchiato progressivamente da una conclusione greve ed agitata. A Visita si addentra nei meandri un rock leggero e malinconico che non può che rimembrare la lezione dei Portishead. Gli undici minuti di Fragmento determinano invece la degna conclusione dell’album. Il brano è difatti essenzialmente guidato da un arpeggio teso sul quale danza puntualmente la voce della Andrade -sempre in bilico tra razionalità e follia- e da un finale decisamente più pesante e contorto.

Dalla descrizione dei sette atti di cui si compone Semente si può dunque dedurre che ci troviamo ad avere a che fare con una band raffinata, eccentrica ed ambiziosa le cui scelte compositive risultano essere tanto interessanti quanto di difficile assimilazione, considerando le ampie influenze stilistiche qui ri-elaborate. Tale peculiarità rilegherà sicuramente i Sinistro allo status di band di nicchia sebbene quanto proposto sia indubbiamente di livello eccelso. È doveroso dunque fare un plauso alla Season of Mist per avere investito su una realtà tanto affascinante quanto poco accessibile e misteriosa. Per quanto dunque un simile ascolto possa risultare ostico ai più, al pari di una selva impenetrabile, non potrà che regalare viva soddisfazione a chiunque sia affamato di eclettismo. Quest’ultimo, lungi dall’essere fine a sé stesso, risulta veicolato attraverso un songwriting in grado di fondere armonicamente tutte le numerose influenze qui racchiuse, dando vita ad un lavoro organico e assolutamente pregevole.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
VomitSelf
Domenica 7 Agosto 2016, 0.10.09
3
Interessante...
deris
Mercoledì 3 Agosto 2016, 19.11.08
2
li sto ascoltando sul tubo....bravissimi,complimenti
andrea fvg
Mercoledì 3 Agosto 2016, 16.48.45
1
bravissimo michele, bella recensione! ho scoperto di recente i sinistro e mi sono innamorato all'istante. tra l'altro, pur essendo molto diversi, mi piacciono tantissimo anche il debut, pur non essendo un grande amante degli strumentali, e "Cidade", dove secondo me avrebbero da insegnare i Gathering più prog e psichedelici. Davvero un gran gruppo, vorrei sapere chi devo far fuori per riuscire ad andare a bologna in settembre (non so se ci rendiamo conto ma subrosa+sinistro... glomm, da andar via di testa!). Spezzo una lancia in mio favore: possibile che io sia l'unico a cui la voce della Andrade ricorda molto, ma moooolto da vicino Hope Sandoval? Giuro che la prima volta che li ho sentiti ho pensato l'avessero riesumata dalle nebbie musicali del tempo per metterla a cantare doom
INFORMAZIONI
2016
Season of Mist
Doom
Tracklist
1. Partida
2. Estrada
3. Corpo Presente
4. Semente
5. Relíquia
6. A Visita
7. Fragmento
Line Up
Patrícia Andrade (Voce)
R (Chitarra)
Y (Basso)
F (Tastiere, Basso)
P (Batteria)
 
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