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17/11/26
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Metal Church - Dead to Rights
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18/04/2026
( 1478 letture )
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Dopo l’ennesima rivoluzione interna, i Metal Church tornano con Dead to Rights, un disco che si inserisce con naturalezza nel solco tracciato dalla fase più recente della loro storia, ma che al tempo stesso conferma quanto la stabilità, per questa band, sia ormai un concetto piuttosto relativo. Il progetto guidato da Kurdt Vanderhoof continua infatti a vivere di cicli continui di rinascita, cambi di formazione e ridefinizione dell’equilibrio interno, senza però mai perdere del tutto la propria identità sonora. La nuova line-up porta con sé nomi di grande esperienza e questo si riflette immediatamente nell’impatto del disco: Brian Allen alla voce si inserisce con naturalezza nel ruolo, ereditando e rielaborando quella tradizione vocale che ha sempre oscillato tra aggressività e teatralità, mentre la sezione ritmica formata da David Ellefson e Ken Mary garantisce una solidità evidente, costruita su una spinta costante e su una precisione che raramente viene meno.
L’apertura affidata a Brainwash Game è un buon attacco, diretto e veloce, che richiama da vicino il lato più thrash-oriented della band, con riff compatti e un andamento che non concede particolari pause. È un brano che funziona soprattutto per impatto immediato, più che per stratificazione. Con F.A.F.O. si prosegue su condizioni analoghe, forse ancora più essenziali nella loro costruzione, con una struttura che punta tutto sull’energia frontale e su un ritornello pensato per rimanere impresso al primo ascolto. Qui emerge bene la capacità del gruppo di mantenere una certa urgenza esecutiva anche nei momenti più lineari. La title track Dead to Rights segna invece un primo cambio di passo, rallentando l’andatura e lavorando maggiormente sul peso del riff. Il brano si sviluppa su un mid tempo granitico, dove la componente ritmica assume un ruolo centrale e la voce si muove su linee più controllate, contribuendo a costruire un’atmosfera più cupa e compatta. Deep Cover Shakedown e Feet to the Fire rappresentano due tra i momenti più scuri del disco, con un approccio più denso e stratificato. Le chitarre lavorano su soluzioni più pesanti, quasi opprimenti in alcuni passaggi, mentre la sezione vocale si inserisce in un contesto più narrativo e meno immediato, restituendo un senso di tensione costante. Con The Show e Heaven Knows (Slip Away) la band apre invece a soluzioni più dinamiche, alternando sezioni più tirate ad aperture melodiche che spezzano la rigidità generale del disco. Sono episodi che mostrano bene la volontà di non irrigidire eccessivamente la proposta, pur restando sempre ancorati a un linguaggio metal tradizionale. No Memory e Wasted Time riportano il lavoro su binari più equilibrati, con una scrittura che punta a un compromesso tra aggressività e struttura melodica. Non si tratta di brani che emergono per originalità, ma contribuiscono a mantenere una certa coerenza interna alla seconda parte dell’album. Nel finale, My Wrath chiude il percorso con un’ultima accelerazione, lasciando spazio a un approccio più diretto e meno filtrato, mentre la conclusiva Dead to Rights (intesa come title track ideale del percorso complessivo) ribadisce la natura complessiva del disco: solida, coerente, ma poco incline a deviazioni rischiose.
Alla fine, Dead to Rights è un lavoro che conferma la buona salute della band in questa fase post-reunion, ma che al tempo stesso evidenzia anche i limiti di una formula ormai ben definita. La scrittura di Vanderhoof resta riconoscibile e funzionale, anche se raramente sorprende, mentre la nuova formazione si dimostra efficace senza però imprimere una vera svolta al sound. Ne esce fuori un disco compatto, coerente e ben eseguito, ma privo di quei picchi capaci di elevarlo sopra la media recente della discografia della band. I Metal Church continuano a fare i Metal Church, con professionalità e mestiere, ma senza quel guizzo che in passato li aveva resi più imprevedibili.
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11
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Ammetto di averli persi di vista da un po\', praticamente non ne ho seguito le vicende dopo l\'uscita del precedente bel lavoro. ho preso il CD a fiducia con acquisto d\'impulso... Ascoltando mi son detto: \"c\'è qualcosa che mi rimanda ai Megadeth di qualche anno fa...\", dopo aver letto la formazione sono rimasto di stucco nel vedere il nome di Ellefson. Comunque, è un bel lavoro, da 80 pieno. Non so se superiore o meno al precedente, ma non importa. E bravi i vecchietti  |
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10
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In questo periodo astrale si sono dati appuntamento due colossi degli \'80, questo e Crimson Glory ( carino ).Propendo per questo, dopo che i nostri hanno conosciuto i livelli più bassi nel periodo This Present Wasteland/Generaton Nothing. forse Congregation era migliore, ma non di tanto. Una volta entrati in sintonia anche con questo nuovo non si può fare a meno di notare il lato mayhemico/oscuro che permea l\'album, caratteristica dei primi Church. Voto78 di cuore. Come dicevano i Doors, When The Music Over turn Up The light. Ps: per me l\'appuntamento cardine per questa annata per il metal classico sarà il 22 di maggio con gli Armored Saint, visti i trascorsi e sentito il singolo |
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9
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Carino, ma quello prima era molto più interessante |
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8
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Bel disco, tra il discreto e il buono. |
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7
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Non fate tanto i lagnoni... Gran bel disco |
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6
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Non mi è dispiaciuto affatto, anche se forse l’album precedente rimane un filo superiore. Buona la prova del nuovo arrivato al microfono (dalla timbrica molto alla David Wayne), sezione ritmica ottima. Ci sono secondo me un paio di filler e nel complesso si poteva cercare più varietà (un po’ come pure accadeva su Congregation), però bei pezzi non mancano, a partire dall’opener Brainwash Game. Ho sentito la bonus track Blood And Water e mi domando perché non averla inserita nella tracklist standard: sarebbe stato il pezzo migliore dell’album. Voto 78 |
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5
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Buon album, ma i veri MC finiscono con Hanging in the balance. |
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4
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Puoi cambiare tutti i cantanti che vuoi (tutti bravi), ma da quando Kurdt Vanderhoof ha perso la sua partnership alla scrittura con Craig Wells i risultati sono sempre stati molto standard. |
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3
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\"Sezione ritmica... con precisione che raramente viene meno\". Quindi ogni tanto, seppur di rado, si sente qualche sbavatura? |
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2
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I Metal Church erano ben altra cosa. |
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1
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toh, chi si rivede, David Ellefson |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Brainwash Game 2. F.A.F.O. 3. Dead to Rights 4. Deep Cover Shakedown 5. Feet to the Fire 6. The Show 7. Heaven Knows (Slip Away) 8. No Memory 9. Wasted Time 10. My Wrath
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Line Up
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Brian Allen (Voce) Kurdt Vanderhoof (Chitarra) Rick Van Zandt (Chitarra) David Ellefson (Basso) Ken Mary (Batteria)
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