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Novembre - Arte Novecento
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Lights beyond everfalling drops' From a timeless rail leaves a train to the stars Blue of sad tunes filtering the door Introducing the loveless down Emptied hearts pass me by through the mist Hungry, longing for new eyes to tear In this Carnival of brightless lights Only the dissonant laughter of the clown
Un ticchettio costante di zelanti e determinate gocce di pioggia fende l'aria. La stanza risuona di centinaia, forse migliaia di diffrazioni che subdolamente ci avvolgono e ci stringono in una morsa tanto forte quanto immateriale. Fuori fa freddo, quelle gocce presto potrebbero tramutarsi in neve e inchiodarci ancora di più tra quelle quattro mura che ci fanno da rifugio. Serve una via d'uscita ma non per forza fisica, serve un mezzo per incanalare le sensazioni e le emozioni che stiamo provando, non per urlarle al mondo ma semplicemente per avere la possibilità di confrontarci con esse.
Non leggo nella mente dei Novembre, non posso sapere quali episodi li abbiano motivati durante tutto il corso della loro lunga carriera, ma ho come l'impressione che Arte Novecento non sia altro che l'immagine delle loro sensazioni di quel periodo. Inverno 1996, nel pungente gelo svedese i nostri registrarono il loro secondo album presso gli Unisound Studios di Dan Swano, la loro casa discografica era nel mezzo di gravissimi problemi e da lì a poco avrebbe chiuso i battenti, lo stesso futuro del gruppo era in pericolo. Eppure nonostante la situazione i Novembre tirarono fuori dal cilindro un'opera seconda estremamente intensa ed emotivamente carica; per di più -paradossalmente- invece di riversare la loro rabbia in un album pesante e cattivo scelsero di registrare il disco più “morbido” della loro carriera. Niente harsh vocals, niente assoli al fulmicotone, ma un'ora di musica estremamente riflessiva ed atmosferica, dove l'unica voce fuori dal coro -e solo in dati momenti- è rappresentata dalla batteria di Giuseppe Orlando che non abbandona ritmi piuttosto tirati. Una scelta abbastanza strana quella della band italiana, considerando la notevole virata stilistica rispetto al precedente Wish I Could Dream It Again e che assume un'importanza ancora più grande se consideriamo che Arte Novecento è solo il secondo album; a posteriori abbiamo potuto verificare come si sia trattato per certi versi di un unicum nella loro carriera, anche se all'epoca non era poi così scontato.
Ma addentriamoci ora nella parte più tecnica per osservare e capire meglio quali furono questi grandi cambiamenti. Alle sei corde Carmelo Orlando e Massimiliano Pagliuso si alternano nel proporre melodie malinconiche con il clean effettato (delay e reverberi anche pesanti) o ad incedere con un suono distorto in ritmiche doom condite da arpeggi armonizzati. La sezione ritmica invece assume un ruolo fondamentale grazie ad entrambi i suoi componenti, il già citato Giuseppe Orlando che quando serve (nonostante l'atmosfera in generale più rilassata dei brani) pesta in maniera abbastanza convinta e decisa prodigandosi in lunghi passaggi di doppia cassa (Pioggia....January Times) o anche in blast beat (finale di Will), non dimenticandosi però accompagnamenti più lenti e meno invasivi dove necessario e fulminanti filler sui tom che trascinano non poco i pezzi. Il basso di Fabio Vignati invece esce dal mix con un'importanza quasi pari a quella delle sei corde, risultando sempre perfettamente udibile mentre si prodiga in linee avulse da quelle della chitarra anche piuttosto complesse, che riempiono il sound in maniera evidente e aggiungono un altro importante tassello allo sviluppo ritmico dei pezzi. Piuttosto altalenante invece la tastiera (di cui si sono occupati Fabio Vignati e lo stesso Carmelo), che spazia tra lunghi momenti di silenzio ad altri in cui assume un'importanza a dir poco capitale (ascoltare Photograph per credere) con l'utilizzo di orchestre sintetizzate che dettano la melodia in modo convincente. Alla voce la prova di Carmelo è davvero sofferta, in certi momenti pare abbia dato più importanza all'interpretazione che all'intonazione, tanto che nei passaggi più tirati si possono sentire quasi stonature; si tratta comunque di un punto poco rilevante se consideriamo l'impatto emotivo che trasmettono le vocals, per il resto sempre appropriate, sorprendentemente sempre in pulito -come vi ricordavo in apertura- e molto ben curate nella scelta delle sovraincisioni.
Difficile individuare pezzi più riusciti di altri, Arte Novecento è un viaggio che va vissuto dall'inizio alla fine senza interruzioni, anche se però canzoni come Homecoming, Worn Carillon o Nursery Rhyme le ricorderò sempre con immenso piacere.
La produzione invece appare come un netto passo avanti rispetto a quella di Wish I Could Dream It Again, già solo per il fatto che questa volta il processo è stato curato dall'inizio alla fine dal già citato Dan Swano nei suoi studios (per il disco precedente lo svedese aveva solo mixato, tutto in un giorno esatto per giunta). I suoni delle chitarre acustiche ad esempio sono curatissimi a livello di effetti e di definizione, le chitarre elettriche sono un po' confuse e scarne, forse troppo tagliate anche nelle frequenze medie (oltre che chiaramente sulle basse), questo però ha lasciato un enorme spazio al basso di Vignati che come vi accennavo poc'anzi si sente in maniera assolutamente cristallina e definita con il suo suono cupo e rotondo. La batteria è ancora un po' grezza e secca, ma comunque di discreta fattura per i mezzi dell'epoca, mentre molta cura è stata riservata alle vocals di Carmelo che emergono discretamente dal mix, sovraincisioni comprese.
Cosa dire per riassumere? Arte Novecento forse è il disco più atipico di tutta la carriera dei Novembre e forse proprio grazie a ciò ha mantenuto negli anni un fascino notevole, che non lo fa sfigurare se comparato ai grandi capolavori della band che arriveranno negli anni a seguire. Di sicuro si tratta di un disco caldamente consigliato a tutti gli amanti del gothic/doom e soprattutto a chi crede nella musica italiana, anche perché gruppi di questo calibro non nascono certo tutti i giorni.
All the things which used to be dark are suddenly clear All that broken glass on my hand to spill all the inferno I feel All the thorns of my crown to fill you with the blood you deserve All the tears I mixed with wine are tastier than your fading lips...
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Mi sono sempre ripromesso di ascoltare questo gruppo e un gennaio piovoso sono partito proprio da questo disco.
Considerazioni sparse:
-bello etereo, sospeso, si sentono le emozioni che hanno scaturito le composizioni. Chitarre \"piangenti\" e scream fatto a dovere ed un feel per certi versi quasi Emo-core.
-non mi sorprenderebbe se gli Agalloch avessero ascoltato questo disco perché le somiglianze si sentono.
-Unica nota negativa, ma decisamente negativa, è il cantato: oltre alla pronuncia particolarmente scadente, in più di un punto l\'interpretazione è inascoltabile, e raramente mi capita di usare questo aggettivo. C\'è da dire che già su Classica le cose vanno meglio.
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Qualcuno sa come mai non si trova su Spotify? |
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scusate, stamattina non ci sto con la testa, ovviamente intendevo Classica e Novembrine Waltz. Vado a prendermi un altro caffè. |
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Bellissimo, emozionante, illuminante. Io perdonalmente l\'ho sempre preferito ai successori più blasonati, anche a Classica e Arte Novecento. Tutto l\'album è permeato da una spontaneità che non ho più ritrovato nelle successive - pregevolissime - opere della band. Voto 90. |
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album eccezionale e stupendo che sto di nuovo ascoltando adesso : incredibile come ogni ascolto riesce a darti sensazioni nuove e riesci a percepire nuove sfumature. ARTE PURA! per me è da 90 almeno |
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concordo col commento di Nebularium. Album fantastico, al tempo lo acquistai subito, anche perché già possedevo il loro primo lavoro. Forse meno immediato di wish ma dopo tanti anni dalla sua uscita mantiene intatto il suo fascino. Molto bella e azzeccata con le atmosfere del disco anche la cover dei Depeche mode... già negli anni 90 le band del nostro Paese nulla avevano da invidiare a quelle scandinave. |
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Grandissimo disco. Qui di metal in pratica non ce n'è, in sostanza è una registrazione darkwave (come in futuro faranno Room with a View e Klimt 1918), ma sticazzi che qualità.... L'unico difetto che gli si può trovare è la perizia tecnica del cantante ancora non ai massimi livelli, ma.per il resto si dimostra una grandissima registrazione e un tassello interessantissimo nella discografia di quella che può essere identificata (secondo me con pochi/nessun rivale) come la miglior metal band italica di tutti i tempi.
Voto 86/100 |
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Grandissimo disco. Qui di metal in pratica non ce n'è, in sostanza è una registrazione darkwave (come in futuro faranno Room with a View e Klimt 1918), ma sticazzi che qualità.... L'unico difetto che gli si può trovare è la perizia tecnica del cantante ancora non ai massimi livelli, ma.per il resto si dimostra una grandissima registrazione e un tassello interessantissimo nella discografia di quella che può essere identificata (secondo me con pochi/nessun rivale) come la miglior metal band italica di tutti i tempi.
Voto 86/100 |
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Che album enorme. Pioggia, Remorse, Cernival... che pezzi. Bellobellobello. 90 |
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@draKe: Sì, c'è ancora Soundcave..ma, è stato spostato! Ora è in una viuzza parallela a Corso Genova e, purtroppo, si è perso quel ritrovo "in nero" del sabato pomeriggio. sigh! |
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@Zak74 il mitico Soundcave!!!!!....sempre in quegli anni feci il mio primo acquisto lì dentro: longsleeve dei Dark Tranquillity di The Gallery...e ce l'ho ancora, anche se è ridotta a brandelli!! Ai tempi era un covo di nicchia, dalle mie parti era difficilissimo trovare certi dischi...e allora ecco che si partiva in treno per andare al Soundcave! Ma esiste ancora?? Sul disco in questione e sulla band in questione bisogna solo cospargerli di lodi.... |
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Lo comprai da soundcave quando uscì così senza pretese giusto perchè, se non ricordo male, lessi una buona recensione e si stava parlando di gruppo italiano. DIco solo che questo è l'album dei Novembre ...il top. |
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Il salto di qualità rispetto all'esordio é notevole, e già quello era un ottimo lavoro. In arte novecento abbiamo la scomparsa praticamente di ogni sentore Black metal in favore di un rafforzamento del gothic Sound se escludiamo il cantato sporcato della prima traccia e l'accelerazione finale in will. Voce di Carmelo migliorata come profondità e più intonata(non so se per merito di una produzione migliore o di esercizi) e songwriting complessivo migliorato anch'esso. Per gli amanti del gothic deve essere imprescindibile ma è oggettivamente un disco altissimo, gli do un 90 |
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Il salto di qualità rispetto all'esordio é notevole, e già quello era un ottimo lavoro. In arte novecento abbiamo la scomparsa praticamente di ogni sentore Black metal in favore di un rafforzamento del gothic Sound se escludiamo il cantato sporcato della prima traccia e l'accelerazione finale in will. Voce di Carmelo migliorata come profondità e più intonata(non so se per merito di una produzione migliore o di esercizi) e songwriting complessivo migliorato anch'esso. Per gli amanti del gothic deve essere imprescindibile ma è oggettivamente un disco altissimo, gli do un 90 |
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Gioiellino italiano. L'ho preso anche io poco fa dal loro sito, speriamo arrivi ! |
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Sono anch'io in attesa di sapere qualcosa di loro...oramai è troppo tempo che si son perse le tracce. Rumors a parte, qualcuno ha qualche fonte attendibile? (anche non attendibile a questo punto ) |
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@entropy Fatto, speriamo bene ! |
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IO l'ho comprato dal sito dei novembre a 15 euro. Ci mise un mese è più ad arrivare ma ora lo custodisco gelosamente  |
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La migliore band di metallo italiano ( anche se è molto riduttivo definirli in tal senso ). Sono riuscito a recuperare tutto della loro discografia, escluso questo. Qualcuno può aiutarmi suggerendomi un canale diretto e/o indiretto di vendita del suddetto disco ? Grazie in anticipo. |
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Nel disco non suonò Massimiliano Pagliuso! Pagliusò entrò nella band solo l'anno successivo, è scritto nel booklet del disco. |
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Le Marquis de Fremont@ da quello che ho sentito dire si sono presi una pausa per i sempre più crescenti impegni lavorativi del batterista (ha uno studio di registrazione e fa il fonico) a tempo indeterminato. Spero solo non siano anche loro svaniti come purtroppo è capitato a tante altre buone bands italiane... |
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Sempre e solo, la miglior band Italiana di sempre. Tutto a livelli altissimi, come su tutta la loro discografia: songwriting, testi delle canzoni, atmosfera, emozioni che genera. Pioggia... January Tunes semplicemente da lacrime. Come se non bastasse, una delle copertine più belle che mi sia capitato di vedere. Tutto intenso, tutto il massimo. Ma dove sono, dal 2007 di Blue? |
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Nikolas@ totalmente d'accordo! Non si tratta di una voce paradisiaca ma ha un talento incredibile ed una capacità di trasmettere emozioni veramente sopra la media! Sto disco lo amo e mi porta alla mente un casino di bei ricordi! |
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Amo veramente questo disco. La voce di Orlando, che non sarà certo un cantante incredibile, mi tocca però il cuore ogni volta. |
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Una discografia davvero di alto livello, indispensabile per gli amanti del gothic/doom e non solo, il mio preferito resta Classica ma poco importa, grande disco anche questo. Fossero inglesi/tedeschi/svedesi avrebbero ottenuto molto di più. |
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poche chiacchiere! uno dei più grandi album gothic di sempre!! i novembre hanno una disografia perfetta e questo è il loro apice. Poesia pura. ancora ogggi lo sento spesso e mi regala le stesse emozioni. 99/100 |
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Mi piace da morire quest'album. Ha un'unica "controindicazione" se vuoi, che è quella per cui può essere ascoltato solo in determinate e piuttosto rare fasi emotive, quindi non troppo spesso, pena la perdita di molta magia che lo permea. Ma, a parte ciò, per me resta un signor disco, il quale permette pure di fare un po' di sano (e non fuori luogo per una volta) "campanilismo" nazionale. Bella recensione Gianluca, precisa come sempre! |
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Arte Novecento è un super MASTERPIECE ''''''''' fatevi un regalo, compratevi questo disco''''''''''' VOTO: 99/100 |
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Non sono ancora riuscito ad apprezzarlo appieno, in ogni caso rimane comunque un'ottimo album. |
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