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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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My Dying Bride - The Light At The End Of The World
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( 9196 letture )
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Dopo il controverso 34,788%...Complete, classico esempio di album-pecora nera presente in quasi tutte le discografie di grandi band (basti ricordare l'altrettanto dibattuto Host dei cugini Paradise Lost), nessuno sapeva immaginare cosa avrebbe riservato il futuro a quella band considerata ormai a furor di popolo come status-symbol del genere; taluni prospettavano un proseguimento musicale sulla scia del già citato 34,788%...Complete, e qui i doomsters più incalliti cominciavano a volgere il capo verso altri (inesistenti) lidi, i più romantici sognavano un ritorno del figliol prodigo Martin Powell per continuare ciò che era stato interrotto con Like Gods Of The Sun, altri erano pronti a scommettere ad un ritorno della band sul suono doom/death degli inizi, certo, mancante sempre della figura cardine del violinista ma arricchito dall'enorme esperienza guadagnata nel frattempo dal gruppo.
The Light At The End Of The World è proprio questo.
L'atmosfera che si respira sull'album è strana: innanzitutto c'è da segnalare il ritorno al growl dopo anni e anni di Aaron Stainthorpe e a tal proposito si nota subito la differenza fra quello che su As The Flower Withers apparve come uno dei growl più passionalmente cavernosi del tempo e l' "odierno" Stainthorpe, che preferisce puntare maggiormente su uno simil-scream comunque di alto valore, in un cambiamento che può ricordare i differenti cantati effettuati dal compianto Chuck Schuldiner nel corso della sua lunga carriera (Scream Bloody Gore / The Sound Of Perseverance docet); chiudendo la parentesi vocals, se ne riapre subito un'altra che ci obbliga a guardare al passato: fin dall'inizio dell'opener She Is The Dark è facile notare come i Bride abbiano guardato molto indietro nella loro discografia, andando a ripescare la forma-canzone del masterpiece Turn Loose The Swans (l'estenuante lunghezza della title track), arricchita dal gusto tragico di un The Angel And The Dark River (Sear Me III e la gustosa Into The Lake Of Ghosts) e da sprazzi del pesantissimo debut (che si riassume però malamente nell'inconsistente death metal song The Fever Sea).
Viste le gloriose ispirazioni, è lecito aspettarsi The Light At The End Of The World un grande album, ed in effetti i riffoni di Andrew sono belli robusti e allo stesso tempo ricchissimi del romanticismo My Dying Bride-style, le vocals come già detto fanno il loro dovere, i testi sono le ormai consuete perle (menzione speciale per la title-track) e sono presenti tracce da 10 e lode (She Is The Dark e Sear Me III in particolar modo), nel complesso però il disco suona stanco, confuso e pacchianamente oscuro, come se si volesse a tutti i costi cercare di raggiungere il pathos trascendente dell'epoca Powell e gli albionici, consapevoli dell'impossibilità di tale missione, si arrendano effettuando un aggrovigliato collage di reminescenze passate.
The Light At The End Of The World è un grande album che farebbe la gioia ed eleverebbe a mondiale fama qualsiasi altra doom band ma il voto relativamente basso datogli è dovuto al fatto che i My Dying Bridee ci hanno abituato bene, troppo bene, ed è impossibile e sbagliato giudicare l'album come a se stante, senza tener conto di tutto il substrato presente, patrimonio inevitabile ormai di un gruppo autore di autentici capolavori.
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VOTO LETTORI
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82.61 su 198 voti [
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16
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Assolutamente stupendo, Dopo le sperimentazioni del precedente album, i My Dying Bride tirano fuori un lavoro di strabordante doom metal goticheggiante davvero favoloso, dove tutte le atmosfere plumbee, uggiose, decadenti, che sono state da sempre il loro marchio distintivo, vengono amplificate a dismisura. Anche io sono d\'accordo nel ritenere il successivo \"The Dreadful Hours\" ancora migliore, ma questo \"The Light At The End Of The World\" regala emozioni oscure non da poco! Tutto l\'album è compatto e ben riuscito, ma se devo nominare gli apici direi assolutamente \"She Is The Dark, \"Edenbeast\", \"Into The Lake Of Ghosts\" e \"Christliar\" (una delle loro suite più epiche ed evocative di sempre!!!). |
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15
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Tra gli album doom più belli di sempre, nonchè uno dei migliori del gruppo inglese. 90 |
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14
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Un mattonazzo. Però... |
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13
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Uno dei loro migliori. Lo trovo bellissimo dall\'inizio alla fine. |
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12
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Disco tra i migliori dell'intera Loro discografia. Ma quale 70. |
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11
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Il discolo più ostico, anche per via della sua lunghezza, ma anche il più bello. Inarrivabile, monolitico, mdb al 100%. Sublime. |
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10
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Album che mi è sempre piaciuto. Faranno di meglio col successivo album, qui magari ci sono un paio di brani effettivamente un filino prolissi, ma She is the Dark, Edenbeast, The Isis Script e Sear Me III sono splendide. Voto 83 |
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9
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Il disco a mio avviso non è affatto male, non ai livelli di Turn Loose the Swans ai fasti del quale sembra voler ritornare... ma con un elemento secondo me fondamentale che qui manca ossia il violino di Martin Powell. Un peccato che sia partito, decisamente. Comunque buon lavoro che si attesta su un discreto 70 come da recensione. Evviva! |
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8
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L'album mi sembra eccellente nel complesso. Del periodo '99 - '06 è secondo solo a The Dreadful, insieme a Song of Darkness. |
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7
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Questo album è da 90, un capolavoro. C'è poco da aggiungere |
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6
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Album da amare fin dal primo ascolto. Molto emozionante nel suo maestoso incedere. E se qualcuno non si emoziona ascoltando Sear Me III beh......peggio per lui, non sa cosa si perde. Voto 85 |
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5
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Per me uno dei loro album più emozionanti |
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4
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Non male. Di certo la band ha fatto di meglio, e poi questo "The Light.." a volte suona un po' troppo prolisso. Voto 75 |
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3
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A tratti si tocca il sublime.Bellissimo! |
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2
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Personalmente è uno di quelli che amo meno... ma il livello è talmente alto... |
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1
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saro' io frignone,ma lo trovo bello e a tratti commovente sto cd |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. She is the Dark
2. Edenbeast
3. The Night he Died
4. The Light at the End of the World
5. The Fever Sea
6. Into the Lake of Ghosts
7. The Isis Script
8. Christliar
9. Sear Me III
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Line Up
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Aaron Stainthorpe: voce Andrew Craighan: chitarra Adrian "Ade" Jackson: basso Shaun Taylor-Steels: batteria
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