Inizi stentati, sudore, fatica, (relativo) successo, best-of e live. I padroni del movimento doom degli ultimi anni non fanno eccezione a questa linea evolutiva del gruppo metal medio e buttano quindi sul mercato l'ultimo anello di questa particolare catena di montaggio, il tanto agognato live.
Registrato in occasione del tour a supporto di The Dreadful Hours, The Voice Of The Wretched riesce fortunatamente ad andare oltre alla pacchiana copertina di atmosfera simil-black: innanzitutto la scaletta è di altissimo livello, le canzoni proposte vanno dal primissimo periodo death/doom della band (la celebre Symphonaire Infernus Et Spera Empyrium), fino a quelle che all'epoca del live appartenevano all'ultimo full-lenght del gruppo, parliamo di A Cruel Taste Of Winter qui presentata con un testo leggermente modificato rispetto all'originale.
Naturalmente non può mancare The Cry Of Mankind, il classico per eccellenza dei My Dying Bride, lo straziante urlo di dolore dell'umanità interpretato ai massimi livelli da un sempre più stupefacente Aaron Stainthorpe. Ora non vorrei cadere in un noioso track by track, ma una citazione particolare la merita anche She Is The Dark, esaltata, oltre che da un cantato magnificamente maligno, da un muro sonoro impressionante, roboante, dannatamente apocalittico che stravincerebbe in un ipotetico confronto con la versione studio.
La qualità sonora è ottima, permettendo quindi di godersi anche l'operato degli altri membri del gruppo, quei vari Andrew, Ade, Shaun ed Hamish che molto spesso vengono un po' offuscati dal carisma del front-man, ma che mai come in questo caso dimostrano una dedizione alla causa notevole, sbagliando praticamente niente e rendendosi ognuno di loro parte fondamentale per la creazione del tipico My Dying Bride-sound.
Parlare di difetti in questo caso è un po' difficile, forse dovremmo dirigere l'attenzione verso un suono troppo 'leccato' (l'ombra dei ritocchi nei dischi live è ormai quasi una certezza...) e verso quell'unica cosa che renderebbe veramente imperdibili i concerti del gruppo inglese: il violino. Sarò ripetitivo, sarò troppo legato al passato, ma sentire quelle note che avevano reso grandi canzoni come A Kiss To Remember e For You riprodotte da una semplice tastiera, fa effettivamente stringere un po' il cuore.
Per chiudere, le classiche frasi che vengono citate in questi casi: un acquisto obbligato per i fan accaniti, un possibile punto d'inizio per quelli che vogliono iniziare il viaggio in quella selva oscura chiamata My Dying Bride.
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