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Ayreon - The Theory Of Everything
( 7989 letture )
PREMESSA
Questa recensione esce un po’ in ritardo perché gli Mp3 non erano una sede adeguata per poter esprimere un giudizio, a maggior ragione su un’opera di questo tipo in cui bisogna cogliere sfumature, virgole e qualsiasi altro dettaglio. Come seconda motivazione adduciamo anche il fatto che abbiamo storto il naso negli ascolti preliminari, e non poco; il dischetto ottico, l’artwork e il disco nella sua totalità avranno fugato i dubbi? The Theory Of Everything era un disco attesissimo, con un cast stellare che pesca a livelli altissimi nel prog a livello mondiale; scordiamoci personaggi cardine del power metal tipo Hansi Kursch ed entriamo in un’ottica un pochino diversa. Qual è la prima cosa a cui si pensa alla sola nomina del numero quarantadue? Il tutto, ovvio, e la seconda? Il semplice munirsi di asciugamano, fondamentale per i viaggi interstellari; quel burlone di Arjen ha pensato bene di comporre quattro suite e di suddividere il tutto in (appunto) quarantadue tracce.

LA TEORIA DEL TUTTO
Allora, partiamo dal cast che è composto da musicisti e cantanti fenomenali: si va da Steve Hackett a John Wetton, da Jordan Rudess a Tommy Karevik, da Keith Emerson a Rick Wakeman e via dicendo. La nostra amata Italia offre le uniche due voci femminili nell’opera con le bravissime Cristina Scabbia dei Lacuna Coil e Sara Squadrani degli Ancient Bards. Meditate, quindi, all’estero lo sanno che abbiamo ottimi musicisti/cantanti, siamo solo noi a negarne l’evidenza. Stranamente in quest’album Arjen non canta, lascia spazio a tutti gli altri limitandosi al solo essere strumentista.

C’è poco da girarci attorno: The Theory Of Everything spiazza e disorienta in maniera praticamente totale. E’ azzardato strutturalmente quanto concettualmente e la scelta non paga fino in fondo: ci sono tantissimi deja vu che ripetono stilemi, soluzioni e talvolta anche melodie dei dischi precedenti dell’olandese e, cosa più importante di tutte, la forma canzone praticamente mai esiste. Lasciamo perdere la trama e le sue esigenze, ok? Analizziamo il contenuto, che si rivela poco musicale e a tratti incollato; esistono sprazzi di genialità e meravigliosa bellezza, ma buttati presto alle ortiche da momenti morti e di vuoto assoluto. Pochissime sono le linee vocali che veramente si imprimono nella testa dell’ascoltatore e quelle più riuscite lo fanno a fatica dopo parecchi ascolti; idem per i temi che sono veramente troppi e sfruttati male. In The Human Equation erano tutti inquadrati alla perfezione, ad esempio: racchiusi nella loro forma canzone e fruibili come entità a se stanti. Qui non ci si ferma mai, non ci sono pause e veniamo bombardati e storditi un pezzo dopo l’altro senza avere ben chiaro cosa stia succedendo. E’ un po’ come ascoltare un disco grind: metti su e dopo dieci minuti ti accorgi di essere alla traccia numero quindici senza aver ben capito dove stia l’inghippo. Andiamo comunque a vedere più nel dettaglio.

PRIMA FASE
Si inizia con una chitarra acustica che accompagna JB e Sara Squadrani in una breve intro; presto il tutto si apre con un tema che sa tantissimo di The Final Experiment e assolutamente male non fa. Molto bello lo stacco di tastiera e l’entrata di Michael Mills si fa sentire con una linea vocale di buona fattura. Cristina Scabbia si conferma la buonissima cantante che ha dimostrato di essere e una melodia suonata coi fiati in perfetto stile Ayreon accompagna l’ascoltatore verso la ripetizione di entrambi i temi. Epico, magniloquente e solare il momento successivo sostenuto da un ritmo sincopato e il violino che tesse ottime trame; quando è accompagnato dalla doppia cassa rende ancora di più. Qui insensatamente si sfuma e si riprende con cori sinistri che accompagnano il vero mattatore vocale del disco, Tommy Karevik. Non ce ne vogliano i fan dei Kamelot, ma oggettivamente questo cantante ha bisogno di partiture aor o progressive metal di un certo tipo per potersi esprimere al massimo; in quella band votata più al dramma risulta sprecato e talvolta fuori luogo, qui ne si hanno le prove assieme ai dischi dei Seventh Wonder. Come dicevamo, la prestazione dello svedese risulterà di gran lunga la migliore dell’album, confermando un miglioramento e un meritatissimo posto nell’olimpo delle migliori voci attualmente in circolazione. Ci spostiamo ora in lidi più arabeggianti con una buona melodia e un pezzo tipicamente progressive metal; presto il tutto si stoppa in maniera brusca per lasciare spazio a una chitarra acustica e alle voci di JB, Tommy e il neoentrato Marco Hietala. Il tema viene ripreso, sovrastato da un coro e accantonato alla bell’e meglio da un ennesimo spezzone che, nonostante sia bellissimo, sembra incollato come del resto molti e molti altri. Menzione particolare al duetto che ci offrono Sara e Marco in questo frangente, a tratti veramente da pelle d’oca. Ovviamente si cambia registro ancora una volta con l’ennesimo tema che spunta fuori dal nulla per quanto sia pregevole e un vero e proprio orgasmo di prog rock a tinte medievaleggianti come il buon Arjen ci ha sempre abituati (e bene). L’assolo di Jordan Rudess è stellare nonostante l’accademia e tutto scorre piuttosto decentemente; purtroppo l’ubriacatura continua e il registro si sposta ancora una volta su altri lidi. E’ qui presente uno scambio di battute tra JB e Michael Mills che scorre senza colpo ferire nonostante l’elevato tasso tecnico dei due singer; segue un breve intermezzo strumentale con una melodia semplice e ariosa. Si sfuma in favore di una breve strofa cantata da Tommy e si riprende il tema ascoltato all’inizio con qualche variazione non troppo marcata. Ecco: questa potrebbe essere la descrizione di un pezzo, giusto? Invece ne avete ascoltati undici racchiusi in un’unica suite il cui unico senso di continuità è dato dall’inizio e dalla fine; del resto cosa vi è rimasto? Lo diciamo noi: niente nella maggior parte dei casi, e il continuo non si sposterà di un millimetro da queste coordinate, purtroppo.

SECONDA FASE
L’inizio è affidato a sampler di matrice prettamente spaziali e linee vocali non da meno, fa la sua comparsa John Wetton con un pezzo che non gli rende affatto giustizia; si procede su questi lidi per un po’ ma assolutamente senza colpo ferire. L’incedere risulta molliccio e privo di mordente, quasi stanco e poco ispirato; il proseguo è affidato a una chitarra in solitaria accompagnata da alcuni stacchi. Si ritorna a lidi prog rock con tastiere invadenti, il tutto si stoppa per lasciare spazio ai cantanti che qui offrono una buonissima prestazione e ci regalano finalmente un ritornello degno di nota. Buono lo scambio Cristina - JB e vai con l’ennesimo cambio di registro e una melodia flautata che sembra presa pari pari da The Human Equation, linea vocale seguente inclusa! Facciamola cantare da Akerfeldt e ci ritroviamo in men che non si dica al capezzale di un ragazzo in coma! L’autoplagio è capibile, comprensibile, anche legittimo; uno però qui si mette su l’originale e si emoziona di più, no? Passiamo oltre: lo facciamo con una serie di incisi che altro sapore non hanno se non quello di un enorme deja vù! Un po’ buttate lì le seguenti linee vocali, prima dell’ennesimo spaesamento che l’ascoltatore è costretto a subire. Chitarra acustica e violino in questo frangente ma linee vocali tutt’altro che vincenti, un po’ una costante inspiegabile di questo lavoro; un sampler spunta da nulla e ci traghetta in un salutare intermezzo metallico che per poco sveglia dal torpore. Si prosegue su lidi abbastanza anonimi con stacchi improbabili e soluzioni tutt’altro che musicali per i successivi 5-6 minuti, in cui la noia fa veramente da padrona incontrastata e senza che siano rilevabili momenti degni di nota. Si conclude qui il primo cd dell’opera, che fa dalla sua pochi pregi e molti difetti, tanto sorprendenti quanto inspiegabili e assurdi.

TERZA FASE
Ci accolgono i sampler che vengono presto sovrastati dalle chitarre con un tema arioso e tranquillo; il proseguo è incollato e offre un altro clamoroso deja vù! Qui la melodia portante è quasi identica alla quella di Victims Of The Modern Age, la titletrack capolavoro tratta dal disco con lo stesso titolo uscito a nome Star One. Quel pezzo è già pazzesco di suo, qui viene citato, ripreso e inserito in un contesto dove perde buona parte del suo potenziale; ascoltate l’originale per capire cosa intendiamo. Buono il cantato che si rivela prima evocativo poi arioso con Tommy che fa sempre la cosa giusta al momento giusto e si rivela una grandissima scelta, purtroppo per il disco sbagliato. Inevitabilmente e quasi compulsivamente si approda in altri lidi in maniera pressoché incollata e fuorviante; assistiamo qui a un pezzo prettamente power metal che non tira affatto, complice un ritornello praticamente inesistente. Stacco, brusco, bruschissimo; qui fanno da padrone tastiere invadenti e sampler, spunta una linea vocale per niente azzeccata e un assolo che sembra un po’ buttato lì e non sostiene per niente ciò che si sta suonando. Ora vengono decisamente incollati l’ennesimo intermezzo di sampler, l’ennesima melodia e l’ennesimo tema che non porta a niente di concreto e/o memorabile; al tutto gli si incolla un altro cambio di umore che sfocia sul western e a questo punto ci si inizia a fare parecchie domande. Ma che senso ha tutto questo marasma di roba? Perché di marasma si tratta, e anche sconclusionato in parecchi frangenti. Si prosegue col flauto che finalmente porta un po’ di magia, ma per poco: il resto della composizione non è niente di memorabile né tantomeno assimilabile dopo meno di una ventina di ascolti, pazzesco. I restanti due minuti concludono la suite nel più perfetto degli anonimati.

QUARTA FASE
Si da inizio alle danze con chitarre acustiche e flauti, e si ascolta a un duetto tutto italiano tra Sara e Cristina che, finalmente, riescono ad emozionare con melodie semplici e di facile presa. La quarta ed ultima fase inizia quindi in maniera parecchio azzeccata; ora ci si incolla ovviamente qualcosa di diverso, ma le partiture sembrano aver preso il piede giusto e la giusta quadratura, regalando momenti di ottima fattura. Il proseguo dell’ascolto si rivela interessante sia strumentalmente che vocalmente, ma il continuo uso di soluzioni diverse finisce presto per stancare e rivelarsi una scelta che non paga per niente. Ne è la controprova l’ennesima prepotenza dei sampler e di non melodie che possono si essere utili alle esigenze di trama ma poco adatte alla fruibilità musicale del prodotto. Qui non parliamo di letteratura, ma di musica, e se non sta in piedi una cosa solo ad ascoltarla, lo stesso leggerla potrebbe portare ad altri problemi di cui comunque non discuteremo in questa sede. Si accelera leggermente con un pezzo quasi allegro che male non fa, e in parte ci si risolleva svegliando l’attenzione dell’ascoltatore con un buon tiro e una buona prestazione corale che rimanda tantissimo agli anni ’80. Non pensate male, dura solo due minuti e viene ovviamente bruciata con uno smorzare drastico dei toni in favore di un registro strappalacrime con tastiera e voce; questo si palesa per appena un minuto e già si cambia. Capite, no, che c’è qualcosa che non va? Si passa a un momento più oscuro che poi si tramuta in melodico; un breve solo di chitarra ci accompagna verso la fine del disco, che si palesa con la ripetizione del tema portante che da il nome all’album, un breve spazio cantato e un violoncello che brevissimamente accompagna JB.

CONCLUSIONI
Il voto l’avete visto, no? Quindi si può tranquillamente dedurre che per un progetto come Ayreon questo The Theory Of Everything sia un vero e proprio tonfo. Non è un brutto disco, ci mancherebbe altro, di certo però possiamo affermare che sia il meno bello con questo nome in copertina; cos’è successo quindi? Difficile rispondere: si può spaziare dall’approccio compositivo alla poca ispirazione, allo stravolgere in male una squadra ben consolidata fino agli oneri contrattuali. Nessuno è in grado di saperlo, ciò però non toglie che questa non è assolutamente l’opera che tutti aspettavano dal lungocrinito artista olandese. Lo stesso Lost In The New Real offre canzoni migliori, per non parlare dell’ultimo Star One. Fa un po’ specie l’essere costretti a considerare come i migliori momenti dell’album quelli in cui palesemente si citano i vecchi capolavori che Arjen diede alle stampe. Eppure è la nuda e cruda verità perché, parliamoci chiaro, qui ci sono quarantadue tracce di cui almeno la metà sono totalmente inutili; talvolta, visto e considerato quello che costano i dischi, sarebbe d’uopo sacrificare la trama in favore delle canzoni, non viceversa. Qui si sente proprio l’ostinarsi a volere il concept bombastico a tutti i costi senza però tenere conto di un discorso più terra terra come la fruibilità e il rendere piacevole l’ascolto. The Theory Of Everything non offre purtroppo un momento davvero memorabile che sia uno, e riesce a non farlo sfoggiando comunque un cast stellare e una produzione perfetta, accompagnata da una altrettanto magistrale esecuzione. L’amaro in bocca è quindi veramente tanto; il 2013 però ha comunque sfoggiato una nota positiva poco nota ai più. Se volete un concept in ambito prog rock che sia veramente un gran disco, c’è Alchemy di Clive Nolan; The Theory Of Everything esce dal confronto non con le ossa rotte ma triturate.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
82.76 su 67 voti [ VOTA]
Steelminded
Lunedì 12 Febbraio 2018, 21.59.14
104
Per me il voto è 80. Passo e chiudo.
Steelminded
Lunedì 12 Febbraio 2018, 21.52.43
103
A me piace molto, ma non nego che sia troppo ambizioso, difficile e spacca maroni dopo una decina di tracce... Non riuscirei mai ad ascoltarlo tutto in una volta... poi la trama è da ricovero. Detto questo, a me piace è un'opera coraggiosa e di grande spessore e non sono d'accordo che non vi siamo momenti memorabili, anzi ve ne sono tantissimi lungo l'opera tutta. È vero che nel marasma delle composizioni e cambi di registro non sono facilmente memorizzabili d'altro canto. A me sono serviti diversi ascolti per formarmj un'opinione stabile... capisco e rispetto la critica del recensore sotto questo profilo, le critiche che solleva sono argomentate e giustificate e ci sta che per tutti questi motivi l'album possa non piacere o comunque piacere meno di altre cose. Evviva!
Steelminded
Lunedì 12 Febbraio 2018, 15.57.14
102
Probabilmente un genio, è sforna grandissime opere, ma farsi vedere da uno bravo per le storie assurde che crea, no? Evviva!!!!
SimonFenix
Martedì 5 Settembre 2017, 22.03.03
101
In parte concordo con la recensioone perché se prendiamo la maggior parte delle canzoni singole non stanno in piedi da sole a differenza degli album precedenti.
Maurizio 76
Venerdì 27 Gennaio 2017, 10.26.22
100
merita minimo 80....
t.o.e.
Venerdì 30 Dicembre 2016, 12.26.06
99
Ha ragione Seanchan, uno che risponde così alle critiche fa solo ridere. Cambia mestiere va...
Seanchan
Giovedì 18 Agosto 2016, 15.30.20
98
Recensione pessima e risposte piccate del recensore ai commenti oltre il limite del grottesco.
marco
Domenica 31 Gennaio 2016, 19.47.36
97
ragazzi ma stiamo scherzando...capolavoro assoluto 100 a mani basse
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 16.12.55
96
Ad un'opera simile c'è un unico approccio che ti consente di apprezzare il tutto: munirsi di pazienza, tempo e...il libretto. Perché - diciamocelo - a parte Tommy, The Wall, Streets, Jesus Christ Superstar e pochissimi altri - quali sono le rock opere che "stanno su" da sole, con la sola musica? Le nostre Cristina e Sara (mai sentita prima, al pari di Karevik e Mills, tutti eccellenti sorprese) mi sono piaciute, ma mi ha colpito soprattutto Hietala che in questo disco dimostra di avere una bella voce. Alla fine mi è piaciuto e l'ho ascoltato molto. Ma mi chiedo quante altre volte lo metterò su in futuro. Voto 78
Gregorio
Lunedì 28 Settembre 2015, 23.13.34
95
Ora vedo che il simpaticone che risponde così pacatamente alle critiche sulla recensione è il recensore stesso....non so se abbiano meno peso le risposte che dai o la recensione stessa...waste of air...bel nick, ti si addice! P.s.: ovviamente noi non capiamo nulla eh, tutta la gente che commenta non ha capito nulla, hai capito tutto te, tranquillo!
waste of air
Lunedì 21 Settembre 2015, 16.13.28
94
Andiamo avanti ancora per 'sto disco talmente bello che Arjen sta suonando Human Equation nei teatri? Secondariamente, il voto alla rece é 70, SETTANTA, non 35. Sicuramente chi dá 99 a questo disco, come parecchi di quelli che sostengono che io non l'abbia nemmeno ascoltato (ma davvero, ci siete o ci fate?), ha proprio ragione come quelli che dicono che la copertina non conta nulla. Per me questo disco é discreto, fine della storia; non concordare é un conto, le illazioni non meritano risposta. Tutto chiaro? Addio.
Ayreonight
Lunedì 21 Settembre 2015, 15.06.37
93
@waste of air: Gentilissimo, grazie. Dagli interventi precedenti mi pare che l'abbiano capito in parecchi. Non voglio fare il saccente, mettevo solo in chiaro degli aspetti che erano stati trascurati. Almeno il mio commento è stato calmo ed educato, a differenza della tua risposta.
waste of air
Sabato 19 Settembre 2015, 19.07.58
92
E meno male che ci sei tu che l'hai capito e gli altri sono tutti coglioni! Rileggi il tuo commento e cerca di capire quanto puoi essere preso sul serio TU, prima di scassare la minchia al prossimo con aria da saccente da 4 soldi, anzi 3 perché è prog. Avanti il prossimo prof.
Ayreonight
Sabato 19 Settembre 2015, 19.02.14
91
Prima di tutto, sono un grande fan di Arjen e proprio per questo ho sempre grandi aspettative per i suoi lavori. In questa recensione si critica la mancanza di originalità e l'arrangiamento del disco. Per ammissione stessa di Arjen, "The Theory of Everything" è stato pensato come un insieme di 4 suite, in seguito divise in 42 tracce (casualità?). forse anche per una maggiore accessibilità. Il voto sarebbe quindi stato diverso se fossero rimaste invece 4 suite? E che male c'è nell'uscire dalla formula classica e commerciale strofa-ritornello, neanche così nuovo nell'ambiente del prog? Per me non è che un pregio e dà più originalità ai singoli pezzi. In quanto ai rimandi agli album precedenti, per me neanche così espliciti, chiedo di nuovo: qual è il problema? Gran parte dell'album dimostra grande originalità, anche se forse non brilla dall'inizio alla fine (soprattutto la seconda parte, Symmetry). Non sarà al livello del mio preferito di Ayreon, "Into the Electric Castle", ma se la critica si basa su cose come la mancanza di coesione (in un album prog!) e presunto auto-plagio, senza prenderne nemmeno in considerazione altre come la bellissima storia e le tematiche che lo ispirano, non può certo essere presa sul serio. Un album così occorre capirlo fino in fondo prima di criticarlo in maniera così superficiale. Io dico: bel lavoro, Arjen!
waste of air
Mercoledì 10 Giugno 2015, 17.45.51
90
Caro Gregorio, se avessi ascoltato il disco quattro volte non ti avrei dato modo di esistere. Ogni tanto anche quelli come te devono parlare e spiegare la cultura alla gente non per bene, no?
Gregorio
Mercoledì 10 Giugno 2015, 17.20.34
89
A mio parere il recensore non sa vedere oltre il proprio naso; probabilmente il disco l'ha ascoltato tre volte e poi ha scritto la recensione....il disco è difficile e pesante le prime volte che lo si ascolta, non è di certo di facile apprendimento, ma più lo si ascolta più lo si apprezza....le atmosfere, le linee vocali, la bellissima e triste storia (perchè non prenderla in considerazione? Diamine, è un concept album, è costruito su una storia!!!) i personaggi e coloro che gli danno la voce, le partecipazioni....i riff portanti e i temi entrano in mente, eccome, se si sa ascoltare e se si riesce ad apprezzare...io lo considero uno degli album Prog migliori di sempre, semplicemente fantastico. Forse il recensore dovrebbe occuparsi di dischi più facilmente fruibili!!
Alessandro
Sabato 11 Ottobre 2014, 4.27.27
88
Una sola parola gli rende giustizia: CAPOLAVORO
spiderman
Martedì 15 Luglio 2014, 20.17.31
87
Ho riascoltato questo album dopo 2 mesi,non c' e' niente da fare Lucassen e' un genio.Ogni singola traccia per le emozioni che sprigiona ti penetra l'anima,musiche,tematica e interpretazioni canore estremamente suggestive e commoventi.Ogni cantante si e'' inserito alla perfezione nella tessitura musicale di ogni brano,immedesimandosi alla perfezione nel personaggio assegnatogli.Bravi tutti sia musicisti che cantanti.Da incorniciare pero'in particolar modo l'interpretazione di Mills, Karevik,Cristina Scabbia e Sara Squadrani.Sublime l'assolo di Steve Hackett.CAPOLAVORO.
Totofan
Martedì 10 Giugno 2014, 16.06.58
86
Personalmente non sono per niente d'accordo con questa recensione, e, sempre rispettando il gusto e il lavoro di chi l'ha scritta, la trovo a volte un po' superficiale e poco oggettiva (nei limiti in cui la musica possa esserlo!). The Theory Of Everything non è il tipico lavoro di Ayreon. Viene a mancare la struttura a "insieme di canzoni" e diventa più che altro una grande, lunga epica. La divisione in 42 frammenti, che tutti osteggiano, non ha altra funzione se non il rendere più identificabile il procedere della trama e permettere di skippare più velocemente. Di questo ne ho anche parlato con Arjen! The Theory of Everything va fruito come un'opera continua, leggendo il testo, senza saltare parti, e ascoltandolo più di una volta. E' molto più complicato di, per dire, uno Human Equation. Per quanto riguarda le parti simili, qualcosa c'è in effetti, ma alcuni temi sono semplicemente firmati Ayreon -si risentono in 01011001, si risentiranno nei prossimi album. Non è autoplagio! Cito: "Pochissime sono le linee vocali che veramente si imprimono nella testa dell’ascoltatore e quelle più riuscite lo fanno a fatica dopo parecchi ascolti; idem per i temi che sono veramente troppi e sfruttati male. In The Human Equation erano tutti inquadrati alla perfezione, ad esempio: racchiusi nella loro forma canzone e fruibili come entità a se stanti. Qui non ci si ferma mai, non ci sono pause e veniamo bombardati e storditi un pezzo dopo l’altro senza avere ben chiaro cosa stia succedendo." Questo è personale, perchè a me per esempio nessuna linea vocale MAI si è ficcata in testa come alcune su quest'opera. Per quanto riguarda i temi, sembra che Waste abbia ascoltato pochino TTOE, visto che i temi sono relativamente pochi (lo dico visto che la sto anche studiando), identificabili e che caratterizzano diversi momenti ed emozioni. Per quanto mi riguarda, slegandomi dalla struttura a canzoni dei precedenti di Ayreon, questo è un capolavoro assoluto, ma forse la musica più complicata (non tecnicamente) che abbia mai ascoltato...Diciamo che ci vuole un po' di impegno per apprezzarlo (sempre secondo me eh!). Il mio voto è 99 perchè nessun album, nessun film, nessuna storia mi ha mai emozionato così!
Struzzo
Giovedì 10 Aprile 2014, 9.27.54
85
amici, fratelli del rock e caro Waste of air, questo album ti cattura solo se non ti concentri nell'ascolto. Ammetto che alle prime riproduzioni mi aveva lasciato indifferente ma, dopo altri ascolti ....mi ha conquistato. E' come l'Everest....altissimo! Lo voto con 90 perchè mi ha travolto. Ormai è parte di me
Salvatore
Martedì 11 Marzo 2014, 15.45.23
84
anche questa volta il buon waste ci ha preso. all'inzio sull'onda dell'entusiasmo quest'album mi aveva preso molto. poi con gli ascolti mi è calato molto e ormai non lo ascolto quasi mai. peccato perché diluiti in questi 90 minuti di musica ci sono dei momenti musicali e delle idee veramente straordinari (segno che l'ispirazione c'è sempre, se qualcuno aveva dei dubbi). ma sono appunto troppo diluiti. altra cosa ci sono troppi deja-vu evidenti e alcune parti sembrano "incollate" male. una mezza-delusione rispetto agli ottimi victims of the modern age e lost in the new real. una the banishment o una isis and osiris nei suoi 10 minuti scarsi vince a mani basse contro l'intero the theory of everything per qualità e idee. la produzione, come per 01011001, non mi fa impazzire. ma forse sono io, dopo settimane ad ascoltare devin townsend, ad essere abituato troppo bene.
waste of air
Lunedì 6 Gennaio 2014, 13.39.39
83
@conan: ti ringrazio, ma ci tengo a precisare che non valuto le voci in quei termini, come magari può sembrare. Le ho trovate anche io buone, a tratti ottime, ma non così tanto da poter lasciare il segno. Ho apprezzato anche io l'azzardo, ma mi rendo conto (e qui parlo da fan) che non ha pagato.
conan
Lunedì 6 Gennaio 2014, 12.18.44
82
@waste of air Concordo con la recensione ,ottima ,analitica e abbastaza precisa,il voto 70 ci sta tutto,ma @videoclip ha ragione su 2 cose,cioè che ha tentato di fare qualcosa di nuovo,liberandosi dalla vecchia forma canzone,ma c'è riuscito solo in parte a causa del cappio della label discografica che gli ha imposto 42 tracce, lui voleva su consiglio di lori 42(numero simbolico magico) interventi vocali da dividere in 4 sezioni musicali,non 42 tracce che lo hanno ingabbiato limitandogli in parte la fantasia.la seconda osserazione la condivido,le linee vocali nel prog non si misurano in termini catchy,e amio avviso sono ottimi invece.Ascoltantolo molte volte alcuni pezzi addirittura li canticchio.70 come voto reale, ma 94 per incoraggiamento per il lavoro svolto,e che possa servirgli per fare di meglio in futuro
videoklip
Mercoledì 1 Gennaio 2014, 11.52.07
81
Maestro Lucassen ,fregatene delle critiche,dei recensori soprattutto nostrani,ma anche di quei coglioni razzisti musicali di progrockmagazine che anche quest'anno "se la so cantata e risonata da soli"facendo rivincere solo "artisti"?anglosassoni o solo "britannici",escludendo polacchi,serbi olandesi e italiani etc.Tu hai fatto un capolavoro,solo chi ha le orecchie atturate dal pop,non sa comprenderti,la gente non sa che la tua musica va ascoltata parecchie volte per entrare nelle vene e nell'anima,ed ora parecchi motivi li canto anche sotto la doccia.inoltre altra questione,vorrei che il recensore "Waste of Air" mi spiegasse l'accostamento con Alchemy che a mio parere è tutt'alro genere(odio il teatro applicato al rock metal,ma poi dov'è sto rock metal booo!),odio Steve Wilson, perchè non ha voce e si ostina a cantare,comunque de gustibus!,è come mettere dei chierichetti nel ring con tyson.Per me con tutto il rispetto che ho per il recensore il confronto più stretto andava fatto con Tobias Sammet(Avantasia) econ Timo Tolkki(Avalon)Sono il solo a pensarla così o sono troppo "vecchiotto" per questo forum?
videoklip
Domenica 29 Dicembre 2013, 21.31.35
80
@Mastro Baggins devo darti ragione ,(almeno in un primo momento)questo ragazzo serbo è veramento bravo e talentuoso,non lo conoscevo(che vergogna),ho chiesto a mia figlia che ascolta abbastanza progressive ma anche lei nisba,accidenti ! l'ho ascoltato su youtube solo una volta ,se continua così Micic spazza via parecchio vecchiume prog.Detto questo,1 sola volta per me è poco per dare giudizi definitivi,ho comunque notato che non è il massimo dell'originalità per l'utilizzo delle voci, fortissima è l'influenza di Devin Townsend (come ora che collabora con Anneke).La parte batteristica nella parte centrale è molto jazz e fusion,è bella si ma un po più energica e potente era ancora meglio.,che dire?per essere giovane ha fatto veramente un lavoro notevole ,bravo nel mescolare vari stili senza essere noioso e caotico,c'è progressive metal ,jent ,fusion e le voci cambiano tono e registro spesso, bravo ,veramente bravo,cosi si fa prog,veramente epico e magico,bravil le voci maschile e femminile.Confronto con Lucassen ?qui è dura, lui usa molto il folk e l'elettronica mentre micic immette molto jazz/fusion non disdegnando anche lui l'elettronica, creando atmosfera con influssi "ambient",sono 2 generi un pò differenti.La mia filosofia comunque è che se c'è un giovane e uno meno giovane che devono esesre premiati e sono entrabi bravi ,io premio il giovane, quindi ti do ragione vada per Micic,ma ripeto devo ancora ascoltarlo e approfondirlo meglio.Per quanto riguarda il confronto classico tra i più classici sfidanti non cambio invece opinione.ToE è superiore ad alchemy, Avantasia e Avalon,per Avalon 2 staremo a vedere il 2014 ,se Timo Tolkki sbaglio l'utilizzo di 2 pezzi da novanta come Simone Simons Floor Jansen è meglio che cambia mestiere.Grazie per avermi fatto conoscere questo giovane promettente.Di nuovo auguri a tutti.
Mastro Baggins
Domenica 29 Dicembre 2013, 12.22.36
79
Perdonami @Prometheus, mi ha incasinato la formattazione del testo durante la pubblicazione, la risposta rivolta a te era solo "Non mi sembra che ci sia stato nessun tipo di confronto, ho solamente affermato che il progressive non va ascoltato per i ritornellini e temini catchy, quando praticamente una buona parte della recensione è basata sulla mancanza di questi nell'album". Comunque riguardo al consiglio ad Alchemy, che io invece reputo un discone e i confronti reggono relativamente, visto che è piuttosto diverso da ToE, comunque non è alla sua altezza. Per quanto riguarda le parti vocali, si, rispetto ai dischi precedenti sono più debolucce, ma si ricollega tutto alla sua scelta di non voler fare qualcosa di ridondante, a me personalmente sono piaciute quasi sempre, a parte qualche punto qua e la. @videoklip miglior disco dell'anno no (anche se IMHO ci va vicino), ascoltati Bilo 3.0 di David Maxim Micic e poi ne riparliamo.
videoklip
Sabato 28 Dicembre 2013, 23.10.38
78
Io come avete notato sono nuovo in questo forum.e nel mio intervento precedente forse ho usato un tono un pò duro, forse le mie orecche non funzionano più come prima (ho 46 anni suonati) ,rispetto ll lavoro dei recensori perchè esprimere giudizi è sempre difficile,concordo anche con mastrobaggins sul discorso delle 42 tracce,ma lui ha affermato nel suo facebook che non è stata una sua scelta ma della casa discografica,e ha detto anche che per lui che non fa live la pirateria illegale rishia di fargli chiudere bottega,e sul perchè ha chiamato hackett che si limita a fare un pur breve ma lodevole intervento, ha risposto che le chitarre "più in alto" costano troppo(crisi anche in Olanda).ha anche detto di aver contattato 4 cantanti ,2 non gli hanno risposto e altri 2 erano inpegnati.Detto questo è vero che i testi sono basilari ,ma rigiro la domanda al contrario,il titolo e la trama sono pesanti,non vi pare che altrimenti con testi più corposi sarebbe stata più pallosa?,io l'ho trovata invece più agile e comprensiva di electric castle e di human equation,cioè meno caotiche e più ordinate.Io gli ho dato 98(meritava 88),perchè si vede che ha tentato di fare qualcosa di diverso(primo album spiccatamente prog/rock con pochissimo metal), per incoraggiare il suo sforzo, di uscire dalle critiche che si fanno alla musica prog di fare sempre le stesse cose,qualcosa ha sbagliato ma ha avuto le mani legate(casa dis.a ed economia).Concludo con una domanda al recensore, che intendi per "marasma di roba"e quali sono i punti dove esce con le "ossa triturate" con Alchemy?,ragazzi io l'ho ascoltato ed è stato un sonnifero per me alchemy cosi come Steven Wilson.Avantasia e Avalon?il governo tedesco e finlandese finanziano in parte le opere,ma il risultato?strafighe invitate ,4 note, invitati bravi ,ma armonia e magia prog zero.lUCASSEN RIMANE IL MIGLIORE,nessun dubbio miglior album prog dell'anno,trovatemene uno migliore e ne sarò felice, buone feste e buon anno a tutti in anticipo.
Prometheus
Sabato 28 Dicembre 2013, 20.20.09
77
Ti riferisci a me? No, incoerente no: cinque punti li do solo perché c'è Tommy al microfono: tanto amore per la sua voce! Ciò detto, la critica alle linee vocali operata dal recensione dubito sia da intendere come l'hai intesa tu.
Mastro Baggins
Sabato 28 Dicembre 2013, 20.12.35
76
@waste of air: So che non l'hai scritta te quella recensione, il mio commento era rivolto in generale. @Prometheus: Non mi sembra che ci sia stato nessun tipo di confronto, ho solamente affermato che il progressive non va ascoltato per i ritornellini e temini catchy, quando praticamente una buona parte della recensione è basata sulla mancanza di questi nell'album. Si, de gustibus, non va messo in croce nessuno, ognuno ha le sue opinioni e non credo che la tua sia meno valida della mica, dico solo che avresti esprimerla un pò meglio e mi sembra anche leggermente incoerente con il voto finale.
Prometheus
Venerdì 27 Dicembre 2013, 22.50.08
75
Ma cosa cappero c'entrano gli Alter Bridge (?) e i Dragonforce (???), band dedite a ben altri generi con ben altri canoni? I confronti si fanno tra simili, non tra diversi. Bah! Comunque, l'ho appena ascoltato (come avrei potuto non farlo? C'è il mio amato Tommy!) e devo dire che è un buon album. Non molto buono né eccellente, ma buono sì. Concordo perfettamente col recensore! Riguardo al voto, sono indeciso, ma credo tra 70 e 75.
waste of air
Venerdì 27 Dicembre 2013, 22.23.15
74
@Mastro Baggins: Parti anche te dal presupposto sbagliato, dato che gli Alter Bridge non li ho recensiti io. Del resto, de gustibus.
Mastro Baggins
Venerdì 27 Dicembre 2013, 20.40.57
73
Sono abbastanza d'accordo con gli ultimi commenti. Recensione mal scritta e partita anche con il presupposto sbagliato: non si ascolta progressive per i ritornellini, per quelli ci sono gli Alter Bridge (ultimo album il recensore diede 85... contenti voi). A parer mio è un ottimo disco, al pari di The Human Equation e la parte strumentale è anche leggermente superiore rispetto a Into The Electric Castle, in più c'è stata una certa evoluzione nel sound, soprattutto nella batteria, che mi è piaciuta parecchio. Unici difetti: i testi, veramente basilari e al limite dello sciocco, e la scelta di dividere il tutto in 42 pezzi. Sono 4 tracce da ascoltare unite, fine della cosa. Gli dovessi dare un voto gli darei 85.
videoklip
Venerdì 6 Dicembre 2013, 21.34.54
72
Ma che cavolo avete nelle orecchie?miley cyrus (orecchio destro) e justin bieber(orcchio sinistro),vi do un consiglio sturatevi le orecchie e poi giudicate,ho sempre stimato il recensore,ma questa volta l'ha fatta proprio fuori dal vaso. T.O.E è UN CAPOLAVORO,in alcuni tratti superiore ad electric castle e human equation,pur collocandosi nel complesso nel medesimo livello.,è vero ci sono meno riff di chitarra,ma ciò è compensato da artisti come troy donockley,rick vaykeman jordan rudess e keith emerson,e poi tommy karevick e cristina tirano fuori tutto il loro talento inespresso,ma la vera sorpresa somo Mills e la Squadrani,il loro timbro di voce ed il loro vocal range è stratosferico.Complimenti Lucassen la tua mente geniale ha creato un nuovo capolavoro.Avendo io per un anno studiato canto e studiato batteria per 8 mesi(interrotti per un operazione e un incidente),e avendo ascoltato T.O.E ben 40 volte,posso esprimere il mio pratico giudizio tecnico(e non a simpatia),il mio voto è 98,a quelli che lo hanno criticato duramente rispondo così:ARIPIJATEVE,altrimenti ha ragione ggwp vimeritatelo schifo degli alter bridge e dei dragonforce.
ggwp
Martedì 3 Dicembre 2013, 15.01.40
71
Momento momento momento momento... praticamente state stroncando questo disco perché non ha canzoni che si possano definire tali? Vi meritate gli Alter Bridge ed i Dragonforce.
dome
Lunedì 25 Novembre 2013, 14.02.27
70
Il disco mi risulta purtroppo noioso. Devo ammettere che un pò me l'aspettavo, speriamo che il buon Arjen si riprenda con la prossima produzione. Detto ciò, è incredibile quello che leggo qua sotto. Non è possibile rimettere la valutazione SOGGETTIVA di un recensore ad una critica del genere. Io non faccio il reviewer e non lo vorrei fare. Ma gli utenti passano il tempo a criticare il perché un recensore (facendoci un servizio più che utile, non dimenticatelo per favore) abbia dato 70 anziché 60 o 50. Ma siete seri? Io posso capire si critichi una recensione mal fatta, che non fornisce alcuna idea del disco, ma non una recensione sufficientemente dettagliata, come questa. Leggete tutto ciò che il recensore scrive e capite per bene cosa potreste ascoltare, a quel punto il voto sarà anche superfluo. Oppure, se non avete il tempo, leggete la intro, le conclusioni e il voto, vi orienterete di certo. Ma non pretendete che il recensore abbia il vostro stesso gusto e dia il voto che voi avete già in testa (tra l'altro, se avete già un voto in testa, la recensione non è che sia così necessaria...)
ayreon
Domenica 24 Novembre 2013, 8.58.15
69
non ne ho mai discusso la classe e lo stile,per me è uno degli artisti rock più sottovalutati degli ultimi tempi assieme a gente come Clive Nolan (Pendragon,Arena),Neal Morse,Roine Stolt,il difetto è che a volte si lascia un po troppo prendere dalla voglia di strafare e stavolta ha toppato.
Syrmet
Sabato 23 Novembre 2013, 13.38.53
68
Non il miglior disco della discografia del progetto Ayreon, ma è comunque piacevole. Di sicuro aspettavo un pò di più, ma anche Arjen è un essere umano.
ayreon
Venerdì 22 Novembre 2013, 19.59.26
67
qui non si commenta la classe (quella c'è sempre) ,il fatto è che sembra tutta una minestra riscaldata,anch'io l'ho ascoltato più volte e devo dire che non mi ha preso al pari di "0100","Human equation" e gli altri,qui non fai in tempo ad abituarti ad un brano che già finisce e ne arriva un altro,poi ha forzato un po troppo sul lato folk metal (quasi tutti i brani ne sono infarciti),poi la mia è un'opinione personale,io già mi sono rifatto con "Fantasmagoria" degli Epysode
Danimanzo
Venerdì 22 Novembre 2013, 19.20.13
66
Cristo, come ci si fa a lamentare con i dischi targati Arjen ?! Come tutti i dischi precedenti, dategli il suo tempo e vedrete che crescerà con gli ascolti. Chiaramente parliamo sempre degli stessi pattern ritmici, degli stessi arrangiamenti atti a ricreare le medesime atmosfere di sempre. Ma la capacità e lo studio dell'olandese ogni volta mi lasciano a bocca aperta dallo stupore. Continuare a possedere, a distanza di anni e dopo molte produzioni, lo stesso gusto e la stessa inventiva nella costruzione delle melodie portanti, degli intrecci vocali e strumentali non è da tutti. Voto. 85
Bloody Karma
Venerdì 22 Novembre 2013, 18.46.00
65
I primi ascolti mi ero preoccupato poiché non riuscivo a fissare nulla del disco...ora pare di non essere l'unico. Cmq a forza di ascolti sto incominciando ad inquadrarlo. Bene l'uso delle voci (la Scabbia mi ha stupito molto), alcune parti sono davvero ispirate, ma il tutto alla fine sembra molto raffazzonato...vediamo se cambio idea tra qualche settimana.
ayreon
Venerdì 22 Novembre 2013, 8.04.08
64
mah, io mi aggrego alla recensioneisco bello ma per chi ha già tutto di lui suona di poco ispirato ,ancora una volta ha voluto strafare e puntare troppo sul cast ,malgrado tutto si difende bene come vendite perchè è entrato nelle charts olandesi.Tra le cose marchiate ayreon lo metto al punto più basso,peccato perchè già con "Lost in the new real" mi aveva deluso molto
macho68
Giovedì 21 Novembre 2013, 21.16.20
63
Dopo il primo ascolto,posso dire che il disco mi piace,forse proprio perchè ricorda pezzi dei vecchi album e quindi più assimilabili.....anche se per me il capolavoro di Aryen resta '01011001' , il disco merita più che la sufficienza...
Lizard
Giovedì 21 Novembre 2013, 21.00.12
62
Radamanthis: grazie a te
Ovest
Giovedì 21 Novembre 2013, 20.37.32
61
Forse non dovrebbero esserci i voti numerici, ma solo le recensioni. Mille parole parlano più di un numero a due cifre. Si possono quantificare le qualità, come fa Rolling Stone nelle sue classifiche dei 100 Migliori Qualcosa? Saluti a tutti, vi seguo sempre.
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 20.31.26
60
@Lizard: sempre gentile e posato, ok, x me reset fatto! Grazie del tuo intervento!
Lizard
Giovedì 21 Novembre 2013, 20.24.15
59
Che dite... ci facciamo un bel reset, consideriamo le rispettive posizioni e andiamo avanti? Attualmente la discussione si è esaurita e rischia solo di diventare spazio per faide personali. Lasciamo spazio a chi vuol parlare del disco.
waste of air
Giovedì 21 Novembre 2013, 19.41.02
58
@flag: evitiamo i toni sprezzanti, per favore.
HeartOfWinter
Giovedì 21 Novembre 2013, 19.39.04
57
Non mi trovo d'accordo con la recensione. Per gli ascolti che ho fino ad ora avuto il tempo di dare, prima su spotify poi finalmente su cd, mi sembra essere l'ennesimo colpo ben piazzato, sicuramente al livello di 01, e data proprio la mancanza della a me quasi indigeribile forma canzone, addirittura superiore.. Mi astengo per ora dal dare un voto, voglio dare ancora parecchi ascolti
Carlo
Giovedì 21 Novembre 2013, 19.38.39
56
A me dopo un iniziale scivolamento senza lasciare nulla, inizia a piacere e non poco. Probabilmente è l'album degli Ayreon che più mi ha dato difficoltà nel dipanare la matassa. Forse è anche la strutturazione così sfuggente. Cmq da iniziale cagata ora mi fermo ad un bel 75...ma credo aumenterà.
Flag Of Hate
Giovedì 21 Novembre 2013, 19.36.24
55
@Waste: no, è che pure io come altri utenti avevo notato una certa discrepanza tra il tono della recensione e il voto finale. Ma se mi dici che esso può facilmente essere spiegato dall'Algoritmo Metallized® non mi resta che prenderne atto...
Galilee
Giovedì 21 Novembre 2013, 19.28.44
54
Comunque, a titolo informativo, il disco in questione sta ottenendo buone recensioni sia a livello di contenuti che di voto su altri lidi. Questo per dire che il 70 di Waste non mi sembra affatto messo li a caso. Dalla recensione io non ho avuto un'impressione così negativa, probabilmente molti pezzi a lui sono piaciuti meno che ad altri e l'ha sottolineato in maniera più incisiva.
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 19.05.49
53
Il mio primo post non era certamente polemico e anzi voleva essere un qualcosa in più che volevo offrire agli altri lettori...come solitamente faccio (meglio che posso, anche io come voi gratuitamente, per il puro piacere di farlo e se posso dare una mano a chi non ha avuto modo di ascoltare qualcosa...) la polemica non mi sembra di averla fatta solo io infatti il tutto è nato dal post 10 di waste al quale anche altri hanno replicato dicendo il loro parere. Se poi a te non interessa che io ci sia in questa webzine dicendomi che il web è pieno di altre comunità aggiungendo tu non ci devi nulla come noi non ti dobbiamo niente va bene, ne prenderò atto e grazie tante!
NagasH
Giovedì 21 Novembre 2013, 18.58.38
52
Rada, la polemica l'hai fatta da solo, se permetti. Noi ci siamo solo limitati ad esplicare (cosa nemmeno dovuta) un metodo che riteniamo valido, e che ho sottolineato possa essere non condivisibile. Detto questo, mi astengo dal fare ulteriori commenti, se la cosa non è di tuo gusto, il web è pieno di altre comunità dove troverai sicuramente recensioni più in linea con le tue metodologie di giudizio...in soldoni, tu non ci devi nulla, come noi non ti dobbiamo niente. Saluti e buona serata.
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 18.48.57
51
Vabbè, lasciamo perdere...
waste of air
Giovedì 21 Novembre 2013, 18.27.05
50
@Radamanthis: quello che dovevo spiegare l'ho già spiegato, sia nella recensione che sotto. Il prog richiede tecnica, innovazione, produzione, artwork, espressività e altre variabili che vanno analizzate e giudicate una per una. TUTTE influiscono sul MIO metro di giudizio; se per te queste cose non sono influenti, non so cosa dirti. E finiamola con queste illazioni sulle comunelle tra redattori, ci facciamo un mazzo tanto e becchiamo insulti e anche accuse di malafede. Un minimo di rispetto.
Remedy
Giovedì 21 Novembre 2013, 18.13.46
49
dalle parole della rece alla fine ti aspetti una insufficenza sonante, massimo un 60 per graziarlo quindi la cover puoi influire di quanti punti vuoi ma la 70 dopo una recensione del genere non ci arrvi. Io la rece l'ho letta tutta ma mi sa che chi sta difendendo il recensore non lo ha fatto perchè altrimenti sarebbe d'accordo nel dire che la valutazione è completamente errata.
satanasso
Giovedì 21 Novembre 2013, 18.09.13
48
...secondo la mia modestissima opinione, per risolvere l'annoso problema dei voti si dovrebbe eliminarli, e sostituirli magari con un giudizio sintetico che non abbia l'assurda pretesa di misurare la musica in centesimi. Apprezzo enormemente il tentativo della redazione di rendere le valutazioni più bilanciate, ma non credo che sia la matematica la soluzione giusta, poiché ritengo che nessuno degli elementi che compongono un prodotto musicale sia valutabile utilizzando una scala che si basa su un parametro numerico. Un algoritmo? Se pure ci trovassimo tutti d'accordo nello stabilire che l'artwork debba pesare per un 5%, la produzione per un 15%, l'aspetto della cantante per un 10 e così via, si partirebbe comunque da valutazioni sempre soggettive... ad esempio, come valutare le copertine dei Priest? Ho sentito un sacco di gente definirle orride, a me invece piacciono quasi tutte... Non credo che aumentare la complessità del metodo di valutazione sia la soluzione giusta, io andrei piuttosto nella direzione opposta: orrido / mediocre / sufficiente / discreto / ottimo / capolavoro.
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 17.38.07
47
@Waste: Veramente se vogliamo andare a fondo della rece (cosa che finora non ho fatto volutamente, leggiti tutti i miei post) il tuo scritto è colmo di parole negative verso il disco di Arjen e in calce spunta un 70...ovvero 7/10! Forse saresti tu a dover speigare meglio questa cosa...e non dire che è grazie alla produzione perfetta e alla copertina bella....L'annoso problema dei voti è sempre dietro l'angolo ma se a parole uno dice una cosa e tradotto in numeri salta fuori altro...
Er Trucido
Giovedì 21 Novembre 2013, 17.35.57
46
il problema è che stiamo facendo una discussione sul niente, dato che non sapete di quanti punti può aver influito la copertina (non lo so neppure io, tanto per capirci). si parla di numeri, percentuali, cazzi e mazzi ma nessuno sa veramente quanto influisca. sinceramente questo fa venire voglia di rispondere, altro che simbiosi.
waste of air
Giovedì 21 Novembre 2013, 17.32.20
45
@flag: appunto. Quindi se io valutassi 100 un valore che ha un'incidenza del 2-3% su un 100 definitivo, di quanto alzerebbe? E quanto abbasserebbe, di conseguenza? Quindi su quale base sparo cazzate mostruose? Così, per sapere.
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 17.29.22
44
@NagasH: beh, se tu non dai Master of Puppets 100 solo per un'eventuale copertina brutta non so che dirti...allora Kill'em All che ha una copertina che fa cagare anche i passeri dovrebbe essere inferiore solo per l'involucro? Ma dai...Tanto non ne veniamo a capo, ognuno come sempre ha la sua idea e non si discosta, quoto Flag, se è bello lo compro se fa cagare anche con un Van Gog come cover rimane lì dov'è! La cosa pazzesca è che in qualsiasi discussione ci sia, su qualsiasi argomento, i redattori fanno sempre squadra tra di loro e mai a dire che uno può ever detto una cosa sbagliata o non opportuna...quindi sarete in perfetta simbioso l'un l'altro...non so! Dire che uno sbaglia a fare certe affermazioni (in generale, non deve essere questo il caso specifico o singolo) potrebbe essere sinonimo di elasticità mentale e non di debolezza..ma vabbè...buona serata!
Remedy
Giovedì 21 Novembre 2013, 17.11.29
43
la cover e il pacchetto lo puoi considerare fino ad un certo punto, qui leggendo la rece non c'è una singola frase che non sia una critica alla musica(ricordiamo che parliamo di musica prima di tutto) e alla fine leggendo il voto rimani troppo stupito, "ma come non hai scritto mezza frase a favore del disco e poi dai MOLTO più della sufficienza ?" . Se avvesse "salvato" il disco con un 60 grazie alla cover e tutta la pruduzione l'avrei accettato ma un 70 è troppo esagerato rispetto alle parole della rece. Si critica sempre sta roba dei voti e lo so è una rottura di palle per i recensori però se c'è il voto alla fine deve rispecchiare quello che hai scritto e in questo caso non succede
Flag Of Hate
Giovedì 21 Novembre 2013, 17.09.33
42
Così, tanto per fare un esempio... non so se avete presente l'artwork dell'ultimo disco dei metal Church, "Generation Nothing"... Beh, è di una tristezza notevole, pare il cartello del divieto di sosta su sfondo grigio-sporco. Ma se il disco in sé dovesse risultare bello (non ho ancora avuto modo di ascoltarlo ), lo comprerei. Così come ho comprato "By Inheritance" degli Artillery, uno dei dischi più belli della storia del Thrash ma dalla copertina orrenda. Tra l'altro NESSUNO -tra i pochi che lo fanno ancora- compra un disco per la copertina. Manco fossimo dei bambocci che comprano una data marca di cereali perché la confezione è più colorata. Capirei se stessimo parlando di arti visive, ma essendo la musica il tema della webzine, credo che da sola debba contare minimo il 95%. Poi, se ha anche una bella copertina benvenga, altrimenti... va bene lo stesso!
Flag Of Hate
Giovedì 21 Novembre 2013, 16.45.37
41
Detto in maniera elementare: un bel disco lo compro anche se ha una copertina di merda (vedasi i Riot), un disco merdoso ma con una copertina bellissima rimane sullo scaffale.
Er Trucido
Giovedì 21 Novembre 2013, 16.45.09
40
rada: quando si parla di involucro non si parla di solo.artwork, suvvia l'ha detto anche gian prima. stiamo parlando di punticini mica di grossi decimali.
NagasH
Giovedì 21 Novembre 2013, 16.43.24
39
Parliamo di recensori diversi, mentalità diverse ed epoche diverse. Se i Metallica avessero messo il faccione di Lars (ma come vedi non l'hanno fatto) non avrei dato 100 a quel disco. E pensa, invece di mettere il faccione di Lars hanno contatto Don Brautigam, uno degli artisti più quotati negli anni 70/80 e avevano Peter Mensch come manager (ideatore della copertina) uno che nella sua carriera ha "solo" curato l'immagine di RHCP, Muse, Def Leppard e Page. Dei due, non credo sia io che debba rispondere alla tua domanda.
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 16.26.51
38
La confezione va valutata ed apprezzata se è bella, ma la valutazione della confezione non può influire sul giudizio finale del disco o come detto da Waste salvatre l'involucro dai propri contenuti...è ben diverso! Ripeto, che voto daresti a Master of Puppets se al posto della copertina con le croci, le mani, i fili e l'elmo da soldato ci fosse su il faccione di Lars? Io gli darei 100 comunque, perchè è stupendo come disco, poi direi: cazzo, potevano mettere qualcosa di meglio del faccione di Lars in copertina...ma non mi devo appendere il poster in camera del faccione di Lars, devo mettere il disco nello stereo e godermi le 8 tracce del disco!!! Per quanto bello di artwork qui su metallized Virtual IX si è preso 53 (giustamente) e l'artwork non viene menzionato, il Black album per quanto brutto di artwork (brutto...boh, è tutto nero con un serpente e il logo che si intravedono) si è preso 79 (giustamente)...quindi di che stiamo parlando???
NagasH
Giovedì 21 Novembre 2013, 16.10.40
37
Rada: quindi, mettendo d'accordo testa e mani, il packaging conta o non conta? Perché se non conta, se è un di più, allora il mio assioma, esasperato, dovrebbe avere un senso, soprattutto per chi dice che artwork, testi e produzione non abbiano impatto sulla valutazione. La verità è sempre nel mezzo, ci sono dischi che musicalmente riescono a spiccare nonostante tutto il contorno, ed altri che per vari motivi non riescono, ma dire che la "confezione" non sia da valutare mi sembra azzardato.
entropy
Giovedì 21 Novembre 2013, 16.05.05
36
Mi piace l'esempio di iron maiden e manowar. Lì , come anche rada fa notare, una produzione infelice, nonostante i mezzi a disposizonione, non può non avere un impatto sulla valutazione di quei due dischi!! ancor di più perchè voluta!! Così come le ultime produzioni ad esempio dei virgin steele dove la scelta di mettere in secondo piano le chitarre di pursino ha finito con penalizzare la godibilità del disco!!
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 16.03.18
35
@Nagash: estremizzi la cosa..anche qui è naturale pensare che l'artwork a certi livelli sia presente non in una slipcase in cartone, accompagnato da qualche foglio A4 fotocopiato e piegato, con sopra testi e crediti ma come è ormai (fortunatamente) uso in una bella confezione con i fiocchi...ma ultimamente (o meglio, negli ultimi 20 anni..) dove trovi quanto da te descritto oltre che nel demo che ho spedito io a Metallized? (band amatoriale, precisiamolo...)
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.59.29
34
@ErTrucido: credo che più di produzioni mal riuscite si debba parlare di scelte di suoni mal riusciti, non credo che un egocentrico come DeMaio permettesse la produzione di un disco in cui il basso (suo strumento) non suoni come lui voglia...della serie non è bello ciò che è bello ma ciò che piace e lui lo voleva così (poi anche a me fa cagare...contento Joey contenti tutti...), idem Iron e Metallica...gli Iron che noleggiano un castello per registrare un disco per avere un certo tipo di acustica non ne fanno una questione di soldi ma una questione di scelta di un sound piuttosto che un altro quindi, ai loro occhi e soprattutto orecchie quel sound è perfetto, poi può piacere o meno ma non si può parlare di produzione dilettantistica, amatoriale o non all'altezza!). @AdAstra: il problema di sto disco non è che Arjen non si sia svenato in quanto a creatività ma il fatto di averne addirittura messa troppa per poi lasciare li in sospeso molte tracce che meritavano uno svolgimento migliore e un approfondimento migliore senza doverle tagliare tutte o quasi tutte a 2 minuti o 1.30 facendole passare per 4 grandi supersuite. Certi passaggi interessanti dovevano, a mio avviso, essere elaborati meglio saltandone altri poco ispirati e inequivocabilmente utilizzati come filler (chissà poi il perchè di una scelta tanto strana, coraggiosa, geniale ma purtroppo poco riuscita!) Tutto ciò, lo ripeto, lo dico con grande rammarico perchè Arjen è un vero e prorpio genio che fino ad ora non ne aveva sbagliata una! Il perdono è sacrosanto ma spero che nel prossimo ritrovi la via maestra...
entropy
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.57.13
33
@rada non farci passare per quelli che guardano alla confenzione e non al contenuto, che non sanno vedere il cuore nella musica o la qualità nella scrittura!!! nessuno ha detto questo! e chiaro che il grande pezzo e meglio di uno di merda prodotto bene con una fantastica cover!! Così come magari il fascino di certi album sta anche nelle produzioni dell'epoca (penso ai death che rimasterizzati perdono un pò della loro magia).
NagasH
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.53.38
32
Quindi possiamo prendere come assioma il fatto che qualcuno pagherebbe 20 euro per un disco masterizzato, dentro una slipcase in cartone, accompagnato da qualche foglio A4 fotocopiato e piegato, con sopra testi e crediti? Continuo a non voler entrare nel merito, ma ragazzi, il livello dei commenti temo stia prendendo una piega fin troppo scontata. Buona giornata a tutti
Er Trucido
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.44.10
31
rada: che i grossi nomi possano permettersi produzioni stratosferiche è vero, ma poi in soldoni non è scontato che lo siano veramente. pensa a quella di death magnetic o final frontier oppure al basso friggitrice dell' ultimo manowar. non diamo per scontato tutto. e comunque è stato detto che hanno un peso nell' economia di un disco, magari lieve ma ce l'hanno.
Ad Astra
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.41.29
30
su tutti i vostri discorsi di voti non mi ci metto e manco mi interessano...detto qui vado oltre confermando l'analisi di waste in toto..compresa l'ultima frase...un disco non splendido ma buono... aryen non si è svenato in quanto a creativitâ ma è normale forse comprensibile... un altro tasssello nella discografia quasi...e dico quasi perfetta....
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.41.17
29
Ognuno usi l'algoritmo che vuole (oggi il termine algoritmo è strautilizzato vedo...), io preferisco un disco ispirato, con canzoni ispirate, voce ispirata, linee vocali avvincenti, riff assassini, (e in base al genere proprosto orchestrazioni, assoli al fulmicotone ecc ecc) con una produzione eventualmente non perfetta (anche se ripeto, oggi è pressochè impossibile visto che le prodizioni differenti tra loro in base al genere proprosto e in base a cosa si vuole mettere in risalto) sono tutte pressochè perfette (fortunatamente direi, siamo nel 2013 non nel 1960...) e che ti rimangono impresse come può rimanerti impressa una I want out, una Battery, una Aces High, una Ace of spades, una Zero tolerance, una Chop suey (ne ho prese alcune di svariati generi...) che brani che non ti rimangono impressi o che non ti hanno lasciato niente (o ben poco). Sono le grandi canzoni che rimangono nella storia, non le grandi produzioni o i grandi suoni sennò dovremmo cancellare tutto ciò che c'è dal 1960 al 1995....
entropy
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.36.44
28
Nota a margine, quando le informazioni erano meno, e avevo solo la mia rivista mensile su cui potevo informarmi (perido 1991-1998), dove i gruppi per me erano ancora tutti sconosciuti., nona vevo accesso a mp3 etc.... tante scelte in maniera più o meno consapevole sono state determiante anche dagli artwork!!!
entropy
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.32.13
27
ma magari sta copertina vale 0.5!! cmq secondo me alla fine, nel dare un giudizio anche senza algoritmo, ognuno di noi usa un proprio algoritmo nascosto, in cui rientra tutto artwork compreso. Magari una produzione perfetta ma troppo "leccata" , e non adatta ad un determinato genere, ti fa scednere il voto "istintivamente" anche senza ricorrere ad algoritmi.!! Alla fine un dicso impeccabile formalmente ma senza "ispirazione" ( mi viene da pensare agli ultimi dei dream theater), un pò scolastico, cmq può meritare il suo 65/70 proprio perchè tutto è perfetto, anche se non ispirato...
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.26.16
26
@Lizard: la rece l'ho letta e già nella lettura una volta arrivato in fondo e letto il 70 ho storto il naso poichè in base alle parole di Waste o comunque alla loro esposizione avrei pensato a una valutazione differente, certamente non 70...perchè se un disco "non offre purtroppo un momento davvero memorabile che sia uno" e "L’amaro in bocca è quindi veramente tanto" oltre a tutto il resto, (leggasi la recensione per chi ancora non l'ha fatto) non è certamente da 70 ma ho volutamente sorvolato per non entrare, anche in questa sede, nell'annosa problematica del voto finale, infatti non troverai nessun riferimento alla rece di Waste nel mio post n. 7 (io ho votato 6- dicendo inoltre "forse solo perchè è Arjen, quindi un 5.5 sarebbe ancor più azzeccato a mio avviso). Inoltre il paragone con Alchemy nella misura in cui ti riferisci tu ci sta fino a un certo punto poichè non si può sapere che valutazione dia Waste a questo disco (facile ora dire 100 o 90 per rimarcare il 70 a questo Ayreon). Attendevo con ansia questo disco da un artista che ho sempre apprezzato tantissimo e la delusione c'è stata (quindi valuto negativamente anche una mia leggenda, un mio mito...purtroppo! ) @entropy (ma anche per Lizard): è difficile oggi trovare un prodotto qualitativamente scadente di produzione e di suoni a certi livelli e ancor più difficile trovare sul mercato (vista anche la spietata concorrenza) canzoni contenenti errori tecnici, nessuno, dai Metallica alla band di sedicenni che fa un demo può permetterselo e Arjen Lucassen uno che ha fatto 13 dischi con i suoi Ayreon e ha collaborato con gente del livello di Avantasia, Gary Hughes, Ian Perry, After Forever, Within Temptation e cosi via) non credo metterà mai nei negozi un disco suonato male, con errori, prodotto male e con suoni impastati, e i musicisti di cui si è circondato idem, quindi il fatto che sia prodotto magistralmente, suonato magistralmente, con suoni perfetti e senza errori credo sia oggi lo standard qualitativo base (a meno che registri come me e la mia band amatoriale in casa con cubase, un buon mixed e una scheda audio professione...ma Arjen ha altre attrezzature direi...) a cui tutti quelli che fanno della musica il prorpio mestiere debbono attenersi (lo fanno anche quelli che registrano i demo!!!). Infine, come dicevo prima nel mio post 14 non si può prendere come metro di giudizio addizionale di un disco la copertina o l'artwork...se Master of Puppets disco da 100 senza dubbio musicalmente perfetto avesse avuto chessò la copertina del Black album che si fa, gli si da 90 solo x quello? Ripeto, la copertina è un qualcosa in più che ben venga e che fa piacere ma non devo appendere in salotto l'artwork del disco, devo ascoltare il disco...è diverso!
entropy
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.22.29
25
ma quindi il sistema "di calcolo" è uguale per tutti? non potremmo a questo punto sapere i pesi che usate? potremmo capire meglio il valore del voto esposto così.
waste of air
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.18.51
24
Le vostre invettive avrebbero senso in caso di media matematica, ho parlato in maniera chiarissima di valori con influenza diversa e in percentuali diverse e con quindi un diverso livello di incidenza sulla valutazione. Poi Radamanthis, ho anche scritto "suonato da dio e prodotto da dio"; e un disco DEVE essere valutato anche per queste cose che, volenti o nolenti, incidono eccome, a maggior ragione se parliamo di prog. L'artwork poi non conta PER TE, ma un album è fatto anche da quello e ovviamente va valutato. Nelle mie parole si parla di involucro su una base di artwork, produzione, tecnica; queste cose non sono influenti? Allora siamo tutti capaci di suonare così e meglio, vero? Poi, e concludo, a me non importa un fico secco se la stessa gente arriva e sistematicamente mi insulta anche sul personale in caso di 90, 70 o 30; sono però una persona trasparente e onesta, e il fatto che costantemente si prenda questo a pernacchie quando cerco solo di fare bene il mio lavoro non è corretto.
Galilee
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.17.34
23
Secondo me non c'è tanto da polemizzare. Un 70 è un discreto voto. la classe non sarà quella degli ultimi dischi, ma sta anche al nostro gusto personale valutare la bontà d quest'opera. Ovvio che tecnicamente sarà ineccepibile e ci saranno anche tante parti interessanti, da qui il 70 anche se il disco nel suo insieme non magari un granché. Questo è quello che deduco io.. Ovviamente un disco dei Darkthrone sarà sottoposto ad un altro metro di giudizio...
NagasH
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.13.36
22
Ci tengo a precisare un paio di aspetti, che siano condivisibili o meno purtroppo non è in mio potere, ma è giusto fare chiarezza. L'algoritmo di cui si parla è una mia idea, nata al fine di limitare la componente personale ai minimi termini, e comprende diversi aspetti, quali le liriche ad esempio. Ogni aspetto ha un impatto percentuale diverso ma che permette un guadagno di punti collaterali anche laddove il songwriting possa essere deficitario. Questo perché un disco è un prodotto commerciale, e non è solo il contenuto intrinseco del supporto, ed ha un valore commerciale che deve giustificare la spesa anche tramite aspetti quali artwork, produzione (che non significa patinata o grezza, ma funzionale alla proposta) e la perizia dei musicisti coinvolti (che non significa solo tecnica, ma anche gusto, efficacia e quant'altro). Non entro nel merito del disco in questione ma mi sembrava doveroso chiarire questi aspetti che, sia chiaro, non pretendo siano condivisi, ma rispettati. Rispettati perché nel dare un servizio come il nostro credo non sia giusto focalizzarci solo ed esclusivamente sulla musica, io personalmente ho rispetto per le vostre tasche e credo sia giusto che abbiate una visione totale di ciò per cui spendete i vostri soldi, e sono convinto che il contenuto della recensione ed il voto (elaborato come detto) abbiano una la loro efficacia in tal senso. Ovvio che tutto questo presuppone che non si guardi al voto come fine di una gara tra band.
d.r.i.
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.06.37
21
Oh questa rece tra un pochino andrà a finire tra quelle più polemiche
Lizard
Giovedì 21 Novembre 2013, 14.52.14
20
Radamanthis: chi ti vuole far passare per stupido? Se hai letto la recensione le frasi sono quelle, la parola involucro usata nel commento sj legge di conseguenza ed è ovvio che non faccia riferimento unicamente alla copertina, ma a tutto l'insieme. Come dire... bello ma senza cuore. Quanto al confronto con un altro album, se allo sfidante dai 90 o 100 (per dire eh) è ovvio che ne esca con le ossa rotte con un 70... o no?
entropy
Giovedì 21 Novembre 2013, 14.36.43
19
non capisco però perchè il fatto che un disco sia ben suonato e ben prodotto non debba avere un impatto sulla valutazioe finale. Cioè supponendo di avere due album uguale ma uno prodotto una emrda, non sarebbero giustificati chessò, 7 punti di differenza tra i due album? Se in un disco ho inserito compèosizioni originali e fantastiche, ma suono male, commetendo pure alcuni errori tecnici, non è giusto che il voto in parte mi penalizzi? Quidni che la produzione possa pesare sul 5/10% del giudizio globale, e la perizia dei musicisti per un altro 15% ci sta tutto!!! Poi magari a secondo dei gusti e del genere , uno può inserire anche cose come l'attiduine la grinta e che cavolo ne so. Ma in effetti sono tutti aspetti che un influenza sull'album devono pur averla!!
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 14.14.33
18
No, un momento, scusate...ma far passare x scemi non mi va, sia chiaro! So bene leggere e credo anche scrivere, cerco di essere solitamente corretto e più dettagliato possibile se scrivo un post ma certe cose non è che lascino spazio all'interpretazione! Waste scrive: "una release discreta, che a livello di voto viene salvata dall'involucro, non dai contenuti" oltre che altre varie cose in recensione (su tutte l'ultima frase: "Se volete un concept in ambito prog rock che sia veramente un gran disco, c’è Alchemy di Clive Nolan; The Theory Of Everything esce dal confronto non con le ossa rotte ma triturate" ), in primis non mi sembra una valutazione discreta (ovvero da 7, lingua italiana non cambogiano!) inoltre il discorso percentuali vale fino a un certo punto se in merito ad esse le parole sopra dette sono quelle virgolettate. Il post 10 di Waste mi sembra abbastanza chiaro e di difficile interpretazione differente da quella capita da me, Flag e Remedy, se poi volete farci passare per idioti evete sbagliato a capire! Mi scuso infine per aver detto Cazzata mostruosa, cercherò un sinonimo adatto, non offensivo e che in egual modo possa rappresentare il mio parere!
Raven
Giovedì 21 Novembre 2013, 14.06.44
17
Scusate, non entro nel merito della valutazione di Waste, però so leggere. Se dice che valuta in diversa percentuale, chi vi dice che alla copertina non abbia assegnato lo 0,5% della stessa e 0,5% alla capacità di suonare? E' sempre singolare notare come terzi sappiano benissimo cosa qualcuno voglia fare e cosa pensi. Essere in disaccordo è come sempre lecito, entrare nella testa altrui ed trinciare giudizi senza avere modo di poter valutare però, è altra cosa.
Lizard
Giovedì 21 Novembre 2013, 14.06.29
16
Ma vi riesce così difficile esprimervi mostrando un minimo di rispetto per quello che scrivono gli altri senza usare certe parole e soprattutto cercando di capire cosa ha scritto senza saltare subito a conclusioni? Cosa c'è da interpretare in una frase come "ogni variabile influisce in maniera diversa in percentuale"? C'è bisogno di usare termini come cazzata , unammerda.... io veramente a volte non riesco proprio a capire.
Flag Of Hate
Giovedì 21 Novembre 2013, 14.03.53
15
Quoto Radamanthis. Con questo criterio, tutti i dischi dei Riot raggiungerebbero al massimo il 45
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 13.58.36
14
No...aspetta Waste, non vorrai farmi credere che pensi sul serio a quello che hai scritto??? Cioè, con tutto il rispetto hai scritto una CAZZATA MOSTRUOSA...un disco deve essere valutato per il suo contenuto, non per la copertina e per come viene suonato. A certi livelli (disco realizzato da Lucassen non da "Gino lo spazzino" !!!!) è ovvio che le produzioni siano stellari e chi cu suona (Arjen in primis) oltre che i fior fiore di musicisti ospiti suonino alla perfezione (e ci mancherebbe...) e il prodotto abbia dei suoni ottimi, inoltre è assurdo valutare un disco per la copertina, va bene che anche l'occhio voglia la sua parte ma non è un Van Gogh o un Picasso da appendere in salotto, è una copertina...(allora il Black Album dovrebbe essere influenzato dalla copertina, idem il White Album del Beatles 1968 e quindi perdere una decina di punti???) Se lo reputi discreto per la musica ci stà il 7 e non è opinabile il parere personale ma se il voto discreto lo è per un insieme di fattori mentre la musica non nlo è (cit. tua: "una release discreta, che a livello di voto viene salvata dall'involucro, non dai contenuti") prprio non ci siamo...di che hai detto una cazzata e sia finita li!
ManOwaL
Giovedì 21 Novembre 2013, 13.43.57
13
Disco meraviglioso, un pò inferiore all'inarrivabile Human Equation ma decisamente più concreto del caotico (seppur bellissimo) 01011001. Da ascoltare senza badare al numero delle tracce o al passaggio tra le stesse, é chiaramente un tutt'uno e come tale và vissuto. Che poi possa non piacere é, come ogni giudizio soggettivo, sacrosanto e insindacabile.
waste of air
Giovedì 21 Novembre 2013, 13.27.22
12
Invece funziona benissimo, perché ogni variabile influisce in maniera diversa in percentuale, non stiamo parlando di semplice media matematica ma di altri criteri che hanno più o meno peso.
Remedy
Giovedì 21 Novembre 2013, 13.17.24
11
il tuo "algoritmo di voto" è sbagliatissimo ! quindi basta fare un bell'artwork e suonare dimmerda per prendere un bel voto...
waste of air
Giovedì 21 Novembre 2013, 13.13.32
10
@Remedy: Il voto non è completamente farina del mio sacco: mi avvalgo di un algoritmo composto da parecchie variabili, in cui inevitabilmente influiscono cose come artwork, produzione, stile ecc.. Questo disco è perfettamente prodotto, presentato e suonato da dio, non stiamo parlando di un'insufficienza ma di una release discreta, che a livello di voto viene salvata dall'involucro, non dai contenuti. È tutto scritto qui sopra!
Remedy
Giovedì 21 Novembre 2013, 12.52.13
9
Non ho ascoltato il disco(Arjen mi annoia da morire), ho letto tutta la rece e leggo: "el resto cosa vi è rimasto? Lo diciamo noi: niente" "6 minuti, in cui la noia fa veramente da padrona incontrastata" " il resto della composizione non è niente di memorabile né tantomeno assimilabile dopo meno di una ventina di ascolti, pazzesco." "The Theory Of Everything non offre purtroppo un momento davvero memorabile che sia uno" Vabbè tu dici quanto gli avrà messo alla fine?? 50 !! No 70... Domanda: ma che cazz0 di senso ha allora la recensione ?
Galilee
Giovedì 21 Novembre 2013, 12.20.52
8
Interessante analisi radamanthis L'unica cosa è che per fortuna non ha elementi power, cosa che a me fanno torcere il naso, difatti i due UNIVERSAL MIGRATOR sono i dischi di Ayreon he apprezzo meno, proprio per quelle influenze. Mi fate venire una tristezza però..ogni nuovo Ayeron è un evento per me.
Radamanthis
Giovedì 21 Novembre 2013, 12.08.10
7
PREMESSA: attendevo questo disco e il suo ascolto da diverso tempo, dopo le ultime fatiche di Arjen che ho apprezzato (e molto), un progetto che è la risposta prog al power degli Avantasia, così l'ho sempre inquadrato questo Ayreon. L'ultimo 0101001, The human equation, Electic castle e su tutti il mio preferito Universal migrator pt. II sono album che la maggior parte dei musicisti che conosciamo neanche osa immaginare mentre Lucassen li ha immaginati, li ha composti, li ha registrati e li ha prodotti quindi eccomi esilarante, ansioso, felice, in pazza attesa di questo Theory! Pian piano che uscivano le news riguardanti a questa nuova opera a firma Arjen ecco che la curiosità prendeva forma concreta, prima nell'immagine della copertina, poi con l'immagine della voce di alcuni dei cantanti che conoscevo (altri, ad essere onesto non li avevo mai sentiti nominare), poi con le musiche dei guest annunciati...prima tutto frutto della mia fantasia e dell'immaginazione poi ecco il primo trailer ed il primo brano online The Theory Of Everything più di un mesetto fa...l'immaginazione era diventata realtà! L'ANALESI DEL DISCO (Ops, dei dischi) COMPARATO CON I DISCHI PASSATI: Le certezze che dava la titletrack (brano sublime, di qualità eccelsa a mio avviso) vengono quasi subito spazzate via...potrei dire che il dischi / i dischi spiazzano completamente e disorientano l'ascoltatore, anche quello più fedele alle opere di Lucassen (forse proprio il più fedele ascoltatore viene spiazzato...), è prog, non power quindi ci sta che le linee musicali e vocali non siano così easy listening, non ci sia una immediata ricezione, non ci sia un'orecchiabilità di fondo che come un ronzio fantastico ti ritorna dopo il primo ascolto: sono gli Ayreon e non gli Avantasia, questo è certo...ma un minimo me lo sarei aspettato! Altri dischi di Lucassen forse più snelli, forse più semplici nelle linee vocali, forse più immediati dopo il primo ascolto lasciavano già un primo giudizio (per quanto mi riguarda sempre ottimo!), lasciavano poter esprimere di getto un primo parere e addirittura dare un primo voto parziale (sempre altissimo, intendiamoci) che raramente e comunque di poco variavano (voto, giudizio, critiche) di ascolto in ascolto e anzi, probabilmente cresceva viste le miriadi di sfumature che il genio di Arjen riusciva a dare ad una singola canzone e alle svariate ottiche di lettura che l'ascoltatore riusciva a cogliere di brano in brano mentre qui, dopo un primo ascolto (infinito per la durata dei dischi) lascia pochissimo, forse prorpio per l'eccessiva durata: arrivati alla traccia 20 del disco 2 è umanamente difficile ricordare la traccia 1 del disco 1, dopo aver ascoltato altri 41 brani (si...42 brani totali!!!). GIORNO 2, 2° ASCOLTO: Dando la colpa all'eccessiva durata ecco impegnare un'altra mezza giornata fortunatamente libera in questo periodo di riposo forzato post frattura di un piede per ascoltare il tutto di fila una seconda volta e, ecco ancora i fantasmi della prima giornata, i fantasmi del primo ascolto riaffiorare dopo poche tracce del disco uno...Non c'è (o meglio, c'è ma in quantità troppo bassa) una linea vocale che cattura l'ascoltatore, un trittico di brani uno di fila all'altro che tiene massima l'attenzione e tiene elevata l'asticella dell'adrenalina, c'è qua e là un riff vincente, qua e là uno stacco azzeccato, qua e là una parte vocale avvincente....qua e là... GIUDIZIO FINALE: Il qua e là che dicevo sopra è decisamente un pò poco per un disco atteso spasmodicamente da un mito musicale come Arjen (mito, leggenda...non so come descrivere questo genio assoluto che comunque resta tale nonostante questo mezzo passo falso); il qua e là è un pò poco per una band, un progetto che aveva abituato a colossi, capolavori, pietre miliari del prog, il qua e là è un pò poco se Arjen Lucassen si circonda di gente come Cristina Scabbia, Tommy Karevik, Marco Hietala, Jordan Rudess, Michael Mills tanto per citare i più famosi; il qua e là è un pò poco per ricordare a malapena dopo non solo quei due ascolti ma altri "qua e là" il nome dei brani migliori e i filler (troppi, davvero troppi) che riempiono il disco...il qua e là non porta più di 60 come voto, chissà se solo perchè è a firma di Arjen... LA MORALE: Arjen, vale per tutti e vale anche per te: se fai il passo più lungo della gamba inciampi...o chi troppo vuole nulla stringe...lasciamo i detti a chi li ha detti ma se al posto di un concept così articolato, lungo e prolisso realizzavi lo stesso concept più snello e comprendente solo i top brani ne avremmo giovato tutti: tu in critica e giudizi (e forse vendite) noi in tempo dedicato agli ascolti e ricordi di un nuovo capolavoro che sta volta non c'è stato! VOTO: 60 - LE SCUSE: scusate se sono stato prolisso ma ci tenevo ad analizzare il disco meglio che potevo, un saluto a tutti!
MorphineChild
Giovedì 21 Novembre 2013, 11.55.01
6
a me è piaciuto e non poco. certo, in alcuni frangenti i temi avrebbero potuto essere sviluppati più estesamente e meglio (Patterns, ad esempio, che sfuma in fretta, oppure Alive! che avrebbe meritato qualche minuto in più), ma mi sono lasciato prendere dal flusso del disco e non sono più riuscito a staccarmene per settimane. capisco come possa piacere poco a chi si è appassionato agli Ayreon dai pezzi lunghi e distesi dei dischi precedenti, per me invece ha rappresentato un lieto cambio di rotta =)
Osvaldo
Giovedì 21 Novembre 2013, 10.53.27
5
Complimenti sulla citazione a douglas adams! Sono d'accordo col recensore, 70 ci sta tutto. Comunque avrei trovato già un pò troppo pesante ed anacronistica l'idea di 4 suite da 20 minuti l'una... Ma l'idea di ridividere il tutto in 42 tracce la trovo veramente pessima. Per il resto qualche buon momento ed un pò troppi Deja Vu (la parte 4 si apre con la ballad uguale a the valley of the queens da "the electric castle" e web o f lies da "01011001") peccato xchè è una delle mie band preferite...
Markus
Giovedì 21 Novembre 2013, 10.35.49
4
Questa volta concordo col recensore,anche se il voto reale dell album sarebbe un bel 60
Galilee
Giovedì 21 Novembre 2013, 10.18.22
3
Peccato. In giro comunque ho letto recensioni più propositive, almeno nel contenuto, ma non avendolo ascoltato non posso dir nulla. 01011001 era comunque il suo miglior disco dai tempi di electric castle(suo inarrivabile capolavoro), quindi insomma un passo cosi cosi ci può stare. Peccato per gli ospiti che questa volta ,secondo me ,erano più interessanti del solito. Comunque lo prenderò come sempre a scatola chiusa.
paul
Giovedì 21 Novembre 2013, 9.17.00
2
Grandissima delusione, non aggiungo altro!
Jaco
Giovedì 21 Novembre 2013, 1.54.57
1
peggior disco dell'anno, a mani basse.
INFORMAZIONI
2013
Inside Out
Prog Rock
Tracklist
CD 1
PHASE I: SINGULARITY
1. Prologue: The Blackboard
2. The Theory Of Everything Part 1
3. Patterns
4. The Prodigy’s World
5. The Teacher’s Discovery
6. Love And Envy
7. Progressive Waves
8. The Gift
9. The Eleventh Dimension
10. Inertia
11. The Theory Of Everything Part 2

PHASE II: SYMMETRY
12. The Conslutation
13. Diagnosis
14. The Argument 1
15. The Rival’s Dilemma
16. Surface Tension
17. A Reason To Live
18. Potential
19. Quantum Chaos
20. Dark Medicine
21. Alive!
22. The Prediction

CD 2
PHASE III ENTANGLEMENT
1. Fluctuations
2. Transformation
3. Collision
4. Side Effects
5. Frequency Modulation
6. Magnetism
7. Quid Pro Quo
8. String Theory
9. Fortune?

PHASE IV: UNIFICATION
10. Mirror Of Dreams
11. The Lighthouse
12. The Argument 2
13. The Parting
14. The Visitation
15. The Breakthrough
16. The Note
17. The Uncertainty Principle
18. Dark Energy
19. The Theory Of Everything Part 3
20. The Blackboard (Reprise)
Line Up
Arjen Anthony Lucassen (Chitarra, Basso, Mandolino, Sintetizzatori, Hammond, Solina Strings)

JB (Voce)
Sara Squadrani (Voce)
Michael Mills (Voce)
Cristina Scabbia (Voce)
Tommy Karevik (Voce)
Marco Hietala (Voce)
John Wetton (Voce)

Ed Warby (Batteria)
Rick Wakeman (Tastiera)
Keith Emerson (Tastiera)
Jordan Rudess (Tastiera)
Steve Hackett (Chitarra)
Troy Donockley (Uillean Pipes, Wisthles)
Ben Mathot (Violino)
Maaike Peterse (Violoncello)
Siddharta Barnhoorn (Orchestrazioni)
Michael Mills (Bouzouki Irlandese)
Jeroen Goossens (Flauti)
Wilmer Waarbroek (Cori)
 
RECENSIONI
s.v.
70
81
93
90
88
89
82
ARTICOLI
12/04/2018
Intervista
AYREON
Ultimi lavori, concept e chitarre.
03/01/2008
Intervista
AYREON
Parla Lucassen
 
 
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