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26/04/25
HEAVY LUNGS + LA CRISI + IRMA
BLOOM- MEZZAGO (MB)
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( 5338 letture )
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A distanza di 2 anni esatti dal precedente In the Constellation of the Black Widow tornano gli Anaal Natharakh in forma più che smagliante con il nuovo album intitolato Passion. La nuova fatica non si discosta particolarmente dalle ultime 2 releases - questo è sicuro - ma ci consegna una band agguerrita come non mai che ha saputo, album dopo album, mantenere la propria furia belluina inalterata se non leggermente in crescita. Non mi arrogo il diritto di decidere se questo lavoro possa essere migliore o peggiore dei predecessori, in quanto reputo che il livello artistico/compositivo e quello strettamente tecnico/esecutivo siano rimasti inalterati negli ultimi anni, mentre riguardo alle atmosfere penso che si tratti di un lavoro che emani sensazioni ancor più malsane e cattive. Non che su Eschaton o Hell is empty... l'aria non fosse già completamente satura di zolfo, ma questo Passion nasconde tra le sue note una violenza che va ben oltre la musica, sputando veleno da ogni poro, ringhiando con tutta la cattiveria immaginabile e lasciando traspirare un senso di asfissia - esemplare la voce di V.I.T.R.I.O.L. - che si insinua fredda e straziante come non mai. Eccelsa anche la produzione del disco, potente e cristallina come sempre, che permette loro di giocare con le vocals, aggiungendo sovraincisioni effettatissime che tolgono letteralmente il fiato, alternate a samples di urla, torture e mille diavolerie varie che contribuiscono a rendere il lavoro ancora più compatto. A coloro che seguono disintressatamente la band mi limito a dire (senza costringerli dunque a leggere tutto il resto della recensione) che, se avessero già ascoltato il precedente In the Constellation..., saprebbero già perfettamente cosa aspettarsi. Per coloro invece che apprezzano la band e che la seguono da anni, mi sento di spendere ancora qualche parola sui brani - senza necessariamente scendere troppo nel dettaglio - che proprio nel caso di un lavoro così compatto, lo reputo quantomeno eccessivo. Dopo un'intro vagamente noise, si scatena in tutta la sua furia l'opening song intitolata Volenti non fit iniuria che definirei un classico della loro discografia, caratterizzata dal tipico screaming ulcerante alternato a vocals melodiche che - se un tempo avrei definito in stile ultimi Emperor - oggi li rappresentano appieno, ormai stabilmente presenti in tutte le loro releases. Drug Fucking Abomination (mai titolo fu più rappresentativo) è forse il brano più lungo della loro discografia con i suoi 7 minuti abbondanti di durata per un brano comunque abbastanza articolato, mentre con la terza Post Traumatic Stress Euphoria (altro titolo eccellente) racchiude in un minuto e quaranta secondi un concentrato di violenza al limite del crust/grind, magnificamente sputato in faccia al malcapitato ascoltatore di turno. Le diabolique est l'ami du simplement mal è forse il capitolo più melodico dell'intero lavoro anche se mi viene particolarmente difficile accostare un simile aggettivo a questa band. Magnifica la prova vocale di V.I.T.R.I.O.L. che, non appena cala la velocità di esecuzione, assesta le sue vocals su veri e propri grugniti capaci di comunicare molto meglio di molte, molte parole. Locus of Damnation è l'ennesimo pugno in faccia senza fronzoli, 1 minuto di blastbeat forsennato che lascia velocemente spazio all'episodio clou dell'album, la straziante Tod Huetet Uebel con ospite dietro i microfoni il grandioso Landfermann dei tedeschi Bethlehem. Pur avendo collaborato con personaggi del calibro di Attila Csihar (Mayhem), Shane Embury e Danny Herrera (Napalm Death), Nick Barker (Testament, Dimmu Borgir), Joe Horvath (Circle of Dead Children), Sethlans Teitan (Watain), la band non tiene particolarmente a pubblicizzare le proprie collaborazioni, così che nelle note del disco non c'è nessuna citazione esplicita, ma per tutti coloro che conoscono le inconfondibili prestazioni del folle singer tedesco, non poteva non saltare all'orecchio tale gioiello di malsana bellezza. Il brano è quanto di più malato abbia avuto modo di ascoltare negli ultimi anni, scaturito dall'unione delle vocals allucinate di Landfermann - che per l'occasione rispolvera uno screaming agghiacciante - unito alla spaventosa violenza dei nostri per creare un connubio artistico di altissimo livello che in un sol colpo ha cancellato tutti i passi falsi del passato (chi ha parlato degli Shining?). Il riffing - su questo brano più che mai - risente dell'influenza delle ultime produzioni dei Mayhem, ma grazie al Cielo senza che ne sia evidente il riferimento, mentre su Who thinks of the executioner? spuntano anche diverse rasoiate trash che riportano il sound della band ai periodi d'oro della bay area. La similitudine con gli altri lavori è evidente anche per quel che riguarda la tracklist, difatti come di consueto le tracce sulle quali sono presenti ospiti o sperimentazioni varie vengono abitualmente relegate alla fine dell'album, quando ormai l'ascoltatore è fiaccato dal muro sonoro dei primi brani. Ne è un esempio Ashes Screaming Silence, il brano più lento e sperimentale dell'album che nelle parti più lente mi ha vagamente ricordato i vecchi Marduk, mentre a livello vocale si distingue un avvicendamento dietro i microfoni con un ospite di cui non è dato sapere.
Concludendo c'è poco da dire, lascio ai posteri l'arduo onere di sentenziare se si tratti di un lavoro superiore o inferiore ai suoi predecessori, io l'ho ascoltato a lungo e sono arrivato alla conclusione che questa band non sbaglia un colpo e merita tutto il mio supporto e tutto il mio incoraggiamento.
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Disco pazzesco di una delle mie band preferite di sempre. Forse è il lavoro che amo di più della loro discografia, se la combatte con "Hell Is Empty...". Trovo ogni pezzo facilmente riconoscibile nonostante la compattezza dell'insieme, con un plauso particolare a Tod Huetet Uebel, veramente disturbante! Ho il solito dispiacere nel non poter leggere i loro testi, anche perchè da quel che mi sembra di carpire dalle (poche) parti comprensibili non si tratta di roba scontata. |
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@Undercover: questo è vero però la loro interpretazione è da manuale..non tiriamo fuori discussioni sugli ultimi dischi targati Shining , PEACE AND LOVE SEMPRE  |
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@MrFreddy perché probabilmente non ti piace il black, nessuna delle band che hai citato ne interpreta una versione "pura", i Bethlehem poi vengono inseriti di traverso come promotori del cosiddetto "dark metal" anni Novanta che avrebbe posto le basi insieme a Burzum per la scena depressive degli altri due act da te citati. |
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14
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Il black non mi è mai piaciuto. Finora. Loro, i Bethlehem, i SIlencer, gli Shining ed altri me lo stanno facendo amare. Il disco è spettacolare, la traccia con landferman una vera chicca |
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Uno dei migliori gruppi in circolazione. Non bello quanto Eschaton, da me ritenuto il loro capolavoro, ma una bomba comunque. Voto 85 |
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Pazzeschi. Non sfornano capolavori però "Volenti non fit Inturia" è un brano che è avanti di quarant'anni. Il resto ok. 75 |
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11
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Finalmente uno che la pensa come me...anche per me fa veramente defecare... |
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10
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Album orribile. Il cantato insopportabile. |
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Molta gente dice di essere rimasta delusa dalle loro live performance... non è la prima lamentela che sento, ma se riuscissero a portare on stage tutta la violenza del disco penso che il palco crollerebbe!!!! |
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8
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Visti dal vivo a Lubiana un mese fa: premetto che mi è stato detto che dal vivo sono penosi, dopo averli visto dal vivo devo invece riferire che sono un gruppo con i controcoglioni. In particolar modo V.I.T.R.I.O.L. è una forza della natura, nonché dotato di un carisma stratosferico. |
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7
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Su disco li amo a dir poco, ma dal vivo sono raccapriccianti, non si capisce una mazza... |
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6
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...senza dubbio uno dei migliori gruppi estremi in circolazione!!! |
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Non è il loro miglior disco, tuttavia è una cannonata  |
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Greniali. Disco stupendo! |
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3
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disco pazzesco a dir poco |
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Mi fanno impazzire! Sono uno dei miei gruppi preferiti da sempre... |
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1
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D'accordo con te, disco pazzesco. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Volenti non fit iniuria 2. Drug-fucking abomination 3. Post traumatic stress euphoria 4. Le diabolique est l'ami du simplement mal 5. Locus of damnation 6. Tod huetet uebel 7. Paragon pariah 8. Who thinks of the executioner? 9. Ashes screaming silence 10. Portrait of the artist
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Line Up
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V.I.T.R.I.O.L. (Dave Hunt) - Vocals Irrumator (Mick Kenney) - Guitars, Bass, Drums, Programming
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RECENSIONI |
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