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Moonspell - Hermitage
26/02/2021
( 2384 letture )
”Ci interessa solo la musica, la musica viene prima in questo album”

Il riassunto di un intero album musicale lo possiamo ritrovare nelle parole del frontman Ribeiro, le quali possono sembrare una plateale retorica ma, in realtà, rappresentano la vera e intrinseca essenza di Hermitage: la musica. I Moonspell hanno scavato a fondo nella loro intimità e, da band matura ed estremamente sensibile, han concentrato la loro massima attenzione sulla cupa, ossessiva e malinconica realtà che ci circonda, riversando poi, tutto questo realismo moderno in note, in musica.

Il tredicesimo sigillo dei portoghesi vede la luce agli inizi di questo 2021, prodotto dalla Napalm Records, suddiviso in dieci tracce e, antecedo ogni qualsiasi chiave di lettura possiamo affermare che Hermitage non è un album semplice. Le composizioni sono permeate da un’estrema essenza gothic, da richiami epici, da atmosfere cupe e dense in stretto legame a passaggi minimalisti e scarni (rispetto ad aspetti più pesanti e estremi del passato) che offrono un’aura distopica, cangiante e inaspettata. Questo disco porta con sé inoltre una profonda e interessante dicotomia nel suo aspetto musicale-percettivo: mettilo su uno sfondo qualsiasi e offre un piacevole e facile ascolto; siediti e concentrati e ti offre un’esperienza introspettiva profonda e preziosa.
Dopo ogni ascolto si possono sentire nuove sfumature e piccole pennellate melodiche che prima erano passate inascoltate, il lavoro di registrazione e produzione è pressoché perfetto, in quanto, le tracce godono di movimento e forte tocco dinamico, i suoni sono dosati e funzionali reciprocamente, sopra le righe la performance dietro al microfono di Ribeiro nello spaziare in ogni stile e timbro e, nel trasmettere emozioni e sensazioni. Ottima prova anche dietro alle pelli dell’altro Ribeiro, nuovo entrato nel gruppo e già molto radicato nel sound. Un aspetto caratterizzante il suono di tutto il disco è la marcata matrice atmosferica e la sorpresa di un arrangiamento epico riproposto in diverse tracce, diciamo subito che Hermitage non è esattamente aggressivo o feroce, ma perlopiù cupo e malinconico.

Veniamo ora alle tracce: The Greater Good ci introdice all’ascolto, un crescendo moderato e atmosferico che sfocia in una seconda parte pesante e carnosa, dove ottimi riff di chitarra si susseguono per poi ritornare al mood iniziale, un’inizio da marchio di fabbrica dei portoghesi, che proseguono con l’incisività di Common Prayers, un brano massiccio e robusto, evidenziato da ottime linee di basso e da un ritornello molto orecchiabile, dove spiccano i suoni di synth. Si passa quindi a All Or Nothing è un viaggio di sette minuti caratterizzato da una forte melodia principale, da un incedere quasi “post” e dalla ricerca di un estremo impatto emotivo, missione riuscita. La successiva Hermitage, titletrack, si presta a esser un potente e futuro brano live, i Moonspell spingono forte sull’acceleratore e lo fanno dannatamente bene, con un pezzo pesante e marcatamente gothic. Il giro di boa si compie ora con l’accoppiata Entitlement e Solitarian che, seppur con connotazioni leggermente differenti riportano alla mente i tempi di Irreligious per la loro locazione sensoriale in un’oscurità profonda, due brani in cui il senso di disperazione e desolazione con brevi sfuriate rabbiose emergono prepotenti alternandosi a malinconici paesaggi nebbiosi.
The Hermits Saints appaga chi cerca un vecchio inno “alla Moonspell” un pezzo che cresce nel tempo e cattura con le sue forti melodie in cui, la band si ripropone potente, convinta e estremamente magistralmente gotica, così come nella seguente e permeata di oscurità Apophthegmata;brano che si candida ad essere un vero e proprio manuale gothic metal: essenza e essenziale al tempo stesso. Whitout Rule è invece la composizione più lunga del disco che, tra continui cambi atmosferici emozionali vola via in un istante verso City Quitter (Outro), ossia oltre che la degna chiusura strumentale di questo album, incarna la perfetta rappresentazione musicale della copertina di Hermitage.

Nel corso della loro lunga carriera i Moonspell hanno cambiato pelle ogni volta, imprevedibilmente, sempre con estrema e riconoscibile personalità, così, anche questa volta non son stati da meno. Com’era nelle loro primitive intenzioni fare, hanno posto la musica al centro gravitazionale di ogni aspetto di Hermitage, musica impregnata di malinconia, di oscurità, di emozioni e di sensazioni. In questo senso ogni cosa è al suo giusto posto, ogni aspetto è ottimamente funzionale, la qualità indiscussa e sublime dei musicisti elevata da una grande produzione in studio dona un risultato veramente prezioso e riuscito.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
72.17 su 40 voti [ VOTA]
Trollhammaren
Martedì 23 Marzo 2021, 12.08.09
28
Dopo diversi ascolti l'ho trovato davvero scialbo e povero di idee, mi sembra un (brutto) scimmiottamento dei Katatonia... Peccato! Anche perché venivano da un signor album come 1755.
Jo
Lunedì 15 Marzo 2021, 18.48.53
27
Voto 85? Il peggiore album dei moonspell.. noioso senza idee.. peccato davvero
The Zombie Masquerade
Venerdì 5 Marzo 2021, 20.11.34
26
Un fottutissimo capolavoro! Hanno saputo fondere alla perfezione la loro musica, il loro Pathos....con i Pink Floyd. The Dark Side of the Moonspell.
Pero
Giovedì 4 Marzo 2021, 13.49.43
25
come tanti altri album di altre band , mi riprometto di ascoltarlo e riascoltarlo , ad oggi però non mi ha trasmesso questa sensazione da top album e da 85 su 100. un 70 -
araya 80
Mercoledì 3 Marzo 2021, 18.21.42
24
la voce è spenta? a me sembra più carica di sfumature rispetto a molti altri album loro. voto 80
Royale
Mercoledì 3 Marzo 2021, 13.06.38
23
Quoto grandemente Pikkio
Pikkio
Mercoledì 3 Marzo 2021, 11.48.04
22
Il fatto che non piaccia ai metallari non fa che deporre positivamente sulla qualità di questo disco bello, elegante, raffinato e coraggioso.
Royale
Martedì 2 Marzo 2021, 23.33.16
21
Basta co sto fatto che i primi album siano sempre i migliori e inarrivabili. Un gruppo deve sapere esplorare atmosfere e argomenti. Musica cosi elevata e a tratti floydiana non l ho mai sentita negli album precedenti . Per me forse l' album piu' bello dei MOONSPELL. Datemi il sigillo della blasfemia adesso !
Salvo
Martedì 2 Marzo 2021, 19.17.22
20
Beh, si certo, se questo è un capolavoro indiscusso, perchè lo dici tu, allora rivediamo le scale di valutazione. Spostiamo i voti da 0 a 200 visto cosa hanno prodotto nella loro carriera, quando in passato hanno davvero sfornato dei capolavori indiscussi. I dischi vanno valutati anche in relazione alla produzione del gruppo.
Royale
Martedì 2 Marzo 2021, 18.15.34
19
Concordo Mephisto. Gigantesco disco. E non capisco perche' qualcuno rosica cosi tanto. Non ha fiutato il capolavoro? Nessun problema....lo e' lo stesso !!!
Mephisto
Martedì 2 Marzo 2021, 17.48.22
18
Signor Disco. Ottime canzoni e produzione magnifica. Bravi Moonspelll!! 🤘🤘
Salvo
Martedì 2 Marzo 2021, 16.28.33
17
Non ci si può limitare a dire: "bell'album, a me piace". No, "mi piace perchè ho un cervello sopraffino", perchè "ho profondità di sguardo e voi siete ciechi", o "gli altri siete ignoranti". Mah...certi commenti non comprenderò mai.
Orobic boy
Martedì 2 Marzo 2021, 16.19.35
16
Lavoro molto piu' bello di altri growleggianti e noiosi lavori. Ispirazione pura e tanta poesia. Situazioni solo per i brains piu' sopraffini. Non per i posseduti del baccano. Grandi. Per me 82
Royale
Martedì 2 Marzo 2021, 16.15.30
15
Album strepitoso e geniale. Capibile da chi ha profondita' di sguardo. Riff che si stagliano nell' aerea e oscura sintesi celeste
Epic
Lunedì 1 Marzo 2021, 21.05.56
14
"fan occasionali di turno" "il metal è altro"...certo. Perché SinPecado era potentissimo, Darkness and Hope anche, vero? E la seconda metà di The Antidote? La verità è che i Moonspell incazzati neri come in Memorial o Night Eternal, o in 1755, sono piatti, e lo dico da fan innamorato perso della band. La violenza da sola non basta, perciò sì, dopo quel cesso di 1755 disideravo da loro un disco del genere, dove a dominare sono le atmosfere gotiche e la splendida voce pulita di Ribeiro. I Moonspell sono una band Gothic metal, non sono black o death, di cui palesano dei retaggi. Hermitage non è un capolavoro, ma è bello, la band poteva fare qualcosa di più? Si, probabile, ma il metal è anche questo, per fortuna.
Victory
Lunedì 1 Marzo 2021, 17.35.20
13
il peggior disco dei Moonspell a mani basse. Noioso, prolisso, piatto. 85 a questo vuol dire dare a un Memorial (ormai il secondo peggiore dei Moonspell), 210. Credo che oramai è sufficiente per una band metal fare un disco "non metal" per attirare l'attenzione "dei fan" occasionali di turno. Il metallo è altro. I bei dischi pure. Per il resto, è sempre una questione di gusti.
Salvo
Lunedì 1 Marzo 2021, 12.34.21
12
Allora, adesso se ne può parlare. In generale, un disco discreto, qualche pezzo o passaggio carino ma di certo, per me, non è nè un disco capolavoro e neanche da 85, così come valutato dal recensore. Si, è vero, cresce con gli ascolti, ma non va oltre una semplice gradevolezza complessiva. Alla fine rimane ben poco in testa, nessun passaggio memorabile, nessun pezzo che spicca particolamente. Forse la titletrack. Odiosi i passaggi nei quali scimiottano i Pink Floyd (e che due palle con questi Pink Floyd sempre in mezzo ai maroni).
Francesco
Domenica 28 Febbraio 2021, 20.52.08
11
Album di una noia incredibile, con un’evidente mancanza di idee. La voce di Ribeiro è spenta e le linee vocali sembrano poco più che abbozzate. Delusione totale.
mariamaligno
Domenica 28 Febbraio 2021, 12.21.48
10
Migliore di quello che mi aspettavo dopo le anticipazioni. All or Nothing pero resta talmente brutta da screditare il disco.
DooM
Sabato 27 Febbraio 2021, 22.57.49
9
Band che ho sempre amato dagli esordi , gli unici capitoli che non mi hanno convinto nella loro discografia sono stati memorial e 1755 , su hermitage dico che gli estratti sono una bomba non vedevo l'ora di ascoltare tutto l'album , sono al quinto ascolto e devo dire che già inizio a stamparlo nelle orecchie,beh che dire per adesso non mi sbilancio ma certi momenti sono da pelle d'oca ,riescono sempre a sbalordirmi. A presto per una disamina più attenta , per adesso voto positivo , album che cresce con gli ascolti.
Claudio
Sabato 27 Febbraio 2021, 17.53.07
8
Disco bellissimo, di una classe cristallina, spiazzante per certi aspetti ma dal marchio Moonspell e ancora una volta diverso
Epic
Venerdì 26 Febbraio 2021, 23.33.56
7
Dalle critiche lette in giro, ancora prima che uscisse l'album, temevo il peggio. Invece ho preso il CD e me lo sono gustato. Un disco bellissimo, dove i Moonspell tornano alla loro vera natura, quella gotica, e vincono. Dopo quella mezza ciofega del disco precedente, monocorde e tutto cantato in growl, tornano quasi ai livelli dello strepito Extinct. Voto 80
rob83
Venerdì 26 Febbraio 2021, 23.00.02
6
Le canzoni che di questo album mi sono piaciute di meno sono Solitarian (di solito non amo le instrumental track, gusto personale) cosi come la outro city quitter e poi la cover dei candlemass (avrei preferito un altro inedito! gusti personali!)
rob83
Venerdì 26 Febbraio 2021, 22.57.36
5
Grandissimi i moonspell non mi aspettavo un album intimo e invece riescono a stupirmi sempre! Questo album va ascoltato più volte perchè al primo ascolto almeno per me "ma che disco hanno fatto? Non mi piace!" poi lo riascolti per la seconda volta e invece la situazione si ribalta incominci a prendere delle sfumature che prima non vedevi e quindi inizi ad apprezzare l'album, poi al terzo ascolto cresce e alla fine lo adori come tutta la loro discografia! Anche se i lavori più belli della loro carriera sono altri questo album si merita un bel 85!
davidgilmour
Venerdì 26 Febbraio 2021, 18.27.15
4
Boh dopo il secondo ascolto onestamente continua a non piacermi granchè, il precedente invece mi aveva preso di piu'.. poi a sto giro trovo le linee vocali di Fernando molto piatte, lo preferivo qualche anno fa. Album che per me prende una sufficienza e niente piu'.
Salvo
Venerdì 26 Febbraio 2021, 14.51.37
3
Preso il cd stamattina. Sono al terzo ascolto. Non lo so, non riesco a capire ancora. Un album strano. Mi serve ancora tempo per valutarlo.
Abbath
Venerdì 26 Febbraio 2021, 13.13.52
2
Devo essere sincero, nessuno dei brani che hanno preceduto l’album mi ha esaltato, e pensavo a una delusione... questa mattina l’ho ascoltato e devo dire che l’ho trovato superiore alle aspettative, anche se non ho trovato nessun pezzo da “Wow”
ocram
Venerdì 26 Febbraio 2021, 10.49.02
1
Bellissima recensione. Album spettacolare, incredibilmente intimo, fresco ed inaspettato per chi segue i Moonspell. Ammetto che al primo ascolto mi aveva lasciato parecchio perplesso e rimane comunque un disco ostico per i fan di vecchia data, ma sono d'accordo sul fatto che è un disco che si mostra poco a poco e ad ogni ascolti scopri nuove sfumature. E' infatti un disco che cresce parecchio con gli ascolti. Voto 85
INFORMAZIONI
2021
Napalm Records
Gothic
Tracklist
1. The Greater Good
2. Common Prayers
3. All Or Nothing
4. Hermitage
5. Entitlement
6. Solitarian
7. The Hermit Saints
8. Apophthegmata
9. Without Rule
10. City Quitter (Outro)
Line Up
Fernando Ribeiro (Voce)
Ricardo Amorim (Chitarra)
Pedro Paixao (Tastiera, Programming)
Aires Pereira (Basso)
Hugo Ribeiro (Batteria)
 
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