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AVANTASIA - Viaggiare con la musica
22/03/2013 (2165 letture)
Barry: Ciao Toby, grazie per aver chiamato, solo un attimo di pazienza che sistemo il registratore! Nel frattempo, spero tu stia bene.
Tobias: Ciao Andrea! Sto abbastanza bene, ho soltanto un piede gonfio che fa male, ma poteva andar peggio, poteva esser rotto! Cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose!

Barry: Beh è sicuramente un buon modo di vivere la vita!
Tobias: Esatto! Dove sei tu ora, in ufficio o in albergo?

Barry: (Un attimo di titubanza del sottoscritto) Sono nella mia stanza a casa, spero non sia un problema!
Tobias: Ahah, no, tranquillo! (Risate di entrambi)

Barry: Ok, il registratore è pronto, grazie per la pazienza. Allora, direi che possiamo cominciare: ti va di parlarci del concept alla base del nuovo album degli Avantasia, The Mystery of Time? Pensi possa essere l’inizio di una nuova trilogia o comunque di una nuova storia?
Tobias: Non sarà l’inizio di una nuova trilogia, bensì l’inizio di una nuova storia, divisa in due album; al momento non so ancora come proseguirà la narrazione, ma so che non è finita, so che deve continuare! La storia è ovviamente incentrata sul tempo, ed in particolare sulle conseguenze che ha lo scorrere del tempo su di noi, sul fatto che ciascuno di noi ha sempre meno tempo; la storia è ambientata nel diciannovesimo secolo in Inghilterra, in una piccola città vittoriana: il protagonista è un giovane scienziato, che si rende conto di come le persone attorno a lui abbiano sempre meno tempo, di come siano costantemente indaffarate, concentrate su problemi esclusivamente materiali e completamente distratte da ciò che è davvero importante nella vita. Nessuno di loro capisce cosa sia davvero importante, pensano soltanto a come tenersi sempre più occupati e, di conseguenza, sono sempre più stanchi man mano che passano le giornate. Il giovane scienziato a poco a poco capisce che qualcosa, attorno a lui o alle sue spalle, vuole rubare il tempo alla gente, vuole velocizzare sempre di più i loro ritmi ed imporre così alla società un ritmo che essa non può sopportare; in questo modo le persone, essendo sempre più stanche, non possono fermarsi a ragionare e rischiano di dimenticare l’aspetto spirituale della natura umana, le radici da cui nasce ogni essere umano. Si tratta in sostanza di un favola fantasy, che ha per oggetto un percorso spirituale: il protagonista inizialmente è agnostico, ma man mano che la storia prosegue si cala sempre più a fondo nella spiritualità dell’animo umano, vive diverse esperienza di questo tipo ed inizia a porsi delle domande, a chiedersi chi sia responsabile per ciò che vede; si tratta più precisamente di una storia fantasy a tinte thriller, dal momento che scopre l’esistenza di una loggia di scienziati occultisti che tentano di manipolare la percezione del tempo delle persone, allo scopo di impedir loro di interrogarsi e di divenire essere umani liberi, allo scopo di renderle molto semplicemente schiave. La storia è il punto di partenza per porsi domande interessanti: lo stesso scienziato, come detto, dopo un inizio da agnostico si spinge sempre più a fondo nel cercare di scoprire il reale significato della vita, nel cercare di capire esattamente quanto il tempo influenzi ogni cosa e, per farlo, mette in discussione anche le proprie convinzioni scientifiche di fronte a tanta spiritualità. Si tratta di un viaggio molto eccitante, mi piace davvero molto!

Barry: Sì dai, direi che è una storia con molti spunti di interesse e di riflessione.
Tobias: Esatto! Sai, il lato positivo della storia è che puoi ascoltare le canzoni ed hanno tutte un proprio significato, fanno sorgere in te delle domande e ti trasportano in un’atmosfera fantastica anche se non hai voglia di seguire il filo logico dell’intera storia; se invece ti interessa la storia nel suo complesso, puoi prendere il booklet di 28 pagine dove vengono spiegati nel dettaglio il racconto ed i personaggi, di modo che poi ogni ascoltatore possa dare una sua personale interpretazione a ciò che legge ed ascolta; ma, a prescindere dal singolo fruitore, la storia ti trascina completamente in un nuovo mondo, è come un film per le tue orecchie e per il tuo cuore! E’ questo il motivo principale per cui amo tanto questa storia: ogni singola canzone è valida anche senza il concept, ma la storia nella sua interezza, se glielo permetti, ti consente di evadere completamente dalla realtà per trasportarti nel mondo di Avantasia ed in particolare di The Mystery of Time. E’ un viaggio incantevole, te lo assicuro! E’ sufficiente prendere il booklet, spegnere le luci, accendere una candela, mettersi le cuffie ed ascoltare l’album dall’inizio alla fine per vivere in un mondo diverso. E questo è il motivo per cui ne sono davvero orgoglioso.

Barry: Lo trovo giusto, fai bene ad essere orgoglioso di ciò che crei con le tue mani! Prima hai parlato di questo album come un film, quindi a questo punto devo chiederti se c’è un film di cui ti piacerebbe scrivere la colonna sonora da zero e se c’è un libro che vorresti trasporre in musica.
Tobias: Wow, questa sì che è una bella domanda! Ad essere onesti, mi hanno chiesto proprio di scrivere la colonna sonora di un film…non ricordo se uno o due anni fa, mi pare due, ma ho rifiutato: amo molto la musica classica e pomposa, ma voglio farla con gli Avantasia, voglio scrivere musica con cui io personalmente mi sento a casa; non avevo tempo ed energie a sufficienza per dedicarmi completamente ad un film. Se potessi farlo, probabilmente – so che suona molto come un cliché – sceglierei un film tratto dalle fiabe dei Fratelli Grimm, di cui adoro le atmosfere, o qualcosa alla Sleepy Hollow. Dovrebbe in ogni caso essere un film fantasy con grandi immagini; dei Fratelli Grimm amo anche questo, amo quelle immagini che parlano alla mia immaginazione! Sai, non amo il fantasy quando è vuoto, quando non ha contenuti; ma, quando parla alla tua immaginazione e possiede una solida base da cui puoi trarre dei significati, allora sì che è davvero bello sottolineare le immagini che vedi con la musica che hai nel tuo cuore! Ed è esattamente ciò che mi succede con le fiabe dei Fratelli Grimm. Quanto al libro, non ho un’idea precisa…mmm, vediamo…ah, sì! La biografia di David Lee Roth! (Risate di entrambi) Se avessi scritto una colonna sonora per la sua biografia ora sarei ricco! Avrei scritto Aint’ talkin’ ‘bout love e Jump! No, a parte scherzi, sarebbe una bella idea musicare un libro come Il Nome della Rosa.

Barry: Ok…in effetti anche a me il fantasy piace solo se è davvero ben fatto, altrimenti lo trovo vuoto e poco interessante. A questo punto, dal momento che hai parlato delle singole canzoni, avrei un paio di domande sul processo di scrittura: è stato facile o difficile? Come ti sei regolato, hai scritto prima le melodie vocali o, non so, i riff di chitarra?
Tobias: Il processo di scrittura è stato molto facile: la cosa divertente è che io scrivo canzoni non perché devo farlo, ma perché le sento, perché ho bisogno che la mia creatività venga fuori. Un sacco di gente mi chiede: E’ stato difficile per te mettere assieme l’album, scrivere le canzoni ed esser creativo? ed io rispondo: No, assolutamente no, è stato necessario per me lasciar fuoriuscire la mia creatività, perché stavo per scoppiare! Per me è questo il solo metodo valido per scrivere una canzone, molto semplicemente trovo che se possiedi creatività hai bisogno di lasciarla emergere; se il tuo approccio alla scrittura è del tipo: Oh no, che palle, devo scrivere un’altra canzone, ora come faccio a trovare idee valide allora io penso che tu debba cambiar mestiere, a mio giudizio non è un modo artistico di concepire la questione. Quanto al processo di scrittura specifico, può cominciare da qualunque idea che mi venga in mente. Può essere un riff, come nel caso di Black Orchid: la prima idea che ho avuto per quella canzone è stata la base orchestrale, ho espressamente richiesto una vera orchestra.

Barry: Ah sì, la Deutsches Filmorchester Babelsberg!
Tobias: Esatto, proprio quella! Avevo in mente quel riff…non saprei come definirlo in realtà perché si tratta di un’orchestra e non di una chitarra, ma avevo quell’idea di base da cui poi si è sviluppata tutta la canzone; per esempio su un’altra traccia, Where Clock Hands Freeze, con ospite Michael Kiske, avevo concepito per prima cosa la melodia e gli accordi del ritornello…è difficile spiegarlo a chi non scrive musica, ma io non penso mai ad una melodia senza gli accordi. Quando scrivi canzoni ed hai in mente una melodia, automaticamente hai in mente anche gli accordi, perché ne hai bisogno per far divenire reale la melodia che hai in testa. La melodia non viene fuori senza gli accordi e gli accordi non vengono fuori senza la melodia, si definiscono a vicenda. Insomma, avevo in mente quella melodia e quegli accordi per Where Clock Hands Freeze e da lì poi ho sviluppato le strofe, il riff e tutto il resto. Oppure ancora, per ciò che riguarda Invoke the Machine, per prima cosa ho ideato il riff iniziale di chitarra, molto pesante e folle da suonare, meraviglioso a mio modo di vedere, da cui poi ho sviluppato tutto il brano; in sostanza per me la scrittura di una canzone può iniziare da qualunque cosa, non ci sono regole nel mondo degli Avantasia né in quello degli Edguy, così come non c’è alcuna regola nel comporre e scrivere musica creativa.

Barry: Tuo il mondo, tua la scelta di come comporre!
Tobias: Esatto! (Risate)

Barry: Molto bene! A proposito dell’orchestra di cui parlavamo prima, perché hai voluto espressamente una vera orchestra?
Tobias: Avevo già collaborato con un’orchestra su un album degli Edguy, Hellfire Club e mi era rimasta in mente come una grandiosa e bellissima esperienza; quando ho scritto Black Orchid, ho avuto la sensazione che quella canzone potesse funzionare ancora meglio con una vera orchestra, piuttosto che con un’orchestra di tastiere. Mi spiego meglio: le orchestre di tastiera che usiamo sono o sono state realizzate in passato in modo sempre splendido da parte di Miro Rodenberg, il tastierista degli Avantasia. E’ un vero genio e lavora con lo stesso equipaggiamento di molti compositori di colonne sonore di Hollywood, quindi può creare un sottofondo di tastiere come fosse una vera orchestra. Le differenze le puoi sentire solo nei passaggi in cui l’orchestra viene posta preminentemente in primo piano, dal momento che, se l’orchestra è in sottofondo, non distingui un’orchestra di tastiere da una reale; se però è in primo piano puoi distinguere i singoli strumenti, viole, violoncelli, contrabbassi, puoi sentirli in una posizione di primo piano nel mix, la differenza si sente. Volevo una vera orchestra perché, scrivendo Black Orchid, ho percepito che alcuni passaggi erano palesemente fatti perché vi suonasse una vera orchestra; l’ho detto al nostro chitarrista e produttore, Sascha e lui mi ha detto: Toby, alla fine non sentirai la differenza, un sacco di persone non la sentiranno! Spenderai un sacco di soldi per qualcosa che non ti farà vendere un disco in più! Ma io gli ho risposto che lo avrei fatto nonostante tutto, che volevo davvero farlo, se non per la gente, quantomeno per me, per una questione di rispetto nei confronti della mia musica. Oggigiorno, se accendi la radio, è tutto plastificato, è tutto fatto per far risplendere la superficie senza sostanza, mentre io voglio che la mia musica sia ricolma di sostanza e profondamente autentica. Voglio sapere che ogni cosa è preziosa e vera, voglio sapere che c’è una vera orchestra, anche se dovessi essere l’unico al mondo. Per questo motivo siamo andati avanti ed alla fine lo stesso Sascha ha dovuto ammettere che c’era una notevole differenza, che i benefici materiali dell’aver suonato con una vera orchestra erano enormi. La differenza si sente, c’è molta più profondità adesso.

Barry: Lo immagino. Invece, per ciò che riguarda i cantanti ospiti? Come li hai scelti?
Tobias: Alcuni dei cantanti degli Avantasia sono con noi fin dai primordi, come Bob Catley e Michael Kiske; ad esempio, quando ho concepito la melodia di Where Clock Hands Freeze, nella mia testa c’era già Michael a cantarvi sopra! E’ stata una sensazione immediata, perché è ormai ovvio che Bob e Michael appartengono agli Avantasia, sono parte della famiglia ed hanno contribuito a definirne i caratteri: una canzone come Reach Out For The Light ed i due album della saga The Metal Opera definiscono l’essenza stessa degli Avantasia anche grazie a loro due. Era insomma naturale che facessero parte anche di questo album! Per ciò che riguarda altri musicisti, come ad esempio Biff Byford, Joe Lynn Turner o Eric Martin, si tratta di una sensazione che hai per istinto mentre scrivi la canzone: ti trovi lì a scrivere ed hai già un certo tipo di voce in mente nei meandri della tua testa, hai presente? Inoltre devi considerare che sono tutti artisti che possiedo nella mia collezione, la sola regola che ho è scegliere cantanti e musicisti che significhino molto per me personalmente, come un fan! Tutte le voci che ascolti sui lavori degli Avantasia appartengono ad artisti di cui sono un ammiratore, perché per me gli Avantasia sono sempre stati un progetto basato sulla realizzazione dei miei sogni, come musicista ma anche e soprattutto come amante della musica! Penso che le persone possano sentire che gli Avantasia sono sempre stati qualcosa di molto onesto ed innocente, perché io non ho mai perso i sentimenti di un fan. Tornando a Biff, lo conosco da tempo, siamo amici da anni ed ho condiviso il palco con i Saxon, lavorare con lui è un’occasione che si è verificata fin troppo tardi! Mentre ascoltavo certi passaggi e davo un’occhiata al materiale, ho pensato…Biff potrebbe cantare qui! Sarebbe perfetto per lui! All’inizio della produzione non era previsto che ci fosse anche lui, ma quando ascoltavo quei passaggi avevo un certo tipo di voce in mente e, all’improvviso, ho realizzato che avrebbe potuto, che avrebbe dovuto essere lui quella voce. Si è trattato di una cosa istintiva, un’intuizione e, quando l’ho avvertita, ho provato ad immaginare come sarebbe stato ascoltare Biff su quel brano ed ho sviluppato la linea vocale e la melodia di conseguenza; naturalmente ho cambiato qualcosa qui e là fra i passaggi che avevo già preparato, per renderli il più possibile adatti a lui. Lo stesso si è verificato per Eric Martin, Joe Lynn Turner e Ronnie Atkins, tutti cantanti che ammiro e che ho pensato fossero perfetti per interpretare determinati passaggi.

Barry: E c’è ancora un artista con cui sogni di lavorare?
Tobias: Certamente, Bruce Dickinson! Non è un segreto, lo sanno tutti ahah! Un altro potrebbe Paul Stanley e…vediamo, chi altro? Ah sì! Jon Bon Jovi! Però quello degli anni 80, non quello di oggi! (Risate) E poi ancora Brian May e qualcun altro. Ad essere onesto, questo album, Mystery of Time, mi rende tanto felice perché, se lo ascolto, non c’è un passaggio che cambierei, non una nota che non mi piaccia. Nemmeno il Papa, il Re del Mondo, Napoleone o Giulio Cesare potrebbero renderlo anche solo poco migliore! Questo è il motivo per cui al momento non mi chiedo tanto se c’è qualcun altro con cui sogno di lavorare, perché questo album è completamente soddisfacente per me.

Barry: In sostanza è il tuo personale sogno che diviene realtà!
Tobias: Esatto! Come ho detto prima, se lo ascolti devi prendere in mano il booklet di 28 pagine con la storia ed i personaggi spiegati, spegnere le luci, accendere una candela…assicurarti che la casa non vada a fuoco! (Risate) Indossare le cuffie, leggere il booklet e lasciare che la musica ti trasporti nel mondo di Avantasia e di The Mystery of Time; ti accorgerai che non c’è nulla che vada ritoccato o modificato ed è una cosa che mi soddisfa profondamente. So bene che ci sarà sempre qualcosa che farai diversamente in uno o due anni in quanto artista, ma penso che non dovresti mai ritoccare o mettere in discussione il tuo passato senza una ragione davvero valida. Ci saranno certamente dei passaggi imperfetti, ma si tratta comunque di un’imperfezione davvero bella e fantastica. L’album è davvero soddisfacente…sono felice, te ne sarai accorto! (Risate di entrambi, in effetti si notava!)

Barry: Certamente e, come ho detto, è giusto che tu lo sia! Poco fa hai citato il Papa, quindi ne approfitto per chiederti una cosa: nei tuoi lavori hai spesso criticato l’operato della Chiesa – penso al personaggio di Papa Clemente in The Metal Opera – quindi mi piacerebbe avere il tuo parere sull’attuale situazione della Chiesa.
Tobias: Dunque…sai, penso che la Chiesa o comunque molte delle sue caratteristiche riflettano la società: ci sono molti aspetti negativi in essa, ma anche molti, più numerosi aspetti positivi. Sarebbe troppo facile incolpare Dio o la religione delle cose negative che avvengono in certe istituzioni; credo che lo scopo primario della Chiesa sia operare per il bene, così come credo che ciò che alcuni uomini fanno in nome di Dio non corrisponda affatto al bene. Ciò nonostante non metterei mai in discussione le convinzioni personali di qualcuno; penso che molte cose che fanno parte dell’operato della Chiesa siano positive, ci sono un sacco di ospedali, orfanotrofi, scuole che la Chiesa gestisce e che apportano del bene alla società. Quindi credo sarebbe troppo conveniente ora salire sul carro e criticarla, ammetto che in questo periodo vi siano molte situazioni sgradevoli e che non tutto vada bene, ma in generale non voglio criticare troppo la Chiesa. Bada bene, so che quando ero più giovane l’ho fatto, ma quando sei giovane hai un atteggiamento di ribellione verso tutto ciò che piace ai tuoi genitori, cresci in un ambiente cattolico e quando sei attorno ai 20 anni dici: Fanculo tutti! Io non sono cattolico! Ma sai, fa tutto parte dell’esser giovani, dell’essere antisistema. La questione è che oggi non voglio più ferire i sentimenti di nessuno e penso anzi che l’intera società in cui viviamo sia diventata così priva di spiritualità che sia ancor più sbagliato accodarsi alla litania che tutti ripetono, criticando la Chiesa. Penso che abbiamo tanti problemi molto più gravi che criticare le credenze di qualcuno.

Barry: In effetti ciascuno dovrebbe essere libero di credere o non credere in ciò che vuole. Tornando alle tue opere, possiamo tranquillamente dire che scrivi dei veri e propri racconti; vorrei quindi sapere chi sono le tue principali fonti di ispirazione, anche come musicista ma soprattutto come scrittore.
Tobias: Ogni cosa mi ispira; musicalmente traggo ispirazione da ogni cosa che ascolto, dai Dio, dagli Iron Maiden, dai Def Leppard, dai Magnum, da Richard Wagner, da Beethoven…tutto ciò che ascolto! Penso sia davvero stupido dire Oh no, non sono ispirato da alcun altro tipo di musica se non questa o quella! Io sono un grande fan della musica e penso che chiunque possa rendersi conto di quanto io ami i Magnum e tutte le altre band che ho citato. Per quanto riguarda le storie, mi ispira ciò che mi colpisce, ciò che accade nella mia vita, ciò che vedo e che apre i miei occhi ed il mio cuore; provo affetto verso determinate cose e mi pongo delle domande su di esse, questo aspetto è sempre stato la mia principale fonte di ispirazione! Amo poi molto film come ad esempio The Time Machine o, come ti ho detto prima, film tratti dalle fiabe dei Fratelli Grimm, ma, più che essere influenzato in senso stretto da questi, io traggo ispirazione da questioni filosofiche ed ancor di più dai miei pensieri e dalle mie riflessioni personali sulla vita. E’ sempre stata questa la mia fonte numero uno. Non ho mai preso in mano un libro dicendo: Oh, adesso devo scrivere i testi basandomi su questo! Non l’ho mai fatto neppure ai primordi dell’esperienza con gli Edguy, anche all’epoca prendevo ispirazione magari da donne cui non piacevo e che mi respingevano! Che so, a scuola, quando mi dicevano Non c’è niente da fare, Toby, tu non ci piaci! Per questo motivo scrivevo canzoni con cui dicevo loro Fanculo! Io un giorno diventerò una star e voi potete andare a farvi fottere! La mia principale fonte di ispirazione è sempre stata la mia vita e puoi rendertene conto leggendo qualunque testo dei primi Edguy. Per ciò che riguarda gli Avantasia ho sempre preso spunto principalmente da questioni filosofiche che mi ponevo: i due album di The Metal Opera sono ispirati da Il Nome della Rosa e dal mio amore per il Medioevo e la storia; mi piace molto combinare la storia con qualche elemento fantasy, perché viaggiare con la mente indietro nel tempo è molto stimolante per la mia immaginazione. Mi piace dipingere immagini e paesaggi, creare atmosfere oscure, come in Sleepy Hollow o in certi film hollywoodiani. In ogni caso, come ti ho detto, la mia fonte di ispirazione principale è sempre stato il mio bagaglio di pensieri e domande personali. Ah a proposito, perdonami ma penso che dovremmo davvero concludere, perché ho un’altra intervista da fare!

Barry: Ok va bene! Allora, visto che ci siamo, ci puoi anticipare qualcosa sul prossimo album degli Edguy? Sarà sempre sullo stile hard rock che contraddistingue i vostri ultimi lavori?
Tobias: Allora, non abbiamo ancora scritto nulla, ma per quanto riguarda lo stile è difficile risponderti, perché io non mi soffermo mai a pensare dall’inizio ad esso: so che molte persone pensano che siamo cambiati, ma non è vero! Certamente ci siamo evoluti, questo sì, ma se prendi un album come Age of the Joker sono davvero contento perché penso che canzoni come The Arcane Guild, Breathe, Fire on the Downline, Rock of Cashel rappresentino la quintessenza di ciò che gli Edguy sono sempre stati! Heavy metal con batteria potente, chitarre pesanti, melodie solenni. Quindi, se riuscissimo a fare un album come Age of the Joker, io sarei assolutamente felice perché è il mio preferito degli Edguy, combina tutti gli aspetti positivi e potenti del nostro sound; penso quindi che andremo avanti su questa scia, con roba veloce, qualche mid-tempo, roba lenta, di nuovo veloce…a me piace diversificare, non voglio annoiarmi! Voglio ascoltare dieci canzoni e sentire qualcosa di nuovo in ciascuna di esse, non dieci canzoni con le stesse melodie dall’inizio alla fine. Sarebbe noioso, odierei registrare dieci ballate così come odierei registrare dieci mid-tempo; voglio varietà ed è un aspetto che terremo sempre presente con gli Edguy. Penso che inizieremo a lavorare al nuovo album verso fine anno, quindi avremo un nuovo lavoro degli Edguy nel 2014.

Barry: Molto bene, lo aspettiamo! A questo punto ti lascio, grazie mille per questa piacevole e divertente intervista ed auguri per tutti i tuoi progetti futuri!
Tobias: Grazie mille a te e buona giornata, ci vediamo tutti a Milano con gli Avantasia!



io
Venerdì 22 Marzo 2013, 22.52.22
5
E il buon Tobi è diventato un rosacroce infine...
Surymae
Venerdì 22 Marzo 2013, 17.59.40
4
Bell'intervista - strano che Tobias non abbia colto l'occasione per lanciarsi nella sua solita crociata contro i giornalisti musicali... Sembra molto bello anche il concept, anche se purtroppo a dispetto delle belle parole ormai so che dal punto di vista narrativo non posso aspettarmi molto da Sammet (gli ultimi due lavori erano un vero colabrodo). Staremo a vedere, e a sentire.
xXx
Venerdì 22 Marzo 2013, 14.58.51
3
grande Tobi, sempre simpatico e allegro, questo è lo spirito del power metal! Voglio il disco!!!!!!!!!!
Room 101
Venerdì 22 Marzo 2013, 14.21.29
2
Simpatico come sempre il buon Tobi! tutte le volte che ho visto live gli Edguy ha sempre fatto crepare dalle risate! Bell'intervista!!
Radamanthis
Venerdì 22 Marzo 2013, 12.05.27
1
Domande mai scontate, intervista molto interessante, un Sammet in gran forma e un ottimo lavoro di Barry. Complimenti a tutti e ora aspettiamo The mystery of time che sono certo, sarà una bomba!!! Hellfire Tobi!!!
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