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Hour of Penance - The Vile Conception
30/03/2019
( 900 letture )
Gli Hour of Penance sono senza alcun dubbio una delle realtà death metal migliori sia a livello nazionale ma anche internazionale, dove i capitolini danno parecchio filo da torcere alle realtà più affermate. Il primo atto della loro consacrazione (portata a termine con il successivo Paradogma) avviene esattamente undici anni fa, quando la band capitanata da Francesco Paoli (ormai ex-membro) dà alle stampe il qui recensito The Vile Conception, avendo già alle spalle due album (Disturbance e Pageantry for Martyrs) dove si poteva ascolta del sano brutal death metal fortemente influenzato dalla scena statunitense: lavori onesti ed interessanti che lasciavano percepire dei margini di miglioramento in termini di compattezza, fluidità e personalità della proposta musicale. Migliorie che non si sono fatte attendere, dato che The Vile Conception mostra una band maturata e in grado di districarsi con abilità in un sottogenere inflazionato e spesso troppo derivativo.

L’album in questione offre all’ascoltatore dieci tracce di brutal death senza compromessi, il quale deve sì ancora tantissimo ai maestri del genere ma allo stesso tempo non ne è una mera fotocopia e riesce a unire la cattiveria e la sfrontatezza dei Cannibal Corpse con il gusto epico e melodico di Nile ed Hate Eternal. Anche la produzione ha fatto un notevole salto avanti rispetto alle precedenti produzioni, con suoni nitidi e potenti in grado di risaltare al meglio il lavoro eccezionale dei musicisti romani, in particolare quelli di Giulio Moschini alla chitarra e di Mauro Mercurio alla batteria, probabilmente i veri mattatori di quest’album: il primo autore di riff brutali e pesanti come il granito insieme ad assoli dal gusto melodico non indifferente, il secondo invece un’autentica macchina da guerra, i suoi blast-beat e i pattern di doppia cassa lasciano senza fiato per la precisione, la potenza, la fantasia e la naturalezza con i quali vengono suonati. Forse l’unico strumento penalizzato è il basso, a mio avviso poco udibile nel possente muro di suono creato dagli altri strumenti e dal growl potente e disumano di Francesco Paoli.

La tracklist rivela una compattezza straordinaria, da Misconception a Hierarchy of the Fools non è contemplato nessuna tregua (se non per un breve stacco atmosferico alla fine di Drowned in the Abyss of Ignorance), cosa che si rivela un pregio e un difetto allo stesso tempo: dieci tracce filate di sfuriate death metal tout-court senza nessuna variazione sul tema portano inevitabilmente degli spiacevoli déjà-vu , in particolar modo nelle battute finali. C’è da dire che gli Hour of Penance mitigano questa sensazione di con un songwriting di livello superiore rispetto alla media che consente di ascoltare tutto il disco senza mai annoiarsi; anche la durata non eccessiva di ogni canzone, mai superiore ai cinque minuti, dà una mano in questo senso. Mi viene difficile citare le canzoni più riuscite, dal momento che tutte si mantengono sullo stesso livello e nessuna presenta caratteristiche particolari in grado di farla distinguere dalle altre: personalmente ho apprezzato molto la tripletta iniziale Misconception/Liturgy of Deceivers/Hideously Conceived, Slavery in a Deaf Decay e Conjuration Sworn, le quali a parer mio racchiudono l’essenza del verbo Hour of Penance.

Il capolavoro vero e proprio arriverà due anni dopo The Vile Conception e consacrerà definitivamente il gruppo romano, premiando così anni di impegno e sacrifici. Purtroppo dopo Paradogma questa line-up fenomenale verrà decimata dalla perdita di due pilastri come Mercurio e Paoli, anche se fortunatamente la qualità delle uscite discografiche non ne ha risentito, grazie a degli ottimi sostituti come Paolo Pieri e James Payne, giusto per citarne due. Intanto che aspettiamo il prossimo album targato Hour of Penance (atteso per ottobre 2019), se non lo avete ancora fatto, è tempo di rispolverare questa perla death tutta italiana. Che la brutalità sia con voi!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
79.66 su 3 voti [ VOTA]
Enrico 86
Martedì 2 Aprile 2019, 14.04.34
4
Album che fa parte della grande storia del metal italiano, anche se successivo paradogma li porterà a livelli pazzeschi
Pacino
Sabato 30 Marzo 2019, 12.38.42
3
Grande band del panorama estremo mondiale, pochi cazzi, uno dei suoi apici. Voto 96
lisablack
Sabato 30 Marzo 2019, 12.12.04
2
Uno dei migliori album brutal "tricolore" di sempre..orgoglio nazionale!! Un massacro senza respiro..
Sicktadone
Sabato 30 Marzo 2019, 11.11.34
1
CAPOLAVORO
INFORMAZIONI
2008
Unique Leader Records
Death
Tracklist
1. Misconception
2. Liturgy of Deceivers
3. Hideously Conceived
4. Drowned in the Abyss of Ignorance
5. Absence of Truth
6. Slavery in a Deaf Decay
7. The Holy Betrayal
8. From Hate to Suffering
9. Conjuration Sworn
10. Hierarchy of the Fools
Line Up
Francesco Paoli (Voce) Giulio Moschini (Chitarra) Silvano Leone (Basso) Mauro Mercurio (Batteria)
 
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