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È con grande piacere che mi accingo a parlare di una della band più sottovalutate di tutti i tempi: accusati di essere semplici copie sbiadite degli AC/DC prima e di aver abbracciato un sound troppo commerciale poi, gli elvetici Krokus non sono mai riusciti ad entrare appieno nell’olimpo dell’hard rock/heavy metal ottantiano. Alcune delle critiche mosse possono anche essere condivisibili, ad essere onesti: le somiglianze con la band dei fratelli Young a tratti sono troppo palesi (in particolare per quanto riguarda la voce di Marc Storace, fratello svizzero dell’immenso Bon Scott), i riff spesso sono scontati e la struttura di parecchi brani è elementare. Nonostante tutto, nella musica dei Krokus io continuo a trovare qualcosa di magico, quella scintilla in più che rende un semplice refrain ruffiano qualcosa di entusiasmante ed indimenticabile, quel virtuosismo che spesso fatico a reperire nei pezzi degli AC/DC (sulla cui grandezza non voglio però assolutamente sindacare) e, soprattutto, la capacità di spaziare dal blues fino al glam con una facilità ed una naturalezza encomiabili.
Nel 1983, con la sua settima fatica, Headhunter, il quintetto svizzero cercò di dimostrare al mondo di essere qualcosa di più di una tribute band; pochi, purtroppo, capirono, anche se l’album riuscì ad ottenere addirittura il disco di platino negli U.S.A. e quello d’oro in Canada e nella natia Svizzera. Il sound della band subì un’importante svolta, diventando più pesante e ruvido, sulla scia di mostri sacri quali Saxon e in particolar modo Judas Priest. A conferma di ciò, la produzione fu affidata allo stesso produttore di quest’ultimi, vale a dire Tom Allom; inoltre, l’album vide la partecipazione speciale di un certo Rob Halford in Ready To Burn. Personalmente non riesco a spiegarmi come buona parte della critica e dei fan possa dimenticarsi di un capolavoro come Headhunter: lo si ascolta dall’inizio alla fine senza prendere fiato, esalta, coinvolge, non stanca mai. Tutta la band merita la piena promozione: l’esordiente Steve Pace ed il navigato Chris Von Rohr al basso non sbagliano un colpo, l’asse Von Arb-Kohler offre una prestazione maiuscola con riff taglienti e assoli di livello, Storace graffia con la sua voce potente e sporca al punto giusto. Un fan del metallo ottantiano potrà trovare tutto ciò che desidera in Headhunter: il classico pezzo heavy senza fronzoli (la title-track e Night Wolf), quello struggente e suggestivo (Screaming In The Night, autentico manifesto della band), la cover di livello (Stayed Awake All Night dei Bachman-Turner Overdrive) e perfino la traccia dalle atmosfere epiche (Russian Winter, forse la hit dell’album); e non ci sono filler, caratteristica tipica e unica dei veri capolavori.
Un band da (ri)scoprire, nei confronti della quale probabilmente qualche critico dovrebbe porgere le proprie scuse. Un album da inserire di diritto nella top ten dell’heavy metal made in Eighties; non averlo non è un peccato, è una colpa!
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82.50 su 113 voti [
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Non mi sono mai fatto disturbare dalle critiche nei confronti dei Krokus, di ammiccamenti e copiature dello stile di Angus e soci. Li ho sempre ascoltati molto volentieri, almeno fino a Change of Address. Belli potenti e carichi di energia. Un buon Metal, magari oggi datato ma, come scusa per non ascoltarli non regge proprio. |
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Album bellissimo! Ok si sentono palesemente le influenze ma per me questi Svizzeri erano molto più Americani come sonorità!
L\'apparizione di Rob Halford impreziosisce il tutto. Da avere! |
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....oggi l ho riascoltato...davvero bello....ben suonato....e canzoni trascinanti e ricche di feeling...fantastici gli anni 80.... |
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Uno dei migliori dischi usciti in Europa continentale. Punto |
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@Transcendence: ti riporto paro paro le parole di chris von rohr (classix metal n°8) nella storia dei krokus: metal rendez-vous: triplo platino in Svizzera, 3 milioni di copie vendute in un paese di 7 (sette) milioni di abitanti; one vice at a time, oro Svizzera e canada; headhunter, platino usa, oro Svizzera e Canada. Il successo di vendite di dischi dei krokus va da metal rendez-vous ad headhunter, quelle importanti, dopo, come dichiarato da von rohr, non sono più riusciti ad avere continuità per problemi di formazione. La notorietà e il successo commerciale l hanno avuta eccome, ma per un breve lasso di anni, tutto lì. Peace. 🤘🎸 |
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@ Rik bay area thrash: Nel 1983 i Krokus non erano affatto emeriti sconosciuti, ma avevano già 8 anni di attività e altri sei album in studio, di cui tre prima del disco che hai citato. Dissentirei invece sul discorso "non hanno avuto il successo meritato", visto che Metal Rendez-vous risulta avere ben quattro dischi di PLATINO in Svizzera (che corrisponde a circa 80.000 copie vendute nel paese), quindi il successo discografico l'hanno avuto eccome. |
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Per quel che mi ricordo, e chi negli early eighties comprava rockerilla, i krokus non erano proprio degli emeriti sconosciuti, anzi. Il disco del 1980 metal rendez-vous li aveva fatti conoscere alla grande alla platea metal, replicando l anno successivo con hardware. Le influenze ac/dc non si negano, anzi furono proprio i krokus a voler suonare questa tipologia di heavy metal. Qui su headhunter la 'mano' di allom si sente eccome, e i krokus ne beneficiano alla grande, realizzando un album privo di filler. La lista di band che hanno realizzato album di qualità ma che non hanno avuto il successo meritato è (quasi) infinita e purtroppo i krokus si ritrovano in grande compagnia. 🤘🎸 |
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Il disco “americano” che i Judas non sono mai riusciti a fare. |
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Bello, da li in poi hanno scelto altri lidi, però preferisco Hardware
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Lo riascoltavo proprio oggi e fa parte della lista infinita di dischi che non stancano mai. |
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Un album perfetto. A metà strada tra il Metal americano melodico e Saxon e Jusas Priest. Un album che, all'epoca, avrebbe potuto e dovuto diventare un manifesto dello Heavy Metal. |
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I Krokus sono stati una gran band , non ci sono cazzi!!! E questo è un fottuto gran disco di heavy metal!! Ascoltate anche Hardware non ve ne pentirete!! |
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Voto giusto, osservazioni giuste incrocio tra gli ac dc ed i priest, il migliore che hanno fatto. B.T.O. altra band di livello, aspetto rece, se arrivera', di not fragile |
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AC/DC, Saxon e Judas Priest... Con loro ho scoperto il Metal. I krokus mescolano ed evolvono. Ed ascolto AC/DC, Saxon e Judas Priest in un unico album. Qui c'è tutto ciò che un fan del Metal poteva cercare nel 1983 e, francamente, se dovessi introdurre al Metal un ragazzo (o ragazza) gli regalerei questo album. Anche solo per fargli capire cos'è il Metal tradizionale. |
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Qua copiano i Priest di Screaming for vengeace e lo fanno alla grande. Mi esalta di brutto! |
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In realtà Bon Scott non è mai morto,è solo andato a cantare nei krokus ah ah! Scherzo a parte,gran bel disco.... Quanta bella robina usciva in quegli anni. |
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Spettacolo puro. Come se i Judas Priest incidessero dischi con Bon Scott. Screaming in the night, poi, è qualcosa di superlativo. Adesso devo trovare gli altri. 80 |
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uno degli album più belli in assoluto dell'heavy metal, forse in altri album si sente un po' più l'influenza AC/DC ma qua i krokus sono arrivati a livello stellare, potenti grintosi e tanto metal. Non credo sia un caso che un certo " Rob Halford" abbia dato la sua voce in una canzone. Fantastico |
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Paradossalmente, qui in Svizzera, ci si ricorda di piu' di dischi come "One vice at a time" (in cui l'influenza degli AC/DC si sente di piu') o "The Blitz", che di questo "Headhunter". Ed è un peccato. Fu una sorpresa per molti: l'inizio a doppia cassa della titletrack e quelle ritmiche pesantemente metal (salvo che poi, l'hardrock, sarebbe tornato nelle tracce seguenti) conquistarono all'istante. Gran bel disco che, purtroppo, avendo disintegrato il giradischi, al momento posso solo guardare e non piu' ascoltare... |
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mi riprometto di ascoltare qualcosa degli airbourne. Oggi pomeriggio, giusto per rimanere in tema influenze acdciane, stavo ascoltando mentre correvo a piedi high 'n' dry dei def leppard e anche lì sono belle forti...comunque Storace alla fine è un clone di bon scott ma un grande personaggio |
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Per me le influenze e produzione contano si, ma fino a un certo punto, poi predominano energia , espressivita', intensita' interpretativa, e atteggiamento e animalita' da disco e carisma da palco, e quelle sono genetiche o ce l'hai o no, io nei Krokus non le vede cosi' marcate , pur ripromettodomi di riascoltarli, conrinuo a preferirgli di molte spanne per energia sprigionata, gli Airbourne, e di quei tempi preferisco Accept ,Judas, Motorhead, tutt'altra pasta.E dubito che con produxione moderna riescano ad eguagliare la loro foga e laloro presenza scenica.Miomparere personale. |
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Si esatto. Influenze e produzione. Il suono è figlio del suo tempo. È normale che gli airbourne suonino più aggressivi e grintosi rispetto ai krokus.. |
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ma è anche una questione di influenze. Gli ac/dc hanno sapientemente unito rock'n'roll e blues in salsa hard rock e successivamente metal. I judas che il metal l'hanno inventato hanno le classiche influenze di quella generazione, beatles, led zeppeli, black sabbath...gli airbourne sono giovani e hanno influenze metal moderne quindi la formula risulta più efficace |
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E' anche una questione di produzione, ma per me sopratttutto di foga interpretricie, gli Airbourne sono molto piu' mobili e dinamici sia dei Krokus che dei loro padri Ac/dc, ed hanno composizioni e interpretazione vocale strumentale molto aggressiva e incisiva, pur attingendo in molti tratti ovviamente dalle sonorita' dei mitici Ac/Dc. |
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Non è che gli Airbourne hanno interpretato il tutto in maniera differente. E la produzione ad essere differente. probabilmente se i krokus si fossero formati 10 anni fa, suonerebbero molto simili agli Airbourne. E anche se rimasterizzassero questi vecchi album, il tutto suonerebbe molto più moderno. Io da vecchiotto del genere, preferisco invece il vecchio sound.. |
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@hj si infatti, visto che si parlava influenze ac/dc, preferisco a come le hanno recepite e reinterpretate gli Airbourne a loro, quando che che devo sentire i Krokus, invece mi viene voglia fi ascoltare gli "originali" Accept e Judas, tutta un altra storia e tutt'altre emozioni, pero' sono 2 anni che non riascolto i Krokus, e probabilmente ecco perche' dicevo che un'altra chance gliela concedo. |
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guarda @metallo che non è obbligatorio ascoltare e farsi piacere tutto, sarebbe impossibile. I krokus sono il classico gruppo dei primi anni 80 che solitamente veniva apprezzato all'epoca, cercare di apprezzarli per la prima volta dopo tanti anni è molto difficile. Io faccio fatica a farmi piacere vecchia roba che ignoro anche se decantata. Gli airbourne sono un gruppo recente quindi ovviamente hanno un tiro differente (band che conosco solo di nome). I krokus sono una band come gli accept, cresciuti a pane ac/dc e judas priest. Comunque gli album da avere sono questo e hardware. |
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Ho provato in tutti i modi a farmeli piacere, niente da fare, preferisco gli Airbourne a loro, molto piu' energici e vulcanici , li ci sento il vero fuoco e la passione dirompente dell'hard rock.Comunque riprovero' ancora a riascoltarli e vediamo cosa succedera'. |
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su hardware c'erano le top songs easy rocker e she's got everthing. Chi è cresciuto negli anni 80 avrà sicuramente visto i videoclip su qualche emittente locale |
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Bello Hardware, assieme a MRV davvero il top. Hanno un tiro sti dischi davvero incredibile. |
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Il top e' hardware ma questo è un gran bel disco |
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Recensione esageratamente entusiasta. Il disco non è proprio il massimo secondo me, molto meglio i dischi precedenti. La classe di un album come metal rendez vous qua è totalmente assente. Troppo judas style sorretto da un songwriting troppo banale ,anche per l'epoca. Un 75 non di più. Recuperate i dischi precedenti, sono più freschi e più incisivi. |
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Beh qua si sente parecchio l'influenza judas. |
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E' una band di cui mi sto riascoltando bene gli album in questi giorni.E' vero,pescano a piene mani dagli acdc,ma come ha scritto qualcun altro,hanno tecnica,melodie ricercate,cosa che gli acdc non hanno(pur essendo una grandissima band)..un ottima alternativa agli acdc,specie per chi appunto ricerca qualcosa in piu'.Davvero grandissima band |
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Grande album...peccato sia (secondo me ) registrato male...concordo con la recensione 95 |
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Aspetta che con 'sta scusa vado a risentirlo...He he... Sì, nulla da eccepire sulla sostanza della recensione: uno dei dischi che non si possono non avere se si sono vissuti quegli indimenticabili (sigh...) anni '80. Ma il voto medio (attuale) 42 l'ha dato gente che ascolta per cado gli 1D?? Quanto alla similitudine con gli Ac/Dc invece voglio sottolineare che se i Krokus hanno sfondato proprio con Storace al microfono non sarà che era al pubblico che piaceva proprio un combo così? Anche con una voce che poteva ricordare quella di Scott, una personalità propria per me l'hanno sempre avuta e non ho mai avuto difficoltà nell'ascoltarli senza associarli agli australiani. In conclusione...voto dei lettori assolutamente ingeneroso, disco se non perfetto di sicuro da 90 pieno. |
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7
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Mi era piaciuto ai tempi , anche se scopiazzavano un pò , un bel 80 per me. |
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6
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Bellissimo album con una influenza priestina che rende tutto più epico specialmente nel brano finale russian winter |
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Anch'io da molto non lo sento, ma albums come questo si riascoltano sempre volentieri, alla faccia del tempo che passa. Forse ila valutazione ed il voto finale sono un pò generosi (imho), però sulla sostanza della recensione non ho nulla da dire. |
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4
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Questo sono millenni che non lo ascolto e grazie per avermi rimesso la pulce nell'orecchio!!! |
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Un altra ingiustizia nel mondo heavy metal...i Krokus avevano i riff degli acdc,però erano qualcosa di piu',avevano un lato metal..e forse io avrei preferito che storace venisse negli acdc,perchè non avrebbe sfigurato nel cantare i pezzi di bon scott,cosa che invece avviene con Jhonson... |
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2
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Mi chiedevo come mai non ci fosse traccia di questo album immenso su questo sito. Dopo i primi acerbi lavori i krokus sepperò piazzare il colpaccio con questo capolavoro peccato che subito dopo la macchina si bloccherà... Le mie preferite sono la tittle-track (l'avessero fatta i Judas sarebbe stato uno dei pezzi simbolo dell'HM), la bellissima screaming in the night e la mia preferita in assoluto Russian Winter) 93! |
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1
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Gran bel disco... Da rivalutare e riascoltare, ancora ed ancora ed ancora.... |
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