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Obituary - Inked In Blood
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( 9603 letture )
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Si chiama Inked in Blood il ritorno discografico dei maestri del death metal made in Florida, gli Obituary, a 5 anni dallo scorso Darkest Day. La pausa più estesa rispetto ai ritmi discografici post reunion a cui ci avevano abituato, unita forse a un palmares notevolissimo di tour e festival, ha fatto sì che i nostri si prendessero il tempo dovuto per l’uscita del loro nono disco, concedendo il giusto rodaggio alla line-up attuale, che comprende Terry Butler (bassista dei Massacre anche noto per la sua militanza in Death e Six Feet Under), e il nuovo chitarrista Kenny Andrews, che ha di recente riempito il vuoto lasciato dalla dipartita forzata del discusso Ralph Santolla. I musicisti vanno e vengono, gli anni passano, i trend cambiano, ma la musica degli Obituary sembra abbastanza immune all’idea di aggiornarsi, e Inked in Blood sembra dimostrarlo con il solito ostentato orgoglio. Lo stile arrogante e deciso permane, accanto a un affermarsi più deciso delle sonorità inglobate nell’ultimo decennio di attività, a partire dai groove dall’attitudine rock-oriented di Frozen In Time.
L’opener Centuries of Lies ha per esempio tutta l’intenzione di scatenare l’anima più hardcore degli Obituary moderni, riallacciandosi in parte agli stilemi più old school, e in parte a quelli sperimentati nella seconda parte degli anni ’90, con le strofe serrate e i breakdown violenti tra un accelerazione e l'altra. Protagonista è la voce di John Tardy, che mi sembra essere, su questo edito, particolarmente inacidita e più high-pitched, anche se invariata nell’aspetto stilistico e nella timbrica strabordante che da sempre la caratterizza. Non ci son obiezioni: avete certamente sentito un ottimo modo per iniziare un album, senza frivolezze o introduzioni d’ogni sorta, ma con l’attacco deciso di quanta più furia si riesca a scatenare con gli strumenti espressivi a disposizione, per un risultato accattivante e che invoglia all’ascolto. I tipici mid-tempo degli Obituary hanno tutto il tempo di farsi sentire già nelle tracce successive, che ci presentano, non stenterete a immaginarlo, la classica overdose di Celtic Frost in chiave Florida death metal, con groove rotondi, perlopiù basati su gruppi ritmici e melodie immediate e semplici, rimpolpate dalla definizione del drumming di Donald Tardy, che ancora una volta riesce con successo a mediare intensità e ritmo; il risultato è completamente sul pezzo, sono spesso tralasciati velocità e tecnicismi, sostenendo l’andamento della traccia con soluzioni ritmiche naturali e spontanee. A tratti l’approccio semplicistico dei nostri mostra però la corda, dal momento che la linearità non va più di pari passo, dopo tutti questi anni, con il magnetismo musicale mostrato in passato. Ed è così che alcuni riff sembreranno più che altro abbozzati tra un groove riuscito e l’altro, gravando non indifferentemente sul risultato, o vi potrà sembrare che John sia decisamente alla frutta in fatto di nuove linee vocali. Non mi sto certo lamentando del carattere conservatore della musica degli Obituary, tutt’altro, ma si percepisce a più riprese una certa saturazione di idee non proprio eccellenti che appesantiscono l’avanzare di alcuni pezzi, specie di quelli più rilassati (ritmicamente parlando), soprattutto a fronte di un’adesione piuttosto prevedibile alla canonica struttura delle composizioni, che lascia poco spazio all’immaginazione. Infatti mentre alcuni chorus sono a dir poco trascinanti, altri non risultano esserlo altrettanto (come quello molto debole di Pain Inside) ma ciò non di meno avrete modo di ascoltarli più e più volte nel giro dei quattro minuti scarsi di uno stesso pezzo.
Sono quindi le canzoni maggiormente incisive a risollevare il bilancio complessivo; personalmente non nego di preferire le sezioni più oscure e i riff più aggressivi dell’instancabile Trevor Perez, soprattutto se scanditi da una batteria più tipicamente old school, o in generale protagonista del groove (la descrizione degli Obituary classici, insomma) ma anche cercando di prendere una posizione più oggettiva possibile, devo ammettere che sono proprio i passaggi in questione a risultare più appassionanti, a discapito di quelle incursioni southern, se così si possono chiamare (come se i Crowbar incontrassero il death metal) che conquistano alcuni pezzi ad onor del vero piuttosto banali, come Deny You o Back on Top, con anche alcuni abbozzi di lead chitarristici poco adatti alle atmosfere malsane e soffocanti che si dovrebbero respirare su un disco dei nostri (non tanto quanto certi assoli di Santolla sui dischi precedenti, ma comunque superflui). Ecco invece che il punto è decisamente centrato su tracce come Violent By Nature, carica di groove ma anche altrettanto death metal, o nella cadenzata Visions in My Head, dal tono più brillante senza però rinunciare alla cattiveria. Per il resto dei pezzi, sono stato più volte combattuto tra un onesto apprezzamento e il fantasma del disappunto inflittomi dal alcune soluzioni compositive meno appassionanti. In generale, l’atmosfera che si respira su Inked in Blood è meno cupa rispetto al passato, con passaggi occasionalmente più heavy-oriented e luminosi -se intendete passarmi il termine- che non sempre valorizzano il carattere malsano a cui ogni fan degli Obituary è affezionato, il quale riemerge invece nelle sezioni più nervose e dirette. Insomma, qualitativamente parlando il songwriting è sull’orlo tra la sufficienza piena, che certe composizioni meriterebbero senza dubbio, e la bocciatura che invece mi sentirei di dare ad alcune idee meno sviluppate, come ho già detto, o emotivamente poco convincenti. A decretare la valutazione piuttosto positiva, secondo me, è proprio l’energia inesauribile che riescono a mettere in ogni interpretazione, che si tratti di un pezzo lanciato e old school, di un rallentamento alla Autopsy, di un un mid-tempo schiacciante alla Celtic Frost o meno auguratamente, di una sezione meno oscura e più blues-oriented, per quanto questo possa significare parlando di un album death metal. Inoltre l’approccio stilistico di per sé molto riconoscibile e memorizzabile aiuta ad assimilare un disco assolutamente apprezzabile, che non vi dispiacerà riascoltare anche con il passare dei giorni. Certo, rimane il rimpianto di aver perso una parte della morbosità delle composizioni indimenticate del passato, in favore di un trend più trascinante e orecchiabile - che comunque non è una sorpresa, data la tendenza delle ultime uscite.
Sicuramente la forma e il tono non mancano, ma la tensione emotiva e la qualità compositiva oscillano, e talvolta strabordano. A voi la sentenza (e aggiungerei ardua, dato il nome che stiamo considerando)!
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VOTO LETTORI
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71.86 su 105 voti [
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Certamente un album poco ispirato e anche abbastanza piatto. Voto 65 |
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Ci trovo molti brani carini (back on top) però come produzione sono un po trabbalanti. Preferivo il precedente. Probabilmente poco budget. Però un buon 85/100 glielo trovo |
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Recuperato da poco in seguito a momento nostalgia. Recensione perfetta. Aggiungo che la Relapse con questi Booklet inesistenti invoglia la gente a non comprare CD ma ad ascoltare in rete |
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Secondo me il loro miglior album post reunion. Anche meglio di "Frozen in Time". |
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Altri gruppi se lo sognano un album così! Non uno dei migliori album da ricrodare nei secoli ma un 80pieno se lo prende |
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Pain Inside, Violence, Within a Dying Breed e Out of Blood sono di una banalità disarmante, quasi non ci si crede sia lo stesso gruppo di Cause of Death. Ma poi arrivano Visions in My Head, Back On Top e Inked in Blood a ristabilire la qualità (altissima) del prodotto. Purtroppo però il voto finale è inevitabilmente una media dello sbilancio complessivo. Mi sento di dare un 70. L'omonimo del 2017 per me è migliore di questo perché è più sintetico quindi evita riempitivi. Comunque Centuries of Lies è un'opener da paura. Un delle migliori che abbiano scritto. Da quando li ascolto una delle mie band death preferite. |
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Visto che accetti solo la versione più innovativa, prendi in considerazione l' iscrizione all 'Accademia della Crusca. |
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Ci rinuncio! Anche perché, ormai, è sinonimo di "inferiore alla media".. |
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Bene se sai leggere il dizionario come hai dimostrato, avrai capito che può avere due diverse accezioni. |
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Uno stralcio dalla Treccani..non l'enciclopedia, però! mediòcre agg. [dal lat. mediocris, der. di medius «medio»]. – 1. a. In origine, sinon. di medio, riferito a cosa che per grandezza, quantità o qualità è nel mezzo fra i due estremi... b. Nella lingua odierna, conserva in qualche caso il senso primitivo - più spesso indica misura inferiore alla media, ed è quindi vicino al sign. di «poco, piccolo, scarso, basso» 2. a. In giudizi sulla qualità di cose o persone, esprime più chiaramente una valutazione negativa: opera, lavoro, quadro, romanzo, musica, film, spettacolo mediocre... |
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Per me no, mediocre per me sta sopra la sufficienza |
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Ah, ok! Allora non hanno mai sbagliato un colpo..  |
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Nonchalance anche se fosse sono sveglio dalle 5 di stamattina, magari non sono così attento come tanti impiegati che si alzano alle 9 di mattina ad esempio... Ho visto errori mooooolto più gravi di italiano nei vari commenti, ma non importa🤣... Detto questo potrai controllare in altri commenti di altre recensioni che la parola album l'ho sempre scritta senza S. Tornando a noi per me la parola mediocre non è dispregiativa |
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Disattivalo o "rileggiti" prima! Sempre a incolpare sto povero T9.. Il mio era "solo" un consiglio > è una regola generale Anche se la parola "album" non è proprio un termine inglese. _ Tornando alla musica che tanto ci piace... Per te "mediocre" non è una parola negativa? Chiedo, eh! Mentre, sulla "spontaneità" dei gruppi che hai citato, anch'io nutro qualche dubbio.. |
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Scusa l erroraccio sai il mio t9 lo scrive in automatico ma non preoccuparti starò più attento😂. Per album sbagliati intendo tipo l ultimo exodus, gli ultimi testament che trovo orrendi ad esempio... Load? Cambio di stile ma almeno suona... Quegli degli obituary li trovo tutti buoni album con eccellenze quali i primi 3 e mediocri tipo quelli che ho citato prima |
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"Virtual XI"?! Scherzo! Dipende cosa consideri "sbagliato" in un album..per alcuni basta che cambino genere! Vedi i pluri-citati "Load" e "Risk". Per me il primo si salva, il secondo no! Tornando a loro: i 2 album precedenti a questo, io li trovo scarsi. E ciò mi basta per definirli "sbagliati".. Se, poi - come detto sopra - basta che suonino come "solo loro sanno fare", allora è un altro discorso. P.S.: Nella nostra lingua, la "s" non si aggiunge ai termini inglesi.  |
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Sbagliati no... Un po' sotto i loro standard si ma pur sempre buoni albums... Gli albums sbagliati per me sono altri |
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In realtà, ne ha sbagliato almeno due! Magari ultimamente.. |
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L'ultimo è veramente potente, forse un gradino sotto Frozen. Questo ha Back on Top che potrei ascoltare 10 volte di fila. Una band che non sbaglia un colpo. |
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Per me il loro migliore post reunion è frozen, anche questo l ho apprezzato molto... Passi falsi a mio parere non me hanno mai fatti c'è qualche disco mediocre come darkest day o xecutioner returns ma nel complesso sono una band sempre al top sopratutto live |
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Per me il miglior album post reunion |
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Riascoltato ieri. Qualche passaggio a vuoto ma con alcune perle tra cui spicca Back on Top e una opener da tritati le ossa. Della "nuova fase" di carriera degli Obituary è un album che trovo parecchio valido. Hanno fatto meglio con l'ultimo ma questo un bel 75 per me se lo porta a casa (all'ultimo io do 80). |
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Buon Album!... come mai non avete ancora recensito l'ultimo? |
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Album bellissimo come tutto ciò che hanno prodotto gli Obituary. |
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Piaciuto molto (io li adoro). 80/100 |
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buon ritorno, non sara' un capolavoro ma dopo tanti anni nessuno se lo aspetta; i primi 4 album sono irraggiungibili, ma decisamente il miglior album post reunion. Promosso |
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Recensione scritta bene ma non sonod'accordo.Disco che porta alla band freschezza ,30 minuti suonati tiratissimi che goduria.Obituary tornati alla grande!! |
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voto lettori giustissimo (79), mi piace questo recupero delle radici (punk) nella musica degli obituary . cosa presente peraltro fin dal 2005 con l'ottimo frozen in time . forse il loro migliore dopo il trittico arcinoto ma solo perché squisitamente Death , mentre ad oggi le influenze si sentono molto di più. |
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PS. grandissimo riff di uscita, adoro i dischi che finiscono con un grande riff ripetuto all'infinito |
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Dopo un primo ascolto direi che spacca il culo, miglior album da World Demise forse… chitarre marce e combuste, voce senza veli di riverbero, basso bello distorto. L'unica cosa che non mi convince è il suono dei tom. I pezzi per la maggior parte mi sono piaciuti, pochi quelli da skippare. Domani mattina me lo sparo in tangenziale ovest e sono cazzi vostri. |
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lo sto ascoltando parecchio e mi piace soprattutto la prima parte del cd. per me vale un 77. copertina spettacolare e la voce di Tardy è unica. e poi niente assoli "Santolliani ad minchiam"! |
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In base all'indirizzo IP, sai com'è essendo tra i responsabili non ci puoi prendere per il culo più di tanto. |
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Metal3K Scusa, mi accusi di ciò grazie a quali prove?Robe da matti.Qui l'unico a dover essere cancellato dovresti essere tu. |
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Album molto godibile di sano death metal, sicuramente non fra i migliori della loro carriera ma sicuramente un lavoro dignitoso. Voto 75 |
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Ho comprato il cd ad una bancarella al concerto dei Fates Warning all'Audiodrome di Moncalieri. Molto bello. Direi voto 75. |
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@Necrotic: mi chiedo che senso abbia scrivere 8 commenti di fila dialogando con se stessi sotto altre spoglie. Davvero non riesco a capire che senso abbia tutto ciò. Questo dialogo quasi surreale verrà rimosso. |
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Sì.Secondo me Allen era il chitarrista giusto per gli Obituary:marcio e grezzo come la band(che poi tanto grezza non era). |
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Thrasher corpse, parlate di allen west? |
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non è male ma credo che con l altro chitarrista anche se meno tecnico fossero piu viscerali |
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Quoto Doomale, un conto è dire che gruppo o album non piacciano, e ci mancherebbe, ma continuare a dir cazzate su sta roba del crowfunding + relapse è assurdo...e fateli incontrare sti due neuroni che ancora disperatamente si cercano li in testa  |
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Caro Lambruscone non ho nessun bisogno di fare nessuna gara di cazzate con te, ma ti ringrazio dell'invito...tu sei liberissimo di spararle le tue, ma almeno cerca di informarti prima. Comunque penso di ascoltare gli Obituary piu o meno dallo stesso tuo tempo...ma non so se sono i miei ciccini preferiti come dici te. E comunque la chiudo qui ..non voglio alimentare una polemica da bambinoni. Se ti sei offeso lo sai come si dice no????? |
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Beh se almeno come dice Nicko, è servito per evitare quella piaga costante che si vede nella stragrande maggioranza dei gruppi oggigiorno ( mi riferisco alla pubblicazione di album di merda ogni santo anno per rispettare i tempi delle labels)... |
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tutto nasce dal fatto che avevano fatto crowdfunding e poi sono usciti con un'etichetta... ma c'è una incomprensione di base.. loro han chiesto soldi per fare un disco indipendente e poi ovviamente si sono appoggiati a una etichetta per la distribuzione.. spero di esser stato chiaro e soprattutto di aver capito giusto anche io! aahhaha |
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Lasciando perdere il fatto che possono piacere, non piacere, piacere moltissimo, o fare cagare, mi spiegate cosa c'entra il fatto che siano usciti con la Relapse? Non ho mai sentito nessuno lamentarsi degli Iron che firmarono con la EMI (dico la EMI!!!!). Forse non ho capito bene io la questione. |
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La storia è sempre la stessa, vai a toccare i cocchini, i ciccini....cioè il gruppo preferito di qualcuno e subito giù critiche, Doomale, se ascolti da oltre 30 anni questo genere, vediamo chi spara più cazzate, dai.... |
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Doomale, conosco gli Obituary dal primo album, tesoro, se ti interessa ho visto nascere e crescere questo genere, posso dire dopo tanti anni che questo gruppo mi ha stufato? La storia dei soldi chiesti non mi è andata giù, posso esporre il mio parere ,caro? Oppure devo leccare il culo a tutti i gruppi dicendo che bel disco, continuate così, quando tra l'altro questo disco non mi è piaciuto??? |
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Poco importa di come si è ottenuto questo album e tuute le storie che vi stanno dietro.Se il risultato è questo va bene. |
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Bravo Nicko, in verita' penso il discorso era abbastanza chiaro per a chi ogni tanto piace informarsi...Purtroppo come dimostrato a priori qui sotto c'e` sempre a chi frega poco di commentare un album, pero` gli piace sparare cazzate a caso senza sapere nemmeno di cosa stanno parlando...basta che accusano dicendo ladri scrocconi , drogati o altro diventando addirittura ripetitivi pur di condurre la loro crociata on line. Contenti loro..... |
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Decidere di produrre un album attraverso il crowdfunding, o in generale indipendentemente, significa creare il proprio lavoro senza vincoli di alcun tipo con alcuna etichetta, con anche i vari annessi e connessi. Quello che intendo dire è che stipulando un contratto con un etichetta, la band si impegna a produrre musica finanziata dall'etichetta stessa, mentre quest'ultima vincola la band finchè l'investimento iniziale non viene "risarcito". Ho letto di molte band che dopo aver stipulato un contratto e produtto un disco con un capitale iniziale fornito dall'etichetta, ma non riguadagnato con la vedita di dischi, si è vista costretta a produrre in tempo utile (ma fin troppo breve) nuovi album per cercare di estinguere il "debito" iniziale. Ovviamente parlando degli Obituary, si parla di un gruppo di una certa caratura, ma sono molte le band anche piuttosto grosse che hanno deciso di rendersi indipendenti, e quindi di slegarsi da qualsiasi tipo di contratto discografico, e prendere in prima persona le decisioni riguardo alla frequenza delle proprie uscite, o anche semplicemente sullo stile musicale da sviluppare, senza mediazione di un direttore artistico o simili (ripeto, forse quest'ultima cosa vale più per le band in ascesa). Per esempio, i Napalm Death hanno sempre posto l'attenzione sul fatto che sono una band indipendente, che finanzia da sè le proprie pubblicazioni e non deve sottostare a nessun vincolo o a nessun meccanismo di guadagno che sottragga soldi e risorse alla band. Ciò nonostante, i loro album escono per Century Media, ma che vi aspettate? Che si occupino da soli della stampa, promozione e distribuzione/vendita del disco? Stiamo parlando di band con una carriera di 30 anni alle spalle e milioni di supporter, è naturale che si appoggino a una realtà (anche piuttosto importante) per distribuire quello che producono. Idem per i Cryptopsy: l'ultimo disco è stato prodotto in maniera assolutamente indipendente, ma per la distrubuzione si sono appoggiati a Candlelight (o Century Media, non ricordo). Quindi non dovete pensare che i soldi del crowdfunding se li siano fatti fuori in erba e alcool, e che si siano vincolati alla Relapse per produrre un album già pagato. Inoltre avevano fatto dei video in cui mostravano il nuovo studio in cui avrebbero prodotto da sè il disco (altra libertà nel produrre in maniera indipendente, quella di scegliere dove e con chi fare il proprio disco). Ricordo che quando i Protest The Hero (quindi cambiamo proprio album) avevano "crowdfundato" il loro nuovo album, avevano spiegato in un video il perchè dalla loro decisione, e appunto l'inconpatibilità con le esigenze di guadagno dell'etichetta a cui erano vincolati (che li spingeva a pubblicare sempre più per aumentare le possibilità di un rientro economico delle spese) e della loro libera volontà come artisti. Ciononondimento, ovviamente, si sono appoggiati a una qualche partnership con un'etichetta per distribuirlo. Almeno, questo è quanto ho capito della faccenda, anche se nella recensione non ne ho parlato (anche perchè non riguarda l'aspetto musicale). |
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Pacino, io non direi ladri, non credo abbiano rubato qualcosa, accattoni e scrocconi sì invece ,infine profittatori , visto il nome che portano.... |
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Avete mai pensato che l'uscita su Relapse potesse, ma proprio forse, riguardare solamente la distribuzione dell'album e non la registrazione, cioè insomma giusto per pensare due secondi prima di scrivere "Ladri!1!"; per quanto riguarda l'album è nella lista da ascoltare |
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che ladri,sono usciti su Relapse |
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che ladri,sono usciti su Relapse |
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@AL, cos'hai contro gli anziani che dicono sempre le stesse cose? Io prima davanti a vari macchiati campari ho avuto una discussione al bar, dopo se esco ne avrò altre, coi miei amici bevitori bavosi pensionati, ogni tanto faccio ascoltare a loro anche gli Obituary -così non dite che sono OT- e puoi immaginare i commenti.... |
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ma sono usciti su Relapse,bello,ne compro 4 |
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Trucido se vuoi ti faccio ripetere per l'ennesima volta il concetto... come i vecchi al bar che parlano sempre delle stesse cose.. ahahahah!!! |
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Ahahaahah, vabbé. Comunque non è che gli hanno regalato i soldi, chi ha "donato" ha comprato il disco in superanticipo, è un pre-pre-pre-pre-order insomma. Se poi hanno comprato dell'altro, beh cazzi loro, nessuno li obbligava. |
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Ah si, Trucido? L'avrai ribadito più o meno solo dalle 700 alle 750 volte aspettiamo il prossimo che dice che han rubato i soldi perchè il disco è uscito su Relapse Avanti popolo! Per il resto, recensione azzeccata, disco sufficiente dai maestri floridiani |
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O forse la Relapse si occupa solo della distribuzione. |
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in fin dei conti è un album che mi piace, forse sarò controcorrente ma quasi tutte le traccie sono sulla sufficienza, e per me la canzone più bella rimane la quasi punkettiana Violence, devo dare più ascolto a questo cd, ma per il resto, non mi lamento di certo..70 |
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Poco incisivo, considerando come aggravante che son passati 5 anni. Miserello. Grand Morbid Funeral dei BLOODBATH lo seppellisce e ci caga sopra a questo. |
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grande album .certo non come le origini ma la carica è giusta produzzione forse un pò sotto tono?certo , ma provatelo con un buon impianto vi ritroverete immersi in sonorità "da garage" che sanno molto di genuino .che bello ne venissero ancora dei dischi così in vinile è una bomba. |
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Forse l'hanno pagata, la Relapse?  |
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infatti vorrei sapere dove sono andati a finire quei soldi che poi sono usciti su Relapse,anche io non lo comprerò,per quanto riguarda la qualità dei brani li trovo superiori a quelli degli ultimi 2 album,ma ci voleva poco,un 70 glielo darei,la titletrack é molto bella! |
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A me l'album è piaciuto...trovo la recensione abbastanza equilibrata e onesta nel descriverlo...Io personalmente gli dò qualche voto in più...tipo un 75, dato che per me l'ultimo album che mi era piaciuto era stato World demise...e i loro live e questo album mi hanno ridato la voglia di riascoltarli!..La produzione è quella che è ma non mi dispiace e quando lo spari in macchina c'è quella cassa che ti si pianta dritta in petto...Bentornati. |
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c'hai pienamente ragione e sai bene come la penso riguardo a queste mosse subdole, però consiglio di rimanere in ambito musicale sennò poi uno si concentra troppo su altre questioni e poco sul disco merda o buono che sia. |
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Solo per il fatto di aver chiesto l'elemosina per produrlo non merita di essere comprato, quante canne e quante bevute avranno fatto alla faccia di chi ha dato loro dei soldi?? Altra band che mi ha stufato... |
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Un lavoro non male... certo, non eccelso ma abbastanza godibile  |
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