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Grand Magus - Monument
06/12/2025
( 1314 letture )
Una grande cult band. Alla fine dietro questa etichetta si nasconde tutto il bello e tutto il male della carriera dei Grand Magus. Formati nel 1996 da musicisti già navigati, con una leadership naturale esercitata da Janne "JB" Christoffersson, i tre hanno esordito ufficialmente con uno split album assieme ai “padrini” Spiritual Beggars, band alla quale rimarranno sempre legati. Il loro percorso può essenzialmente essere rappresentato come un movimento in avanti, dall’esordio carico di doom/stoner, heavy ed epicità a una sempre maggiore “invadenza” della componente heavy/epica, che diventerà, in particolare da Iron Will in poi, quasi totalmente preponderante. Una scelta che ha portato al buon successo in particolare di Hammer of the North, highlight del 2010, al quale sono seguiti una serie di pubblicazioni di indubbio valore, compreso l’ultimo Sunraven uscito nel 2024. Purtroppo, pur in questa ottica, il gruppo di Stoccolma non ha mai superato una soglia di popolarità relativa, neanche nel momento in cui JB prestava la propria superba ugola proprio agli Spiritual Beggars.

Del tutto refrattari a un uso diciamo “scenografico” del genere heavy/doom, i Nostri si sono sempre concentrati sulla concretezza e sulla purezza del loro messaggio e, detto chiaro, è forse proprio questo ad averli in qualche modo penalizzati, rendendoli sì una band di indubbio valore, che spicca per qualità nel mucchio, ma che non riesce mai a uscire. L’affermazione è forte: basta la voce di JB a rendere il gruppo identificabile tra un milione, ma musicalmente e iconograficamente la band non ha mai trovato una formula unica e vincente, un qualcosa che la aiutasse a spiccare e l’ortodossia heavy degli ultimi album, in tal senso, non ha fatto differenza.
Monument è il loro secondo lavoro ed è giustamente considerato uno dei loro più validi, in una discografia che comunque, per precisare quanto detto prima, non conosce passi falsi. Rispetto al pur ottimo disco di esordio si nota una certa progressione, sotto tutti i punti di vista e una maggiore preponderanza della matrice heavy/epica, ancora non prevaricante, ma molto presente, nelle atmosfere e nei testi. La matrice resta ancora di impronta doom, in ogni caso, con pesanti influenze blues, anche nel sofferto e magniloquente cantato di JB, uno che da solo fa sempre la differenza. La sua voce profonda, calda e potente è magnetica, impossibile non rimanerne colpiti. La sua prestazione alla chitarra, d’altra parte, è senz’altro validissima, tanto in termini di riffing, pesanti e dinamici, quanto in fase solistica, nella quale non assistiamo a particolari trionfi tecnici, ma a una costante quanto valida lezione di scuola heavy.
L’atmosfera del disco è plumbea, oscura e pesantissima. Una marcia notturna e indomita nel fango, tra boschi e vette impervie, col peso di una dannazione eterna, che mai potrà essere superata. Trionfano i tempi lenti ed epici, seppur con qualche eccezione e, dopo la intro, Ulvaskall lo statuisce in pieno: I’m cursed and I’m damn forever, destined to walk this land, scandisce JB e l’eroico ritmo lo enfatizza con potenza, grazie anche a un’ottima parte solista. Più ritmata e “hard rock”, Summer Solstice si concede una pesantezza pachidermica pur con una certa dinamica e un refrain molto cantabile, per quanto appena scontato. Brotherhood of Sleep, dal titolo, si preannuncia come pezzo pachidermico e in effetti lo è ma, anche in questo caso, la dinamica la fa da padrona e in questo tutto il trio contribuisce alla grande. Aggiungiamoci una prestazione clamorosa di JB e un bell’assolone melodico di stampo heavy e tutto diventa un piacere per le orecchie. Pezzone da Novanta invece Baptized in Fire, con una lunga introduzione sabbathiana, che conduce a una strofa cadenzata e mortifera sorretta dal basso e dall’interpretazione di JB, la quale non potrà non ricordare ai fan degli Spiritual Beggars quanto fatto in quella veste, in particolare nei brani “lenti” di Demons. Qui ovviamente l’atmosfera è più epica e crudele, con un refrain da urlare al cielo. Trionfo di epicità la successiva Chooser of the Slain (Valfader), con tanto di cori maschili a tenere sotto il refrain e il solito incontenibile JB. Dopo tanta esaltazione, ben venga un po’ di velocità e Food of the Gods assolve brillantemente a questo compito, con un gran tiro e ancora una linea melodica di effetto, con i giusti assoli a condire. Chiude l’album He Who Seeks… Shall Find: dieci minuti e mezzo di trionfo epic/doom che riassumono tutto l’album e che confermano come il livello di scrittura sia assolutamente omogeneo e di alto livello lungo tutto il disco. Naturalmente, questo vuole essere un congedo da scolpire nell’acciaio e nella pietra ed è un obiettivo centrato pienamente. Non un’opera di cesello, ma di maglio, eppure riuscita e funzionale proprio per questa sua spietata quanto emozionante concretezza.

Secondo album e per molti uno dei migliori, se non addirittura il migliore, Monument è un disco potente, che riesce a creare un’atmosfera e che conferma quanto i Grand Magus avessero trovato un loro posto nel mondo dell’heavy/doom, posizionandosi direttamente tra i massimi livelli. Non stiamo parlando di un capolavoro, anche perché arrivato quando la lezione era già stata codificata e impartita e non è certo da qui che si passa per una revisione o superamento dei canoni. Ma pur nella sua assenza di fronzoli e particolari innovazioni stilistiche o esecutive, Monument è un album che regge dall’inizio alla fine con fierezza e qualità. Manca quel qualcosa che potrebbe elevarlo oltre l’ottimo album di genere ed è un peccato, perché la band lo avrebbe meritato e sicuramente in questa veste risultava convinta e convincente. Tanto che risulta quasi un dispiacere che progressivamente abbia abbandonato queste sonorità. Da avere per gli amanti del genere, da riscoprire per gli altri.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
79.90 su 11 voti [ VOTA]
Doom Queen
Venerdì 19 Dicembre 2025, 17.06.01
1
Preferisco il primo, ma anche questo è di buon livello. Forse meno immediato.
INFORMAZIONI
2003
Rise Above Records
Heavy/Doom
Tracklist
1. Ulvaskall (Vasgr)
2. Summer Solstice
3. Brotherhood of Sleep
4. Baptised in Fire
5. Chooser of the Slain (Valfader)
6. Food of the Gods
7. He Who Seeks… Shall Find
Line Up
Janne "JB" Christoffersson (Voce, Chitarra)
Mats "Fox" Skinner (Basso, Cori)
Fredrik "Trisse" Liefendahl (Batteria)
 
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