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Uriah Heep - Demons And Wizards
( 7949 letture )
"Se questo gruppo ce la farà io dovrò suicidarmi! Ascoltandone già le prime note vi accorgerete di non volerlo riascoltare mai più. Gli Uriah Heep sono dieci volte più noiosi dei Jethro Tull. Questa band, composta da cinque elementi (voce, tastiere, chitarre, basso e batteria), ha totalmente fallito nel tentativo di creare una tonalità sonora distintiva. Un altro fattore che rende il loro stile privo di interesse e noioso riguarda i loro brani: qualsiasi cosa essi suonino è basata su accordi e assoli ripetitivi. Per adempiere ai loro accordi contrattuali gli Uriah Heep hanno trascorso parecchio tempo in studio a scrivere, registrare e riascoltare i loro pezzi. Questa mancanza di esperienza nelle esibizioni dal vivo ha di certo contribuito alla qualità di questo disco, se avessero suonato solo nei clubs avrebbero certamente abbandonato l'idea di proporsi al grande pubblico e noi avremmo risparmiato la perdita di tempo di fare questi inutili commenti su di loro..."

Forti come affermazioni, eh? Soprattutto quasi completamente errate. Ebbene, la signora Melissa Mills, ineffabile autrice delle summenzionate dichiarazioni per conto di Rolling Stone -da giudicare quantomeno azzardate, e che proseguivano ancora- riferite all'esordio della band del 1970, non si è mai suicidata, ma si deve essere profondamente vergognata delle sue asserzioni. Molto però deve anche essersi vergognata la direzione della rivista, perchè dopo avere preso atto degli sviluppi della carriera del gruppo, con Salisbury e Look At Yourself, il tenore con cui il critico della testata (non più la Mills, ovviamente) presentava il gruppo era leggermente cambiato:

Alcuni gruppi rock in passato sono andati musicalmente ammorbidendosi, se non si sono avviati proprio sulla strada della senilità vera e propria, rendendo il moniker dell'hard rock quasi una contraddizione in termini se applicato a vecchi sopravvissuti degli anni sessanta. Questo è il 1972, non il 1960-qualcosa. A partire dal loro terzo album, Look At Yourself (album in genere monotono, ma con alcune tracce davvero emozionanti) ed in particolare questo nuovo album, gli Uriah Heep hanno finalmente ottenuto un proprio stile distintivo. La voce è psichedelica e tremolante, la chitarra e la sezione ritmica suonano rock inglese stile heavy metal e l'organo di Ken Hensley è impiegato in modo vagamente simile a quello dei Deep Purple. Demons and Wizards, finora, è l'album dell'anno.

Questi brevi estratti della recensione originale del '72 ci offrono una serie di spunti particolarmente interessanti, sia dal punto di vista generale, sia per ciò che attiene agli Uriah Heep in particolare. Intanto si evince come qualcuno dava già per spacciato l'hard rock nel 1972, toppando clamorosamente ancora una volta; poi come il termine heavy metal fosse già in uso a quel tempo -ed il pezzo parlava anche di attitudine punk, ben prima del '74- ma qui il discorso si allargherebbe troppo oltre l'ambito di questa recensione. Relativamente alla band qui analizzata, si evince anche come il paragone con i Deep Purple fosse normale, così come normale era considerare questi ultimi come riferimento principale del settore. Questo- fatti salvi i gusti personali- serve anche ad inquadrare meglio la diatriba in merito. A partire almeno da Salisbury, comunque, il paragone reggeva relativamente, perchè gli Uriah Heep colorivano la loro musica in maniera spesso diversa, ammantando il tutto con approcci progressive e, pur restando in ambito complessivamente hard rock, risultando spesso diversi dalla band di Gillan & co. Demons And Wizards presentava un suono nettamente migliore rispetto al passato, ciò in virtù del passaggio alle 16 tracce in sostituzione della registrazione ad 8 tracce fin lì utilizzata, ma sorattutto si giovava di una formazione molto più affidabile ed equilibrata con l'innesto di Thain e Kerslake (dopo alcuni passaggi intermedi) a dare maggiore spessore alla resa totale del gruppo. Il disco presenta sia tracce solidamente hard rock che altre post-psichedeliche che -più importanti storicamente- elementi progressive ed aperture a partiture che molte band, in seguito dedite al power-fantasy, devono ricordare con devozione quando scrivono i loro pezzi.

L'inizio delle danze era rappresentato da The Wizard, ballad che oggi sarebbe considerata inadatta allo scopo, che conteneva elementi sia psichedelici che epici, che influenzerà tanto il mondo metal da far si che i Blind Guardian ne facciano una propria versione e che un progetto di Kursch venga chiamato nella stesso modo (mi riferisco ovviamente ai Demons & Wizard). Grande prova di Byron (deceduto nell'85) in uno dei pezzi più conosciuti, Traveller In Time; i suoi falsetti probabilmente faranno storcere il naso ai puristi, ma non sempre la tecnica dice tutto, e la voce del singer si sposa benissimo con i riff di chitarra e basso ed il lavoro dell'hammond. Se qualcuno avesse poi dei dubbi sul perchè Heep e Purple siano stati accostati, allora si ascolti Easy Livin, non se lo chiederà più. In Poet’s Justice la voce di Byron cerca una dimensione più pulita, che si sposi con ciò che Box cerca di raccontare e ci riesce bene. Circle Of Hands ci riporta in pieno climax da metà anni '60 e da flower's power, un'epoca di grande fermento creativo che, a voler ben guardare, produce piccoli frutti ancora oggi. Gli Uriah Heep sono stati importanti anche dal punto di vista dark/doom, ed un pezzo come Rainbow Demon è paradigmatico in questo senso, andando quasi a far concorrenza a certi lavori targati Black Sabbath. Dopo un pezzo così cupo, All My Life spezza completamente l'atmosfera; canzone ariosa, con accenti gospel e finale "cazzaro". In molti lo considerano uno dei momenti più riusciti dell'album; sarà, ma io non sono tra questi. Con la ballad Paradise l'atmosfera si fa oscura ed ovattata, da trip buono, con retrogusto inquietante, ma il pezzo forte è a mio parere The Spell, in cui le prerogative migliori di questa band vengono condensate in circa sette minuti e mezzo, durante cui tutti i membri degli Uriah Heep fanno la loro parte al meglio: divertimento, rock, sinfonia, malinconia, psichedelia, capacità interpretativa, tutto quello che questi ragazzi sapevano fare.

Sono stato un po' prolisso, aggiungo solo che da rimarcare è anche la cover firmata Roger Dean, il quale ispirandosi a pezzi come Rainbow Demon, The Wizard e Traveller in Time, di fatto creò la fama fantasy della band, andando molto al di là delle intenzioni degli Uriah, che nulla avevano meditato in tal senso. Nella cover, inoltre, sono inserite immagini nascoste piuttosto osè: tutto molto rock. Nonostante il singolo non sia riuscito a sfondare nel Regno Unito, l'album fu certificato d'oro il 27 Ottobre del 72, una grande rivincita per una band che avrebbe dovuto indurre al suicidio in caso di successo.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
75.93 su 75 voti [ VOTA]
Aceshigh
Lunedì 11 Marzo 2019, 21.02.12
39
Il mio preferito degli Uriah Heep, seguito a ruota dal successivo Magician's Birthday. Due album immortali, storia del rock, c'è poco altro da aggiungere. Voto 95
InvictuSteele
Domenica 4 Novembre 2018, 0.11.30
38
Il miglior album hard rock degli anni 70 e forse il migliore di sempre. Altro che! Voto 100
Renna
Mercoledì 12 Settembre 2018, 22.36.17
37
Per me è buono non oltre, i Sabbath di Dreamwaver ? Ci vorrebbero i JT per spiegarlo. Mancano due veri capolavori come Raging silence e sound origami, il primo sbaglia solo a rifare lifeline. Andava fatta in versione moderna nel secondo
JC
Lunedì 20 Agosto 2018, 12.32.57
36
Disco immenso! Io ho 38 anni e gli UH li ho scoperti grazie alle varie cover dei gruppi metal. In particolare, The Wizard, bellissima anche nella versione dei Blind Guardian. Mi é piaciuto il commento di Emanuele; non so se non ci sia niente di nuovo, sicuramente si ascolta poco di meglio.
EMANUELE
Lunedì 20 Agosto 2018, 11.32.12
35
Sono più vicino ai 60 che ai 50. Un tempo pensavo che sarebbero stati i miei figli a tenermi aggiornato sulle attuali forme musicali. Non avevo previsto, però, una cosa: che la vena innovativa che ha pervaso gli anni '60, '70 e '80, travolgendo tutto e tutti, si è esaurita; quindi, tranne pochi esempi (in Italia mi viene di nominare Luciano Ligabue e Vasco Rossi, ma si pensi che il primo è mio coetaneo e il secondo addirittura più grande), non c'è nulla di nuovo, anzi: penso alla battiatiana affermazione "...e sommersi, soprattutto, da immondizie musicali...". Non è colpa di nessuno: semplicemente, almeno per ora, non c'è più nulla di nuovo da dire. Per cui, mi tengo stretti stretti gli anni '70 ed '80. Per quanto attiene gli Uriah Heep, posso affermare che più di tanti altri gruppi hanno contrassegnato indelebilmente il mio gusto musicale, e che ritengo inutile fare paragoni con Deep Purple e Led Zeppelin. Al di là della tecnica, come qualcuno faceva giustamente notare, a partire da Demons and Wizards e sino a Wonderworld, gli UH hanno sfoderato un amalgama difficilmente riscontrabile in altri gruppi, dando luogo a risultati straordinari e a dischi di grande impatto. Non è un caso che i lavori che ho menzionato siano quelli nobilitati dalla presenza del povero Gary Thain, a mio avviso uno dei più grandi bassisti della storia del rock. Per chi non l’avesse mai fatto, lo invito ad ascoltare uno di questi dischi ed a concentrarsi sulle partiture di basso, eseguite senza l’aiuto del plettro: una vera delizia. Peccato che la droga – e la sfiga – ce lo abbiano tolto prematuramente (sono già passati 43 anni: oggi ne avrebbe “appena” 70), facendolo entrare nel triste club dei 27.
Stagger Lee
Lunedì 2 Aprile 2018, 18.00.14
34
A sto punto redazione ci spiegate???a me sembra ingiusto aver bannato klostri per delle opinioni (sacrosante)espresse solo in modo un po' irruente....sul sito si legge di peggio talvolta.
ObscureSolstice
Lunedì 2 Aprile 2018, 14.54.27
33
EPIC. Uno dei migliori dischi di tutti i tempi, e appunto padri del'hard rock che hanno influenzato la nascita dell'epic. Meraviglioso e magico. Eterno Demons and Wizards. 99
Emanuele
Domenica 1 Aprile 2018, 22.21.15
32
La recensione della Mills riguardava l'album d'esordio, piuttosto fiacco a dire la verità. L'unico brano valido era Gipsy. Per il resto è un disco ripetitivo e noioso. Con l'ingresso di Hensley e il suo contributo al songwriting, la band trova la propria strada e il proprio suono, comunque influenzato dai Deep Purple. Già Salisbury è un notevole passo avanti e Look at yourself era ancora meglio. Questo forse è il disco migliore. Easy livin', Traveller in time e Rainbow demon sono davvero delle grandi canzoni, che dimostrano anche una certa personalità sul piano compositivo. Il mio voto è 80/100. Però, parlando di hard rock e metal, nessun gruppo è al pari di Deep Purple, Led Zeppelin e Black Sabbath o ha fatto dischi a quel livello o di uguale importanza storica, con l'unica possibile eccezione di "Fire and water" dei Free.
Salvatore*
Venerdì 25 Agosto 2017, 20.23.55
31
Capolavoro assoluto al pari di Machine Head,Sabbath 4 e Led Zeppelin 4 ; Hepp creano (con questo album) un vero e proprio alchemico calderone di sonorita' doom,progressive, hard ,potenza e armonia vocale, un "embrionale" che avrebbe gettato le basi del metal classico del decennio successivo !....album che prima di questo,personalmente consideravo gli Uriah Heep i "cugini prog" dei Deep Purple( e comunque da prendere come complimento!)Gioiello assoluto della band insieme ai successivi altri 4!! Voto 90!!!...
HERMANN 60
Sabato 4 Giugno 2016, 16.32.48
30
Ho il vinile originale, fa parte del mio background musicale in compagnia di Purple, Led Zep e Sabbath, bei tempi il rock duro era come un terreno inesplorato, è partito tutto da dischi come questo.
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 16.11.51
29
Bello, ma la "magia" degli Uriah Heep l'ho sempre trovata altrove (Magician's Birthday in primis). Sia chiaro: Easy livin', The Wizard, Travellin' in time, Rainbow demon e The spell sono da applausi a scena aperta. Ma gli altri pezzi, pur buoni, non valgono i predetti. Chissà che fine ha fatto la signorina citata in apertura di recensione (finalmente dopo 30 anni ho conosciuto il suo nome e cognome grazie Raven per la precisazione).
Rocker_99
Venerdì 18 Settembre 2015, 18.21.38
28
Conosco l'album quasi tutto a menoria a eccezione delle ultime due tracce. Fantastico. Disco molto bello e a 43 anni di distanza ascoltarlo è ancora un bellissima sensazione. Poets Justice, Circle Of Hands e Rainbow Demon i miei pezzi preferiti
nat 63
Martedì 24 Dicembre 2013, 16.18.46
27
demons and wizards è uno dei migliori dischi degli anni 70.Per questo è meritevole del 100.Pura poesia.
biboprof
Mercoledì 27 Novembre 2013, 22.40.28
26
in assoluto il loro disco miglirore.. Poets Justice e All My LIfe contengono intrecci vocali e saliscendi strumentali che mi lasciano ancora a bocca aperta.. all'epoca anch'io li ascoltavo insieme ai Deep Purple, ma è inutile confrontarli.. i Deep erano più viscerali, sanguigni, e poi BLACKMORE è Blackmore, poco da fare, ma ogni personalità restava per conto suo... invece gli Uriah agivano come gruppo, una perfetta fusione strumentale... e ascoltatevi nella riedizione la lunga jam di WHY, una goduria...
macigno
Venerdì 15 Novembre 2013, 14.50.04
25
probabilmente è il loro album migliore voto 98
Andy '71
Domenica 9 Giugno 2013, 9.45.40
24
Che disco!Roba da sogno,col grande Byron a declamare come un menestrello quaste poesie....Bellissimo!
Raven
Domenica 9 Giugno 2013, 9.38.30
23
Ed uno dei nostri è vedere quanti ex-ragazzi capitano da queste parti a leggere le nostre cose cerca nel nostro data base, troverai parecchia roba dell'epoca, ma se non lo hai già fatto, prova anche a seguire il contemporaneo. C'è ancora parecchia musica interessante.
giacbli
Sabato 8 Giugno 2013, 23.40.27
22
hanno rappresentato la sintesi del rock annni 70: quando li ascolti ti danno fuoco e brividi, con le loro note elettriche ed atmosfere struggenti ti entrano sotto la pelle, le loro ballate mai banali nè scontate rimangono indimenticabili. Ti chiedi tante volte perchè non siano diventati molto famosi ai più: la massa segue la cultura e la moda dominante, mai rischia per apprezzare ciò che all'inizio gli può costare fatica o giudizi ironici. Il mio unico conforto è che sono parte inseparabile della mia vita da allora quando li ho ascoltati la prima volta a 15 anni ad oggi che ho superato i 50.
vecchio peccatore
Domenica 26 Maggio 2013, 21.09.24
21
Un grande disco, gli metto un bell'85, gli Uriah Heep per me sono sottovalutatissimi
The Nightcomer
Giovedì 24 Novembre 2011, 18.35.54
20
Meritava occuparsi di questo disco; concordo con chi dice di preferirlo su tutti gli altri degli Uriah Heep (che meritano però di essere ascoltati e posseduti, soprattutto per quanto riguarda la fase iniziale della carriera).
Radamanthis
Mercoledì 9 Novembre 2011, 20.06.05
19
Ebbè....capolavoro....altro da aggiungere? No, ha già detto tutto Raven! Voto? 92
N.I.B.
Martedì 8 Novembre 2011, 18.36.12
18
F A N T A S T I C O . . ! !
Hellion
Domenica 6 Novembre 2011, 17.31.41
17
..povera Mills, beh poi con quel cognome!...ma non sarà mica parente di Benton?...mi uccido mi uccido...ahaah, eh magari!
JUSTICE
Domenica 6 Novembre 2011, 13.00.29
16
ahah! Povera la Mills, che brutta figura. Però dopo Look At Yourself e questo mi aspetto dalla redazione che recensiscano anche Salisbury
Lizard
Sabato 5 Novembre 2011, 22.19.36
15
Album meraviglioso, sognante, pieno di canzoni fantastiche, un vero tripudio di armonizzazioni e melodie indimenticabili. Un classico del genere che spero vogliate scoprire o recuperare da un cassetto chiuso da troppo tempo. @Undercover: sono felicissimo che ti sia piaciuto!! Sicuramente conoscevi già il gruppo, ma il valore che ha il singolo album per me resta imprescindibile e seguire la carriera di una band come questa merita sempre. Già tra "Very 'eavy Very 'umble" e questo album c'è un abisso di maturazione artistica, per quanto anche il debut sia un disco clamoroso e fondamentale. Grazie a Raven ed HM is the law per le loro belle recensioni, che rendono giustizia a questo grande gruppo.
Broken Spirit
Sabato 5 Novembre 2011, 16.28.53
14
Scusate... "lo ho"
Broken Spirit
Sabato 5 Novembre 2011, 16.27.23
13
Un signor disco... Lo ascoltato molto per tanto tempo... Uno dei pochi dischi che mi fa sognare...
ogre battle
Sabato 5 Novembre 2011, 15.20.24
12
Pezzi evocativi come Poet's Justice e Circle of Hands dimostrano inequivocabilmente la personalità e la classe degli Uriah Heep; tra i gruppi hard rock dei primi '70 è quello che ha creato le atmosfere più sognanti, senza mai cadere nella prolissità e nel virtuosismo del progressive.
hm is the law
Sabato 5 Novembre 2011, 15.17.43
11
@ Undercover:
Undercover
Sabato 5 Novembre 2011, 15.14.26
10
Si @hm is the law perdona il mio non averti citato
hm is the law
Sabato 5 Novembre 2011, 15.11.35
9
@ Undercover: io gli ho dato 84 infatti
Undercover
Sabato 5 Novembre 2011, 14.29.13
8
Io me ne sono innamorato al volo che discone, @Lizard ho ascoltato "Look At Yourself" e confermo le tue impressioni, è un gran album sottovalutatissimo.
ok
Sabato 5 Novembre 2011, 12.21.16
7
il mio preferito degli uriah heep voto 90
hm is the law
Sabato 5 Novembre 2011, 11.47.06
6
Il miglior lavoro degli Urih Heep, voto giusto
BILLOROCK fci.
Sabato 5 Novembre 2011, 11.38.59
5
si beh il confine è labile a mio avviso, ma accetto volentieri le info utili di Raven, invece della pietosa ironia di utente chiamato war....
Raven
Sabato 5 Novembre 2011, 11.32.59
4
In effetti Billo, il glam non descrive molto l'area di appartenenza degli Uriah.
war
Sabato 5 Novembre 2011, 11.28.25
3
no, no....!! perchè, perchè...?? uriah heep glam rock... ma perchè..?!?! uff...
BILLOROCK fci.
Sabato 5 Novembre 2011, 11.15.31
2
beh sono un gruppo notevole, il loro glam rock è discretamente orecchiabile !! Easy livin è una delle migliori canzoni del loro repertorio !! voto 80
LAMBRUSCORE
Sabato 5 Novembre 2011, 10.59.10
1
altro capolavoro, voto giustissimo secondo me. peccato che li conosciamo in 4...
INFORMAZIONI
1972
Bronze Records
Hard Rock
Tracklist
1. The Wizard
2. Traveller In Time
3. Easy livin’
4. Poet’s Justice
5. Circe Of Hands
6. Rainbow Demon
7. All My Life
8. Paradise
9. The Spell
Line Up
David Byron (Voce)
Gary Thain (Basso)
Lee Kerslake (Batteria, percussioni)
Mick Box (Chitarra)
Ken Hensley (Tastiera, chitarra, percussioni)
 
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