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27/04/25
HEILUNG
TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI - MILANO
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08/06/2024
( 613 letture )
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Qualcosa è cambiato in casa Shrapnel. E non stiamo parlando di un lieve aggiustamento a livello di suono, del rafforzamento di un'influenza rispetto ad un altra. No, in questo caso, il cambiamento è radicale. Ce ne si accorge già dal logo, “ripulito” e dal quale sono sparite tutte le asperità che ritrovavamo ancora sul precedente Palace for the Insane, pubblicato nel 2020. All'epoca, il gruppo britannico era dedito ad un thrash metal vecchia scuola, ortodosso senza risultare efferato, di buona fattura senza essere imprescindibile. L'ingresso del nuovo bassista e cantante Daniel Moran, due anni dopo, ha completamente rimescolato le carte in tavola. Questi Shrapnel 2.0 hanno preso il thrash metal, lo hanno appallottolato come un foglio di carta e lo hanno spedito nelle lontane retrovie del loro sound, apertosi massicciamente ad un approccio moderno e melodico.
Il risultato è un suono stratificato e composito, in qualche modo assimilabile agli ultimi Trivium, ma nel quale emergono anche influenze di Gojira e Killswitch Engage. E non solo. Catalogabile come metalcore in senso lato, In Gravity svela numerosi altri umori con il passare dei minuti, tanto da tirare in ballo, in alcuni passaggi, persino Disturbed, Soen e Hanging Garden. Echi passeggeri, ma che dovrebbero parlare in favore dell'alto tasso melodico di cui gode il disco in questione. La melodia è infatti onnipresente, tessuta tanto dalle chitarre che dalla notevole prestazione vocale del nuovo arrivato, il quale dirige i lavori con innegabile carisma. Ce ne si accorge sin dalla title-track iniziale che, dopo una intro atmosferica degna dell'ultimo Dune, sfoggia un riffing cangiante e dal taglio moderno, massiccio ma ragionato, che ci conduce sino all'arioso ritornello. Stesso discorso per la seguente Amber Screams, forte di una strofa suadente e crepuscolare e di un refrain davvero trascinante. È questa la grande forza del lavoro, le sue parti melodiche, sempre coinvolgenti e sofisticate, catchy senza essere banali. Un disco elegante, in altre parole, comunque capace di mostrare i muscoli in diversi momenti. Così Guardian, che recupera in parte il rancore passato in una strofa serrata, poi sfumata nell'ennesimo, riuscito momento di calma, o ancora la seguente Breaker, che attacca a testa bassa ricolorandosi (vagamente) di thrash metal. Le origini degli Shrapnel emergono però con maggiore chiarezza nella sostenuta ...So Below, dove emerge anche la buona prova del drummer, invero carismatico e inventivo per tutta la durata del lavoro. Dall'altro lato dello spettro sonoro citiamo la sinuosa Judgment, attraversata da una sognante melodia, e la conclusiva Absolution; grigia e sospesa, la canzone si presenta come brano acustico, prima di guadagnare progressivamente vigore, fornendo, un'ultima volta, un'ottima base al cantato di Daniel Moran.
Dovrebbe essere abbastanza chiaro, a questo punto della disamina, quanto quest'ultimo giovi al risultato finale. Ma più ancora che l'ottima prova vocale del frontman, apprezziamo il cambiamento del quale questi si è fatto il catalizzatore. Non ce ne vogliano gli Shrapnel del passato, ma questa nuova versione propone una musica più personale ed interessante e che, allontanandosi dal saturo calderone del thrash ottantiano, ha migliori possibilità di farsi notare. D'altro canto, il cambiamento è drastico, e non è detto che i fan del gruppo apprezzeranno. In Gravity è quindi un disco obbligatoriamente di transizione; sarà interessante vedere se i Britannici continueranno in futuro questo promettente cammino verso nuovi lidi.
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3
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Concordo in parte coi commenti e con la recensione, bisogna essere onesti e a mio parere hanno fatto un lavoro molto più dignitoso rispetto a, per esempio, ultra violence, lost society, evile e soprattuto dust bolt... per concludere mi tengo stretto i loro lavori fino a palace for the insane del 2020 |
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2
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D\'accordo con @d.r.i. Per chi non li conoscesse, sentite gli altri, quando facevano Thrash. |
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1
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Che brutta fine hanno fatto, per me disco noioso e inutile |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. In Gravity 2. Amber Screams 3. Guardian 4. Breaker 5. Judgement 6. Dark Age 7. Follow the Cold 8. As Above... 9. ...So Below 10. Absolution
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Line Up
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Daniel Moran (Voce, Basso) Nathan Sadd (Chitarra) Chris Martin (Chitarra) Chris Williams (Batteria)
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RECENSIONI |
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