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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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28/10/2026
( 930 letture )
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La carriera dei Prong andrebbe presa come esempio e incorniciata negli annali storici dell’heavy metal. Perché? La risposta ha un nome e un cognome: Tommy Victor. Sempreverde, fresco, instancabile e sempre sul pezzo, il buon Tommy (impegnato anche con Danzig) non ama stare con le mani in mano. Ma, cosa più importante, bada sempre al sodo. Produzioni quasi sempre sopra la media, senza fronzoli e con poche concessioni fuori sentiero. Certo, non tutta la discografia della creatura Newyorkese è da considerarsi priva di sbavature, ma il succo -dopo 40 anni- è rimasto non solo buono e digeribile, ma anche piuttosto rinfrescante.
Mr. Victor, accompagnato per l’occasione dai “nuovi” Tyler Bogliole e Christopher Dean, promette fuoco e fiamme dal nuovo album. Un sound fresco ma riconoscibile, al passo con i tempi. Insomma, un mega-mix dei migliori Prong in salsa sci-fi. Come sempre, la verità non è assoluta, ma non sta nemmeno nel mezzo. Infatti, il nuovissimo album (ricco di contenuti) è un altro passo avanti/trasversale nella carriera dei Nostri. Dalla sporca e cattiva New York degli anni ’80, tra scorie thrash e HC, passando per i variegati anni ’90, tra alt-metal e groove assassino, i Prong riemergono ancora una volta con i guantoni da boxe insanguinati. Che sia l’ennesimo colpo di coda? The Banner alza il sipario con una freschezza retro-thrash che ha dell’incredibile. Non solo up-tempo, struttura brevilinea e super assoli, ma anche uno dei refrain migliori mai composti dalla band. In poco meno di 3 minuti mettiamo in chiaro headbanging e nostalgia parziale, solo per essere ri-travolti da un treno merci marchiato Brooklyn che corrisponde al nome di New Commission che, qualora possibile, alza ancora i toni aumentando potenza speed/thrash e cattiveria, con un buonissimo Tommy Victor, marziale ed autoritario alla voce, creativo e spietato alla sei corde (l’assolo in slide è un tocco notevole). Un inizio segnato da una doppietta mozzafiato che lascia presagire a un album totalmente fuori controllo per purezza thrash e brutalità intrinseca. Ma, come spesso accade in casa Prong, le carte vengono rimescolate senza paura. E così una piccola variante industriale (con reminiscenze Fear Factory-iane) ci esalta non poco: The Uprising, già dal titolo, suona minacciosa e cattiva. Un basso, grezzo e diretto, apre la strada a uno sporco up-tempo che sembra spuntare magicamente fuori da Cleansing. Con il suo andamento diretto e crudo, la traccia n.3 ci conquista e sconquassa. Un tris convincente e dalla forza bruta lascia un po’ di spazio alla retro verve post-punk di Uncertain Truth, melodica, obliqua e abrasiva. In netto contrasto con l’incipit incandescente di Prong , il brano richiama in parte Divide & Conquer, puntando maggiormente su atmosfera ed effettistica.
Fear the Sun , secondo singolo, si palesa immediatamente come un buonissimo compendio di heavy metal squadrato alla Beg to Differ, a riprova del fatto che le molteplici epoche vengono effettivamente riprese e “aggiornate” con cura al Prong - sound del 2026. In un impeto groove metal senza compromessi, Fear the Sun suona vera e credibile e dannatamente attuale anche nelle tematiche pre-apocalittiche. Il lungo solo di Victor non fa che migliorarne la qualità, mentre la successiva Commonsense Resolution ritorna su binari sbilenchi, esemplificando la struttura. Riscopriamo il metal abrasivo, sporcato di punk e graffiti, che ci riporta indietro con un suono attualissimo. Ecco uno dei segreti di Tommy Victor & Co. : suonare attualissimi senza perdere un’oncia di ciò che, album dopo album, li ha resi così importanti nel corso del tempo. Non solo mazzate furiose, quindi, ma anche porzioni ragionate e sfumate, per la “solita” summa da avere a tutti i costi. Non tutti i brani suonano da Top-Ten e non tutte le melodie fanno centro, ma la convinzione e i riff di Victor fanno sempre bene allo spirito. E così, senza troppi indugi, procediamo nell’ascolto affrontando il terrore urbano di Doomed World (puntellata da un rifferama HC e da un breve bridge strumentale) e Proportionate Response, scheggia violenta che si e ci riconnette con The Banner in un dirompente vortice anni ’80 che sembra inesauribile quando evocato. Brano breve, duro e puro, Proportionate Response fa risvegliare i morti dalle tombe grazie anche a un efficacissimo drumming di Tyler Bogliole e a un prezioso lavoro ritmico del solito Tommy - davvero inesauribile anche durante l’accelerazione e il dirompente assolo. Ci sono momenti di entusiasmo folle che, nella generica bontà dell’album, squarciano il cielo a suon di tuoni, sbaragliando la giovane concorrenza senza pietà. Questi momenti, racchiusi in mini-perle heavy-dorate come The Banner , Fear the Sun , The Uprising , New Commission e la succitata Proportionate Response ci fanno sogghignare orgogliosi. E che dire del finale? L’affilato armamentario si evolve/devolve ancora un po’ con la breve Simulated Drowning , perla heavy/thrash che profuma di polvere da sparo e droni abbattuti. Ancora una volta la cattiveria prende piede facendoci perdere il controllo della cervicale: poveri noi, in balia di doppia-cassa, contro cori e un buonissimo refrain che, proprio sul finale, colpisce efficacemente. Un altro gradito ritorno al metal che fu prima dell’epilogo. Our Continuance spegne le turbo-luci con chitarre sospese e vagamente dissonanti. Un brano più lungo e ragionato, dove l’aspetto tetro e industriale si insinua velenoso. Una buona chiosa che rimette a posto le cose resettando i programmi e spegnendo il mondo in pieno stile Snake Plissken.
Prong sciorina una notevole dose di (nuovo) metallo non filtrato, tra schegge impazzite e momenti più ragionati. Si muove senza paura su un ipotetico ponte/mantra tra State of Emergency , Zero Days e Beg to Differ marciando con la grazia di un elefante in corsa. Superiore al suo predecessore, il nuovo album non mostra debolezze apparenti e ci consegna un power-trio ancora in grado di fare male. Verdetto positivo, quindi? Assolutamente sì: Prong è un album da avere e da consumare, preferibilmente a tutto volume, tra inevitabile futuro e serpeggiante nostalgia.
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@Fabio: ad ognuno il suo, ma EC hanno 15 anni di carriera alle spalle, altro che musica usa e getta. Idem le Babymetal che sono un fenomeno giapponese, le Idol, esportato in tutto il mondo. Meglio loro oggi che i mutandoni di pelouche. |
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@Angus: il tutto grazie ai soliti utenti. E comunque il disco dei Prong esce tra una settimana, cosa vuoi commentare. E praticamente ormai il sito è diventato il forum di Metallized, ben venga. |
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comunque c\'è una capacità di andare OT su questo sito che fa impressione. manco un commento,o quasi, sui prong |
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comunque c\'è una capacità di andare OT su questo sito che fa impressione. manco un commento,o quasi, sui prong |
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*a 14 anni. Potrei citare anche compositori di musica elettronica come Stockhausen che vengono studiati nei conservatori. Non credo che succederà mai a un dj... |
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Sto parlando di dj, non di musica elettronica in generale. Gente tipo kraftwerk o combichrist, per fare due nomi, sono artisti veri. Un dj secondo me no. PS. Gli Electric call boy mi piacciono. Mai stato un metallaro \"duro e puro\" neanche 14 anni, figuriamoci ora che ho passato il mezzo secolo. |
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certo, certo, l\'importante è l\'esserne convinti. |
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Un dj che dice di suonare è come uno che fa fotocopie e dice di essere uno scrittore |
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No Fun, i dj non li sopporto, soprattutto quando dicono vado a suonare. Roba da matti, gente che fa il conservatorio magari muore di fame e questi fanno i milioni |
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...e quindi Shock ben vengano alternative ai generi classici, come nel caso dei qui presenti Prong, o i Primus tanto per dire. Ma per me Electric Callboy, S.Token, Babymetal ecc. ecc., se devono rappresentare il futuro, no grazie. Mi danno appunto il senso della musica usa e getta della discomusic, o della logica social del tutto e subito, senza magari avere un adeguato background. Poi, completando il mio post 21, \'piuttosto che morire da vecchi soldati con i mutandoni dei Manowar strinati\' la musica ha bisogno anche di ironia e leggerezza, non è una guerra |
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@fabio #20, mi hai fatto venire in mente un aneddoto, a un matrimonio con il dj che metteva su Gigi D\'Agostino un mio amico va da lui e gli fa \"ehi potresti mettere i Judas Priest?\" e il tipo gli ha detto che non li conosceva. Niente, ci ha provato. |
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...band che ha sempre prodotto.... ottima musica...lo ascolterò.... |
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@Fabio: ma non hai capito che era una presa in giro? E sì, tecno metal, anzi popcore, e quindi? |
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.....il TECNO ( metal?) :era meglio morire da piccoli con il pelo del culo a batuffoli |
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Beh però scusate ma i Manowar accostati agli Electric Callboy? A quando quei due cretini di fargetta e dj albertino accostati ai Judas ? |
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Ah, ho provato a vedere le differenze tra i biglietti per i concerti del prossimo anno: gli EC da 60 a 90 euro, i Manovali sui cento euro. Eh, beh si paga la storia, molto vecchia😅 |
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Ciao Dave, io mi riferivo ai Manowar... |
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Cmq relativamente al commento n. 2 mi sembra esagerato definire gli Electric Callboy la band n. 1 di sempre! A me sicuramente non piacciono un granché, ma capisco che a un vero metallaro tradizionalista possano piacere moltissimo. Poi al forum di Assago dove suoneranno a febbraio i biglietti costano parecchio, troppo direi... |
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fanculo...manco un minimo di pudore c\'ha questo. |
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MH ha \"chiesto\" delucidazioni in generale. Non ha parlato dei Manowar e nemmeno rotto per i Prong. L\'altro c\'avrà i suoi motivi però di Defender non leggo niente qui. |
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Kronos, le cazzate da defender le vedi ai commenti uno e due, non è difficile. A cosa diavolo serve tirare in ballo un gruppo che non centra NIENTE con quello recensito? Il disco in oggetto non è ancora uscito, ma si può tranquillamente discutere dei singoli, dello stato di forma del gruppo (sempre nel 2026 è uscito un loro live) o cose del genere; come fa uno a non incazzarsi con quel rompipalle che si firma noesis che da mesi fracassa i cosiddetti sparando boiate sul vero metal. eddai, la pazienza mica è infinita |
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Il buono, il brutto, il cattivo |
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Gruppo perso un po\' di vista, che secondo me ha fatto nei ultimi anni dischi discreti senza picchi, vedremo questo se risolleva la qualità. Purtroppo l\'aver cambiato tante volte la formazione non ha di certo aiutato, ma fino a Rude ha fatto album strepitosi. Ah, fanculo ai Manowar. |
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Persi un pochino di vista, i pezzi loro che sono ascoltabili non sono male. Ascolterò il disco e darò un voto. |
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Io non le ho lette le cazzate da Defender qui... Noto che sono odiati da chi vuole apparire all\'avanguardia con un gruppo che andava negli anni 90. |
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Ma chi se frega dei nonni Manowar. Qui si parla dei Prong, una grande band ancora oggi molto sottovalutata per quando dato al metal e i dischi degli anni \'90 sono lì a dimostrarlo. Non rompete le palle con le cazzate da Defender anche qui. |
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Hanno avuto un calo normalissimo negli ultimi anni, il debutto è del 1982 quindi direi che ci può stare. Ma quanto fatto in precedenza basta e avanza per posizionarli la sopra e non smuoverli. |
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Fino a 20 anni fa erano tra i numeri 1 nell\'heavy metal. Se poi ci fermiamo ai primi 4 avevano pochi rivali. Anche perché era il 1984. |
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Ahahahah ancora? Posso capire che sei ossessionato (o hai dei conti in sospeso) ma definire i Manowar la band numero uno di sempre la ritengo a mani basse la migliore battuta del 2026 |
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Dio bono, sei proprio tarato! |
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uno spettacolo! Si continua ad ignorare la calata italica della band numero 1 di sempre fra poco meno di 5 mesi |
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Cioè... Mancano notizie e recensioni di concerti e dischi usciti da MESI... e in compenso c\'è la recensione di un disco che esce tra più di una settimana??
Mah... |
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Tracklist
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1. The Banner 2. New Commission 3. The Uprising 4. Uncertain Truth 5. Fear the Sun 6. Commonsense Resolution 7. Doomed World 8. Proportionate Response 9. Transgression 10. Simulated Drowning 11. Our Continuance
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Line Up
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Tommy Victor (Voce, Chitarra) Christopher Dean (Basso) Tyler Bogliole (Batteria)
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