Abbiamo raggiunto John Tardy, vocalist degli Obituary, il giorno successivo alla chiusura del tour americano della band, e l'artista non ha mancato di rispondere pazientemente a tutte le nostre domande. A voi la lettura!
Angelica: Parliamo del vostro nuovo album Frozen In Time: come è stato ritrovarsi a comporre con gli altri dopo così tanti anni?
John: E' stato fantastico, sembrava che non ci fossimo persi di vista per tutto questo tempo, è stato molto bello tornare a registrare sopratto con amici come Mark Partor, Scott Burns e i ragazzi dei Morrisound.
Gofro: Quand'è che avete deciso di riportare in vita gli Obituary? So di un certo concerto con Andrew W.K. con una vostra performance...
John: Donald suonava la batteria per Andrew, fu all'OzzFest di qualche anno fa che Andrew ci chiese se volevamo fare un paio di canzoni. Il concerto era in Florida, vicino a casa nostra, noi siamo semplicemente saliti sul palco e abbiamo suonato per qualche minuto; è stato bello vedere come i fan reagivano ancora alle nostre canzoni. Dopo il concerto Donald ci disse che sarebbe stato in tour con Andrew ancora per qualche tempo, ma che dopo avrebbe voluto riportare in vita gli Obituary... ed eccoci qua.
Angelica: Come vi sentivate durante le registrazioni? Eravate sicuramente pieni di energia e di motivazioni.
John: Eravamo di sicuro molto riposati. Tutto è filato veramente liscio ed è stato entusiasmante! Dal songwriting alle registrazioni è stato tutto facile e divertente!
Gofro: Come mai l'opener di Frozen In Time è una traccia strumentale?
John: Non c'è un motivo preciso, in sede di composizione dissi agli altri che non avevo niente da poter fare per farla suonare meglio, e sforzarsi di cantare su un pezzo che ti sembra completo così com'è non è da me, quindi l'abbiamo lasciata così com'è. L'idea di metterla come opener è venuta agli altri, un pò come tenerti sulle spine prima che l'album sfurii con la song successiva.
Angelica: Frozen In Time era un disco molto atteso, voi siete una delle più grosse e radicate realtà death metal e siete stati lontano dalle scene per molto tempo, come per esempio Metallica e Megadeth. I loro ultimi lavori non sono proprio eccezzionali. A causa di questi “ritorni” un pò claudicanti, vi siete sentiti un pò sotto pressione nel realizzare l'album?
John: Non esattamente. Abbiamo sempre fatto quello che volevamo, quando lo volevamo, inoltre siamo abbastanza radicati nei nostri gusti musicali che non sentiamo il bisogno di avventurarci in altre direzioni. Inoltre sappiamo che in qualunque direzione ti muovi non riesci a fare felici tutti, quindi perchè cambiare.
Angelica: La vostra performance al Gods of Metal di Giugno è stata fantastica. Cosa ne pensate della reazione dei fan? E come è stato suonare di nuovo davanti ad un pubblico così numeroso dopo tanti anni?
John: I fans sono stati fantastici ed io in persona ero elettrizzato. Suonare con Iron Maiden e Slayer è stato bellissimo.
Angelica: Prima che vi imbarcaste per il tour americano sono girate parecchie voci sull'uscita di Allen dal gruppo, ma la questione si è risolta molto velocemente nel giro di due giorni con il suo re-ingresso in line-up: poi dirci qualcosa di più?
John: Avevamo solo dei problemi con il comportamento di Al nei pre-concerti, è uno a cui piace divertirsi e bere, ma poi ci siamo chiariti e non abbiamo avuto problemi durante il tour americano.
Gofro: A proposito, come è andato il vostro tour americano con i Napalm Death?
John: E' filato tutto liscio, i Napalm Death sono nostri grandissimi amici, penso che i fans si siano davvero divertiti; avremmo voluto fare più date, ma abbiamo fatto il massimo che potevamo.
Angelica: La vostra casa disografica, la Roadrunner Records, ha scritturato parecchie giovani band e, sebbene vadano in una direzione più commerciale o metalcore, molte di esse dicono di essere state influenzate dagli Obituary: cosa ne pensi?
John: E' bello che sempre più gruppi vengano da noi e ci dicano cosa pensano di noi e cosa abbiamo fatto per loro. Non puoi ricevere un complimento migliore di quando un altro musicista ti fa i complimenti.
Angelica: Segui la scena death metal attuale? Ci sono band che ti interessano particolarmente?
John: Non molto, sono abbastanza impegnato e quando voglio ascoltare qualcosa ripesco dalla mia sacca dei vecchi cd Slayer, Venom o Celtic Frost.
Angelica: La nuova ondata di metal in america, o più semplicemente il fenomeno metalcore, che ha come punti di riferimento Chimaira e Lamb of God, ha letteralmente conquistato l'America negli ultimi 2 anni. Pensi che durerà oppure è solo un trend?
John: Non te lo so dire, ma tutti questi gruppi ci assomigliano molto, qualcuno è sotto la Roadrunner, suonano pesante almeno quanto suoniamo noi! Anche gruppi come gli Slipknot non sono molto differenti da noi.
Angelica: Qual'è il tuo album preferito degli Obituary?
John: I penso che abbiamo dato il 100% in tutti i nostri lavori e ognuno di essi risalta un capitolo della nostra vita musicale.
Gofro: Ascoltando Frozen In Time mi sembra che le sonorità siano molto vicine a quelle di The End Complete e Back From The Dead, come sfosse una sorta di sintesi, di riassunto che coinvolge tutta la vostra carriera musicale, compreso Cause Of Death, che molti considerano essere il vostro masterpiece. Cos'è per te Frozen In Time?
John: Penso che Frozen In Time sia l'album più pesante e meglio prodotto di tutti i nostri lavori. Abbiamo suonato i nuovi pezzi live anche prima che l'album uscisse e i fan andavano matti, penso sia il nostro miglior album.
Gofro: Sia Allen che Trevor hanno progetti paralleli, i Catastrophic ed i Lowbrow; hai qualche novità su questo fronte?
John: So che entrambi i gruppi sono vivi e vegeti, ma attualemente siamo tutti molto impegnati con gli Obituary, non so cosa succederà in futuro.
Angelica: Ultima domanda: quali sono i vostri piani per il futuro?
John: Inizieremo a scrivere qualcosa ad ottobre e torneremo in Europa a gennaio; contiamo di far uscire un nuovo album nel 2006.