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Ulver - Bergtatt - Et eeventyr in 5 capitler
( 11790 letture )
C'era una volta, nei freddi boschi del Nord, una giovane fanciulla che, presa dal sopravvento di una troppo breve giornata di sole, perse il sentiero di casa e si ritrovò a contatto con la natura più glaciale. Nel corso della notte fece conoscenza di tutti gli spiriti del bosco, i quali la ammàliarono con le loro dolci e desiderose parole. Con la forza della persuasione, riuscirono a trascinare la povera fanciulla nel cuore della foresta, dove lo spirito della Montagna la immolò.

Una leggenda in 5 capitoli... questo è Bergtatt, il primo capolavoro degli Ulver. Un album talmente completo, stupefacente e innovativo, che a tutt'oggi si impone, nel panorama della musica estrema, come un gioiello più unico che raro. Un disco che mescola, nel modo più sorprendente, blackmetal e folklore, rabbia e malinconìa, creando un canone esemplare che verrà ammirato da moltissimi fan (non solo del mondo metal).

L'anno della pubblicazione era il 1995 e gli Ulver avevano (auto)prodotto solo un demo -Vargnatt- che già faceva gridare alla novità: partiture di chitarra classica e folk su sezioni ritmiche rock registrate in bassissima qualità (Tragediens Trone, Ulverytterens Kamp...) ed estranianti voci pulite che mandavano fuori di testa l'ascoltatore.
Più di tutti mandarono fuori di testa Metalion (della famosa Slayer mag.), il quale, grazie alla sua Head Not Found, permise alla band di entrare agli Endless Studio per registrare il loro debut.

Le qualità avanguardistiche dell'album si notano dai primi attimi di I troldskog faren vild: la pienezza delle melodie è data dall'armonizzante accostamento delle due chitarre ritmiche, le quali forniscono un ottimo e armonioso tappeto per la trascendentale voce pulita di Garm -che manterrà questo registro per tutta la durata della canzone. Le dolci e malincòniche note sono un lungo coro, una folcloristica pastorale, che descrive la presa di coscienza della ragazza, la quale si rende conto di essersi perduta e di essere totalmente in balìa degli spiriti. I grandi rintocchi del basso di Skoll percorrono il brano dalla ritmica semplice e schematica. Poi i suadenti assoli di Aismal e di Håvard dipingono l'immagine della passione della poveretta:

Dai ramoscelli degli alberi, alla testa della fanciulla; goccia a goccia come il sangue da l corpo di Cristo.

Infine il primo epilogo, contrassegnato dall'intreccio delle due chitarre acustiche, per poi proseguire su toni più aggressivi e minacciosi, esplicitando la condizione dello smarrimento:

Ahimé... da sola e sperduta nella foresta... stanotte, sento e temo che nessuno si ricorderà di me.

Una rilassante chitarra acustica duetta con un rassicurante flauto dolce, intonando note alla notte silènte di Sølen gåer bak åse ned; una notte che sta partorendo le più vili crudeltà che madre natura possa concepire. Infatti i riff scorrono improvvisamente veloci e stridenti e la batteria incide i suoi blast-beat sotto le urla di Garm.

Tra le rocce cala il sole, e le ombre si stanno allungando, presto viene la notte con la sua mòle, già mi sta legando e imprigionando.

I cori si fanno ancora più suadenti (questa canzone contiene a mio avviso le più belle parti cantante degli Ulver) dipingendo una natura evanescente nella sua foschìa e nei suoi surstrati; tutto è dosato nei minimi particolari: la registrazione è più che eccellente (per l'epoca, per il messaggio, per il budget e a confronto del resto delle uscite contemporanee), le voci pulite sono sempre ridoppiate creando perfette consonanze e le chitarre acustiche vengono aggiunte sempre al momento giusto.

E sono sempre le bonàrie chitarre acustiche che lasciano trasparire i bassi e calmi cori nell'incipit di Gråblick blev hun vaer; è la temporanea calma di quando uno si desta dal sonno e ancora un po' sbattuto e con la mente non perfettamente a fuoco, cerca di capire, silenziosamente, dove si trova. E poi lo shock di quando ci si rende conto di essere stati spiati per tutto il tempo. Le chitarre dissonanti rivelano la terribilità degli esseri notturni, i quali si divertono con la bambina rapita, illudendola di mostrarle il sentiero verso casa, mentre invece verrà solamente sbattùta da un lato all'altro del bosco. I rintocchi del basso suonano una melodia parallèla, analoga al parallelismo figurato del brano: la chitarra acustica e l'arpa presto faranno da colonna sonora all'annaspare della poveretta, la quale corre sulla ghiaia e sulle foglie secche del bosco, zigzagando invano verso un tentativo di scampo...

Tutta sola e smarrita; batte forte il suo cuore; e il suo sangue si ghiaccia.

I toni si incupiscono per l'ennesima volta, e i tamburi della batteria scandiscono le risate di scherno del bosco, fissando sulla tela la disperazione dell'innocenza:

Su quelle guancie rosa e su quella bocca priva di alcun sorriso, un fiume di lacrime scorre libero, mentre tutto il mondo, nel sonno è intrìso.

Il quarto capitolo, Een stemme locker, vede la fanciulla al cospetto dello spirito della Montagna; quattro minuti di chitarra acustica che rintocca all'infinitò mentre i fraseggi secondari accompagnano il dialogo fra la poverina e il grande Spirito (esecuzione formale che anticipa il futuro lavoro, totalmente acustico, Kveldssanger). I suadenti e lontani cori femminili attirano la fanciulla al cuore della montagna come i compagni di Ulisse cedettéro inermi ai cori delle sirene.

La storia (e il disco) si conclude con il quinto capitolo Bergtatt - Ind I fjeldkamrene. I riff riprendono leggermente i toni del primo capitolo, sono però sempre più spesso ritoccati da chitarre acustiche, mentre i cori vengono quasi del tutto cancellati, in favore del climax finale della storia.

La fanciulla chiese di essere liberata, ma per le sue preghiere non fu ascoltata...Ancora una volta una fanciulla è scomparsa... fecero di ella ciò che volerono, e senza alcun riguardo o gentilezza la trattarono.

La coda del brano è percorsa da lunghi soliloqui di chitarre suonate quasi come strumenti ad arco, gli ululati di Garm descrivono la definitiva azione della notte, che ingloba in sé la ragazza, in una voluttuosa violenza; e dopo la pioggia e la tempesta, gli ultimi rintòcchi di chitarra classica descrivono l'alba di un nuovo giorno che si lascia alle spalle il sacrificio appena compiuto, senza la certezza però, che l'inestinguibile sete della Montagna sia appagàta.

Bergtatt è un album che si impone come un'opera d'arte totale, dall'artwork del libretto, ai testi stilati rigorosamente in linguamadre e in rima, come fosse una tragica ballata da accompagnare alle pitture del nazionalromanticismo norvegese (John Dahl, Adolph Tidemand...). L'approccio musicale e lirico è quanto di più anomalo e poetico si possa trovare nel blackmetal e, oggettivamente, nel mondo della musica estrema. L'assetto innovativo e persistente nel tempo, fanno di questo disco le qualità più importanti: le stesse qualità che in tempi recenti lo hanno fatto apparire perfino sulle pagine di webzine non addette al metal, e le stesse qualità che lo hanno portato ad essere amato da tutti gli ascoltatori di musica che riescono a mettere appena il naso nel mondo underground.



VOTO RECENSORE
99
VOTO LETTORI
95.23 su 452 voti [ VOTA]
Poss
Sabato 20 Luglio 2019, 23.17.19
53
Capolavoro. Perfetto come la natura e sporco come L essere umano.
ihsahn
Giovedì 1 Dicembre 2016, 12.11.40
52
Disco bellissimo anche se per me nel viking/folk i Windir non li batte nessuno. voto 95
Gilli97
Giovedì 20 Ottobre 2016, 0.43.58
51
Album gigantesco... non sembra nemmeno umano...
Fragar-m
Martedì 26 Luglio 2016, 23.25.59
50
trascinante, profondo, intenso e emotivamente incisivo, queste sono le emozioni più intense che il black sa trasmettere, e che lo rendono un album unico e superlativo..... uno degli apici del black nonchè della musica stessa
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 15.50.15
49
Di una eleganza immensa. Gli Ulver sono immensi. GARM è immenso.
zakyzar
Venerdì 16 Ottobre 2015, 18.35.17
48
recensione eccezionale, complimenti.il disco in questione puo far gridare al miracolo ma analizzandolo bene sono idee vecchie di almeno un decennio questo non toglie la bravura ed il talento dei ragazzi.personalmente nella mia vita sono stati pochissimi i dischi inarrivabili primo fra tutti aprofitto anche del sito in questione : un certo disco ,,,,Demisteris dom sathanas
Oligarc
Mercoledì 1 Aprile 2015, 16.32.48
47
Che voce!!! Mai sentita una roba del genere nel Black! inizio a capire il 99
VIKING2000
Lunedì 5 Maggio 2014, 18.48.06
46
Immenso,capolavoro del Folk Metal e del Metal (anzi della musica) in generale! Voto : 98
vecchio peccatore
Sabato 20 Aprile 2013, 18.20.19
45
Un capolavoro assoluto, sicuramente tra i primi dischi Black di sempre, se non il primo, voto 98
Marco
Giovedì 14 Marzo 2013, 10.57.45
44
CAPOLAVORO DEL BLACK METAL E NON SOLO. Voto: 100
andreastark
Mercoledì 30 Gennaio 2013, 17.04.32
43
UNICO, TOTALE, MERAVIGLIOSO, DANNATAMENTE ARTISTICO, INARRIVABILE
Vecchio Sunko
Venerdì 21 Dicembre 2012, 18.53.41
42
Capolavoro senza tempo......Brividi che accarezzano dolcemente tutto il corpo Voto: 99
organium
Domenica 9 Dicembre 2012, 23.21.39
41
Come no quotarti Nomad? Questo è il disco! Garm da una prestazione straordinaria e le canzoni hanno un'atmosfera unica!
Delirious Nomad
Domenica 9 Dicembre 2012, 22.50.44
40
Lo sento oggi per la prima volta. Ma é fantastico! Stupendo ed emozionante. Il black non é il mio pane quotidiano, ma questo va davvero oltre.
W.Axl
Mercoledì 31 Ottobre 2012, 19.46.55
39
Questi rompicazzo che abbassano la media da oltre 96 a 93 proprio non li sopporto... che gusto c'è a votare 0 per ogni cd? Fa molto fighi vero? Il disco è un CAPOLAVORO da ogni angolazione. Il miglior disco folk/black metal che abbia mai sentito. Immenso, commovente, l'unica cosa che posso dire è ascoltatelo, e non ve ne pentirete. Una parentesi "buffa": due miei amici rockettari lo hanno bocciato perché nonostante la batteria e i riff entrambi supersonici, la voce canta troppo lentamente. Ce n'è di gente strana in giro!
Moro
Lunedì 2 Luglio 2012, 12.32.19
38
@Ascarioth: mi spiace deluderti ma Morningrise è uscito un anno dopo. Questo disco è uscito lo stesso anno di Orchid ma gli elementi in comune sono pochi. Comunque quello che hai detto non è affatto una castroneria, Morningrise ha una certa vena "black-death" che si può appunto ritrovare in Bergtatt (il modo di suonare le chitarre, i riff aperti, la palettata continua e il gioco di armonie fra le due chitarre...). Sono cose che erano presenti anche negli At the Gates ma loro prediligevano un ampio uso del palm-mute, un modo di suonare diverso. Il suono di Morningrise, anche con l'ausilio dell'accordatura in Mi si colloca bene fra un certo tipo di death metal e un certo tipo di black. Però mi spiace, se una delle due band avesse guardato ipoteticamente l'altra, questa sarebbe gli Opeth =)
Mickey
Giovedì 15 Marzo 2012, 22.34.18
37
Davvero...e avrebbero anche rotto il cazzo... Prima questo disco aveva una delle medie più alte del sito.
SO
Venerdì 2 Marzo 2012, 19.29.51
36
non solo di questo cd ma di tutti quelli degli Ulver
SO
Venerdì 2 Marzo 2012, 19.28.32
35
c'è qualche simpaticone che abbassato la media voto lettori
Ascarioth
Venerdì 23 Dicembre 2011, 20.06.04
34
Capolavoro assoluto... struggente, emozionante, eccetera... a me sinceramente ricorda molto Morningrise degli Opeth, a livello di arrangiamenti e atmosfere, capace che gli Opeth abbiano dato un ascolto a questi geni prima di comporlo... sono entrambi dei capolavori comunque
luci di ferro
Domenica 6 Novembre 2011, 22.31.49
33
Dalle foreste norvegesi, arriva un capolavoro di folk/black metal. Atmosfere magiche, parti strumentali uniche. Semplicemente perfetto, disco grandioso!!!!!!!!!!!! Ulver: un black metal con inserti acustici, cori a più voci e tutta la tradizione del folk. Bergtatt l'opera di un capolavoro
SNEITNAM
Martedì 11 Ottobre 2011, 22.19.02
32
Certo ed è lo stesso per chi reputa Black Metal capolavori che ovviamente adoro anch'io quali A Blaze in the Northern Sky, Battles in the North e Det Som En Gang Var. Non è così fuori considerarli Black, ci mancherebbe, ma per me no. Un'altra band che mi viene in mente sono gli austriaci Abigor con album quali Opus IV, Supreme Immortal Art e Channeling the Quintessence of Satan, album che per me possono rientrare nei canoni Black, come anche Profanatia de Demonatia dei Profanatica. Poi primi Impaled Nazarene e Blasphemy, però queste due bands risentono troppo della scuola di INRI dei Sarcofago, scuola venuta fuori col mitico The Return di Quorthon. Anche i Beherit erano di quella scuola per poi sfornare il mitico Drawning Down the Moon. Mi piace molto anche Judas Iscariot sopratutto in album come Of Great Eternity e Heaven in Flames ma per me non è comunque Black Metal, troppo legato ai Dark Throne, comunque album validi
Undercover
Martedì 11 Ottobre 2011, 21.44.47
31
Quello non lo discuto ognuno si fa una propria idea del genere ci mancherebbe, eppure io trovo un feeling black d'altissimo livello sia negli Ulver che incarnano la parte naturalistica del genere e che nei loro primi tre capitoli hanno raggiunto per me dei veri e propri apici così come gli Emperor li hanno raggiunti con "In The Nightside Eclipse" e i Dhg con l'evoluzione di "666 International" e perché non si può definire black a esempio un albim come "Rebel Extravaganza"? Guarda non sono un tipo legato alla schematica del riffing o allo stile forzatamente "puro", è tutta questione di feeling e credo che come tutti i generi il black si sia evoluto dal periodo dark metal che precede anche i Possessed, gli Slayer e inizia con Venom e Mercyful Fate, i confini sono sempre sottili e le discussioni molto ampie, al fine dei conti il movimento Black scandinavo era tutto tranne che omogeneo e questo conferma quanto la concezione musicale e la voglia di rappresentarlo prendesse la forma voluta da chi la creava piacesse o meno.
SNEITNAM
Martedì 11 Ottobre 2011, 21.43.22
30
Valuta il micidiale Legion dei Deicide, in assoluto il mio preferito della band. Perchè giudicarlo Death? Perchè c'ha il cantato in growl? Leggi i testi e il messaggio della band e tutto si annulla. Scream Bloody Gore, Cause of Death, Severed Survival, Dark Recollections o Tomb of the Mutilated sono album che si possono definire Death Metal. C'è poco da fare per me, Death e Black Metal per essere chiamati tali devono rispettare certi canoni
SNEITNAM
Martedì 11 Ottobre 2011, 21.24.15
29
No e ti spiego il perchè. Se tu poi lo definisci Black/Industrial direi che è una definizione corretta. Il Black Metal deve essere oscuro e malvagio essenzialmente incorporando anche atmosfere sinistre, apocalittiche e gelide (per l'appunto inserite dai norvegesi). anche i testi devono basarsi su tutto ciò che è il lato oscuro, macabro e occulto dell'uomo e via dicendo. I testi sulla natura non li capisco. Ad Majorem Satanas Gloriam per me è l'unico album Black Metal dei Gorgoroth, però io apprezzo di più Antichrist che ha una matrice molto più personale rispetto al sopra citato. Nella fretta perchè dovevo andare a lezione, mi sono dimenticato di citare delle bands quali Satyricon e Carpathian Forest. Dark Medieval Times è l'album che più di tutti può essere considerato Black nella discografia dei Satyricon, proprio per l'atmosfera che vi regna aldilà delle parti col (penso sia) il flauto che da un tocco magico annullando l'atmosfera fin prima molto oscura. I Carpathian Forest è una band che adoro e il loro unico album che si avvicina a quelli che considero Black Metal (intendo l'album dall'inizio alla fine) è Black Shining Leather. Questa band con determinate canzoni ha dimostrato una gran personalità nel Black Metal ma purtroppo è una cosa che non riguarda tutte quante le loro canzoni, un album Black deve essere Black dal'inizio alla fine per me. Prendi un pezzo come Hymne til Doden, una canzone che adoro follemente della band, esempio del Black Metal dei Carpathian Forest. Nattefrost è stato un grande perchè unita al video la canzone veramente ti da quel senso di macabro che solo la Morte può dare! Poi Defending the Throne of Evil (assieme ovviamente anche a Morbid Fascination of Death e Strange Old Brew) è un album che adoro ma che per me perde la matrice Black Metal in alcune canzoni, purtroppo. Canzoni anche come Speechless, Death Triumphant, la strumentale Lupus, House of the Whipcord, Cloak of Midnight, Nostalgia (un perfetto esempio di Black/Jazz!!!), e molte altre canzoni anche dal mitico Through Chasm! Una band che ha dimostrato gran classe grazie anche e sopratutto (immagino) a Nordavind. Dark Throne, Immortal e Burzum li si possono considerare Black Metal, ok Black Metal norvegese ma per me no. Dove senti la malvagità in Transilavanian Hunger? Vuoi mettere a confronto con un Hell Awaits, The Return, Seven Churches, De Mysteriis o un Mysteria Mystica Zothyriana? Cazzo questo per me è Black Metal! Lo dice il nome stesso. Dopo sarò io che non ne capisco di evoluzione del genere ma per me l'evoluzione è se prendi un Seven Churches con un in the Nightside Eclipse. Anche i Dimmu Borgir:mi piace moltissimo Stormblast ma per me non è Black Metal, nessun loro album a mio parere. Non è che se senti il classico riff norvegese con lo screaming allora è Black! Per me no perchè dipende da ciò che atmosfera crea, capisci? E chi se ne frega se la maggior parte dice in un'altra maniera che è quella straconosciuta, io ho le mie idee ed è giustissimo così
Undercover
Martedì 11 Ottobre 2011, 19.10.43
28
I Gorgoroth con Gaahl? Neanche li considero, dopo i primi tre è morta quella band, tralasciando questa divagazione, sono in parte d'accordo però non posso non apprezzare anche le componenti sinfoniche, folkloristiche ed epiche penso a gente come gli Enslaved, il black per come la vedo io e come la vedevano anche loro ed erano appoggiati dai grandi del periodo non era solo marciume e poi anche tu apprezzi un disco come "Stream Of Inferno" che consideri black non va un po' in collisione con quello che affermi? Non è fuori da quegli schemi?
SNEITNAM
Martedì 11 Ottobre 2011, 18.48.46
27
Secondo me si è perso il vero senso di questo genere, principalmente per colpa dei norvegesi. Venom, Slayer, Bathory, Possessed, primi Sepultura, Mayhem, primi Sarcofago, primi Samael, i Beherit di Drawning, Legion dei Deicide, primi Mortuary Drape, primi Emperor, primi Necromass, Mysticum, i Dodheimsgard di Monumental Possession, primi Dark Funeral ,i Limbonic Art del primo album, i Gorgoroth di Ad Majorem, Qliphotic degli HoH, Aborym di Fire Walk With Us!, questo per me è Black Metal.
Undercover
Martedì 11 Ottobre 2011, 18.44.52
26
Oh storicamente è black, viene inserito in quel filone e chi ha dato vita a quel genere in Norvegia lo reputava tale, ora la storia non si cambia, è ovvio che poi musicalmente sia molto più folk rispetto e confrontato a roba come i primi Satyricon, Gorgoroth o Darkthrone ma se partiamo da questo punto di vista anche la proposta di gente come i Troll o di gente come gli Opthlamia che praticamente suonano doom non era proprio il black per come lo intendono tanti eppure c'entrano eccome nel genere. E' anche vero che il black metal è natura, un legame profondo con il territorio e meglio di "Bergtatt" e "Natten's Madrigal" quali album possono rappresentare questa connesione con la madre terra?
SNEITNAM
Martedì 11 Ottobre 2011, 18.42.08
25
Io però ti tiro fuori un'altra etichetta: Nordic Metal. Farà ridere, lo so, ma il Black Metal non può suonare come tale mischiato con un genere come il Folk. Sia chiaro che questa è solo una mia idea
Mickey
Martedì 11 Ottobre 2011, 18.40.21
24
Insomma...io l'ho sempre considerato Folk/Black.Te come lo classificheresti?
SNEITNAM
Martedì 11 Ottobre 2011, 18.38.08
23
E' un gran bell'album ma ragazzi, sinceramente, ma dove me lo sentite il Black Metal? Non confondiamolo solo perchè ha delle parti veloci, il Black Metal è tutta un'altra cosa dai
Francesco
Venerdì 29 Luglio 2011, 0.13.57
22
Che bello questo album! Ci credo che è stato apprezzato anche fuori dall'ambito metal (anche se mi piacerebbe molto sapere dove). Secondo me "chiama" molto il vinile, nel senso che in quel formato credo renda molto bene. A me sembra che Een Stemme Locker abbia un qualcosa che anticipa la produzione elettronica ma forse è solo una sensazione.
spezza
Martedì 19 Luglio 2011, 23.18.49
21
appena ho ascoltato i primi dieci secondi della prima canzone. sono caduto mettendomi in ginocchio, stavo per piangere. voto 99
DarkSpace76
Mercoledì 25 Maggio 2011, 16.14.30
20
uno dei gruppi più geniali di sempre!
Nyarlathotep
Giovedì 24 Marzo 2011, 18.02.15
19
Un'esperienza meravigliosa... un bellissimo album.
J.C.
Giovedì 24 Marzo 2011, 17.53.51
18
Il correre della ragazza con le tastiere di Sverd in sottofondo sono passi di una bellezza atmosferica e evocativa come poche. Album sublime nelal sua completezza, l'affresco di un mondo e delle sue credenze.
Ubik
Martedì 1 Febbraio 2011, 16.31.22
17
Minchia mi sono accorto solo adesso din non aver commentato questo capolavoro. Che dire? sinceramente è quello che nella trilogia black degli ulver mi prende meno ma considerando che per me gli altri 2 sono 100 questo si becca solo un 95
Razor
Martedì 1 Febbraio 2011, 14.50.35
16
Pura arte, l'atmosfera di quest'album è rarefatta.
ghostzoso
Domenica 9 Gennaio 2011, 5.07.37
15
poesia e catarsi pura
NattensMadrigal
Martedì 2 Novembre 2010, 20.29.21
14
Bravissimo moro... ma... a quando la recensione di nattens madrigal???? Mi prostituirei per leggere un vostro parere su quel capolavoro!
Nikolas
Lunedì 27 Settembre 2010, 21.44.13
13
Un po' vergogna, ma soprattutto bravo per averlo ascoltato, e nella giusta atmosfera!! Quoto, pur ripetendomi, l'intervento sul momento della fuga... ogni singolo rumore in quel momento è perfettamente al proprio posto, creando un pathos incredibile
Room 101
Lunedì 27 Settembre 2010, 21.05.07
12
Incuriosito dalla rece e colpevole di non averlo mai ascoltato, l'ho sentito ieri notte nel buio della mia stanza..capolavoro..il momento della fuga di lei nella foresta è da brividi per l'ansia...
Room 101
Lunedì 27 Settembre 2010, 21.02.32
11
Incuriosito dalla rece e colpevole di non averlo mai ascoltato, l'ho sentito ieri notte nel buio della mia stanza..capolavoro..il momento della fuga di lei nella foresta è da brividi per l'ansia...
IzzyDG
Domenica 26 Settembre 2010, 10.21.36
10
Ho amato questo disco alla follia e penso lo amerò per sempre, 99 gli stà stretto
Crushed Liver
Sabato 25 Settembre 2010, 20.13.23
9
Questo album ha cambiato il mio modo di concepire la musica estrema... il vortice inebriante di chitarre classiche,flauti e cori ancora oggi mi emozionano come(per non dire più) 15 anni fa. Sinceri comlimenti al recensore...
Blackout
Sabato 25 Settembre 2010, 20.10.37
8
Unico.
Ste
Sabato 25 Settembre 2010, 19.17.24
7
Inarrivabile...
Giasse
Sabato 25 Settembre 2010, 17.55.23
6
Un orgasmo continuo, ininterrotto, indescrivibile. Esagerato in tutte le sue manifestazioni! Capolavoro!
Ario
Sabato 25 Settembre 2010, 17.19.44
5
Correggo: di cui non puoi NON innamorarti...
Ario
Sabato 25 Settembre 2010, 17.09.54
4
Questi sono album di cui non puoi innamorarti... Uno degli album della mia vita... Ma, non vorrei dire una castroneria, non era già stato recensito questo disco? Cmq un bel 99 solo perchè non si può dare 100...
Blackster
Sabato 25 Settembre 2010, 13.52.21
3
Arte.
Gnezz
Sabato 25 Settembre 2010, 13.23.56
2
Splendido!
Nikolas
Sabato 25 Settembre 2010, 11.52.08
1
Genio allo stato puro per uno dei dischi più belli di sempre. Garm, lo dirò per l'ennesima volta, genio assoluto. Il passaggio della ragazza che corre è da brividi. Voto: 99 anche per me!
INFORMAZIONI
1995
Head Not Found
Black
Tracklist
1 Capitel I : I Troldskog Faren Vild
2 Capitel II : Soelen Gaaer Bag Aase Need
3 Capitel III : Graablick Blev Hun Vaer
4 Capitel IV : Een Stemme Locker
5 Capitel V : Bergtatt - Ind I Fjeldkamrene
Line Up
Garm - Voce
Haavard - Chitarra
Aismal - Chitarra
Skoll - Basso
AiwarikiaR - Batteria

Session members:
Lill Kathrine Stensrud - Flauto e voce
Sverd - Pianoforte
 
RECENSIONI
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82
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Bronson Club, Madonna dell'Albero (RA), 02/04/2011
12/08/2010
Live Report
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Teatro dell'Opera, Oslo, 31/07/2010
03/03/2010
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Teatro Espace, Torino, 18/02/2010
 
 
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