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Slipknot - We Are Not Your Kind
18/08/2019
( 6370 letture )
Tra i comeback più chiacchierati di questo 2019 trova sicuramente spazio il nuovo album targato Slipknot, dal programmatico titolo We Are Not Your Kind, che rappresenta il numero sei nell’ormai nutrita discografia della compagine di Des Moines. Proprio il sei è il numero associato fin dalle origini al percussionista Shawn Crahan, sempre più decisivo tra le fila del gruppo non solamente in veste di compositore, ma anche come mente organizzativa dietro tutto quel carrozzone che risponde al nome Slipknot. E non si può dire che il 2019 per gli Slipknot sia stato un anno povero di notizie, perlopiù negative: partendo dalle pesanti critiche rivolte al nuovo outfit della band, con particolare accanimento sulla maschera realizzata da Tom Savini per Corey Taylor, passando per il pesante lutto che ha colpito la famiglia Crahan, rimasta orfana della giovane figlia Gabrielle, e per la dipartita, con tanto di disputa legale, dello storico percussionista Chris Fehn, prontamente sostituito dal misterioso “Tortilla Man”, la cui identità segreta è tuttora oggetto di ricerche e sospetti via social, arrivando fino alla recentissima morte di un fan durante un concerto della band in Illinois. Un corollario di avvenimenti che ha introdotto al pubblico We Are Not Your Kind con una dose di hype non indifferente. D’altronde poche band metal sono capaci di smuovere le masse come gli Slipknot e loro questo lo sanno benissimo, cosicché giustamente ci calcano molto la mano, soprattutto al momento di presentare un nuovo album. Prova ne sia l’”antisingolo” All Out Life rilasciato a sorpresa ad ottobre dello scorso anno e poi non incluso nel disco. Secondo Corey Taylor quello era un pezzo con una sua propria vita che doveva servire per far sapere alla gente che non eravamo spariti ma che stavamo andando avanti e che stavamo lavorando a nuova musica. Era un pezzo così catchy che aveva senso pubblicarlo in quel momento. E gli Slipknot, arrivati nel nel 2019, possono permettersi una simile mossa. Infatti We Are Not Your Kind arriva a distanza di ben cinque anni dall’ultimo .5: The Gray Chapter e sebbene l’attesa per il precedente album fosse stata ancor più lunga, al giorno d’oggi corrisponde ad un lasso di tempo notevole da digerire, fatto che è stato più volte motivato dai membri della band come rispondente all’esigenza di voler comporre un vero e proprio album con uno svolgimento autonomo e una narrazione coerente dall’inizio alla fine piuttosto che un semplice insieme di canzoni senza alcun nesso preciso. Motivazione nobile senza dubbio, che si manifesta lungo tutti i brani del disco coi suoi pro e i suoi contro.

Gli Slipknot che ci accolgono in We Are Not Your Kind sono una macchina perfettamente oliata, che non manca di dimostrarlo dal vivo e allo stesso modo proponendo album dopo album un sound che se da una parte si fa sempre più iconico, tanto da poter parlare di un vero e proprio “Slipknot-style”, dall’altra concede sempre più spazio alla melodia e ai ritornelli facili, certamente grazie al forte impatto derivante dall’ingombrante esperienza di Corey Taylor coi suoi Stone Sour. Per questo, quando l’anno scorso qualcuno ha ipotizzato un nuovo album sulla falsa riga del pluri-celebrato Iowa, le antenne dei fan di tutto il mondo si sono rizzate per gridare chi allo scandalo, chi al capolavoro. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo però.
Forte di ben quattordici brani per più di un’ora di durata We Are Not Your Kind si apre con un breve incipit che lascia spazio ad Unsainted, forse il singolo più chiacchierato di tutto il disco a causa del legame che lo lega alle sonorità del precedente album, con un ampio uso della voce pulita da parte di Corey Taylore un blasfemo (per i fan) coro angelico ad inaugurare le danze. Brano quadratissimo e senza grandi sorprese, che però farà sicuramente sfacelo in sede live a prescindere dalla propria tecnicità o fantasia. E alla fine dei conti, proprio Unsainted risulterà il brano più mediocre e fuori contesto dell’intero album. Ma ci sono particolari che si notano fin da subito e che segnano in buona parte la cifra stilistica dell’intera opera: come già menzionato si fa grande ricorso a soluzioni ed aperture melodiche dal forte appeal mainstream, diminuendo i tecnicismi della sezione ritmica a favore di una maggior facilità di assimilazione dei singoli brani, ma soprattutto si nota come l’elettronica sia un elemento che ricopre un ruolo fondamentale nell’economia compositiva di We Are Not Your Kind, tra sintetizzatori, scratch e svariati campionamenti che spesso e volentieri fungono da protagonisti ancor più delle chitarre lungo diversi brani. Tant’è vero che è proprio nei brani più elettronici che gli Slipknot del 2019 riescono piacevolmente a sorprendere: c’è lo spettro dei Nine Inch Nails più claustrofobici dietro un brano come Spiders – dove non sfigurerebbe un videoclip girato da David Lynch – ad esempio e questa veste inedita, a metà tra soundtrack da film horror, con quel tema di synth molto carpenteriano, ed ambientazioni post-industrial, potrebbe essere una buona indicazione di dove potrà andare a parare il sound degli Slipknot in futuro. Lo stesso dicasi di My Pain, che si regge quasi esclusivamente sulla voce di Taylor, adagiata su una ansiogena base ambient che flirta col noise sul finale, e che fa le veci della ballad dell’album, senza di fatto esserlo. I due brani, messi l’uno accanto all’altro, soffrono dell’unico difetto di essere posti quasi alla fine della scaletta e questo è un vero peccato, poiché il loro potenziale viene rivelato troppo tardi. Ma tutto ciò fa parte del pensiero alla base di We Are Not Your Kind, che imbastisce una narrazione da seguire in tutto il suo svolgimento.
Non mancano però anche quei brani che vogliono riallacciarsi ad un passato che continua ad essere celebrato dai fan della prima ora e su tutti svetta Red Flag, che sebbeni puzzi terribilmente di anni ’90 riesce ad essere un gran bel pezzo, aggressivo sotto tutti gli aspetti e con un Corey Taylor che ha ancora molto da dare col suo ottimo growl. C’è poi il “caso” Nero Forte, brano fortissimo in partenza, con delle chitarre in gran spolvero, ma che poi si perde in un ritornello alla lunga stucchevole e, ancor più grave, in un break strabusato dalla stessa band. Tutto il contrario invece la riuscitissima Orphan, brano più articolato ma estremamente violento, con un ritornello sì melodico, ma decisamente più mirato ed in linea con l’atmosfera del pezzo; provando a prescindere dalla produzione del disco infatti, che spesso e volentieri appiattisce ogni dinamica in prossimità dei brani più pesanti e riesce a far suonare in modo pessimo la batteria in molti casi, è proprio il creare atmosfere diverse il fulcro dell’intero album e in questo gli Slipknot si dimostrano decisamente abili.
Il resto del disco è composto di brani che riescono ad essere gradevoli nel riproporre quella che è la formula degli Slipknot da ormai dieci anni, ma che non riescono ad attraversare in modo netto quella barriera che separa il “prodotto" dall’artista, ponendosi piuttosto nel mezzo e risultando quindi piuttosto insipidi e poco longevi procedendo con gli ascolti: non c’è un singolo brano – ad eccezione della già citata Unsainted – che si possa definire brutto o mal riuscito, ma certamente quel che manca è la volontà di portare quello “Slipknot-style” ad uno step successivo; ora che la band è mutata in modo significativo a livello di formazione e non vi è più una personalità ingente come quella di Joey Jordison dietro le pelli, il sound potrebbe spingere maggiormente sul proprio lato atmosferico e concedersi l’ardire di sperimentare maggiormente su questo fronte, dal momento che gli episodi prima menzionati sono di ottimo valore e non a caso la batteria, così come in moltissimi episodi dell’intero album, non ricopre un ruolo fondamentale dal punto di vista degli arrangiamenti. Questo non vuol dire che il lavoro di Jay Weinberg sia da criticare, tutt’altro, ma il suo stile più quadrato e meno eclettico potrebbe benissimo aprire nuovi possibili orizzonti alla band. E dopo due album con questa sezione ritmica sarebbe anche il momento.
A puntellare l’album qua e là sono presenti poi alcuni intermezzi – tre in totale, contando l’incipit – che poco aggiungono dal punto di vista strettamente musicale, ma che fungono pur sempre come momenti di pausa all’interno dello psedo-concept del disco. Qualcuno potrà aver qualcosa da obiettare sull’utilità di questi momenti narrativi, ma dipende pur sempre dall’ottica con cui si affronta l’ascolto dell’opera: se la si valuta solamente come “raccoglitore” di canzoni, allora non si avrà pietà nello skippare una What’s Next o una Death Because Of Death, ma se si ha la pazienza di ascoltare We Are Not Your Kind nella sua interezza volta per volta, ci si renderà conto anche di come sia possibile fruire di quegli intermezzi intendendoli come momenti funzionali alla narrazione.

Ascoltare un disco come questo nel 2019 è un gesto che potrebbe sembrare quasi anacronistico: un’ora abbondante di musica, con brani che spesso e volentieri sforano i sei minuti di durata e con la presenza di intermezzi dalla dubbia utilità; gli Slipknot chiedono agli ascoltatori di prestare attenzione alla loro ultima opera in maniera totale, in aperto contrasto alla moderna fruizione della musica, basata sulle singole canzoni e non sugli album. In questo la band si dimostra coraggiosa e gli va riconosciuto. In più la qualità non manca, così come non mancano episodi veramente notevoli che finiranno col diventare certezze in sede live e non solo. Corey Taylor è sempre più l’icona di questi Slipknot e lo dimostra prima di tutto tramite una prova vocale sopra le righe in moltissime occasioni e poi mostrando agli ascoltatori la vasta gamma di influenze e stili con cui scrive i propri pezzi. Alle sue spalle c’è una band più che affiatata e rodata, che però non riesce a scollarsi di dosso quell’immagine che risale ancora agli anni ’90 e che la maggior parte dei fan non dimentica. A differenza di .5: The Grey Chapter, che osava forse di più nello spingersi lontano dal metal tout court, ma si è rivelato poi un album molto poco longevo (invecchiato addirittura fin troppo in fretta), We Are Not Your Kind recupera un’aggressività che non si sentiva da anni in un disco degli Slipknot, ma ad essa affianca esperimenti che esulano completamente dal metal e che finiscono per rappresentare degli unicum all’interno dell’album, facendo sì che si crei un dualismo interno fin troppo marcato. Questo, dopo ripetuti ascolti, è il difetto più grande del disco e che rappresenta un punto interrogativo sul futuro discografico della band: proseguire con un’eterogeneità sempre più accentuata, accompagnata al recupero di sonorità del passato, oppure trovare il coraggio per saltare in modo definitivo l’ostacolo del “genere” e dedicarsi a un sound che può avere ancora moltissimo da rivelare? Sperando di non dover aspettare troppi anni per scoprirlo, We Are Not Your Kind rimane un bel disco, superiore al precedente, da ascoltare e riascoltare per coglierne tutte le sfumature ed apprezzare la varietà di scrittura che gli Slipknot del 2019 riescono a proporre.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
87.37 su 90 voti [ VOTA]
Nu Metal Head
Domenica 20 Ottobre 2019, 22.28.16
59
riascoltando oggi meglio il "vol. 3" e confrontandolo con questo, devo dire che ho cambiato idea, o meglio mi sono convinto ad accettare una cosa che a dire il vero mi aveva sfiorato la mente al primo ascolto ma che non avevo il coraggio di accettare: "we are not your kind" non voglio dire che sia l'album "più brutto" degli Slipknot, perché loro di album brutti non ne hanno mai fatti, ma è l'album "meno bello" della loro discografia, e quindi inverto il voto con "vol. 3" e questo si becca 68. tornando al mio commento n. 12, avevo dimenticato di dire che di ".5" anche "nomadic" era una bomba, mentre di questo ho rivalutato l'intro, che un po' di inquietudine la mette.
Frank13
Domenica 13 Ottobre 2019, 15.21.09
58
Scettico un po’ come tutti , ho voluto continuare ad ascoltare questo WANYK ... e dopo 3 mesi mi sento di dire che è un buon lavoro ... nulla di così indecente come scritto da molti di voi ricolmi di pregiudizi , chi ancora ancorato al Metal che fu , chi ancora ad attendere il messiah , ma la musica è cambiata da un pezzo, tutti oggi teniamo famiglia
Galilee
Giovedì 10 Ottobre 2019, 12.34.29
57
Gran disco davvero non pensavo. Invece sono riusciti a concepire un nuovo disco estremamente interessante variegato e profondo. Ottima la produzione e l'atmosfera generale, ottimi gli inserti elettronici usati sapientemente, ottima l'idea di sperimentare e creare pezzi un pò diversi. Ci ho visto un po' della fantasia dei migliori Korn. E per finire ottimi pezzi, non c'è un fillers i quelli notevoli sono molti. Forse forse il loro miglior album dopo Iowa. Di sicuro meglio del buon Gray Chapter. Chapeaux, continuate così.
Abdullah
Venerdì 27 Settembre 2019, 10.19.10
56
Il migliore dai tempi di IOWA. Non un capolavoro, ma comunque un ottimo disco, ispirato e sincero. Solway Firth è una della migliori canzoni che la band avesse mai fatto. Voto: 80
Amula
Giovedì 26 Settembre 2019, 20.40.53
55
Ma solo a me in Nero Forte e Critical Darling ci sento rispettivamente Lamb of God e Fear Factory?
NOLA
Mercoledì 25 Settembre 2019, 10.55.15
54
@COr3y: Negli ultimi 20 anni ci sono state dozzine di gruppi "estremi" migliori degli Slipknot. Per fare un esempio: Batushka, Mgla, Dismember, Obscura, Crowbar, Down, Septicflesh, ecc. Tutte band molto diverse tra loro e appartenenti a generi diversi. Gli Slipknot sono ottimi musicisti, ma la loro musica, SOPRATTUTTO negli ultimi anni, è diventata inascoltabile. Passino i primi due album, cosa sono oggi gli Slipknot se non robaccia radiofonica e inascoltabile?
Gorgo
Martedì 24 Settembre 2019, 20.45.40
53
Fra questo, ahig e tgc è difficile stabilire quale sia l'album più di merda. Gruppo davvero insulso che campa sui primi due album. Buffoni.
Nu Metal Head
Giovedì 19 Settembre 2019, 21.32.27
52
@tartu71: l'ultimo dei Korn è meglio di questo, il migliore dal rientro di Head...
Superdrummer
Giovedì 19 Settembre 2019, 20.43.54
51
Album schifoso e indecente quasi al livello del precedente. Mancano le idee e manca qualunque cosa degna di nota. Ormai gli Slipknot giocano a fare i merdaioli campando di rendita.
TARTU71
Domenica 15 Settembre 2019, 11.37.44
50
GabM.... e ancora non hai ascoltato l'ultimo dei Korn.... ...
Deathland
Domenica 15 Settembre 2019, 11.19.14
49
Solway Firth miglior canzone dai tempi di Iowa
GabM
Martedì 3 Settembre 2019, 19.12.00
48
Album imbarazzante, non riesco a spiegarmi tutti questi commenti positivi, si salvano al massimo 3 o 4 canzoni. E non è questione di musica pesante o meno, sono il primo a dire che le parti melodiche di The Gray Chapter sono molto meglio delle parti pesanti. Questo per me è uno dei flop dell'anno, una fiera delle banalità dall'inizio alla fine
Galilee
Lunedì 2 Settembre 2019, 15.03.04
47
Quello sicuramente. Ok ma gari su FB appena ho tempo. Yeah
Black Me Out
Lunedì 2 Settembre 2019, 15.00.39
46
Ti ringrazio molto. Spero che tu ti sbizzarrisca nel recuperare i video e leggere il blog allora! Ma ne parliamo anche in separata sede se ti fa piacere, che altrimenti siamo ampiamente OT.
Galilee
Lunedì 2 Settembre 2019, 14.46.04
45
Mitico. Vi ho scoperto da poco e devo dire che siete una figata, e da collezionista e appassionato di film di genere, ma non solo, secondo me avete colmato una forte lacuna che esisteva nel web. Complimenti davvero. Yeah
Black Me Out
Lunedì 2 Settembre 2019, 14.39.20
44
@Galilee Azzeccato in pieno
Galilee
Lunedì 2 Settembre 2019, 14.33.50
43
Hey Alex, ma tu fai parte anche dello staff di quei pazzi di Shiva produzioni?
Bob
Giovedì 29 Agosto 2019, 19.36.35
42
Sembra di ascoltare un disco dei Korn venuto male
Awake
Venerdì 23 Agosto 2019, 20.18.18
41
Ribadisco: "Spider" pezzone...
uatu
Venerdì 23 Agosto 2019, 14.27.02
40
Buon album che cresce con gli ascolti: direi che un 80 abbondante ci stia tutto
Black Me Out
Venerdì 23 Agosto 2019, 12.39.22
39
@odrano mi dispiace che tu pensi questo, ma con buona pace dei sensi mi scuso se la recensione ti è sembrata superficiale (a giudicare da altri commenti non mi sembrava ma tant'è); in futuro mi riserverò di assicurarmi di non incarnare più "il male di oggi". Un abbraccio.
odrano
Venerdì 23 Agosto 2019, 5.05.46
38
Un buon album tra iowa e il delirio di oggi..la recensione e superficiale, caro Alex tu non sai chi sono gli slipknot da come gli hai descritti hai letto parecchio su wiki e poco di vissuto... Il male di oggi.
Daniele
Giovedì 22 Agosto 2019, 22.43.38
37
quelli che insultano non ascoltano neanche un secondo del disco ,oramai lo fanno in automatico . Se dovessi lasciare insulti su ogni gruppo che non mi piace starei sempre a scrivere ,ma da persona normale le band che mi fanno cagare non le commento
Bacon Apocalypse
Giovedì 22 Agosto 2019, 20.43.35
36
Comunque bello leggere certi commenti senza che danno una spiegazione, potrei fare lo stesso con l'ultimo album degli Iron Maiden dicendo che è noioso (facendo un esempio) ma almeno darei un motivo specifico piuttosto che fermarmi lì a fare la figura del true trasgressivo GG
Masterburner
Giovedì 22 Agosto 2019, 8.58.36
35
Un primo ascolto mi trova concorde con la recensione, Bel disco... Corey fa la differenza, lo ritengo uno dei migliori cantanti per il genere, espressivo quando va sul melodico e veramente spaventoso e incazzato oltre misura con il growl.
MetalHead
Mercoledì 21 Agosto 2019, 5.22.35
34
Che porcheria ...
Matteo BTBAM Galli
Martedì 20 Agosto 2019, 21.21.21
33
Yawn... che sonno. Aridatece Iowa.
Halo
Martedì 20 Agosto 2019, 20.58.15
32
Probabilmente è il loro disco più oscuro, ho apprezzato l’utilizzo massiccio dell’elettronica, anche nel voler creare un filo conduttore che leghi i pezzi tra loro tramite gli intermezzi. Ho trovato l’ascolto piacevole, nonostante proporre più di un’ora di musica possa essere talvolta penalizzante. Ci sono un po’ di pezzi che non vedo l’ora di vedere dal vivo, poi corey sembra davvero in forma, confermo il voto della recensione
Salvo
Martedì 20 Agosto 2019, 16.16.32
31
Hanno fatto decisamente di meglio. Diciamo che non è tra i più riusciti. Una sufficienza risicata.
Pacino
Martedì 20 Agosto 2019, 13.25.14
30
Caruccio, si fa ascoltare. Voto 71
Luca Dondoni
Martedì 20 Agosto 2019, 13.04.57
29
Bella recensione, proprio. Sono d'accordo quasi su tutto. Il disco è bello, non si può negare. Ma. Ma a me non dà nessun brivido. I primi due dischi avevano una rabbia genuina, primordiale. Ascoltarli era catartico, liberatorio, piacevole. Molto piacevole. Adesso abbiamo un gruppo di bravi musicisti, con le meritate legioni di fan. Ma i ragazzi selvaggi, folli e liberi non ci sono più. A mio parere. Peccato, ma ci mancheranno
Macca
Martedì 20 Agosto 2019, 11.41.19
28
Ascoltato poche volte per dare un giudizio definitivo, ma così sulle prime non mi ha fatto saltare dalla sedia. La stessa impressione mi aveva fatto il precedente, che però sulle prime aveva qualche killer song in più (Sarcastrophe, The Devil In I, Custer): questo seppur più variegato a livello di songwriting mi pare più omogeneo in termini qualitativi. Ci sono alcuni ottimi brani, mentre altri proprio non li ho capiti: lo devo ascoltare ancora. PS. Non inserire All Out Life nella versione standard secondo me ne inficia il valore finale, visto che è la canzone più Slipknot dell'intero lotto.
Deathland
Martedì 20 Agosto 2019, 11.03.39
27
Ottimo disco e Corey in formissima
La coccinella radioattiva buona96
Martedì 20 Agosto 2019, 0.43.35
26
Secondo me hanno sbagliato le posizioni delle canzoni nella scaletta...:-/
Daniele
Lunedì 19 Agosto 2019, 15.55.41
25
Molto ma molto meglio del precedente disco che sinceramente era appena sufficiente per me. Anche merito di Corey che per me ha sempre una grandissima voce.
Cavaliere nero
Lunedì 19 Agosto 2019, 15.38.06
24
Ottimo album.un bel 90 Pieno se lo merita tutto.da comperare e ascoltare a ripetizione.brano simbolo nero forte,na bomba!ciaoooooooooo!
dabi3121
Lunedì 19 Agosto 2019, 7.36.50
23
Bel ritorno,era una vita che non li ascoltavo e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Nero forte,Birth of the Cruel,Spiders,Soilway firth ed Orphan grandissimi pezzi. 80 per me.
Pacino
Lunedì 19 Agosto 2019, 6.21.21
22
Porca pupazza, di dove saltin fori...
ElManjo
Lunedì 19 Agosto 2019, 1.56.54
21
Secondo me il loro disco peggiore, noioso, piatto, poggia solo su riff tutti uguali, batteria martellante e la voce di corey taylor. Due chitarristi iper pompati che in 14 tracce non cacciano fuori mezzo assolo, pur essendone capacissimi (basta vedere Root con gli stone sour, ma anche cercare in prodotti precedenti degli stessi slipknot). Sinceramente hanno avuto i due picchi con il primo ed il terzo album, con Iowa molto buono in mezzo,poi decisamente trascurabili, tolti due o tre pezzi. Per me album da 5, più di un'ora di strazio e "metal" tamarro fumoso e senza mordente
Awake
Lunedì 19 Agosto 2019, 1.42.28
20
Non parliamo poi di quelli che fanno la fila fuori per entrare...
Awake
Lunedì 19 Agosto 2019, 1.41.20
19
E anche in galleria non è che si strappino le vesti, ecco…
Awake
Lunedì 19 Agosto 2019, 1.40.34
18
Anche per me è stato un vero piacere leggerti, e poi sono d'accordo su parecchie tue considerazioni che non ti sto ad elencare per non annoiare la platea…
Numbered Days
Lunedì 19 Agosto 2019, 1.07.09
17
@black me out, questa e ripeto questa, è una recensione. Davvero un ottimo lavoro, e oltre al fatto di essere completamente d’accordo con te, parola per parola è stato un vero piacere leggerla, nient’altro da aggiungere!
Black Me Out
Domenica 18 Agosto 2019, 22.37.25
16
Grazie a chi si è complimentato per la recensione, lo apprezzo molto e vi assicuro che non è stato facile parlare di questo disco. @Bacon Apocalypse non ho mai detto che The Gray Chapter sia un brutto album, anzi semmai il contrario; però è vero che l'impressione che sia estremamente vecchio sia altrettanto palese, forse è più complesso da spiegare, ma l'impressione che ho è proprio questa. @Testamatta Ride mi aspettavo che qualcuno si "lamentasse" della mancanza di Solway Firth nella recensione, ma i motivi per cui non ne ho parlato sono 1) il fatto che l'articolo fosse già estremamente lungo 2) il fatto che ho trovato dei brani decisamente superiori a quest'ultimo, il quale non è di certo un brutto pezzo, ma lo trovo decisamente più canonico rispetto ai punti forti dell'album. E soffre molto la sua posizione in scaletta. Stesso discorso vale per A Liar's Funeral, che però a mio parere è tre spanne sopra alla stessa Solway Firth. Per la questione voto (usate il voto lettori, togliamo quel 30 per una buona volta) è stato davvero difficile saltarci fuori: a me personalmente il disco è piaciuto ed anche molto al primo ascolto, tanto da azzardare un voto istintivo ben sopra l'80, ma nel cercare di essere obiettivo, e lasciare da parte il cuore, ho voluto valutare la fruibilità dell'album nel complesso - che non è limitata, semmai difficoltosa dal momento che la durata totale del medesimo è lunga rapportata alla media di ascolto della nostra attualità; in più ho tenuto conto della possibile longevità del disco nel tempo e ritengo che sia molto più valido, da questo punto di vista, di The Gray Chapter e AHIG; infine ho confrontato i voti della discografia della band presenti sul sito e ho cercato di fare un bilancio complessivo: certamente la qualità c'è e si fa apprezzare, ma la troppa eterogeneità presente in tutto l'album, se all'inizio si rivela un punto forte, con il passare dagli ascolti in parte penalizza il risultato finale. Ed è un po qui il senso della mia recensione: gli Slipknot secondo me dopo questo disco dovranno prendere una decisione importante sul loro stile; quale sceglieranno di perseguire?
Frantic
Domenica 18 Agosto 2019, 22.22.53
15
Gruppo ormai morto e sepolto da anni, se dopo Iowa in poi hanno prodotto solo 4 album in 15 anni ci sarà un motivo (e non è perchè le canzoni sono complesse o ben studiate). Certamente meglio di quella putrida merdata di Grey Chapter ma in giro si trova di molto meglio
Dante
Domenica 18 Agosto 2019, 21.48.34
14
Il ritorno degli Slipknot è segnato da We Are Not Your Kind, un grande album. L'aggressività che li ha sempre distinti dalle altre band quì c'è e si fa sentire e tanto. Concordo con il recensitore sulla canzone Unsainted, davvero fuori luogo rispetto alle altre. Per aprire le danze alla perfezione io avrei messo All Out Life, molto più in linea con il resto dell'album. Per il resto è davvero un grande album. Un ritorno in perfetto stile. Voto, a mio parere troppo basso. 85
vascomistaisulcazzo
Domenica 18 Agosto 2019, 19.06.01
13
Davvero ottimo disco, in generale non mi hanno mai deluso, nei commenti e recensione è già stato detto tutto, mi soffermo solo su "a liar's funeral" che secondo me è un capolavoro e per la parte finale del disco da "what's next" dritto fino a "solway firth" qui il gruppo ha osato e ne esce quasi una colonna sonora, il cambiamento è già in atto, spazio all'elettronica e ad un protagonismo vocale di Taylor che tiene il livello altissimo. Sono diventati un gruppo ormai impriscindibile e i paragoni con il passato mi interessano davvero poco. 85
Nu Metal Head
Domenica 18 Agosto 2019, 17.37.15
12
mah a me non è piaciuto così tanto... nel senso, non un brutto disco, ma ".5" mi era piaciuto di più, poteva contare su autentiche bombe tipo "custer", "the negative one" e "AOV" , mentre invece qui l'unica vera hit rimane quella "unsainted" definita la peggiore nella recensione... le altre che ascolto sono "birth of the cruel" (che mi riporta la mente a "prosthetics"), "nero forte" (già il titolo meriterebbe l'oscar), "critical darling" (non perfetta ma niente male), "red flag", "orphan" (estreme) e "solway firth" (davvero ben costruita)... l'intro e i due intermezzi evitabili, e le 4 che salto mi paiono molli e commerciali... lo vedo come un disco che riporta allo sperimentalismo del "vol. 3", ma gli è superiore perché oggettivamente Taylor ha un growl migliore... anche "all hope is gone" che non mi ha mai fatto impazzire mi pare gli sia superiore... voto: 72.
lethalzorker
Domenica 18 Agosto 2019, 16.25.28
11
Disco imbarazzante, sono ormai la parodia di loro stessi. Pagliacci in tutti i sensi! Spero che questo disco sia la pietra tombale della loro inutile carriera!!
duke
Domenica 18 Agosto 2019, 15.28.11
10
....un buon disco.....avrei messo un voto un po' piu' alto....in fondo una volta che la vecchia guardia andra' in pensione....loro e pochi altri possono attirare le masse....
Awake
Domenica 18 Agosto 2019, 15.00.10
9
Si, gran pezzo Solway Firth.
Testamatta ride
Domenica 18 Agosto 2019, 14.05.36
8
Neanche una parola su Solway Firth? Pezzo che spicca di gran lunga su tutto il resto dell'album e tra i migliori della loro produzione post-Iowa secondo me. L'album nel complesso lo sto ascoltando con piacere, non sto lì a farmi troppi pensieri se sia pesante, leggero o all'altezza del passato. È normale cambiare ed evolvere (o involvere, è soggettivo). Gli Slipknot ormai tempo fa fecero la scelta di puntare al bersaglio grosso del mercato ed è innegabile che, tra quelli della loro generazione, siano probabilmente il gruppo metal più importante e noto (difatti attualmente sono in testa alle classifiche in Regno Unito). Tralasciando le scelte stilistiche e i gusti sul genere si può dire che non abbiano mai pubblicato porcherie nel senso stretto del termine. Per certi aspetti trovo più interessante (prima del giudizio definitivo) ascoltare un album così che non un pessimo tentativo di rifarsi ad un passato ormai abbastanza lontano. Normalmente le band che ci provano paventando un ritorno alle origini poi finiscono col farla di fuori. A tal proposito, la loro associazione di We are not your kind ad Iowa sono ancora incerto se ho capito cosa intendessero dire o se sia stata solo una paraculata. Per chiudere credo che dal loro punto di vista stiano provando a portare il metal nel futuro - o alle masse se preferite - con risultati che vanno visti sotto due aspetti: quello qualitativo che è sottoposto al giudizio di tutti e quindi totalmente soggettivo (atteso che nessuno è depositario della verità) e quello dei numeri...e lì c'è poco da stare a discutere.
Mattia
Domenica 18 Agosto 2019, 13.45.15
7
Un ottimo album a mio parere, si merita un 80. Gli slipknot non saranno più quelli del self-titled o di IOWA ma rimangono comunque una band coi controcoglioni, e riescono a risollevarsi dopo un album come The Gray Chapter che,a mio parere, non era così ben riuscito. A Liar’s Funeral e Nero Forte valgono da sole il prezzo dell’album
Galilee
Domenica 18 Agosto 2019, 13.40.41
6
Molto bene. Non vedo l'ora di ascoltarlo.
Awake
Domenica 18 Agosto 2019, 13.36.36
5
Non male, la voce di Corey poi la trovo spettacolare. Mi ha colpito molto Spider, pezzo un po' anomalo ma molto carino. Anche Nero Forte spacca di brutto. Ottima la recensione.
hard & heavy
Domenica 18 Agosto 2019, 13.13.09
4
di bello è un bel disco il mio voto si aggira intorno all'80. La mia canzone preferita è Birth Of The Cruel ma filler io in questo album non ne sento, grandi Slipknot. Gli intermezzi e parti strumentali a me piacciono un casino, ripeto veramente un bell'album.
luca gentili
Domenica 18 Agosto 2019, 12.45.27
3
Pessimo......peggio di tutto il resto prodotto. Questo non è metal. Uno dei gruppi che nel corso degli anni hanno provato a rovinare l'essenza del rock.....senza riuscirci.
SkullBeneathTheSkin
Domenica 18 Agosto 2019, 12.34.21
2
Qualcosa mi piace, qualcosa meno. Volevo sincerarmi della voce di Corey, che si diceva avesse qualche problema invece mi pare autore di un'ottima prova al microfono. Certamente buono, in risalita diciamo ed anche se certe aperture per conto mio non gli appartengono, in generale sento onestà e questo mi sorprende
Bacon Apocalypse
Domenica 18 Agosto 2019, 12.15.03
1
Sono d'accordo con la recensione, tuttavia avrei dei punti da dire riguardo certe cose: Per prima cosa, riprendendo il discorso del 5 capitolo per quanto sia invecchiato dopo 5 anni, almeno per me personalmente mi è piaciuto con il proseguire degli ascolti, e già delle canzoni che ti rimangono in mente come AOV o The Negative One giusto per citarne una è più che giusto. Come seconda cosa, avrei arrotondato il voto in 80, per quanto possa non piacere a tutti, io invece vedo un bel welcome back coi controcoglioni, e canzoni come Nero Forte, Orphan, Critical Darling, Birth of the Cruel ma soprattutto una Solwat Firth (per me l'apice del disco) penso che al band abbia fatto centro, sia maturata sotto certi punti e che comunque sia è riuscito ad elaborare un album non troppo copiaincolla col precedente (basta ascoltarsi appunto Spiders e My Pain per quanto all'inizio l'ascoltatore può rimanere confuso si ritrova con delle ottime canzoni davanti) Davvero, un bell'album, non un capolavoro ma sicuramente più interessante di All Hope is Gone e qualcosina in più di Vol3
INFORMAZIONI
2019
Roadrunner Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Insert Coin
2. Unsainted
3. Birth Of The Cruel
4. Death Because Of Death
5. Nero Forte
6. Critical Darling
7. A Liar's Funeral
8. Red Flag
9. What's Next
10. Spiders
11. Orphan
12. My Pain
13. Not Long for This World
14. Solway Firth
Line Up
Corey Taylor (Voce)
Jim Root (Chitarra)
Mick Thomson (Chitarra)
Shawn Crahan (Percussioni, Cori)
Craig Jones (Campionatore, Tastiere)
Sid Wilson (Giradischi)
Alessandro Venturella (Basso)
Jay Weinberg (Batteria)

Musicisti Ospiti
Angel City Chorale (Coro su “Unsainted”)
Kat Primeau (Voce su “Death Because Of Death”)
 
RECENSIONI
73
75
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65
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