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KING CRIMSON - Teatro Colosseo, Torino, 14/11/2016
21/11/2016 (1844 letture)
Mi risulta difficile parlare in modo obiettivo di un gruppo come i King Crimson. La band, creatura tentacolare e poliedrica, figlia della mente geniale ed ecclettica di Robert Fripp è tornata sul suolo italico dopo diversi anni di assenza, con un tour che ha visto i sette musicisti impegnati per otto date nei teatri di Milano, Firenze, Roma e Torino, in concerti lunghissimi di quasi tre ore di durata (in realtà due ore e quaranta minuti, se si esclude l’intervallo di venti minuti tra il primo set ed il secondo), con una setlist che ha pescato a piene mani dal materiale più datato del gruppo. Vista quindi l’eccezionalità dell’evento, noi dello staff di Metallized non potevamo mancare. Ecco quindi il resoconto della prima delle due serate nel capoluogo piemontese.

Lunedì sera mi reco presso il Teatro Colosseo circa un’oretta prima dell’inizio del concerto, giusto in tempo per trovare parcheggio, varcare la soglia d’ingresso e acquistare una t-shirt raffigurante la copertina del mastodontico e seminale In The Court Of The Crimson King. Un attimo dopo sono finalmente pronto per prendere posto, che in questo caso è in ottava fila a sinistra del palco. Purtroppo però sin da subito viene vietato al pubblico il permesso di scattare fotografie o fare video col cellulare (foto in realtà permesse solo alla fine del concerto), cosa tra l’altro ripetuta all’inizio di ogni set e ricordata dagli annunci apposti su due cartelloni presenti sul palco. L’inizio è abbastanza puntuale, infatti come da manuale la band sale sul palco verso le 21:10 tra gli applausi generali e, senza dire una parola inizia a suonare, aprendo il concerto con Larks’ Tongue in Aspic, Part One. L’attacco del brano è d’indicibile potenza, anche grazie ad una sezione ritmica terremotante, con tre batterie perfettamente sincronizzate capaci di creare un labirinto disorientante. Dietro le pelli troviamo infatti Gavin Harrison (alla destra del palco) e autore di un assolo di batteria su 21st Century Schizoid Man davvero da orgasmo, Pat Mastelotto (a sinistra) e Jeremy Stacey (in centro), mentre al basso e al Chapman Stick troviamo l’ipertecnico Tony Levin. Questa sezione ritmica è davvero camaleontica e geniale, riesce non solo ad accompagnare l’andamento della musica plasmandola, ma è davvero protagonista di tutto il concerto, soprattutto nei passaggi strumentali, ove sono ben palesi i fill finissimi dei tre batteristi. Sul soppalco posto di spalle ai tre drummer invece troviamo il resto della band, che oltre al già citato Levin, presenta l’immenso Mel Collins ai fiati (sax, flauto, etc.), Jakko Jakszyk alla chitarra e alla voce (notevole la sua prova vocale, soprattutto nell’esecuzione di Epitaph) ed infine Robert Fripp, con la sua fedel Gibson Les Paul. Personalmente non mi dilungherò a descrivere pezzo per pezzo, perché ciò sminuirebbe la grandiosità degli arrangiamenti proposti da ogni singola canzone. Ogni brano viene eseguito dai King Crimson con una naturalezza disarmente: il loro è un prog rock finissimo, senza vincoli o strutture, è musica allo stato puro che raccoglie ogni singolo genere musicale dell’ultimo secolo. Si passa infatti dalle lunghe jam dal sapore jazzato, a momenti più fatati e sognanti, quasi onirici, fino a riff che potrebbero essere stati composti da un quasiasi gruppo heavy metal. In tre ore c’è stato spazio per un ecclettismo di rara bellezza ed intensità, che ha visto una band protagonista di una sperimentazione che da quasi cinquant’anni non conosce limiti e che è stata capace ci evolversi e fare proprio quasi ogni linguaggio musicale. Insomma, per gli amanti di questo genere di musica, queste tre ore sono volate con una velocità impressionante.
L’unica nota un po’ negativa, ma comprensibile per via dell’enorme tasso tecnico delle canzoni che richiedono una grande concentrazione è stata proprio la presenza scenica della band. Il loro è stato un approccio molto simile a certi musicisti jazz: fondale del palco spoglio, nessun gioco di luci, nemmeno un “Buonasera” al pubblico. Sembrava quasi che i singoli musicisti fossero impegnati a suonare per loro stessi, quasi come se fossero impegnati più in una sessione di prove che in un live vero e proprio. A testimonianza di ciò prendete esempio dallo stesso Fripp, davvero glaciale, che è rimasto seduto tutto il tempo, indossando un paio di cuffie e chino sulla chitarra per tutto il tempo. Persino alla fine il gruppo non si è dilungato in troppi saluti: posati gli strumenti sono letteralmente schizzati via dal palco, non lasciando il tempo nemmeno per uno scatto col telefono.

In conclusione, questa è stata una piacevolissima serata, che ha visto un’ottima affluenza di pubblico, in verità abbastanza variegato per età: ho scorto dei diversi sessantenni ma anche persone ben più giovani, di non più di venticinque anni; questa è la lampante dimostrazione che i grandi nomi, di come la grande musica riesca a smuovere chiunque unendo generazioni intere. Prima di congedarmi da voi lettori vorrei inoltre congratularmi anche con l’immenso lavoro del fonico, che è riuscito ad amalgamare con maestria, in modo tale che ogni strumento non venisse soffocato da un altro, cosa che nei grandi eventi è ben frequente. Speriamo dunque di poter assistere nuovamente a spettacoli come questo, perché la gente ne ha davvero bisogno.

SETLIST KING CRIMSON

1. Larks’ Tongue in Aspic
2. Picture of a City
3. Cirkus
4. The Letters
5. Red
6. Sailor’s Tale
7. Epitaph
8. Hell Hounds of Krim
9. The Light of Day
10. Easy Money
11. Peace: An End
12. The Talkin Drum
13. Larks’ Tongues in Aspic, Part Two

14. Devil Dogs of Tessellation Row
15. The Court of the Crimson King
16. Lizard
17. Suitable Ground for the Blues
18. Radical Action
19. The ConstruKtion of Light
20. Indiscipline
21. Suitable Grounds for the Blues
22. Level Five
23. Starless

---- ENCORE ----
24. Banshee Legs Bell Hassle
25. 21st Century Schizoid Man



marco
Martedì 20 Ottobre 2020, 9.45.06
23
A Roma hanno suonato dalle 21.15 alle 24.40 ,con 15 minuti di pausa, e Robert Fripp si è fatto un selfi con il pubblico dell'auditorium alla fine del concerto!!!!
naoto
Martedì 22 Novembre 2016, 8.12.33
22
@Lemmy: che io sappia no. Fripp è estremamente riservato e concede al pubblico solo il prodotto artistico. E' inoltre completamente estraneo alle sovraesposizioni mediatiche proprie del mainstream della industria discografica. I suoi concerti sono più simili ad un'esecuzione di musica da camera o sinfonica che a un evento rock. Massima concentrazione e partecipazione da parte del pubblico alla performance. E massima ricompensa per entrambi. Assistere per credere.
Galilee
Lunedì 21 Novembre 2016, 21.34.31
21
Da quello che ho letto ed ho capito incontrandolo, è una persona molto riservata, introversa con chi non conosce, sulle sue. L'avevo anche visto live coi G3 è anche lì sul palco era l'antitesi della rockstar. È fatto così..
Steelminded
Lunedì 21 Novembre 2016, 21.27.55
20
Ciccio ma che davvero ha suonato fa dietro le quinte?
Lemmy
Lunedì 21 Novembre 2016, 21.00.06
19
@Galilee, la tua risposta mi ha rincuarato, e mi ha ridato qualche speranza di scmiarcele pure io , se la fortuna mi assiste, visto che mi dici sia stato disponibilissimo.Spero un giorno di assistere ad un loro concerto e di avere la tua fortuna Galilee.
galilee
Lunedì 21 Novembre 2016, 20.35.24
18
Ho visto i King Crimson a Torino anni e fa e ho avuto la fortuna di scambiare due parole con Fripp nei corridoi. Incontrato per caso prima del concerto. Persona disponibilissima.
Lemmy
Lunedì 21 Novembre 2016, 18.58.59
17
Non mi interesso molto di interviste sulla vita privata dei musicisti, e come già detto non ho mai assistito ai loro concerti, sapevo di massima che era un po riservato, ma non di certo glaciale con le persone, comunque vabbè fa niente, ognuno ha il suo carattere, quel che conta è la musica e la loro è qualcosa di straordinario, compreso appunto Friipp che col suo strumento in mano ti manda in cielo.
Ciccio
Lunedì 21 Novembre 2016, 18.43.50
16
Lemmy se i King sono uno dei tuoi gruppi preferiti allora avresti già dovuto sapere che Robert Fripp è sempre stato così. È già tanto averlo visto sul palco, dato che in passato talvolta ha suonato pure stando dietro le quinte. In generale sta cosa ormai la sanno anche i 14enni ascoltatori di hip hop italiano.
Lemmy
Lunedì 21 Novembre 2016, 18.20.50
15
@Naoto, ma il gruppo organizza incontri con i fans,dopo i concerti rilasciano autografi, scambiano qualche chiacchiera?.Qualcuno mi risponda.
naoto
Lunedì 21 Novembre 2016, 18.12.43
14
Sono stato alla seconda data di Roma. Mai "partecipato" a nulla di neanche lontanamente paragonabile (anzi, forse David Gilmour). Questi signori e la musica che eseguono, sono di un altro pianeta.
Lemmy
Lunedì 21 Novembre 2016, 17.41.06
13
Ve lo giuro, provo invidia pura verso il recensore e chi ci è stato presente, purtroppo pur essendo uno dei miei gruppi prog preferiti, non ho avuto mai la occasione di poterli vedere dal vivo, che dire? BEATI VOI.Comunque non credevo che Fripp fosse cosi' gelido, e pensare che ho sempre sognato di scambiare alcune parale e farmi firmare un autografo, lo credevo più socievole, pazienza ognuno ha il suo carattere, qualcuno sa se è sempre stato cosi', cioè se è suo carattere oppure lo ha fatto solo in questa occasione?.E anche gli altri musicisti si comportano sempre cosi?
Steelminded
Lunedì 21 Novembre 2016, 17.33.14
12
Tutto vero, io c'ero e confermo ayreon...
ayreon
Lunedì 21 Novembre 2016, 16.38.09
11
questa è più che musica, sono sempre stati al di sopra di tutti ,e dire che l'inserto settimanale de "la stampa" li ha relegati a mezza paginetta con solo il nome in copertina ( dove però spiccava elisa), bisognerebbe che ogni città stendesse il tappeto rosso quando passano musicisti di questo calibro,scaletta da incorniciare,altro che i pink floyd senza waters
Micologo
Lunedì 21 Novembre 2016, 16.38.07
10
Non lo so Gianluca, io personalmente su questo discorso sono abbastanza rigido: per me la musica è arte, quando vado a vedere un concerto, al di là di quello che pago, mi aspetto di ascoltare ottima musica, poi, certo, anche di essere coinvolto emotivamente. Ma è esattamente quello che è successo con i King Crimson: la loro perfezione quasi ieratica, il modo religioso in cui Fripp approccia l'esecuzione delle sue parti ecc... bweh questo mi ha coinvolto molto più di qualsiasi concerto metal che abbia mai visto. A onor del vero, bisogna anche dire che, almeno qui a Roma la sera dell'11 gli ammiccamenti simpatici verso il pubblico non sono affatto mancati, gli altri membri, soprattutto Levin, sono stati calorosi all'inizio e alla fine....durante, beh...io da chitarrista fallito e autodidattca già quando faccio il giro di do non sentirei neanche ,e carezze della Bellucci....quindi mi immagino ad eseguire cotanta roba...la concentrazione secondo me ti impedisce di fare qualsiasi altra cosa....
LORIN
Lunedì 21 Novembre 2016, 14.51.54
9
Io li ho visti a Firenze e posso dire che (essendo la prima volta per me) non sono di questo pianeta, ad un certo punto del live (Epitaph) non li vedevo più sul palco e non ero più in un teatro ma sentivo solo la loro musica. Personalmente mi hanno cambiato modo di ascoltare musica, come già mi successe con Phantom of the opera qualche decennio fa, sono emozioni veramente grandi ed uniche.
gianluca
Lunedì 21 Novembre 2016, 14.47.59
8
Micologo,dico solo che un minimo di coinvolgimento con un pubblico che paga 80-100 euro per venirti a vedere ci vorrebbe,poi niente da dire sulla storia del gruppo,li ho anche io i loro dischi ma non mi piace questo atteggiamento verso il pubblico,tutto qui.
JC
Lunedì 21 Novembre 2016, 14.11.08
7
Li avevo visti mi pare nel 2004, questa volta ho passato la mano. Ovviamente con dolore. Qui parliamo di Arte, non di semplice intrattenimento (come nel 99% del nostro genere preferito)
Galilee
Lunedì 21 Novembre 2016, 14.06.03
6
Non c'ero questa volta. Mi è spiaciuto moltissimo, per me sono degli Dei.
Testamatta ride
Lunedì 21 Novembre 2016, 14.04.32
5
Ammetto tutta l'invidia possibile per chi ci è stato
Micologo
Lunedì 21 Novembre 2016, 12.33.31
4
E poi, leggere che i King Crimson sono uno dei tanti gruppi prog che "se la tirano"...mah...
Micologo
Lunedì 21 Novembre 2016, 12.31.41
3
Recensione bellissima, ma non capisco le critiche alla presenza scenica della band. Sono i King Crimson, mica i Poison o i Kiss...Fripp è sempre stato una sorta di monade chiusa in se stessa, anzi a fine concerto a Roma sembrava anche divertirsi! (e poi, insomma, hanno 70 anni....) Certo, se vi aspettate di vedere uno "spettacolo" non sono certo il gruppo adatto, ma se volete ascoltare MUSICA ed essere trasportati per tre ore in una dimensione 'altra', allora sono il vostro gruppo.
Monky
Lunedì 21 Novembre 2016, 12.09.24
2
Concerto spettacolare e perfetto sotto ogni punto di vista. La chiusura del concerto del 15 ci ha deliziato con una superba cover di Heroes di David Bowie. Gavin Harrison bestiale. Tutti glaciali, certo...ma che andare!
gianluca
Lunedì 21 Novembre 2016, 11.40.55
1
E' come penso da sempre,i musicisti prog sono fenomeni ma se la tirano troppo...............
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