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Amorphis - The Karelian Isthmus
16/06/2017
( 834 letture )
Un death/doom arricchito da passaggi black, questo in sintesi il disco d’esordio degli Amorphis, The Karelian Ishtmus. Pochissime le concessioni alla melodia, rari gli assolo di chitarra così come gli inserti tastieristici, mentre onnipresente è il growl di Tomi che infuria per l’intero disco.
Una potenza rude, diretta, priva di orpelli che si evidenzia anche nella qualità del suono, sporco come ci si aspetta da un’opera prima. Che in quanto tale, impossibile negarlo, emana un fascino del tutto particolare, direi quasi ancestrale, a prescindere dai difetti paradigmatici degli inizi di carriera, in questo caso specifico una certa uniformità strutturale delle song che affatica l’ascoltatore.

In realtà il songwriting si mostra abbastanza solido considerando che si tratta del loro primo full lenght; magari non possiede doti spiccate di fantasia e varietà ma è di certo strutturalmente saldo. E con altrettanta certezza esso si palesa nella sua pressoché totale alterità rispetto a quello che sarà lo stile della maturità della band finlandese, così ricco di contaminazioni ed estremamente mutevole e cangiante. L’unico elemento in comune sembra di fatto essere la passione per le tematiche della tradizione finnica (il titolo si riferisce alle battaglie medievali che si tennero nella zona dell’Istmo di Carelia, laddove più in generale la stirpe della Carelia finlandese è considerata la detentrice della cultura finlandese più "pura"), che qui però non influenzano altro che i testi, lasciando la musica del tutto affrancata da quegli influssi folk che invece si manifesteranno nel prosieguo della carriera.
The Karelian Isthmus è un piccolo gioiello oscuro che rappresenta un unicum nella discografia degli Amorphis.

Questa crisalide che nulla lascia presagire della futura evoluzione del loro sound ha il fascino dei prodromi, di ciò che va formandosi nel chiuso dei visceri. Ma al contempo, preso “hic et nunc” senza confrontarlo con la successiva produzione, è indubbiamente un buon lavoro, godibile seppur non esaltante, con le classiche pecche di un esordio, prima fra tutte una certa monotonia, ma con la forza propulsiva dell’ispirazione, ancora da incanalare su canali contraddistinti da maggiore originalità.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
79.5 su 2 voti [ VOTA]
Room 101
Lunedì 19 Giugno 2017, 0.33.11
10
@Anders: Grazie della segnalazione!
Anders
Domenica 18 Giugno 2017, 23.34.33
9
Segnalo che Kasper Martesson non suona nel disco e che Tomi (da sempre!) suona anche la chitarra!
Fabio
Sabato 17 Giugno 2017, 20.16.27
8
Lo comprai dopo" tales from the ..." e lo rivendetti subito.....ho praticamente tutto di loro ,anche 2 raccolte che trovai solo in Finlandia.....ma questo proprio non mi piace e non mi piacerà mai , un 60 per stima postuma del gruppo
valz
Sabato 17 Giugno 2017, 15.15.29
7
questo disco (molto sottovalutato) meriterebbe molta più attenzione, soprattutto per l'importanza storica che pochi hanno notato. credo che siano stati tra i primissimi gruppi a mischiare death e doom con anche qualche tastiera...
galilee
Sabato 17 Giugno 2017, 14.32.12
6
Buon esordio, ma ancora un po acerbo e a tratti un pò prolisso. Il meglio verrà in seguito. Ma per i miei gusti la band non supererà il quarto disco.
enry
Sabato 17 Giugno 2017, 14.12.11
5
Gran disco, io vado su 80 pieno, ma anche io come Doom preferisco Tales. In generale una band di assoluto livello.
lux chaos
Sabato 17 Giugno 2017, 14.07.25
4
Voto giusto, buon album ma nulla a che vedere con quello che verrà in seguito
Doom
Sabato 17 Giugno 2017, 12.37.50
3
Per me un buon album di Death vecchia maniera, di una band che darà tanto alla nostra musica. Faranno decisamente meglio con Tales che rimane a tutt'oggi uno dei miei album prefiriti. Poi l'evoluzione. In generale comunque gli preferisco diversi album dello stesso periodo e della stessa scena finlandese leggasi Demigod in primis. Ma un buon 7,5 non glielo toglie nessuno.
d.r.i.
Sabato 17 Giugno 2017, 12.12.01
2
Concordo con Undercover, sembra quasi una recensione fatta contro voglia. Il disco non è un capolavoro ma supera di certo gli 80.
Undercover
Sabato 17 Giugno 2017, 10.57.21
1
Recensione un po' striminzita e che un po' non comprendo, dalla parole del recensore sembra si volesse trovare in questo vagito iniziale chissà che della creatura futura, mah. Per un capolavoro del genere e una delle vette artistiche degli Amorphis stessi voto decisamente, ma decisamente troppo bassso.. 90 pieno senza se e senza ma.
INFORMAZIONI
1992
Relapse Records
Death / Doom
Tracklist
1. Karelia
2. The Gathering
3. Grail´s Mysteries
4. Warriors Trail
5. Black Embrace
6. Exile of the Sons of Uisliu
7. The Lost Nname of God
8. The Pilgrimage
9. Misery Path
10. Sign from the North Side
11. Vulgar Necrolatry
Line Up
Tomi Koivusaari (Voce e Chitarra)
Esa Holopainen (Chitarra)
Olli-Pekka Laine (Basso)
Jan Rechberger (Batteria e Tastiera)
 
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