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SADIST - Parlano Tommy e Alessio
28/05/07 (3371 letture)
- Partiamo dalla reunion: è una cosa definitiva o solo per questo album?
ALESSIO: Ci auguriamo sia definitiva! Nel bene o nel male si sta continuando su questa linea, anche perché abbiamo già alcune idee per il futuro come arrangiamenti e suoni nuovi da introdurre, se cambiassero i componenti probabilmente non si riuscirebbe ad andare avanti su questa strada, quindi diciamo che l’idea è quella di una reunion definitiva, se poi tra qualche mese ci si accoltellerà questo non te lo so dire..!

- A questo punto una domanda sorge spontanea: quali sono stati i motivi del vostro scioglimento?
TOMMY: Mah, più che uno scioglimento vero e proprio diciamo che è stata una pausa di riflessione… Per quanto riguarda i motivi ti posso dire che, diversamente da quello che era successo in passato quando si cambiò formazione più volte, questa volta non era solo un problema caratteriale, cioè, era anche in parte un problema umano ma derivato dal fatto che le cose nel gruppo non andavano bene a livello esterno; l'ultimo disco infatti andò male e fu subito criticato in modo negativo e di conseguenza non partì nemmeno il tour, a quel punto ci siamo un po’ scoraggiati anche perché, dopo anni che il gruppo era in piedi, eravamo un po’ "saturi"... Il fatto che siamo ripartiti come ci eravamo fermati dimostra che non c’è stato un vero e proprio scioglimento: siamo sempre le stesse persone con le stesse teste, qualche idea nuova e la voglia di ripartire con un sound un po’ più vecchio stile, riprendendo il discorso da dove lo avevamo interrotto con il terzo disco, “Crust”, il quale era ancora legato a sonorità un po’ più death e thrash metal rispetto al successivo.

- Tra l'altro in questi anni avete continuato a suonare insieme...
TOMMY: Sì abbiam sempre suonato insieme, nel frattempo abbiam tirato su altri progetti perché poi siamo tutti amici ed umanamente abituati uno all’altro: a me, ad esempio sembrerebbe strano suonare con un altro bassista o un altro batterista! Non che non si possa fare, ma quando è capitato non mi sono sentito del tutto a mio agio, mi sembrava una cosa innaturale, mentre invece Sadist è ormai una cosa talmente radicata che è la dimensione più ovvia per me.

- Parliamo un po’ dei The Famili…
TOMMY: Volentieri! The Famili é un progetto parallelo che abbiamo messo su per poter continuare con le sperimentazioni, spostandoci un po’ da quello che è il canone Sadist, e facendoci influenzare dalle sonorità moderne...

- Avete intenzione di continuare anche su questo fronte in futuro?
TOMMY: Beh, al momento Sadist ha la priorità per ovvi motivi: é appena uscito l'album ed abbiamo alcuni appuntamenti importanti per quest’estate con i festival e quest’autunno con il tour nei club; quando questo ciclo Sadist legato al disco si sarà esaurito, allora si creerà uno spazio temporale di qualche mese durante il quale ci dedicheremo di nuovo ai The Famili ripartendo con i concerti. Poi succederà di nuovo qualcosa con i Sadist ed andremo avanti così.. Fino a che le forze ci reggeranno!

- So che avete anche in ballo un altro gruppo, i Dirty Balls…
ALESSIO: Questo effettivamente è l’unico progetto in cui Tommy non c’entra quasi per niente, a parte quando serve un chitarrista e lui è il primo a venirci in mente… Diciamo che è una cosa molto più tranquilla che ci permette però di suonare dovunque e divertirci, perché le aspettative non sono mai altissime e gli AC/DC li conosce anche mia nonna! Poi all’interno del gruppo c’è veramente un ottimo feeling: ci vediamo direttamente al concerto senza mai fare le prove eppure le serate van sempre molto bene e la gente si esalta, e questa è la cosa più bella!

- Tra l’altro ho avuto occasione di sentirvi live con questo progetto e sono rimasta davvero stupita dall’interpretazione di Trevor!
ALESSIO: Stupita positivamente o negativamente?

- Positivamente! Mi aspettavo che cantasse con il suo solito stile e mi ha fatto un po’ strano sentire una copia precisa di Brian!
TOMMY: Ah, sì sono d’accordo: Trevor riesce davvero ad interpretare molto bene le canzoni degli AC/DC! E poi grazie al suo solito magnetismo sul palco riesce a coinvolgere davvero tutti!

- Vi va di presentare il vostro nuovo, omonimo album?
TOMMY: Certo, "Sadist" è uscito da pochi giorni è sta andando già abbastanza bene, e questo ci fa ben sperare. Concettualmente è stato realizzato in poco tempo perché i pezzi sono stati finiti ed arrangiati poco dopo esser stati "pensati". Abbiamo invece lavorato in modo più maturo rispetto al passato nelle fasi di pre-produzione, registrazione effettiva, mixaggio e mastering finale dell’album, perché questa volta volevamo fare un lavoro che suonasse con tutti i crismi e che fosse inattaccabile dal punto di vista tecnico, anche se poi come contenuto ovviamente non sarebbe potuto piacere a tutti, questo perché dopo sedici anni di carriera sulle spalle non puoi permetterti di fare le cose in modo superficiale. In passato abbiamo commesso degli errori, sicuramente in certi momenti ci siamo sopravvalutati o comunque pensavamo di avere già la maturità e l’esperienza adeguate per produrci in “toto” un album, così come abbiam fatto con “Lego” e quello ci è servito da lezione per capire che ai tempi in realtà non avevamo poi tutta l’esperienza che pensavamo… Da allora sono passati sette anni durante i quali un po’ di esperienza l’abbiamo acquisita anche attraverso i nostri progetti paralleli: io con il mio lavoro di tecnico del suono e produttore, Alessio come batterista in vari gruppi e Trevor come cantante e con il lavoro di promoter; abbiamo scoperto un po’ di trucchi del mestiere ed imparato a pianificare il lavoro in un certo modo, anche a livello di marketing, anche se questa è una brutta parola abbinata alla musica, ma soprattutto abbiamo imparato ad avere le idee chiare su come volevamo che fosse il disco, infatti questa è la prima volta che il disco esce esattamente come doveva suonare sin dall’inizio… Abbiam curato moltissimo gli arrangiamenti ed abbiam avuto l’onore e la fortuna di collaborare con ottimi musicisti come Claudio Simonetti e questo chiaramente ci ha aiutati a dare una veste ancora più professionale al lavoro. Il messaggio che vogliam dare è: sì siam quattro metallari, facciam casino ma comunque facciamo musica! In questo album non ci sono solo influenze legate alla musica rock ma anche influenze etniche, di culture diverse come quella mediorientale con l’uso del sitar, delle percussioni arabe e turche, o del boozouki greco, tutti strumenti che ci sono vicini culturalmente perché rientrano nel bacino Mediterraneo ma che invece ci sono distanti dal punto di vista della radice sonora della musica rock… In realtà negli anni ’70 era normale sperimentare, oggi forse ci siamo un po’ “seduti” con l’uso dei campionamenti che sicuramente aiutano dal punto di vista creativo ma forse stimolano meno proprio perché molte volte rendono tutto più facile. Usare strumenti classici accostati ad altri meno classici comunque è sempre stato un po’ il marchio di fabbrica della band...
ALESSIO: Sono discorsi che vanno avanti da un bel po’, loro hanno cominciato prima che io arrivassi: già in “Tribe” c’erano queste sonorità un po’ mediorientali, un passo ulteriore è stato poi quello di essere più aggressivi con “Crust” ed infine il passo più maturo lo abbiam fatto ora utilizzando gli strumenti veri per trasmettere il loro calore, grazie anche ad una conoscenza più ampia che abbiamo acquisito su quella che è la loro storia e la maggior consapevolezza per quanto riguarda il metterli insieme e farli stare nella nostra musica dandogli un senso, non buttandoceli semplicemente in mezzo…
TOMMY: Questo poi starà agli ascoltatori giudicare..!

- In quali Paesi è uscito l’album?
TOMMY: “Sadist” è uscito in Italia, in Germania, nel Benelux, e siamo in trattative sulle licenze per Polonia e Russia.. A livello europeo è stato pubblicato dove già si lavorava precedentemente… In questi giorni esce anche negli Stati Uniti in licenza ed è la prima volta, in passato infatti lì uscivamo solo con una piccola distribuzione, mentre questa volta abbiamo un’etichetta che lavora proprio sul mercato per noi, chiaramente non ci aspettiamo grandi numeri perché non siamo un gruppo prettamente americano, siamo un gruppo molto europeo come sonorità e di questo siamo abbastanza fieri perché non ci interessa "scimmiottare" gli americani, anche perché non saremmo concorrenziali noi che ci mettiam a fare cose all’americana! Arrivare comunque anche su quel mercato per noi è una bella sfida, per ora la conoscenza a livello di nome è molto limitata ma la nostra speranza é che il disco nuovo abbia una buona ricezione ed il gruppo riesca ad aprirsi un varco... Per ora comunque siamo concentrati sull’Europa perché è dove ci muoviamo sul fronte live e perché rappresenta il mercato più ricettivo nei confronti della band. Al momento manca ancora il Giappone ma speriamo di riuscire a coprire questa lacuna; coi primi dischi abbiam sempre avuto un buon riscontro, poi l’ultimo album non é andato benissimo nemmeno lì ed abbiam fatto un piccolo passo indietro. Ultimamente è anche diventato molto più difficile trovare dei contratti di licenza sul mercato giapponese, molti grossi distributori hanno chiuso anche da quelle parti.. Se il disco andrà bene in Europa speriamo che di conseguenza l’interessi si crei poi anche lì.

- Per quanto riguarda i testi a cosa vi siete ispirati? C’è un filo conduttore che li lega in qualche modo tra loro?
ALESSIO: Diciamo che entrare nella mente malata di Trevor purtroppo non è semplicissimo!

- Sono stati scritti anche stavolta tutti da Trevor?
ALESSIO: Sì noi ci dedichiamo alla musica e lui ai testi…
TOMMY: Questa volta abbiamo lavorato in modo diverso rispetto al passato anche sui testi, o meglio lui ha lavorato in modo diverso: l’idea era di essere, così come musicalmente, anche concettualmente più criptici e meno diretti; non volevamo avere anche un’aggressione verbale come con “Crust”, quello è stato un po’ un esperimento in questo senso ma non si è colta l’ironia, molta gente pensava che volessimo fare chissà cosa, in realtà in quell'album c’era una forte vena ironica…
ALESSIO: E un disagio sociale! (risate, n.d.V.)
TOMMY: A parte gli scherzi, anche se non abbiamo mai avuto questa nomea di gruppo dalle connotazioni particolarmente ironiche, effettivamente il messaggio di “Crust” andava visto con una chiave di lettura elastica, perché è ovvio che siamo un gruppo rock e non abbiamo certo la pretesa di lanciare dei messaggi! In questo disco, a maggior ragione, ci siamo concentrati su un aspetto più intimistico nei testi; la tematica fondamentale è il legame esistente tra l’uomo e l’elemento acqua, ora detta così sembra una cazzata, ma leggendo i testi si dipana un filo conduttore di questo elemento: l’acqua come elemento che genera vita ma anche come elemento di morte… Una delle cose che torna spesso in questi testi è il ritorno, nella fase finale della vita dell’uomo, verso l’elemento che lo ha originato…

- C’è una voce che gira…
ALESSIO e TOMMY (in coro): Non è vero!
ALESSIO: Dai, finisci la domanda…

- Dicevo: c’è una voce che gira secondo la quale sarebbe Steve Harris in persona ad avervi voluti a suonare al concerto degli Iron Maiden quest’estate all’Olimpico… Avete notizie al riguardo?
TOMMY: Guarda in realtà notizie certe non ne abbiamo.. Non so come funziona in questi casi e non conosco personalmente Steve Harris, anche se in passato ci sono stati dei rapporti, in una vecchia edizione del Gods Of Metal addirittura ci fu una partita di calcio tra gli Iron Maiden e una squadra formata da vari elementi della scena rock italiana tra cui Trevor...

- Tra l'altro, se non ricordo male, gli Iron avevano stravinto...
TOMMY: Sì avevano stravinto... Però loro avevano tre nazionali inglesi!

- Beh anche questo é vero!
TOMMY: Comunque, per quanto riguarda il concerto all'Olimpico, quello che credo é che la nostra agenzia, ovvero la Live, abbia proposto un ventaglio di band italiane valide tra le quali anche Sadist e a quel punto o Steve Harris in persona o chi per lui abbia valutato la congruità della proposta musicale e la professionalità delle band... E' chiaro che senza il supporto della Live sarebbe stato anche difficile proporsi agli Iron Maiden per suonare in un contesto di questo tipo, non possiamo illuderci e pensare che con le sole proprie forze un gruppo possa arrivare a fare certe cose... Comunque credo che in sedici anni di carriera un minimo di credibilià ce la siamo costruita e quindi avere l'appoggio di un'agenzia così importante in Italia potrebbe essere anche un po' una questione di merito, anche se ovviamente ci sono tanti altri gruppi altrettanto validi nel nostro Paese.
ALESSIO: In ogni caso nessuno di noi ha il numero di Steve Harris!
TOMMY: Non ancora! In realtà puntiamo a quello della figlia!
ALESSIO: Secondo me ci han scelti perché hanno visto una nostra foto!
TOMMY: Sì, sicuramente la mia!

- A proposito di festival: vi piace suonarci?
ALESSIO: Mah, diciamo che sicuramente il gruppo ha molta più esperienza nei club.. I festival molte volte però riescono a darti un'energia maggiore e per me é già fantastico salire sul palco con una marea di gente davanti! Poi ovviamente suonare in quelle condizioni non é semplicissimo, perchè non suoni con i tuoi strumenti molte volte e devi adeguarti al tempo che ti danno e a quello che ti dicono di fare.. però sono grandi esperienze che ti aiutano ad imparare a lavorare bene e in tempi veramente stretti.. D'altra parte nei club la gente viene solo per te e ti rapporti ad una realtà più tua...
TOMMY: Sono d'accordo: suonare ai festival é stressante perchè molte volte non hai nemmeno il tempo di fare il check ma, allo stesso tempo, é molto stimolante perchè ti metti in discussione... Quando suoni al tuo concerto invece parti molto più tranquillo perchè sai che la gente é lì solo per te e conosce anche tutte le tue canzoni... Sono entrambi momenti importanti perchè servono al musicista a crescere professionalmente.

- Come vi trovate a suonare all'estero invece?
TOMMY: All'estero effettivamente é già qualche anno che manchiamo, Wacken é stata una delle ultime esperienze interessanti, poi abbiam fatto ancora qualche concerto qua e là... Da una parte suonare all'estero é più rilassante perché anche se sono meno esterofili rispetto all'Italia, se sei spagnolo, italiano eccetera non é tanto importante, perchè per loro sei una band e se sei lì, tipo al Wacken, evidentemente qualcosa di decente l'hai fatto e quindi stanno ad ascoltarti... In Italia invece a volte un po' di esterofilia tende a "ghettizzare" i gruppi italiani stessi.. Volenti o nolenti devono farci i conti anche gli organizzatori perchè il gruppo straniero col nome forte crea un'aspettativa di riscontro che un gruppo italiano da solo non riesce a creare.. A volte si fan delle scelte del tipo concentrare i gruppi italiani in una sola giornata all'interno di un festival... Questo da un certo punto di vista può essere interessante perchè si mette in evidenza la scena italiana, com'è successo al Gods e all'Evolution, da un altro può essere appunto "ghettizzante" perchè sembra che quel giorno ci siano le cavie e gli altri giorni i gruppi veri! Comunque non credo che all'estero siano "più bravi", credo piuttosto che siamo noi in Italia che ci facciam troppe "menate" che all'estero non si fanno, non si sognerebbero mai ad esempio al Wacken di fare una giornata con gruppi solo tedeschi! D'altra parte in Italia é bello suonare perchè è il tuo Paese, tutti parlano la tua lingua e quindi puoi dialogare con la gente e si crea un rapporto più forte; quando suoni all'estero, però é bello sapere che molti ti conoscono,perchè se sei lì un po' di nome ce l'hai, i dischi sono arrivati e qualcuno li ha anche comprati! E comunque finchè sei in Italia dici vabbè sono anni che siam qua a dare "testate sui muri", a forza di rompere i coglioni é normale che qualcuno si ricordi di noi, quando vai all'estero hai la dimostrazione del fatto che effettivamente stai lavorando e che sei un gruppo con una sua credibilità ed una sua storia e che, pur con alti e bassi, va avanti e continua in questo senso.

A questo punto veniamo interrotti dall'arrivo di un corriere che deve consegnare un pacco, Tommy lo ritira mentre io e Alessio speriamo non si tratti di un pacco bomba!


- Ultima domanda: c'è qualche gruppo italiano che vi piace particolarmente?
ALESSIO: Guarda io più che altro vorrei fare tanta pubblicità ad un gruppo ligure che adoro e seguo da anni: i Giastemma! Sono ungruppo veramente interessante che consiglio sempre, fanno un genere molto folkloristico...
TOMMY: All'avanguardia!
ALESSIO: Sì, poi altri gruppi bravi in Italia ce ne sono veramente tantissimi...
TOMMY: Sì diciamo che il livello medio si è alzato di molto!

- Il tempo a nostra disposizione é terminato, grazie mille per l'intervista, spero di vedervi dal vivo al più presto...
TOMMY: Grazie mille a te!
ALESSIO: Ciao e a presto!



SNEITNAM
Venerdì 21 Gennaio 2011, 19.42.46
3
Beh guarda gusti son gusti per carità ma chi mi tira fuori dal proprio cilindro capolavori come "Above the Light", "Tribe", "Crust", "Sadist" e "Season in Silence" i mega complimenti se li merita ampiamente. Dopo non so in che maniera la gente li sopravvaluti però ciò che ha fatto questa band è materiale veramente coi contro coglioni. Guarda il primo album che è un capolavoro grandissimo per arrivare a "Tribe" che nonostante le canzoni monumentali non arriva alla maestosità perchè purtroppo ha il solo difetto di avere delle parti che ricordano i Death. Per gli ultimi due album poi posso solo dire che c'è tanta ma tanta classe e comunque nonostante i commenti negativi anche "Crust" merita perchè è un gran bell'album
GioMasteR
Mercoledì 19 Gennaio 2011, 21.57.41
2
Non solo, abbiamo anche realtà come i Novembre (ricordiamo che hanno inciso wish i coul dream it again nel 1994 in contemporanea a orchid degli opeth) ma anche Stormlord, The Foreshadowing, Hour Of Penance, Fleshgod Apocalypse..ce n'è di materiale buono in giro ma bisogna ascoltarlo, non scartare una band perchè è italiana. Questo discorso è sbagliato a priori, siamo un paese con un senso dell'orgoglio insulso da questo pdv perchè non diamo un cavolo di supporto alle band ma pretendiamo il meglio, discorso che non si limita solo alla musica purtroppo. Detto questo i Sadist non li trovo malvagi ma decisamente sopravvalutati sì.
SNEITNAM
Mercoledì 19 Gennaio 2011, 21.38.49
1
Da questo paese sono venuti fuori eccellenti gruppi che han sfornato album che vanno dall'eccellenza, ai capolavori e addirittura alle pietre miliari. Mi riferisco principalmente a gruppi quali Necrodeath, Mortuary Drape, Necromass, Sadist, Handful of Hate, Aborym e Malfeitor. Queste bands hanno sfornato grandissimi album che hanno surclassato la maggior parte dei paesi europei. In Europa chi ha fatto meglio di noi sono stati gli Inglesi (che hanno fatto meglio di chiunque al mondo visto che hanno creato loro l'Heavy Metal grazie ai Black Sabbath, ai Judas Priest e ai Venom) e i Norvegesi che grazie ad Euronymous hanno scatenato una scena che ha avuto tutto: un loro modo di suonare, una loro immagine e un loro background oltre a tanti grandissimi gruppi coi loro relativi capolavori e pietre miliari. Si riuscirà a far meglio in questo paese, statene certi, perchè agli italiani per svegliarsi non basta una doccia fredda, no, deve essere gelida! Intanto però è inutile stare a sbavare dietro a Dark Throne, Burzum e compagnia bella parlando solo di loro ad esempio nel loro contesto musicale. Andate ad ascoltarvi cosa dall'Italia è uscito nel 1994, anno in cui la maggior parte dei gruppi europei e non dediti al Black Metal scopiazzavano i Norvegesi. Da questo paese sono venuti fuori due pietre miliari nella storia dell'Arte Nera in musica intitolati "All the Witches Dance" e "Mysteria Mystica Zothyriana", rispettivamente dei Mortuary Drape e dei Necromass, le uniche due bands al mondo in quell'anno ad aver sfornato un Black Metal LORO al 100% che non suonasse come facevano i norvegesi! Ma alla fine per gli italiani son sempre meglio i gruppi e gli album esteri. Ma la doccia gelida arriverà! E allora tutti si sveglieranno!
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