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Amorphis - Queen of Time
21/05/2018
( 3649 letture )
Questi a scrivere un pezzo brutto proprio non ce la fanno
(Chiunque su Amorphis).

Sono passati circa due anni e mezzo dalla pubblicazione di Under the Red Cloud e, nonostante lo scossone rappresentato dalla perdita del bassista Niclas Etelävuori, gli Amorphis fanno oggi il loro ritorno con il qui presente Queen of Time. Dieci tracce per cinquantasette minuti di musica, come al solito di altissimo livello.
Il filo conduttore a livello testuale è -come sempre- il Kalevala, esplorato magistralmente dall'autore dei testi Pekka Kainulainen, questa volta coinvolto anche direttamente con un passaggio narrato (in lingua madre) estremamente caratteristico durante Daughter of Hate. L'uso della mitologia finnica non è però fine a sé stesso, ma nasconde dietro le sue metafore un "piano" tranquillamente interpretabile come una riflessione sulle problematiche del mondo moderno. In una chiave che permette a chiunque ascolti una rapida ed efficace immedesimazione:

I should have understood
I should have seen it coming
The signs on the road have changed
The fires on the mountain died

I felt ascending but I really sunk
Everything had turned upside down
As I was traveling to the mountain peak
I had dug into the grave of all hope


A far compagnia a questa attenzione per componente testuale, si aggiunge la cura ancor più maniacale per quella musicale. La forza dei sei di Helsinki non è soltanto l'innata capacità di azzeccare melodie travolgenti con la facilità con cui un italiano prende un caffè, ma anche l'attenzione per gli arrangiamenti che hanno perfezionato da diversi anni a questa parte. Queen of Time in tal senso non fa eccezione, proponendo un combinazione riuscitissima di tutte quelle caratteristiche che hanno reso unico il sound degli Amorphis. Questa volta è stata mediamente più calcata la componente “folkeggiante” (Message in the Amber, We Accursed) valorizzata dall'impiego dei whistles suonati da Chrigel Glanzmann e Matteo Sisti (Eluveitie), ed è stato dato anche più spazio del solito al loro lato più “sinfonico”, con l'impiego di un coro a dir poco fondamentale in brani come Daughter of Hate o Heart of the Giant.
In mezzo a tutto ciò, la coppia Holopainen/Koivusaari ha -come sempre- intessuto un combinazione da urlo di ritmiche serrate e allo stesso tempo varie (ci sono un numero di riff buono per scrivere due o tre dischi di una band normale) e momenti solisti distorti o acustici che ci ricordano ogni volta di quanto gusto melodico abbia il buon Esa (che peraltro, è rimasto molto affezionato al suo simulatore di sitar, come possiamo apprezzare durante Grain of Sand). Dietro ai tasti bianchi e neri Santeri Kallio continua inoltre a dimostrarsi il membro più versatile del gruppo, passando con una naturalezza disarmante tra dolci passaggi di pianoforte (Amongst Stars) ad accompagnamenti -piuttosto sobri- di string ensemble, non trascurando assoli fulminanti di lead pad ed elegantissime parti di organo. Senza di lui gli Amorphis perderebbero molta della “classe” che li caratterizza.
Per quanto riguarda il comparto ritmico, l'attenzione è focalizzata sul “nuovo” entrato Olli-Pekka Laine, ritornato a casa dopo diciassette anni di assenza (è stato il bassista della band dal 1990 al 2000) a seguito del già citato abbandono di Niclas Etelävuori. Laine è un bassista meno virtuoso del suo predecessore, rimanendo anche più in secondo piano in quanto a scelta dei suoni (Niclas lavorava moltissimo anche con gli effetti), ma il risultato finale è comunque più che apprezzabile. Le linee di basso sono al servizio dei pezzi, discretamente udibili e non mancano di momenti più intricati quando l'arrangiamento lo permette.
A sua volta, Jan Rechberger dietro le pelli è autore di una prova articolata e che ne dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la solidità come batterista. Capacità di leggere il pezzo, tecnica pulita, mano relativamente pesante e intuizioni nella costruzione dei filler (specie quando “svaria” con i piatti) che riescono a fare la differenza completano un profilo che già conoscevamo ma che non si smette mai di apprezzare.
Per -quasi- concludere la nostra panoramica: si può dire pochissimo che non si sia già detto in merito a Tomi Joutsen. Il cantante di Lohja ha raggiunto un livello di maturità invidiabile (dimostrato non solo in passato con la sua band madre, ma anche nel disco degli Hallatar).
Il pulito in particolare mostra un'espressività rara, anche paragonata con suoi colleghi altrettanto validi. Si vede che è stato fatto un lavoro considerevole nello studiare le linee vocali, perché non solo sono cantate ed interpretate a meraviglia, ma si fondono con il resto dell'insieme in modo chirurgico. Le parti in growl invece sono forse un poco più monotone (anche a causa di una maggior compressione usata durante il mix), il ché non vuol dire poco valide, ma si sente un certo "freno a mano tirato" rispetto alla prova sepolcrale di cui è stato autore in No Stars Upon the Bridge. Menzione a parte meritano anche ospiti di eccezione come Anneke van Giersbergen, autrice della sua solita prova magistrale in Amongst Stars e Jørgen Munkeby (Shining), che aggiunge con il suo sax un quid in più a Daughter of Hate.

Per quanto riguarda la produzione, gli Amorphis aderiscono alla filosofia del “squadra che vince non si cambia”. Anche in questo caso tutto il processo è stato realizzato presso i Fascination Street Studios di Örebro, passando per le abili mani di Jens Bogren e assistenti (Tony Lindgren e Linus Corneliusson). Il risultato è un sound estremamente "denso" e dalla texture ricca. Sia per lo studio maniacale che mettono gli Amorphis nello studio dei dettagli timbrici degli strumenti che usano (per dire, Santeri Kallio è ancora in giro a sequestrare organi nelle cattedrali finlandesi) e sia per l'attenzione al mixaggio che ha la squadra di Bogren nel far convivere tutti questi layer (un po' di controfase è scappata, ma è quasi fisiologica in produzioni di questo tipo). Il tutto lasciando però gli strumenti di base molto "in your face", elemento facilitato anche dal mastering che ha partorito un prodotto abbastanza spinto in termini di loudness. Non all'eccesso come in molti produzioni metal odierne, ma nemmeno ad un livello che salvaguardasse tutte le dinamiche.
Si apprezza una massa di basse frequenze molto solida che parte dai 50hz e rimane quasi costante fino ai 240hz, lasciando così uno scheletro molto gonfio e solido alla base della registrazione, le medie e le alte rimangono altrettanto sature fino ai 10khz, dove iniziano a calare progressivamente.

È incredibilmente difficile riuscire ad esprimere appropriati giudizi di valore quando si tratta del materiale così ispirato e rifinito. Di fronte ad un valore oggettivo incontestabile sia sul piano tecnico che realizzativo è normale che entrino in gioco dinamiche di valutazione più soggettive e legate alle nostre impressione o ai nostri ricordi, specie quando c'è anche la necessità di inquadrare un album all'interno di una discografia molto prolifica come quella della band di Helsinki. Nella fattispecie, Queen of Time sembra avvicinarsi molto al suo predecessore Under the Red Cloud, pur non raggiungendolo per poco. Non tanto per proprie mancanze quanto per eccellenza della pietra di paragone. Ma si tratta a tutti gli effetti di una delle uscite più interessanti di questa prima parte di 2018, ed è inutile dire come chiunque apprezzi la buona musica (amante o meno del gruppo) debba ascoltarlo almeno una volta.

Close your eyes now
And give in to the night
Soar above the stars
Forget what's behind
Don't stare up at the setting sun
Or the light of dawn

Follow the thread of gold
Drift on its tide
It's a path of stars
Ride on the golden stream
And break the waves
In a gilded trail of stars



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
71.86 su 30 voti [ VOTA]
Todbringer83
Domenica 12 Agosto 2018, 17.59.56
74
La mediocrità non è di questa band. Non c'è un album che ricordi inferiore alla sufficienza. Ogni loro capitolo è una boccata d'ossigeno. Dopo ripetuti ascolto ritengo di poter dire che sia leggermente inferiore al predecessore, qui si è preferito un approccio più folk e melodico rispetto alle ultime uscite, ma il risultato non ne risente, anzi.. Brani come The Bee, Wrong Direction, The Golden Elk sono autentici capolavori di rara bellezza. L'unico brano che mi prende pochino è Message in The Amber (non decolla) per il resto c'è qualche pezzo meno riuscito ma non ci sono filler. Se la batterà sicuramente per restare nella mia personale classifica a fine anno. Voto: 79
Macca
Giovedì 19 Luglio 2018, 9.34.20
73
Arrivato da poco, dagli ascolti che gli ho dato finora mi è parso un buon album che riprende la scia dell'ottimo predecessore sotto vari punti di vista. La produzione da ascolto su vinile con un impianto non eccelso ma decente mi è sembrata in linea con i loro standard, pulita e piuttosto equilibrata (Suoni di plastica? Perché, questa proposta renderebbe di più con una produzione black metal? Maddai...). Ci sono 4/5 brani molto belli, in generale ho avuto però l'impressione di un "Under The Red Cloud Volume 2" senza però la freschezza che contraddistingueva il precedente. A livello numerico darei comunque un 75 perché la qualità media è sempre molto elevata.
Bestial Invasion 98
Martedì 17 Luglio 2018, 22.14.18
72
Mi sono avvicinato da qualche giorno a questa band, questo disco è veramente bello, l'unico che ho ascoltato e che sicuramente ascolterò ancora perché mi ha preso molto. Dovrò recuperare anche il vecchio materiale degli Amorphis. Infine...Le clean vocals sono sublimi!
DF800
Domenica 27 Maggio 2018, 20.29.08
71
Ascoltatoovviamente in cd nonche vinile. penso , tra le altre cose di potermi permettere di parlare di produzione...poi ovviamente c e gente cui piace la plastica!
Immaculate Misconception
Sabato 26 Maggio 2018, 19.54.43
70
Si scherza. Comunque ci sono tanti fattori che mi piacciono molto, come i cori alla Orphaned Land, l'incondondibile voce di Joutsen che per me rimane una costante positiva e proprio quegli intrecci melodici imprescindibili che, come qualcuno ha fatto notare, sembrano tastiere. Non posso farci nulla, hanno fatto centro un'altra volta per me.
Immaculate Misconception
Sabato 26 Maggio 2018, 17.44.45
69
Premessa, io ho il cd originale ed un impianto hi-fi che non fa proprio schifo ad esser cattivi. Produzione orrenda? Non mi pare affatto. Preferisco più i suoni di questo che quelli di un Circle, poichè risalta maggiormente le linee melodiche dell'album. Inoltre, meglio questo non certi dischi recenti come Eonian ( Freddo e sterile) e l'ultimo degli At the gates (Praticamente una demo) e tanti altri ancora. A una settimana dall' uscita confermo la mia opinione positiva su questo disco e, stranamente, sto apprezzando sempre di più proprio quel suo lato folk e alla Nightwish. Alle volte si è così in disaccordo con alti utenti che ci si chiede se effettivamente abbiamo ascoltato lo stesso disco
Graziano
Sabato 26 Maggio 2018, 16.08.26
68
Cd originale, ottimo impianto e ottime cuffie alla bisogna. Come si fa a formulare un giudizio sulla produzione con mp3 e -Ipod ah ah ah ah ah ah....? Ho provato a spararlo a tutto volume e le chitarre pompano bene. Mah....
Diego
Sabato 26 Maggio 2018, 12.46.27
67
Come mi piace sentir parlare di produzione, sicuramente dopo aver inserito il CD in un bel impianto... Secondo me il 90% degli utenti è solito ascoltare mp3 (che appiattisce tutto) con gli auricolari o con le casse del computer. Vi prego ditemi che avete un bell'impianto stereo come Dio comanda...
DF800
Sabato 26 Maggio 2018, 12.09.33
66
@broken arrow...Message in the amber è agghiacciante!....io credo semplicemente sia la canzone piu brutta che han mai scritto parlo sempre di pareri personali) , produzione orrenda e piattissima...chitarre inesistenti...io gia eliminato dall ipod onestamente...continuero a vederli dal vivo dove fan sempre bei live...ma in studio o si riprendono o è finita. concordo ure con la piaga folk...poi il duetto con annekke degno dei peggiori nightwish (che mi han sempre fatto vomitare)...e siamo apposto
Broken Arrow
Venerdì 25 Maggio 2018, 14.53.32
65
Effettivamente concordo con Df800. Dovrebbero darmi un premio perchè l'ho ascoltato 3 volte dall'inizio alla fine perchè ho amato alla follia questo gruppo, ma le canzoni qui sono di una noia terribile, tranne 4 sopra la media. Oltre al songwriting freddo, senza guizzi, aggiungiamo la piaga della produzione, i flautini e le atmosfere alla fantaghirò della piaga folk (Message in the amber è agghiacciante!!!) che inseriscono in parecchi pezzi, e la frittata è completa...un po un ammasso di plastica innocuo. Peccato...
df800
Venerdì 25 Maggio 2018, 12.19.42
64
@Aces, e chi lo sa...tornassero a dei suoni pi "veri" meno triggerati e meno pompati di sicuro...! tuttavia escono tantissimi dischi interessanti che se qualcosa non piace si puo virare su altre! Sopratutto nel black questo 2018 sta diventando davvero sorprendente!
Aceshigh
Venerdì 25 Maggio 2018, 11.50.37
63
@DF800 Sfondi una porta aperta! è giusto che sia cosÌ. Magari sul prossimo album degli Amorphis ci troveremo d'accordo, chi lo sa
df800
Venerdì 25 Maggio 2018, 11.35.32
62
@aces; caro mio, se a tutti piacessero le stesse cose sarebbe una grandissima noia. non ci sarebbe la varietà e non ci sarebbero i confronti, pertanto ben venga! Book of Soul avesse avuto 4 canzoni in meno e quella porcata di oltre 20 minui l avessero evitata sarebbe stato un buon album...ma ripeto...non tutto puo piacere a tutti...si andrebba incontro a una standardizzazione eccessiva delle cose!
Aceshigh
Venerdì 25 Maggio 2018, 11.18.00
61
@DF800 Niente... Su questi ultimi Amorphis non riusciremo in alcun modo ad essere d'accordo, ahahah Sorry ma Message in the Amber a me piace... Riguardo al discorso produzione, per me essa è la "forma", che come dici tu deve far rendere in maniera giusta e efficace la "sostanza", intesa come "qualità", ma se quest'ultima latita neanche il miglior produttore del mondo può salvarti. Hai tirato in ballo due album "innominabili"... ora qui si scatena l'inferno vedi, per esempio su Book of Souls il discorso produzione neanche lo apro, per me è proprio la "sostanza" di cui sopra che manca... ad altri è piaciuto, va benissimo così
DF800
Venerdì 25 Maggio 2018, 11.04.46
60
@Aceshigh Apprezzo molto il tuo commento. La produzione la vedo come una sorta di comunicazione "una lingua"."un dialetto"...se non si capisce, anche un bellissimo discorso pu essere male interpretato o , appunto, non capito. Faccio un esempio banale; nela canzone "We Accursed" l uso del growl è totalmente staccato dal resto del brano, le chitarre sono fiacche dovuto a una produzione ultra patinata (sicuro in live avra un altra resa). Per quanto riguarda the begnning of time pure io sono del parere che sia un album mediocre...(lo metto leggermente sopra questo come valutazione), solo ce ha quattro pezzi micidiali che oggi si sognano di scrivere, anche li la produzione ha danneggiato il tutto (il basso quasi totalmente assente e troppi orpelli inutili. Circa il folk sta diventando un qualcosa di assurdo..lo trovi piazzato ognidove in maniera del tutto invadente...come gia scritto A message in the ambre" credo sia una delle canzoni piu brutte che hano scritto...Ma è un parere. Tornando alle produzioni di oggi...stanno facendo dei grandi danni...basta entire gli ultimi album dei Maiden (book of souls ad esempio)...ma senza andare lontani ti cito un odiato da tuti ma sottovalutato su certi aspetti St Anger...credo che prodotto con suoni "normali" e una durata media inferiore dei pezzi oggi non sarebbe cosi schifato. Detto cio non faccio il nostalgico rimpiangendo i suoni di Manilla Road o Battle Hymn...ma ci sono sempre delle vie di mezzo ce bisognerebbe piu tenere in considerazione.
Aceshigh
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.52.43
59
@DF800 ma guarda: sul fattore produzione io ti capisco, nel senso che per me è un parametro che comincio a considerare solo dopo che ho constatato se il disco mi piace o meno. In altre parole: per me una canzone bella lo è "a prescindere", la produzione è la cosiddetta ciliegina sulla torta. Per questo album, relativamente a questo discorso, pollice su o giù è indifferente... perché le canzoni mi piacciono, e questo mi basta; che ci posso fare? ma so benissimo che ci sono ascoltatori come te che questo aspetto lo considerano molto di più, ne sono conscio. Pace! Per quanto riguarda Circle : a me piace molto... ma questo ultimo album potenzialmente non è da meno (sempre imho). The Beginning of Times invece non mi era piaciuto per esempio (per farti capire che non sono un cosiddetto "fanboy" ) Sulla contaminazione folk sono d'accordo con te... sta diventando una moda, evidentemente tira parecchio. Il problema è come sempre che folk o non folk... se poi non tiri fuori belle canzoni ... te la piji 'nderculo
df800
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.36.21
58
@Rob Fleming piu che ripetitivita, cosa che ci puo stare, io parlo proprio di produzione (vicina al pessimo con dei suoni inascoltabili tanto sono artificiali) e songwriting,sembra un album fatto per l etichezza...esigenze produttiv e fine. canzoni senza piglio ne nulla (tranne 4 ottimi brani.)
df800
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.31.41
57
e che cristo...mi si aggiorna lentamente e si sovrappongono i commenti! vabbe..risposta per entrambi cosi economizziamo tempo e risorse
de800
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.30.47
56
scusa, il post era una risposta a Rob Fleming, pardon, letto di fretta
DF800
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.30.07
55
@ACES...Sai, proprio ieri parlavo con alcuni amici d quesa contaminazione folk terribile che si sta assistendo...creo sia una sorta di nuovo Grunge...una pestilenza insomma. Sarà che io sono pr il vero metal, quello suonato...non quello prodotto. mi piace sentire chitarre, non suoni che sembrano chitarre...mi baso su un punto di vista meramente tecnico. se devo pensare a un album come silent water...che comunque è abbastanza recente e quest ultimo...la differenza di suoni è penos...adesso a malapena riesci a distinguere una chitarra da una tastiera (ovviamente estremizzando il contesto). ripeto che comunque è un album da 6 pieno. ma onestamente non di piu...in quanto a conti fatti dovrei dare 14 a un disco come Circle (dove almeno le chitarre s sentivano ed erano ben incazzate), ma ripeto. parlo da un punto di vista tecnico e compositivo. poi chiaro che questecanzoni, tranne alcune che trovo indecenti per gusti personali, si lasciano ascoltare a tempo perso
Rob Fleming
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.28.16
54
@DF800: abbiamo quasi tutti più o meno quell'età. E io la vedo come @Aceshigh. Concordo sul fatto che i commenti degli altri utenti non incidano sulla quotidianità di ognuno di noi, ma leggendoli si ha un'idea ben più ampia di come l'ascoltatore medio valuti una certa proposta. E su 50 commenti, di negativi ve ne sono realmente pochi; sebbene più o meno tutti siano concordi, questo sì, a riconoscere una certa ripetitività della proposta (io per primo).
Aceshigh
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.18.43
53
@DF800 beh guarda, parecchie persone della mia età con cui mi sono interfacciato io invece la pensano quasi tutte come me quindi fossi in te continuerei a confrontarmi riguardo a quest'album. Magari non qui, visto l'irrilevanza delle nostre opinioni sottostanti... Detto con simpatia eh hai visto mai che a fine anno l'eccezione diventi te...
DF800
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.03.45
52
@ACES Non ho letto i tuoi commenti, scusa, ma mediamente non leggo i commenti degli altri in quanto li reputo irrilevanti per la mia quotdianità. Beh, se li ascolti da Tales allora sei sulla quarantina, e tra tutte le persone cn le quali mi sono interfacciato della tua eta il giudizio è stato non buono. sei un' eccezione alla regola ma ben venga cosi, sono abituato a ben altre qualita che quelle espresse nella band da 5 anni a questa parte
Aceshigh
Venerdì 25 Maggio 2018, 9.43.49
51
@DF800 che l'album possa non piacere ci sta, siamo tutti diversi ed è giusto che ognuno abbia i suoi gusti. Ma per quanto mi riguarda (e la band la seguo da Tales) la penso esattamente all'opposto riguardo al tuo giudizio. Di imbarazzante non ci sento proprio nulla, anzi. Anche dopo nuovi ascolti non posso che ribadire con maggior convinzione quanto espresso nei miei commenti precedenti (tra l'altro in linea con la maggior parte degli altri utenti che hanno commentato).
DF800
Venerdì 25 Maggio 2018, 8.25.47
50
Dopo svariati ascolti posso are un parere piu aprofondito. Confermo col giudizio di album mediocremanon perche il voto sia "5",ben chiaro, ma per una serie di aspetti. Avendo iniziato ad ascoltare gli Amorphis nel lontano 1996 devo dire che da quel giorno questo è l album meno ispirato,piu svogliato e prodotto peggio che il sestetto ha tirato fuori. le belle canzoni sono 4. non una di piu. cinque se si vuole giusto tirare la cinghia. La produzione è pessima sotto tutti i punti di vista...Dicevano che è un album "piu cattivo" per l utilizzo massiccio di growl...ok...ma se le chitarre hanno suoni quasi da tastiera che me ne faccio? La ripetitività è in igni song, in alcune si raggiunge l' imbarazzante (la pessima message in the amber o il duetto improbabile con Anneke (gran figa tra l altro)) . che dire...da band che ha composto capolavori come elegy,tuonela,silent waters,eclipse e a mio parere pure circle...questo è men che meno il compitino per giustificare un nuovo tour. Il voto personale è 6, giusto perche la qualità dei musicisti è elevata e cmq c'è di peggio, ma sappiamo che si puo fare di meglio. tra l altro non capisco chi è rimasto estasiato da questa roba qua...ma avete ascoltato i lavori precedenti o mille altre bands che producono lavori qualitatuivamente superiori?
lux chaos
Giovedì 24 Maggio 2018, 19.18.42
49
Al quarto ascolto confermo il mio giudizio: bravissimi, impeccabili, perfetti, ma non mi viene voglia di rimettere su il disco, se non per The Bee, The Golden Elk, Heart Of The Giant e Grain Of Sand. Semplici gusti, mi hanno stufato, e già da un po. A chi piacciono, come dar torto? Sono bravi.
Le Marquis de Fremont
Giovedì 24 Maggio 2018, 13.13.49
48
E' un ottimo album e le canzoni sono molto belle. Joutsen in clean ha una voce moto affascinante e non mi dispiace neanche in growl. Fanno questo tipo di sound. Anche il precedente era stato notevole. Personalmente mi interessa poco di evoluzioni o di "potrebbero fare" o "facevano". Mi interessano le canzoni e mi piace moltissimo ascoltarle. Poi, se proprio devo dire, preferisco i'album dei Dimmu Borgir, più vicino ai miei gusti. Ma come quello, anche questo finirà di sicuro sui miei device per l'estate. Giudizio decisamente positivo. Au revoir.
mambocaldo
Mercoledì 23 Maggio 2018, 18.57.24
47
Noiosetto e ripetitivo Anche gli Amorphis incominciano a stancare S.V. per rispetto
D.
Mercoledì 23 Maggio 2018, 14.11.15
46
Scusate l'OT ma solo a me House of Sleep ricorda Say Just Words dei Paradise Lost? L'accostamento dei gruppi me lo ha fatto tornare in mente
Metal Shock
Mercoledì 23 Maggio 2018, 13.56.28
45
Quoto in pieno Rob e Graziano: diciamo che sopporto il growl di Tomi, non così cavernosa, mentre Holmes per me è inascoltabile, ha (aveva) una voce in clean stupenda, peccato che la usi poco. Per me il growl va bene nel death metal e basta.
d.r.i.
Mercoledì 23 Maggio 2018, 12.29.46
44
Per me la voce di Holmes era bella, oggi si sente che è in fase calante. Moooolto meglio Joutsen sia in clean che in growl.
AL
Mercoledì 23 Maggio 2018, 12.19.26
43
@Graziano: PL meglio growl. la voce pulita non è proprio meravigliosa, dal vivo stecca pure..
Graziano
Mercoledì 23 Maggio 2018, 11.44.17
42
@Rob Fleming. Amen!!!! Condivido anche il discorso growl: di recente Paradise Lost, Moonspell e Amorphis son tornati all'uso abbondante di voce cavernosa e cattiva. Però li preferisco in veste pulita, avendo tutti e tre i cantanti voci meravigliose......
Rob Fleming
Mercoledì 23 Maggio 2018, 10.06.06
41
A prescindere dai gusti e dal genere di norma le migliori produzioni vengono alla luce nei primi anni di carriera di un gruppo. Poi ci sono le eccezioni: artisti che oltre che a progredire mantengono inalterato lo standard qualitativo, magari variando anche genere. Gli Amorphis oggi hanno trovato la formula, diversa dagli esordi, ma diversa anche da Tuonela che a sua volta era diverso da Elegy. E' chiaro che ora tendono a ripetersi con minime variazioni. Ad esempio in questo cd mi sembra che il growl sia ben più presente rispetto al passato (cosa che a me personalmente mi spiace visto che la voce pulita di Tomi Joutsen mi piace moltissimo). Che non piacciano ad alcuni è una possibilità sacrosanta; che continuino a piacere ad altri pure. Ma metterla sul piano del "non progrediscono più" non ha senso. Ed in che direzione dovrebbero farlo? Dovrebbero fare industrial? Fare come i miei amati (ma da altri odiatissimi) Ulver? Farsi tentare dal black o dal viking? E a quel punto sarebbe un'evoluzione o li si denigrerebbe dicendo che si sono svenduti? Se la qualità è alta oggi come oggi mi basta e avanza e ringrazio.
Deris
Mercoledì 23 Maggio 2018, 9.03.22
40
Comunque ragazzi...se un giorno morisse la scena metal scamdinava non so propio cosa ascolteremmo piu'...il Metal morirebbe...sto ascoltando con molto ritardo l ultimo dei Pain Of Salvation...cioe' questi livelli qualitativi solo da li vengono
D.
Martedì 22 Maggio 2018, 21.37.20
39
@Diego, nel precedente ho trovato un paio di brani che mi lasciavano davvero indifferente ma anche altri bellissimi. Qui non ne vedo nessuno brutto ma neanche uno alla Dark Path/Tree Of Ages. Tutto rigorosamente soggettivo, ovviamente.
Immaculate Misconception
Martedì 22 Maggio 2018, 21.29.02
38
@Isvind Bravo, sono simili, ma non uguali. Le orecchie per ascoltare le ho e quindi anche io conosco tutta la loro discografia. Non serve spiegare l'ovvio. Tu li conoscerai pure da Tales, ma io ne so molto più di te su ciò che critichi, visto che su certi lavori ho perso il conto di quante volte li avrò ascoltati. Sul corso più remoto del gruppo è indiscutibile quello che hai detto, ma uno come me quando sente certe cose su certi dischi che ha ascoltato decine e decine di volte, è ovvio che si incazzi. Non condivido ciò che pensi, ma almeno ora ti sei spiegato meglio al riguardo.
deris
Martedì 22 Maggio 2018, 19.10.09
37
non vedo l'ora di ascoltarlo...ma vado proprio a scatola chiusa
TheSkullBeneathTheSkin
Martedì 22 Maggio 2018, 18.31.59
36
typo : ...così come non si può dire che questo ed il precedente NON siano davvero ottimi album... sorry
TheSkullBeneathTheSkin
Martedì 22 Maggio 2018, 18.30.12
35
@Isvind: di base concordo con te. Preferivo il vecchio corso della band (fino a far from the sun) che ho vissuto in diretta, con la differenza che sia Eclipse che Silent Waters non mi sono piaciuti molto. Ci ho riprovato con Skyforger e confesso che Joutsen proprio non mi piace ma non si può dire che non sia un cantante con la C maiuscola, così come non si può dire che questo ed il precedente siano davvero ottimi album. Probabilmente, ne abbiamo fatto il pieno da tempo, per questo dopo The Bee che già mi diceva poco la seconda traccia mi fa voglia di skipparla o mollare tutto... ma proseguendo nell'ascolto si possono scovare cose meno scontate. Anche io li criticherei ma solo perchè li ho amati molto ed ora non mi soddisfano più in pieno, ma chi non li conosce e li scopre oggi quell'effetto deja vu o nostalgia non può provarlo ed al netto di quello questo è un signor album suonato da una signora band. IMHO
Diego
Martedì 22 Maggio 2018, 18.11.12
34
Siamo sicuri che sia inferiore a UTRC? L'impressione, dopo tre ascolti completi, è di un grande album e non può che crescere con gli ascolti.
D.
Martedì 22 Maggio 2018, 17.05.39
33
Ho apprezzato l'idea di inserire elementi nuovi in una formula collaudata (ci sono momenti che sanno di deja vu sia altri che spiazzano), ma alla fine dei conti per ora preferisco il Under The Red Cloud.
Isvind
Martedì 22 Maggio 2018, 17.01.53
32
@Immaculate Misconception forse la differenza è che io li ascolto da Tales... ed ho quindi seguito la loro evoluzione passo dopo passo. Come ti ripeto gli album sono tecnicamente ineccepibili quindi posso capire che siano apprezzati. Ma non da me. Cosa posso farci se Eclipse l'hoascoltato tantissime volte e Under the... credo 4-5? Addirittura fino a qualche giorno fa pensavo che il loro penultimo album fosse Circle. Eppure tutti gli album sono qualitativamente simili. Forse ho anche qualche problema con Joutsen, anche lui tecnicamente perfetto, pure troppo. Preferivo di molto Koskinen, più "sgraziato" ma molto più efficace.
MorphineChild
Martedì 22 Maggio 2018, 14.20.31
31
musicalmente siamo molto vicini ad UTRC, con l'accentuazione delle componenti folk e sinfoniche, oltre ad un'inclinazione verso un songwriting più articolato, evidente anche dal minutaggio più esteso di parecchie canzoni. per questo motivo risulta meno immediato rispetto al predecessore, ma cresce ad ogni ascolto. niente di nuovo, ma davvero un bel disco. riguardo al dibattito nella sezione commenti, spero di non offendere nessuno, ma ragazzi, quante pretese! stiamo parlando di una band al 13mo disco, è anche normale che abbiano trovato un proprio suono e lo ripropongano. non vedo nulla di male in una band che, trovata la propria voce, la esplori a piccoli passi, producendo nel frattempo un mucchio di belle canzoni. a maggior ragione se la band sono gli Amorphis, autori di una roba come Tales, che prima di loro non s'era mai sentita, così come non s'era mai sentito niente come Elegy o come Tuonela. onestamente, è da Kivenkantaja che i Moonsorrow suonano più o meno la stessa cosa, ma non mi stufa mai. è da Isa che gli Enslaved girano attorno alle stesse idee, ma io godo ugualmente. if it's not broken, why fix it?
Immaculate Misconception
Martedì 22 Maggio 2018, 13.48.18
30
@Isvind Sono sicuro al 110% di quello che dico. Che devo dirti, ascoltati altro, passa oltre. Io nel mio soggettivo riesco sempre a cogliere spunti e sfumature diverse in ogni loro disco, nei loro pregi e nei loro difetti. Poi sono 8 anni che li ascolto e RI-ASCOLTO soprattutto tutti i loro dischi con Joutsen alla voce e in ogni determinato periodo ho un album che preferisco, proprio grazie a quelle DIFFERENZE e dettagli che colgo tra un disco e un altro, strano no? Ma scusa, come fai a prendere Eclipse e Questo e dire che sono uguali, o un Silent Waters con un Circle (Tenendo presente anche i testi) e via discorrendo? Senza offesa, ma per me è una follia! E' innegabile che nel periodo Koskinen erano più vari, ma è al contempo innegabile che chi affermi che da Eclipse in poi tirino fuori sempre le stesse canzoni stia dicendo assurdità che non stanno nè in cielo, ne in terra. Poi, se a te non piace perchè trovi i singoli brani deboli e non all'altezza, è un altro discorso.
Isvind
Martedì 22 Maggio 2018, 12.23.09
29
@Immaculate Misconception In cosa esattamente quest'album è diverso dai precedenti? Mood? Strutture? Sei sicuro? A me non pare proprio. A me pare che abbiano trovato la formula giusta per vendere e andranno avanti all'infinito così. Fino ad Am Universum erano una delle mie band preferite ed ho anche molto apprezzato il parziale ritorno al passato avvenuto da Eclipse in poi, anche se palesemente studiato a tavolino dopo l'insuccesso di Far from the Sun ma già con Skyforger hanno iniziato ad annoiarmi. Sono album con tutto al posto giusto ma non riescono più ad emozionarmi.
Isvind
Martedì 22 Maggio 2018, 11.59.47
28
@MH ti sei già dato la risposta da solo dato che ti sei fermato ad Eclipse. Dopo quello hanno fatto altri sei album.
Aceshigh
Martedì 22 Maggio 2018, 10.49.53
27
@MH hai perfettamente ragione. Nel mio commento però mi riferivo agli ultimi album (che non presentano fratture stilistiche nette come in quelli da te citati). Non l'avevo specificato perché la mia era proprio una risposta a chi tacciava la band di immobilità stilistica per cui questo nuovo album (secondo loro) deve essere "per forza" mediocre. Saluti!
MH
Martedì 22 Maggio 2018, 9.41.36
26
Ma soprattutto: "molte meno sono le band (come gli Amorphis) che pur non mutando stilisticamente"... band che non muta? Gli Amorphis?! The Karelian Isthmus, Elegy, Am Universum, Eclipse... dicono niente?
Immaculate Misconception
Lunedì 21 Maggio 2018, 23.45.57
25
Ma tutti coloro che criticano questo disco solo perché simile ai precedenti che problemi hanno? I soliti luoghi comuni per veicolare un messaggio trito e ritrito che non ha senso di esistere. Piuttosto che criticare uno stile perché non ascoltate il disco nella sua interezza e valutare i singoli brani? Poi, se non piacciono amen. Dire che fanno sempre le stesse canzoni, inoltre è un'assurdità : È innegabile che ci sia dell'autocitazionismo e del mestiere, ma si tratta comunque di un disco diverso dai precedenti per via di dettagli , sfumature e mood. Di cosa stiamo parlando? Per me ennesimo ottimo risultato. Prima si critica X perché è cambiato, però si critica Y perché non cambia. Io non capirò mai i gusti di certe persone.
VomitSelf
Lunedì 21 Maggio 2018, 23.15.20
24
Non vorrei dar collera nessuno, ma per quel che mi riguarda dopo quel capolavoro che fu "Elegy" li ho persi di vista e mai più ritrovati. Magari gli do un ascolto comunque..
tino
Lunedì 21 Maggio 2018, 21.09.16
23
Curioso mi sembrano condivisibili sia il commento di metal shock che di salvo.
Salvo
Lunedì 21 Maggio 2018, 20.55.19
22
Io non ho votato, perchè mi dice che non posso votare 2 volte?
Salvo
Lunedì 21 Maggio 2018, 20.53.36
21
Non lo nascondo, a me questi Amorphis non mi garbano affatto, e non da ora, da un bel pezzo. Ho provato ad ascoltarlo, ma mi annoiano da morire. Ormai i brani che sfornano da anni sembrano tutti uguali. Per me il voto è basso, inferiore alla sufficienza.
Metal Shock
Lunedì 21 Maggio 2018, 20.13.55
20
Il solito grande disco da parte degli Amorphis!! Come dice il recensore, neanche volendo scrivono un brutto pezzo. Il perfetto mix tra metal folk prog che da anni portano avanti è meraviglioso, con l'aggiunta di preziosi elementi come il sax o le orchestrazione sempre più magniloquenti. A condire il tutto la splendida voce di Tomi che quando canta in pulito è spettacolare e mi fa' pure digerire il growl che proprio toglierei (a favore di una voce aggressiva si' ma non growl). Un disco che deve essere ascoltato più volte per trovare tutte quelle caratteristiche che lo rendono uno dei migliori album dell'anno. Voto 85.
Galilee
Lunedì 21 Maggio 2018, 20.03.25
19
X Gianluca. La proposta post elegy mi annoia. Ma è proprio come la propongono loro che non mi piace. Inutile fare esempi. Altri gruppi che si sono ammorbiditi puntando sulla complessità delle Song piuttosto che sull'impatto, li ho graditi, loro no. Solo gusti, loro non li metto in discussione.
Isvind
Lunedì 21 Maggio 2018, 18.06.34
18
Il solito album degli amorphis. Incredibile come, a 12 anni da Eclipse, ci sia ancora gente disposta a comprare i loro cd per ascoltare sempre le stesse canzoni.
Danimanzo
Lunedì 21 Maggio 2018, 17.24.54
17
Dopo ripetuti ascolti posso confermare la mia personale opinione ovvero che si tratti dell'ennesimo ottimo album targato Amorphis. Certo, la formula è sempre quella della cosiddetta "era Joutsen" ma l'attenzione dedicata ai dettagli, alla cura dei suoni e degli arrangiamenti ( soprattutto in questo ultimo album ) sono sempre all'altezza di una band di caratura internazionale che non sbaglia praticamente un colpo dal lontanto inizio di carriera. Voto 80/100 confermato anche per me.
TheSkullBeneathTheSkin
Lunedì 21 Maggio 2018, 16.44.11
16
Condivido in pieno Room101 quando dice che è proprio difficile esprimere un giudizio numerico su un lavoro così. E' un signor album, come da abitudine per questa band. Il finale di Pyres, il pezzo con Anneke, Grainf of Sand, Golden Elk contengono passaggi davvero belli immersi in un sound tipico che è diventato trademark inconfondibile. Semplicemente maestosi. Forse al disco manca un "quid" in fatto di impatto, una cavalcata come poteva essere "killing goodness" con il riff semplice e tirato, oppure la vivacità easy di una "sacrifice" per non andare troppo indietro nel tempo. Capisco che possano risultare anche un po' noiosi, ad oggi, sono io il primo a sostenerlo, ma è innegabile però che abbiano classe e perizia da vendere. Pertanto bravo R101, pur con tanti spunti da soppesare e senza fare la pulce al 78 oppure 82, l'album ne esce come un altro "ottimo" lavoro degli Amorphis.
Gianluca
Lunedì 21 Maggio 2018, 16.42.38
15
??
Zess
Lunedì 21 Maggio 2018, 16.02.59
14
Ma "chiunque su Amorphis" cosa? Dio che supponenza.
GIANLUCA
Lunedì 21 Maggio 2018, 15.25.46
13
Questione di gusti, ma cosa intendi per supermoscio? Magari ci sono alcuni album degli amorphis che non ti comunicano niente, ma mosci non mi pare Ti riferisci a qualche canzone?
Galilee
Lunedì 21 Maggio 2018, 14.12.42
12
Se c'e una band che dopo il terzo disco mi ha proprio scassato le palle col suo sound supermoscio sono gli Amorphis. Ci avevo riprovato con sKyforger anni fa ma niente da fare. L'ho pure rivenduto. Unlistenable. Colpa mia ovvio, loro sanno sicuramente il fatto loro.
Aceshigh
Lunedì 21 Maggio 2018, 12.04.09
11
Sottoscrivo al 200% il post #5 di @mariamaligno. Di evoluzioni "ad minchiam" ne abbiamo viste a tonnellate in questi decenni... Molte meno sono le band (come gli Amorphis) che pur non mutando stilisticamente riescono a scrivere sempre brani belli e avvincenti. Per quanto riguarda il growl devo dire che quello di Tomi è un "signor" growl e comunque ricordiamo anche che tra gli album fondamentali di questa band ci sono anche Elegy e Tales From the Thousand Lakes che, seppur ormai lontani, del growl ne facevano uso preponderante.
freedom
Lunedì 21 Maggio 2018, 11.57.39
10
60 per il compitino. Album bruttino per quanto mi riguarda.
Pacino
Lunedì 21 Maggio 2018, 11.48.11
9
Band azienda, qualità non eccelsa ma più che accettabile che i loro fan ameranno, con risparmio di costi e tempo, non credo ci abbiano messo molto ( di soldi e di tempo) a comporre questo album. Per ogni imprenditore il tempo è denaro. Voto 65
d.r.i.
Lunedì 21 Maggio 2018, 11.42.07
8
Il voto finale lo darò dopo il decimo ascolto (non ci vorrà molto). Il disco cresce, meno velocemente di Under ma cresce. Come già detto è un UTRC 2 con più inserti folk e più growl ma questo era stato ampiamente anticipato dalla band quindi nessuna sorpresa. Detto ciò questo gruppo è sempre di grande livello in studio e live!
Rob Fleming
Lunedì 21 Maggio 2018, 11.08.45
7
Faccio copia ed incolla del post di @Macca. Ho qualche riserva sull'uso, mi sembra, massiccio del growl, ma magari ascoltandolo come si deve questo aspetto passerà in secondo piano o verrà ridimensionato
mariamaligno
Lunedì 21 Maggio 2018, 11.08.27
6
Anche se non posso votare in quanto mi dice che l'ho già fatto quando in realtà non è vero
mariamaligno
Lunedì 21 Maggio 2018, 11.06.39
5
Concordo, ottimo disco, da Eclipse in poi si sono innegabilmente assestati su un certo stile e non l'hanno più abbandonato. A me va benissimo così. Preferisco chi propone sempre brani di qualità senza stravolgimenti e coerenti (senza per questo arrivare alla ripetitività di Motorhead o Ac/Dc, gruppi che sia chiaro adoro e nel loro caso se lo potevano permettere di far sempre lo stesso album!!) piuttosto che chi si snatura per cercare chissà quale ridicola crescita. Tra l'altro molto spesso le cosiddette "evoluzioni" sono soltanto espedienti per compensare l'incapacità di creare nuovi pezzi dello stesso genere che ha reso la band famosa. Confermo l'80 della rece.
Macca
Lunedì 21 Maggio 2018, 10.43.03
4
Non voto ancora, posso solo dire che con gli ascolti sta crescendo molto. Il precedente mi aveva fatto lo stesso effetto. The Bee, The Golden Elk, Grain Of Sand e Amongst Stars stupende. Ripassserò, per ora mi limito a dire che sebbene propongano da anni una formula ormai collaudata e priva di novità di sorta, lo fanno con una classe e una qualità tali da non stufare mai.
ocram
Lunedì 21 Maggio 2018, 10.13.30
3
Gran bel disco, che conferma lo stato di grazia della band. Sono d'accordo sul dire che Under the Red Cloud è un pelino sopra, per me il miglior disco dell'era Joutsen (per il quale un 90 ci sta tutto), ma anche questo già dopo pochi ascolti convice appieno. Tra tutte la bellissima Daugther of Hate, per me la vera punta di diamante del lotto, con un Pekka Kainulainen finalmente protagonista di un bellissmo monologo, un Joutsen incazzatissimo come in The Four Wise Ones e il ritorno del sax!! Le orchestrazioni non sono opprimenti, donano maggiore enfasi ai pezzi e scuotono un po' il songwriting e il coro israeliano (lo stesso degli Orphaned Land) per me è tra i migliori sentiti in un album metal. Su Anneke ormai non c'è più niente da dire, lei è davvero la regina tra le regine e Among Stars è un capolavoro. L'unica pecca personalmente è l'eccessivo uso degli strumenti folk (in particolare tin e low whistles), davvero troppo presenti. Bellissime anche tutte e tre le bonus tracks. Voto 85.
Aceshigh
Lunedì 21 Maggio 2018, 10.09.00
2
Sono molto d'accordo con quanto scritto nella recensione. Gran bel disco, per me una delle cose migliori ascoltate dall'inizio dell'anno. Rischia seriamente di finire nella mia top ten annuale. Sostanzialmente la band non si sposta molto da quelli che sono i suoi parametri stilistici, a chi è piaciuto l'album precedente probabilmente piacerà anche questo, sebbene gli spunti folk siano un po' più presenti (come scritto nella rece) e in più di qualche caso abbiano cercato di rendere non banale la struttura delle canzoni (la durata media mi sembra infatti un po' più alta del solito, la metà dei pezzi supera i 6 minuti). La produzione è ok. Magari qualcuno si aspettava qualcosa di meno prevedibile, in tal caso cosa posso dire: ...cambiate band. A me personalmente non sono mai stati i cambiamenti stilistici a farmi venire la pelle d'oca, ma la qualità delle canzoni... e qui di qualità ce n'è proprio tanta (come al solito), per cui pollice recto e viva gli Amorphis. Voto 83 (per ora)
DF00
Lunedì 21 Maggio 2018, 8.51.52
1
Album mediocre, privo di qualsiasi sussulto che possa farti apprezzare veramente un album. Il tutto suonato bene ma di mestiere. Ennesimo copia incolla fatto neppure cosi tanto ene con una produzione di plastica che rende il tutto ancora piu fastidioso. Se quest album è da 90, silent waters, eclipse,tuonela,elegy o anche il piu recente Circle son da 130. 60 è piu che sufficiente.
INFORMAZIONI
2018
Nuclear Blast Records
Inclassificabile
Tracklist
1. The Bee
2. Message in the Amber
3. Daughter of Hate
4. The Golden Elk
5. Wrong Direction
6. Heart of the Giant
7. We Accursed
8. Grain of Sand
9. Amongst Stars
10. Pyres on the Coast
Line Up
Tomi Joutsen (Voce)
Esa Holopainen (Chitarra)
Tomi Koivusaari (Chitarra)
Santeri Kallio (Tastiera)
Olli-Pekka Laine (Basso)
Jan Rechberger (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Pekka Kainulainen (Voce in traccia 3)
Anneke van Giersbergen (Voce in traccia 9)
Jørgen Munkeby (Sassofono in traccia 3)
Chrigel Glanzmann (Tin e low whistles)
Matteo Sisti (Tin e low whistles)
 
RECENSIONI
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