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Novembre - Arte Novecento
( 4248 letture )
Lights beyond everfalling drops'
From a timeless rail leaves a train to the stars
Blue of sad tunes filtering the door
Introducing the loveless down
Emptied hearts pass me by through the mist
Hungry, longing for new eyes to tear
In this Carnival of brightless lights
Only the dissonant laughter of the clown


Un ticchettio costante di zelanti e determinate gocce di pioggia fende l'aria. La stanza risuona di centinaia, forse migliaia di diffrazioni che subdolamente ci avvolgono e ci stringono in una morsa tanto forte quanto immateriale.
Fuori fa freddo, quelle gocce presto potrebbero tramutarsi in neve e inchiodarci ancora di più tra quelle quattro mura che ci fanno da rifugio.
Serve una via d'uscita ma non per forza fisica, serve un mezzo per incanalare le sensazioni e le emozioni che stiamo provando, non per urlarle al mondo ma semplicemente per avere la possibilità di confrontarci con esse.

Non leggo nella mente dei Novembre, non posso sapere quali episodi li abbiano motivati durante tutto il corso della loro lunga carriera, ma ho come l'impressione che Arte Novecento non sia altro che l'immagine delle loro sensazioni di quel periodo.
Inverno 1996, nel pungente gelo svedese i nostri registrarono il loro secondo album presso gli Unisound Studios di Dan Swano, la loro casa discografica era nel mezzo di gravissimi problemi e da lì a poco avrebbe chiuso i battenti, lo stesso futuro del gruppo era in pericolo.
Eppure nonostante la situazione i Novembre tirarono fuori dal cilindro un'opera seconda estremamente intensa ed emotivamente carica; per di più -paradossalmente- invece di riversare la loro rabbia in un album pesante e cattivo scelsero di registrare il disco più “morbido” della loro carriera.
Niente harsh vocals, niente assoli al fulmicotone, ma un'ora di musica estremamente riflessiva ed atmosferica, dove l'unica voce fuori dal coro -e solo in dati momenti- è rappresentata dalla batteria di Giuseppe Orlando che non abbandona ritmi piuttosto tirati.
Una scelta abbastanza strana quella della band italiana, considerando la notevole virata stilistica rispetto al precedente Wish I Could Dream It Again e che assume un'importanza ancora più grande se consideriamo che Arte Novecento è solo il secondo album; a posteriori abbiamo potuto verificare come si sia trattato per certi versi di un unicum nella loro carriera, anche se all'epoca non era poi così scontato.

Ma addentriamoci ora nella parte più tecnica per osservare e capire meglio quali furono questi grandi cambiamenti.
Alle sei corde Carmelo Orlando e Massimiliano Pagliuso si alternano nel proporre melodie malinconiche con il clean effettato (delay e reverberi anche pesanti) o ad incedere con un suono distorto in ritmiche doom condite da arpeggi armonizzati.
La sezione ritmica invece assume un ruolo fondamentale grazie ad entrambi i suoi componenti, il già citato Giuseppe Orlando che quando serve (nonostante l'atmosfera in generale più rilassata dei brani) pesta in maniera abbastanza convinta e decisa prodigandosi in lunghi passaggi di doppia cassa (Pioggia....January Times) o anche in blast beat (finale di Will), non dimenticandosi però accompagnamenti più lenti e meno invasivi dove necessario e fulminanti filler sui tom che trascinano non poco i pezzi.
Il basso di Fabio Vignati invece esce dal mix con un'importanza quasi pari a quella delle sei corde, risultando sempre perfettamente udibile mentre si prodiga in linee avulse da quelle della chitarra anche piuttosto complesse, che riempiono il sound in maniera evidente e aggiungono un altro importante tassello allo sviluppo ritmico dei pezzi.
Piuttosto altalenante invece la tastiera (di cui si sono occupati Fabio Vignati e lo stesso Carmelo), che spazia tra lunghi momenti di silenzio ad altri in cui assume un'importanza a dir poco capitale (ascoltare Photograph per credere) con l'utilizzo di orchestre sintetizzate che dettano la melodia in modo convincente.
Alla voce la prova di Carmelo è davvero sofferta, in certi momenti pare abbia dato più importanza all'interpretazione che all'intonazione, tanto che nei passaggi più tirati si possono sentire quasi stonature; si tratta comunque di un punto poco rilevante se consideriamo l'impatto emotivo che trasmettono le vocals, per il resto sempre appropriate, sorprendentemente sempre in pulito -come vi ricordavo in apertura- e molto ben curate nella scelta delle sovraincisioni.

Difficile individuare pezzi più riusciti di altri, Arte Novecento è un viaggio che va vissuto dall'inizio alla fine senza interruzioni, anche se però canzoni come Homecoming, Worn Carillon o Nursery Rhyme le ricorderò sempre con immenso piacere.

La produzione invece appare come un netto passo avanti rispetto a quella di Wish I Could Dream It Again, già solo per il fatto che questa volta il processo è stato curato dall'inizio alla fine dal già citato Dan Swano nei suoi studios (per il disco precedente lo svedese aveva solo mixato, tutto in un giorno esatto per giunta).
I suoni delle chitarre acustiche ad esempio sono curatissimi a livello di effetti e di definizione, le chitarre elettriche sono un po' confuse e scarne, forse troppo tagliate anche nelle frequenze medie (oltre che chiaramente sulle basse), questo però ha lasciato un enorme spazio al basso di Vignati che come vi accennavo poc'anzi si sente in maniera assolutamente cristallina e definita con il suo suono cupo e rotondo.
La batteria è ancora un po' grezza e secca, ma comunque di discreta fattura per i mezzi dell'epoca, mentre molta cura è stata riservata alle vocals di Carmelo che emergono discretamente dal mix, sovraincisioni comprese.

Cosa dire per riassumere?
Arte Novecento forse è il disco più atipico di tutta la carriera dei Novembre e forse proprio grazie a ciò ha mantenuto negli anni un fascino notevole, che non lo fa sfigurare se comparato ai grandi capolavori della band che arriveranno negli anni a seguire.
Di sicuro si tratta di un disco caldamente consigliato a tutti gli amanti del gothic/doom e soprattutto a chi crede nella musica italiana, anche perché gruppi di questo calibro non nascono certo tutti i giorni.

All the things which used to be dark are suddenly clear
All that broken glass on my hand to spill all the inferno I feel
All the thorns of my crown to fill you with the blood you deserve
All the tears I mixed with wine are tastier than your fading lips...



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
93.90 su 33 voti [ VOTA]
Undertow
Lunedì 2 Ottobre 2017, 21.09.20
22
Che album enorme. Pioggia, Remorse, Cernival... che pezzi. Bellobellobello. 90
nonchalance
Domenica 9 Aprile 2017, 13.17.42
21
@draKe: Sì, c'è ancora Soundcave..ma, è stato spostato! Ora è in una viuzza parallela a Corso Genova e, purtroppo, si è perso quel ritrovo "in nero" del sabato pomeriggio. sigh!
draKe
Domenica 9 Aprile 2017, 12.47.27
20
@Zak74 il mitico Soundcave!!!!!....sempre in quegli anni feci il mio primo acquisto lì dentro: longsleeve dei Dark Tranquillity di The Gallery...e ce l'ho ancora, anche se è ridotta a brandelli!! Ai tempi era un covo di nicchia, dalle mie parti era difficilissimo trovare certi dischi...e allora ecco che si partiva in treno per andare al Soundcave! Ma esiste ancora?? Sul disco in questione e sulla band in questione bisogna solo cospargerli di lodi....
Zak74
Domenica 9 Aprile 2017, 12.20.04
19
Lo comprai da soundcave quando uscì così senza pretese giusto perchè, se non ricordo male, lessi una buona recensione e si stava parlando di gruppo italiano. DIco solo che questo è l'album dei Novembre ...il top.
simo
Martedì 12 Aprile 2016, 21.26.56
18
Il salto di qualità rispetto all'esordio é notevole, e già quello era un ottimo lavoro. In arte novecento abbiamo la scomparsa praticamente di ogni sentore Black metal in favore di un rafforzamento del gothic Sound se escludiamo il cantato sporcato della prima traccia e l'accelerazione finale in will. Voce di Carmelo migliorata come profondità e più intonata(non so se per merito di una produzione migliore o di esercizi) e songwriting complessivo migliorato anch'esso. Per gli amanti del gothic deve essere imprescindibile ma è oggettivamente un disco altissimo, gli do un 90
simo
Martedì 12 Aprile 2016, 21.26.25
17
Il salto di qualità rispetto all'esordio é notevole, e già quello era un ottimo lavoro. In arte novecento abbiamo la scomparsa praticamente di ogni sentore Black metal in favore di un rafforzamento del gothic Sound se escludiamo il cantato sporcato della prima traccia e l'accelerazione finale in will. Voce di Carmelo migliorata come profondità e più intonata(non so se per merito di una produzione migliore o di esercizi) e songwriting complessivo migliorato anch'esso. Per gli amanti del gothic deve essere imprescindibile ma è oggettivamente un disco altissimo, gli do un 90
DeathKnell
Martedì 28 Ottobre 2014, 15.10.09
16
Gioiellino italiano. L'ho preso anche io poco fa dal loro sito, speriamo arrivi !
The Philosopher
Giovedì 19 Dicembre 2013, 21.20.02
15
Sono anch'io in attesa di sapere qualcosa di loro...oramai è troppo tempo che si son perse le tracce. Rumors a parte, qualcuno ha qualche fonte attendibile? (anche non attendibile a questo punto )
Danimanzo
Venerdì 6 Dicembre 2013, 11.09.33
14
@entropy Fatto, speriamo bene !
entropy
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 21.53.36
13
IO l'ho comprato dal sito dei novembre a 15 euro. Ci mise un mese è più ad arrivare ma ora lo custodisco gelosamente
Danimanzo
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 18.39.38
12
La migliore band di metallo italiano ( anche se è molto riduttivo definirli in tal senso ). Sono riuscito a recuperare tutto della loro discografia, escluso questo. Qualcuno può aiutarmi suggerendomi un canale diretto e/o indiretto di vendita del suddetto disco ? Grazie in anticipo.
Marco
Lunedì 2 Dicembre 2013, 14.21.01
11
Nel disco non suonò Massimiliano Pagliuso! Pagliusò entrò nella band solo l'anno successivo, è scritto nel booklet del disco.
Sambalzalzal
Lunedì 2 Dicembre 2013, 14.19.06
10
Le Marquis de Fremont@ da quello che ho sentito dire si sono presi una pausa per i sempre più crescenti impegni lavorativi del batterista (ha uno studio di registrazione e fa il fonico) a tempo indeterminato. Spero solo non siano anche loro svaniti come purtroppo è capitato a tante altre buone bands italiane...
Le Marquis de Fremont
Lunedì 2 Dicembre 2013, 14.03.04
9
Sempre e solo, la miglior band Italiana di sempre. Tutto a livelli altissimi, come su tutta la loro discografia: songwriting, testi delle canzoni, atmosfera, emozioni che genera. Pioggia... January Tunes semplicemente da lacrime. Come se non bastasse, una delle copertine più belle che mi sia capitato di vedere. Tutto intenso, tutto il massimo. Ma dove sono, dal 2007 di Blue?
Sambalzalzal
Domenica 1 Dicembre 2013, 12.00.43
8
Nikolas@ totalmente d'accordo! Non si tratta di una voce paradisiaca ma ha un talento incredibile ed una capacità di trasmettere emozioni veramente sopra la media! Sto disco lo amo e mi porta alla mente un casino di bei ricordi!
Nikolas
Domenica 1 Dicembre 2013, 11.43.55
7
Amo veramente questo disco. La voce di Orlando, che non sarà certo un cantante incredibile, mi tocca però il cuore ogni volta.
enry
Domenica 1 Dicembre 2013, 7.45.17
6
Una discografia davvero di alto livello, indispensabile per gli amanti del gothic/doom e non solo, il mio preferito resta Classica ma poco importa, grande disco anche questo. Fossero inglesi/tedeschi/svedesi avrebbero ottenuto molto di più.
Prometheus
Sabato 30 Novembre 2013, 22.38.26
5
Tanto amore.
entropy
Sabato 30 Novembre 2013, 22.38.13
4
poche chiacchiere! uno dei più grandi album gothic di sempre!! i novembre hanno una disografia perfetta e questo è il loro apice. Poesia pura. ancora ogggi lo sento spesso e mi regala le stesse emozioni. 99/100
Wild Wolf
Sabato 30 Novembre 2013, 18.50.18
3
Mi piace da morire quest'album. Ha un'unica "controindicazione" se vuoi, che è quella per cui può essere ascoltato solo in determinate e piuttosto rare fasi emotive, quindi non troppo spesso, pena la perdita di molta magia che lo permea. Ma, a parte ciò, per me resta un signor disco, il quale permette pure di fare un po' di sano (e non fuori luogo per una volta) "campanilismo" nazionale. Bella recensione Gianluca, precisa come sempre!
*__*
Sabato 30 Novembre 2013, 13.53.55
2
Arte Novecento è un super MASTERPIECE ''''''''' fatevi un regalo, compratevi questo disco''''''''''' VOTO: 99/100
Ombra
Sabato 30 Novembre 2013, 12.13.10
1
Non sono ancora riuscito ad apprezzarlo appieno, in ogni caso rimane comunque un'ottimo album.
INFORMAZIONI
1996
Polyphemus Records
Gothic / Doom
Tracklist
1. Pioggia January Times
2. Homecoming
3. Remorse
4. Stripped (Depeche Mode cover)
5. Worn Carillon
6. A Memory
7. Nursery Rhyme
8. Photograph
9. Will
10. Carnival
Line Up
Carmelo Orlando (Voce, Chitarra, Tastiere)
Massimiliano Pagliuso (Chitarra)
Fabio Vignati (Basso, Tastiere)
Giuseppe Orlando (Batteria)
 
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