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Carcass - Wake Up and Smell the... Carcass
06/02/2016
( 1238 letture )
Swansong, Canto del Cigno

Con l'espressione canto del cigno si è soliti indicare l'ultima opera degna di nota di un artista. Questo modo di dire deriva dalla antica credenza che il cigno muto prima di morire produca un unico, bellissimo, canto. Fu così che i Carcass, già consapevoli di essere alla fine del loro viaggio, intitolarono quello che per quasi un ventennio fu il loro ultimo disco in studio, che poi fosse o meno bellissimo è un altro discorso.
Per capire il perché di questa decisione bisogna tornare indietro di diversi anni, quando nel 1993 la Earache Records raggiunse un accordo con la Columbia per la distribuzione nel mercato USA dei dischi di Entombed, Carcass, Napalm Death, Godflesh, Cathedral e Fudge Tunnel. Un accordo figlio dell'interessamento delle major per i numeri del fenomeno death metal e grindcore, che però non portò i risultati sperati che invece ottennero i Morbid Angel con Covenant.
Questa cosa in linea teorica non avrebbe dovuto intaccare il gruppo di Liverpool, forte del successo europeo, senonché i contatti mantenuti con la Columbia non diventarono determinanti quando il contratto che legava i Carcass alla Earache scadde e la contemporanea offerta della major sembrò vantaggiosa. La luna di miele col colosso, invece non durò molto, dato che l'etichetta iniziò a mettere il becco nel nuovo materiale che la band stava componendo, arrivando alla famosa e delirante proposta di lezioni di canto per Jeff Walker. Una situazione destinata a non durare che si chiuse con la risoluzione del contratto. Una cocente delusione che, assieme ad alcune divergenze musicali tra Walker e Steer, portò alla pubblicazione di Swansong, disco dalla gestazione difficile e praticamente pubblicato postumo, con i Carcass che si sciolsero definitivamente.
Nel novembre del 1996, quasi a voler dare degna e totale sepoltura alla carcassa, fu pubblicato Wake Up and Smell the... Carcass in versione CD e DVD (dai contenuti differenti) vero e proprio patchwork carcassiano contenente materiale inedito e raro, assieme a foto e note biografiche.
Una raccolta atipica alla cui compilazione partecipò anche Bill Steer, che racchiude (in ordine cronologico dal materiale più recente a quello più datato) stralci di una carriera eccezionale.

GLI INEDITI
La parte più succosa ed interessante per i fan più accaniti della band è sicuramente quella piazzata all'inizio, ovvero i cinque brani inediti provenienti dalle session di Swansong. Il suono e lo stile sono infatti quelli dell'album finale e sebbene possano essere considerati degli "scarti" (al giorno d'oggi diventerebbero materiale per EP o tour edition) contengono degli spunti interessanti. La più famosa è sicuramente la canzone di apertura Edge of Darkness dai toni più oscuri rispetto agli standard del gruppo. Suonata dal vivo anche durante il tour di reunion, è il pezzo migliore nel lotto degli inediti qui presente ed è strano che sia rimasto fuori da Swansong, forse perché troppo diversa dallo stile dell'album. Più diretta e dinamica Emotional Flatline, con un Ken Owen protagonista assoluto ed un riffing che pare uscito da Heartwork. Anche questa, come la precedente non avrebbe sfigurato su Swansong, a fare da trait d'union con l'album precedente e per qualcuno lo fece veramente, dato che finì come bonus track nell'edizione limitata a forma di cervello del disco finale. Discorso diverso per Ever Increasing Circles, il cui andamento statico risulta quasi monotono ed è salvata dal bel break centrale, mentre niente riesce a migliorare la piattezza di Blood Spattered Banner, pezzo peggiore di questa compilation in assoluto.
Il divertente death'n'roll di I Told You So (Corporate Rock Really Does Suck) chiude questa parte di album con un brano senza troppe pretese, di cui si segnala il testo che richiama (in maniera neanche troppo velata) le vicissitudini con la Columbia.

Don't tell me how to sing
Don't tell me how I should play
Don't tell me how to act
I don't want to play to your game


Come per molti di quei brani che rimangono nel cassetto, non è tutto oro quello che luccica e quelli contenuti in Wake Up and Smell the... Carcass non fanno eccezione, con luci ed ombre di vario tipo. In ogni caso va detto che rappresentano gli ultimi brani incisi in studio da Ken Owen ed il suo caratteristico drumming pesante con i Carcass, parte fondamentale del suono della band. Solo questo farebbe luccicare gli occhi ai più affezionati sostenitori del gruppo.

RADIO 1 ROCK SHOW SESSION
Registrate nell'ottobre del 1994 e mandate in onda per la prima volta il 6 novembre dello stesso anno, le sessioni al Radio 1 Rock Show mostrano dei Carcass più grezzi e spontanei con un Jeff Walker che digrigna i denti e si mangia le parole in Buried Dreams e il singolone No Love Lost introdotto dal segmento iniziale di Ruptured In Purulence del mitico Symphonies Of Sickness. Oltre a questi due pezzi grossi i Carcass suonarono in quell'occasione due brani minori, Rot 'n' Roll ed Edge of Darkness, quest'ultima in largo anticipo rispetto alla sua pubblicazione ufficiale, segno che questa canzone è rimasta nel cassetto per tanto tempo e che la band la ritenesse valida, cosa che rende ancora più strana la sua successiva esclusione.
In definitiva quattro piacevoli riempitivi (con un paio di chicche) a rimpinguare la tracklist.

GLI EP
A cavallo tra i due loro dischi di maggior successo, i Carcass pubblicarono due EP The Heartwork EP e Tools Of The Trade, qui riproposti senza le canzoni edite negli album. This Is Your Life e Rot 'n' Roll provengono direttamente dal primo, uscito poco prima di Heartwork per pubblicare l'omonimo singolo. Si tratta a tutti gli effetti di due B-side nel vero senso del termine, ovvero onesti riempitivi del singolo non molto rilevanti, per quanto la tra le due si faccia preferire di più la prima, infatti sarà usata anche come bonus track in alcune versioni di Heartwork.
Tools Of The Trade ebbe invece un ruolo diverso, dato che doveva promuovere il tour Gods Of Grind del 1992 e fece parte dello split album pubblicato dall'Earache. Di veramente inedito si trovava solo la titletrack e lo stile è quello di Necroticism, con l'alternanza dei growl di Bill Steer e Jeff Walker (sarà l'ultimo pezzo dei Carcass ad avvalersi di questo) ed i blast beat di Ken Owen, spezzati dagli assoli melodici della parte centrale. Insomma i "ferri del mestiere" del gruppo, ben rappresentati dalla copertina dell'EP. In quegli anni la band si stava scrollando di dosso l'etichetta di "incapaci a suonare" e con la ri-registrazione di Pyosified volle mettere ancora di più a tacere chi li criticava dimostrando che già ai tempi del primo, caotico, lavoro c'era della qualità che con la crescita del gruppo (su tutti di Owen) è venuta a galla. Anche Hepatic Tissue Fermentation II è una ri-registrazione, questa volta di un brano estrapolato da una compilation (a breve ci arriveremo) risalente a Symphonies Of Sickness, infatti qui la differenza è meno marcata, per quanto si senta la progressiva perdita della ingenua ferocia che caratterizzava i primi due lavori, in favore di un approccio più ragionato che si vedrà in seguito. Per quanto già editi, i brani di Tools Of The Trade sono i migliori di Wake Up and Smell the... Carcass, proprio perché non si tratta di scarti.

VARIE ED EVENTUALI
A chiudere questa particolare raccolta troviamo la testimonianza del primo, putrido, periodo dei Carcass con tre tracce estrapolate da due rare compilation pubblicate nel 1989. Genital Grinder II ed Hepatic Tissue Fermentation furono inserite nella Pathological Compilation della Pathological Records al suo esordio assoluto, in cui erano presenti anche Napalm Death e Godflesh. La prima altro non è che la ri-registrazione della traccia strumentale di apertura di Reek Of Putrefaction, resa qui più presentabile anche da una produzione decente con i versi bestiali di Ken Owen come sottofondo. La seconda fu invece uno degli inediti di quella compilation e rispecchia in pieno la macelleria mischiata a quel pizzico di crescita nella costruzione dei brani di Symphonies Of Sickness, come si evince dalla durata del brano (sei minuti) e dalla coda finale. Decisamente un must per chi ha ancora i brividi oggi riascoltando i Carcass goregrind.
Infine, piazzata in chiusura, uno dei grandi classici della prima ora della band, Exhume to Consume nella versione della compilation Grindcrusher pubblicata dalla Earache Records come sampler del proprio catalogo, con nomi come Napalm Death, Morbid Angel, Terrorizer, Repulsion, Bolt Thrower e Godflesh. Insomma, una serie di nomi in grado di far girare la testa a qualsiasi appassionato di musica estrema. Questa versione è antecedente a quella che farà parte di Symphonies Of Sickness e si differenzia per un intro rumoristico (quasi a voler simulare lo scavare nella terra) e un mix più confuso. Insomma, i Carcass che dovevano ancora crescere e prendere coscienza dei propri mezzi.

Arrivati alla fine delle diciassette canzoni si è ripercorsa in maniera atipica la storia del gruppo di Liverpool, toccando raramente i classici e ri-scoprendo gli angoli bui di una carriera che non è mai stata quella di un gruppo qualsiasi. Come evidenziato, non tutto il materiale qui presente è di ottima fattura, anzi in un paio di occasioni si sente il bisogno di skippare, ma va dato il merito a questa raccolta di aver riportato alla luce nel 1996 materiale destinato a rimanere per pochi. Certo ad oggi, date le numerose ristampe e youtube, è più facile imbattersi in Hepatic Tissue Fermentation, Edge of Darkness o This Is Your Life ma in quel momento una pubblicazione del genere non era altro che l'ultima parola nell'epitaffio di uno dei più grandi gruppi della storia del metal estremo. Wake Up and Smell the... Carcass non è certamente una retrospettiva completa (Choice Cuts è sicuramente più mirata in quel senso) ma un lavoro diretto ai fans più accaniti della band ed ai nostalgici, oltre che ai completisti di discografie. Per certi versi interessante e divertente, ma non imprescindibile.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
81.25 su 4 voti [ VOTA]
Danimanzo
Martedì 9 Febbraio 2016, 17.00.56
4
Lo comprai per completezza; d'altronde è davvero difficile reperire tutte le demo, gli EP e il materiale video di questa grande band. Per una volta, una raccolta doverosa.
Riccardo
Sabato 6 Febbraio 2016, 18.47.31
3
Ah, l'80 e' il mio...
Riccardo
Sabato 6 Febbraio 2016, 18.46.11
2
I Carcass "melodici" mi sono sempre piaciuti. Ed e' per questo che la parte relativa agli inediti non mi trova d'accordo. I primi 4 pezzi di questo disco io li trovo veramente godibili e li ritengo tutto tranne un riempitivo.
enry
Sabato 6 Febbraio 2016, 14.53.38
1
Concordo con Diego, uscita destinata quasi esclusivamente ai fan, e visto che io lo sono l'ho preso, con qualche anno di ritardo ma alla fine in casa ci doveva entrare.
INFORMAZIONI
1996
Earache Records
Death
Tracklist
1. Edge of Darkness
2. Emotional Flatline
3. Ever Increasing Circles
4. Blood Spattered Banner
5. I Told You So (Corporate Rock Really Does Suck)
6. Buried Dreams (live)
7. No Love Lost (live)
8. Rot 'n' Roll (live)
9. Edge of Darkness (live)
10. This Is Your Life
11. Rot 'n' Roll 03:49
12. Tools of the Trade
13. Pyosisified (Still Rotten to the Gore)
14. Hepatic Tissue Fermentation II
15. Genital Grinder II
16. Hepatic Tissue Fermentation
17. Exhume to Consume
Line Up
Jeff Walker (Voce, Basso)
Bill Steer (Chitarra, Voce su tracce 12, 13, 14, 16, 17)
Mike Amott (Chitarra su tracce 12, 13)
Carlo Regadas (Chitarra su tracce 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9)
Ken Owen (Batteria, Cori su tracce 12, 14, 15, 16, 17)
 
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