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Eldritch - Innervoid
03/12/2023
( 1981 letture )
Sono passati esattamente due anni dall’uscita dall’ottimo Eos, un album completo, potente e vario che riportò gli Eldritch al top della scena prog metal italiana ed europea. Band eclettica, tecnicamente molto preparata e dal songwriting mai banale e ripetitivo, gli Eldritch hanno saputo costruire una carriera trentennale duratura e senza mai deragliare da una cornice di power e prog metal dalla forte identità pur sapendo evolversi nel tempo. Non mancano i cambiamenti anche in questa occasione: ha infatti sorpreso apprendere il repentino divorzio dallo storico frontman Terence Holler lo scorso anno, nonché il successivo annuncio della band di non aver intenzione di fermarsi o di prendere una pausa ma anzi di voler continuare a scrivere e produrre la propria musica, con l’innesto di un nuovo cantante. E’ oggi Alex Jarusso, viareggino di nascita e dai trascorsi senz’altro meno celebri rispetto agli altri membri della band, fatta eccezione per un rapido passaggio negli Shining Fury di Ross Lukather circa dieci anni fa, ad interpretare le trame vocali e ad innestarsi nelle complesse tracce ritmiche e negli intrecci chitarristici di Eugene Simone e Rudj Gianneschi, così come ai tocchi tastieristici dell’ottimo Oleg Smirnoff.

Innervoid è il tredicesimo album in studio per la band toscana, come al solito composto dai vari membri della band, con Simone e Smirnoff a giocare un ruolo importante ma non troppo sbilanciato rispetto ai vari contributi, ottimamente suonato e perfettamente prodotto da Simone Mularoni, confermando quanto architettato nel precedente Eos. Ciò che colpisce è naturalmente la vocalità di Jarusso che si discosta in parte dall’unicità vocale di Terence Holler, cantante dalle varie sfaccettature e davvero difficile da paragonare ai colleghi del genere per timbrica e versatilità, senza peraltro finire per stravolgere il sound maturo e compatto della band. L’innesto del nuovo singer, la cui voce si esprime su un buon range di tonalità medio e alte, sia pure non possedendo in tutto e per tutto l’ampio spettro e l’espressività di Holler, finisce per convincere e ben si amalgama a quanto strumentalmente messo in atto da Simone, Smirnoff e soci. I brani risultano fluidi, un po’ più lineari per struttura e relativamente limitata durata rispetto al precedente album, ma senz’altro hanno il merito di suonare al 100% Eldritch. Se è vero che la figura di Michael Romeo e dei Symphony X di metà carriera emergono in diversi momenti del disco, alternati a richiami di Threshold, Evergrey e Elegy, gli Eldritch certamente continuano ad essere una band dalla forte personalità e che ha fortemente contribuito all’evoluzione dell’intero genere progressive metal assieme ai succitati nomi e sin dai primi anni Novanta. Passando a una rassegna dei momenti più salienti del lavoro, Handful of Sand, introdotta da un minuto di malefica e ipnotica elettronica intro ad opera di Smirnoff, si presenta come una opener convincente, dalle ritmiche molto graffianti a cui il refrain melodico fa da contraltare, pezzo tirato e che ci riconsegna gli Eldritch in formato 2023 come una band ancora tostissima, pezzo in cui i richiami Symphony X sono ben presenti si nei momenti più graffianti così come nel break centrale dove salgono le tastiere di Smirnoff e Jarusso si presenta con un biglietto da visita davvero spesso. I richiami alla band statunitense emergono anche nella successiva Born on Cold Ash, altro brano potente un cui riffs heavy ben si alternano a partiture progressive e neoclassiche, tanto nelle chitarre di Simone e Gianneschi quanto nelle tastiere di Smirnoff e nel portentoso tappeto di doppia cassa di Dridge. Sonorità più melodiche e immediate si respirano in ottimi brani come Elegy of Lust, To the End e From the Scars, in cui riemerge il tiro power prog degli Elegy formato anni Novanta, momento in cui assieme a Labyrinth, Athena e Vision Divine i nostri elaboravano il genere a stelle e strisce in una sorta di roccaforte toscana. Spruzzate tastieristiche e neoclassiche si fanno spazio anche in brani come Wings of Emptiness, power ballad dal sapore Royal Hunt e Malmsteen dei tempi d’oro, in cui compaiono anche momenti acustici e si fan ben apprezzare il lavoro ritmico di Lastrucci al basso e ci arrivano conferme sulla versatilità di Jarusso, una sorta di mix tra Ronnie Romero, Russell Allen e Terence Holler, tanto da chiedersi dove sia stato nascosto fino ad ora! Non ci sono passi falsi e nota di menzione sicuramente meritata anche per i rimanenti tre pezzi come Lost Days of Winter, ancora una volta power progressive di facile presa e che farà la gioia dei fan di Elegy e Conception; Back Bedlam con un refrain e partiture neoclassiche in cui ancora una volta Symphony X, Royal Hunt, Artension e il Malmsteen più tirato fanno capolino e con Jarusso che si spinge su note altissime prima del bel solo di Simone, mentre la chiusura con i riffs secchi di Forgotten Disciple fa affiorare un angolo thrasheggiante (frutto dell’amore adolescenziale di Simone per Bay Area sound, e specialmente Annihilator e Death), spesso presente in vari lavori degli Eldritch, ma un po’ accantonato in questo lavoro a beneficio di una maggiore generale melodia e accessibilità.

Complessivamente ci siamo, gli Eldritch meritano molta stima e complimenti per la capacità di continuare a una tale modifica di spessore a livello di line-up, presentandosi con un nuovo bravissimo vocalist e una evoluzione nel sound di cui ci hanno dato piacevole consuetudine da trent’anni, spazio di una carriera da applausi che non lascia il minimo segno di frenata e tantomeno assestamento. Senz’altro tra le uscite top di questo 2023.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
85.5 su 18 voti [ VOTA]
Lunedì 15 Gennaio 2024, 11.53.48
14
Una hahata pazzesha
Somarosotto
Domenica 7 Gennaio 2024, 16.12.45
13
Spettacolare, ogni pezzo un piccolo gioiello, arrangiamenti perfetti, il nuovo cantante forse anche meglio di Holler, per la sua versatilità. Pensare che è il loro 13esimo disco e riescono ancora a progredire .
MaxLordag
Giovedì 21 Dicembre 2023, 14.29.25
12
"Innervoid" e' il grido targato 2023 degli Eldritch; una band seminale per il metal e soprattutto per il prog italiano e europeo. Ricordo come fosse ieri quando ascoltai per la prima volta "Seeds Of rage" e ne rimasi interedetto! Pura poesia. Ne e' passata di acqua sotto i ponti e oggi con l'innesti di Alex al posto di Terence dietro il microfono i nostri a mio parere hanno sfornato un bel colpo! Un album tosto diretto melodico magari piu' "catchy" di "Eos" ma con una marcia in più: una band che sa esattamente cosa vuole! Stupire e divertire e per me ci sono riusciti alla grande! Top!
Adrian Smith
Mercoledì 6 Dicembre 2023, 9.30.56
11
Sentito il disco veramente notevole. Ma veramente Jarusso era underground con una voce cosí. Meglio tardi che mai…
Le Baron Boy
Mercoledì 6 Dicembre 2023, 9.23.01
10
La prima considerazione da fare è questa, come è possibile che una band così sia costretta ad elemosinare consensi ad ogni disco in uscita.?! Con la loro tecnica ed originalità gli Eldritch hanno sempre rappresentato il meglio del power-prog che il nostro Paese può offrire al mondo metal, non raggiungendo però quel successo che avrebbero meritato da sempre. Parlare ora del nuovo disco è abbastanza facile, Innervoid è tutt’altro che vuoto dentro!!! La musica di questi 49 minuti è un concentrato di classe e potenza che solo Eugene e soci possono regalare, melodie mia scontate e tecnica chirurgica (di tutti sia chiaro) fanno di questo disco una delle uscite top dell’anno, punto. Il re è morto, evviva il re. Ringraziamo Holler per i suoi trent’anni trascorsi dietro al microfono, ma stendiamo un tappeto rosso per Alex, il suo esordio con gli Eldritch è da inchino, e personalmente non vedo l’ora di godermi le sue performance in sede live, i presupposti per concerti epici ci sono tutti, facciamolo sapere ai promoter disattenti. Forse Innervoid non raggiunge il livello di EOS, il Nino rimane comodo sull’Olimpo, ma questo disco mette in chiaro ancora una volta che gli Eldritch ci sono, incazzati, diretti e potenti, pronti ad accogliere finalmente i consensi che meritano.
Aceshigh
Martedì 5 Dicembre 2023, 14.10.02
9
Che avrebbero fatto un bel disco ne ero abbastanza convinto, vista l’alta qualità espressa in trent’anni di attività, ma tirar fuori un album di tale livello in una fase così delicata mi ha addirittura sorpreso. Terence Holler è un singer molto particolare e il suo timbro così singolare contribuiva a rendere molto riconoscibili gli album degli Eldritch; da questo punto di vista era molto difficile sostituirlo. Ma il nuovo Jarusso fornisce una prestazione veramente super (ascoltare per esempio Black Bedlam). Il resto della band va alla grande e il songwriting è ispirato più che mai. Avanti così. Voto 85
Lucassen
Lunedì 4 Dicembre 2023, 21.38.12
8
Album di livello, concordo sul voto e per le sottolineature alla prova di Jarusso.
Galilee
Lunedì 4 Dicembre 2023, 11.18.31
7
È un peccato che manchi ancora la recensione del loro miglior album, e anche di Cracksleep che è veramente top.
Mac
Lunedì 4 Dicembre 2023, 11.04.40
6
Bello bello
Vittorio
Lunedì 4 Dicembre 2023, 10.50.36
5
Ottimo ritorno!
progster78
Domenica 3 Dicembre 2023, 20.15.43
4
I singoli usciti mi avevano fatto un\'ottima impressione e la curiosità era molta attorno a questo lavoro...bellissimo disco e grande prova di Jarusso. Voto 85. Smirnoff fenomenale come sempre.
Galilee
Domenica 3 Dicembre 2023, 20.11.55
3
Ho sentito qualche pezzo. La mancanza di Terence per me è incolmabile,bma la qualità è rimasta altissima. Sicuramente lo prenderò. Grandi Eldritch.
JC
Domenica 3 Dicembre 2023, 19.44.28
2
Gran bel disco. Consiglio almeno un ascolto a tutti gli appassionati del power prog.
Ivan75
Domenica 3 Dicembre 2023, 18.50.16
1
Una bella conferma, per la band toscana, punta di diamante del metal italico. Songwriting, capacità tecniche, produzione, una bella sorpresa in Jarusso. Dico 85.
INFORMAZIONI
2023
Scarlet Records
Prog Metal
Tracklist
1. Innervoid (Intro)
2. Handful of Sand (Right or Wrong)
3. Born on Cold Ash
4. Elegy of Lust
5. To the End
6. Wings of Emptiness
7. From the Scars
8. Lost Days of Winter
9. Black Bedlam
10. Forgotten Disciple
Line Up
Alex Jarusso (Voce)
Eugene Simone (Chitarra)
Rudj Ginanneschi (Chitarra)
Oleg Smirnoff (Tastiera)
Dario Lastrucci (Basso)
Raffahell Dridge (Batteria)
 
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