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Therion - Vovin
( 3834 letture )
Black Sun rising over mankind
All the Slavegods will be sunblind
Sorath shining through his new priest
who proclaim the rise of The Beast…


Antiche e potenti divinità dominano la nostra terra, opprimendo la razza umana, comandando le menti ed influenzando le nostre misere vite mortali.
Per millenni la loro conoscenza si è tramandata attraverso le civiltà, fino a filtrare nelle comuni mitologie o in culti esoterici che ancora adorano questi antichi dei.
Miti ed echi del passato che sono stati da sempre il marchio di fabbrica dei testi con cui ci parla la creatura di Christofer Johnsson, il mastermind che ha da sempre provato un interesse smisurato per queste storie, punto confermato dal fatto che praticamente ogni disco dei Therion ne è impregnato fino all’ultima nota.

“Se mi guardo indietro credo sinceramente che Vovin sia l’album migliore che abbia mai composto, è stato solo dopo la sua uscita che la nostra casa discografica ci ha finalmente concesso senza problemi quei budget, finalmente adeguati, che ci hanno permesso di registrare tutti i dischi successivi”.

Queste sono le parole pronunciate da Christofer durante la recente data italiana dell’ultimo tour europeo della band svedese, considerazioni pesanti visti i numeri della discografia dei Therion, ma che diventano sempre più chiare se lette mentre ci si immerge lentamente in questa grande opera senza tempo che è Vovin.
Uscito soltanto a due anni di distanza dal fondamentale Theli (e ad un anno da un disco di passaggio come A’arab Zaraq - Lucid Dreaming ) dimostra l’incredibile momento di “forma” di Johnsson, che in tre anni riuscì a partorire due dischi tutt’oggi considerati fondamentali nella storia del metal sinfonico e non solo.
Si parla di momento incredibile perché, come spesso avveniva durante quegli anni, i Therion “erano” Christofer Johnsson, infaticabile compositore che ad ogni album – o quasi – si circondava di musicisti nuovi e riusciva nonostante questo a mettere in musica la sua visione, senza scendere mai a compromessi durante la sua lotta per ottenere dalla Nuclear Blast quei budget sufficienti per le opere che aveva in mente.
Possiamo essere o non essere d’accordo con Christofer, d’altronde stiamo pur sempre parlando della band che ha dato i natali, oltre al già citato Theli, anche a dischi come Sirius B/Lemuria, Deggial o Secret of the Runes, ma non è forse così sbagliato considerare Vovin come la migliore release in più di vent’anni di carriera.

I motivi?
Forse il fatto che le undici canzoni di cui è composto sono in grado di inchiodare la quasi totalità degli ascoltatori alla sedia mente scorrono inesorabilmente durante tutto il running time.
Una per una lasciano qualcosa in chi le sente, risplendono di un fascino misterioso che non può non ammaliare sin dal primo ascolto, anche se sono molti di più quelli necessari per capirle fino in fondo in tutte le loro sottili sfumature.
Non un connubio perfetto tra anima metal e melodia ma “il” connubio perfetto.
Orchestrazioni suonate da cinque musicisti veri (niente synth) che portano avanti melodie descrivibili con aggettivi che possono spaziare tra il maestoso e il celestiale, combinate divinamente con un lavoro chitarristico a tutto tondo curato in maniera maniacale da Christofer e Tommy Erikson: riffing mai stancante che aiuta la sezione ritmica in maniera fondamentale, arpeggi effettati nei modi più disparati che tirano fuori momenti malinconici a profusione, parti acustiche indimenticabili (Clavicula Nox) e solismi degni di essere ricordati (Wine of Aluqah), spesso ampliati e migliorati da curatissime armonizzazioni a due chitarre.
Il batterista Wolf Simon (unico membro ufficiale del gruppo insieme ai due chitarristi), si dimostra un musicista estremamente capace, dovendosi fare carico del non facile compito di fornire uno scheletro a pezzi già estremamente pieni e densi, in cui per forza di cose la batteria non avrà lo spazio di imporsi così tanto, un lavoro di retroguardia che però è stato svolto in maniera ideale, grazie a pattern di grande gusto amalgamati a meraviglia con tutto l’ensemble e soprattutto sempre “cuciti addosso” ai pezzi, cosa non semplice considerando la grande varietà di stili (si va da tiratissimi up-tempo come The Wild Hunt a lenti al limite della ballad come la già citata Clavicula Nox).
Al basso troviamo invece l’ospite Jan Kazda, che tra le altre cose si è anche occupato di dirigere la piccola orchestra di cui parlavamo poc’anzi; stranamente lo strumento del musicista ceco si sente alla perfezione, cosa incredibilmente rara se consideriamo che spesso molti fonici non riescono a far distinguere mezza nota in produzioni molto più scarne di questa.
Le sue linee sono estremamente curate ed apportano un ulteriore e prezioso aiuto al groove dei pezzi con il loro sound rotondo e morbido piuttosto gradevole.
C’è poi da parlare del coro di dieci elementi (quattro uomini e sei donne) che Christofer ha assunto per occuparsi delle voci, dieci ottime voci liriche, tra i nomi delle quali spicca senz’altro per motivi di popolarità quello di Sarah Jezebel Deva, che hanno messo insieme una prova da brividi lungo la schiena per complessità e bellezza, armonizzazioni, virtuosismi e linee attentamente studiate che danno l’ultimo tocco ad un insieme che sfiora la perfezione.

Probabilmente non è il caso di parlare nel dettaglio di ognuna delle canzoni perché non basterebbe un’altra recensione, ma senza nulla togliere a tutti gli altri pezzi (non c’è un filler che sia uno) non si possono non citare perle come The Rise of Sodom and Gomorrah, l’opener perfetta usata tutt’oggi molto spesso dal vivo per dare il via ai concerti; Wine of Aluqah che da sola varrebbe l’acquisto del cd in quanto perfetto manifesto che racchiude ogni singolo elemento che si possa trovare in Vovin; la dolcezza indescrivibile di Clavicula Nox; l’intensità quasi inaspettata di The Wild Hunt (in cui troviamo dietro al microfono il singer dei Primal Fear, Ralf Scheepers); la solennità ammaliante di The Black Sun e per concludere la complessità della stupenda Draconian Trilogy.

La produzione di Vovin è forse uno dei punti pochissimi punti che non fa crescere il punteggio fino a livelli stratosferici: purtroppo la band in quell’ormai lontano 1998 non era ancora provvista di budget adatti a registrazioni di alto livello e la cosa si è inevitabilmente tradotta in un’incisione altalenante che da il meglio di sé nelle parti orchestrali (registrate con strumenti veri) e in quelle vocali, ma purtroppo rende molto male nei suoni delle chitarre elettriche fin troppo “zanzarose” (oltre che poco definite) e in una batteria che in taluni passaggi sembra un po’ troppo spompata.

C’è comunque poco che si possa dire per concludere senza rischiare di essere ridondanti: che sia o no l’opera migliore dei Therion è forse la cosa meno importante, ciò che conta davvero (nel caso non l’abbiate già fatto) è che regaliate alle vostre orecchie questi 55 minuti di puro godimento uditivo, perché Vovin è in fin dei conti soprattutto questo, un ascolto che un appassionato di musica a 360 gradi non dovrebbe lasciarsi sfuggire, per nessuna ragione al mondo.



VOTO RECENSORE
93
VOTO LETTORI
92.79 su 34 voti [ VOTA]
megna
Martedì 5 Giugno 2018, 11.26.53
23
Non ricordo se lo acquistai su consiglio di un amico o perché ero alla ricerca di qualcosa simile al gothic dei Within Temptation, che mi avevano estasiato con The Dance. So solo che dopo le prime tre traccie ero rimasto folgorato da questa (almeno per me) nuova diramazione del heavy metal sinfonico. Cori, stringhe, strumenti classici, tutto si amalgamava a perfezione! Altro capolavoro difficilmente ripetibile. Commovente!
The Reaper
Sabato 5 Marzo 2016, 17.54.58
22
Lo sto ascoltando ora! Incredibile. Non avrei mai creduto che potesse esistere una musica simile. La recensione è bellissima ma perdonatemi non rende pienamente l'idea di che cosa è riuscito a fare questo Johnsson: ho acoltato anche Haggard ma questo è più ritmato e più "compositivo" - - - insomma non si può spiegare l'Assoluto anche se lo si è provato sulla pelle (nelle orecchie) ma solo ammirarlo ed ascoltarlo (ascoltarlo ammirati) e concludo dicendo che questo lavoro (opera) è Vera Magia.
Rob Fleming
Lunedì 15 Febbraio 2016, 10.54.32
21
Inferiore solamente all'immenso Theli in Vovin ci sono delle perle assolute come Birth of Venus Illegitima e Wine of Aluqah (il loro capolavoro definitivo?) in cui Martina Hornbacher (Dreams of Sanity. Strepitosi) mette letteralmente i brividi. Bei ricordi
Mauroe20
Domenica 5 Aprile 2015, 15.05.14
20
Disco incredibile.Il mio preferito dei therion
Digirock
Giovedì 27 Marzo 2014, 19.44.23
19
concordo con le marquis
Le Marquis de Fremont
Martedì 25 Marzo 2014, 14.10.17
18
E' il mio preferito in assoluto dei Therion e secondo me, il loro migliore. Il songwriting è stupendo e come giustamente detto nella bellissima recensione (complimenti!) non ha un filler che sia uno. Forse Eye of Shiva è un po più easy del resto ma pezzi come The Rise..., Wine of Aluqah, Clavicula Nox e Raven of Dispersion, per me, sono vere e proprie gemme. Ha girato per mesi nel mio lettore CD, poi sono passato ai file e alle cuffie e l'ho ascoltato un po' meno. Vedo di rimediare nel prossimo week-end. Capolavoro. Au revoir.
CYNIC
Lunedì 24 Marzo 2014, 17.14.56
17
@ enry, si sono io ex luci di ferro ora CYNIC per amore perduto per focus! @enry @Galilee @entropy OK i gusti son gusti, è vero 75 su 100 non è un brutto voto, però quando lo comprai, con gli ascolti lo reputai un C-A-P-O-L-A-V-O-R-O e anche in questi giorni che L'ho ascoltato rimane un C-A-P-O-L-A-V-O-R-O a distanza di tanti anni passati. 97 su 100.
Galilee
Lunedì 24 Marzo 2014, 15.20.36
16
Comunque se parliamo di recensioni, su Flash e su Metal shock questo disco prese un voto inferiore ai tre dischi precedenti. Su flash posso metterci la mano sul fuoco, su metal shock potrei magari sbagliarmi. E tutt' ora dopo, anni almeno per i miei gusti questo rimane un disco ambizioso ma che non riesce a raggiungere i suoi obiettivi. Come dice Enry 75/100 non è comunque un brutto voto, anzi.
entropy
Lunedì 24 Marzo 2014, 14.31.50
15
@ cynic secondo me non ti conviene usare come argomentazione pro album, il fatto che la critica sia per lo più positiva, o citare un sito in particolare. Se vai a controllare sono certo che ci saranno casi in cui la cosa ti si "ritorcerà" contro, in cui la tua opinione sarà differente da quella dei siti da te citati. Poi definire un sito il migliore , a volerla dire tutta, mi pare ulteriormente fuorviante, sarà il milgiore per te, magari perchè ha opinioni simili alle tue!! Poi ti faccio notare che il mio post partiva umilmente proprio dicendo che la mia opinione sembreva divergere da quella dei più... il che non vuol dire valga di meno!
entropy
Lunedì 24 Marzo 2014, 14.23.54
14
@ cynic . L'ho riascoltato, due tre volte.. ma niente, confermo che per me la svolta ultrasinfonica dei therion non mi ha emozionato per niente... Ribadisco il mio 70
enry
Lunedì 24 Marzo 2014, 13.46.53
13
CYNIC, non mi interessa, io valuto con i miei gusti e la mia testa, Theli e Lepaka li preferisco a questo, posso dirlo? Grazie. E poi 75 per me è un bel voto, non metto 95-100 a tutto quello che incontro...Mi ricordi un altro utente di qui mi sfugge il nick...
sminkiato
Domenica 23 Marzo 2014, 22.21.22
12
Non mi riesco a spiegare come un gruppo così Grandioso quando suona in Italia fà sempre poche presenze. Li adoro, i loro album sono pura arte!!
Galilee
Domenica 23 Marzo 2014, 22.17.27
11
Cynic, che ti posso dire, Sticazzi!
CYNIC
Domenica 23 Marzo 2014, 20.03.38
10
SCUSATE, gusti o non gusti Therion - Vovin è un MASTERPIECE punto & basta. Lasciamo perdere le chiacchiere che non servono a niente, Vovin merita, altro che 75 su 100 per il sottoscritto prende un 97 su 100. @ entropy, Galilee, enry, saranno pure gusti differenti i nostri ma io sono convinto che la maggior parte della critica annovera Therion - Vovin come un album CA-PO-LA-VO-RO e non lo dico solo io ma lo dice anche il miglior sito in ambito prog musicale cioè prog archives.com
enry
Domenica 23 Marzo 2014, 6.21.00
9
Due cose: 1) avercene oggi dischi sympho-metal così. 2) Per me Lepaka e Theli restano nettamente sopra, il disco è piacevole ma è fin troppo leggero e furbetto, molto melodico e di facile presa. Piaceva a una mia ex che detestava il metal, se è un pregio o meno decidetelo voi...75 anche per me. Dopo di questo mi sono piaciuti sempre di meno, ho dovuto aspettare Sitra Ahra per riascoltare qualcosa di convincente, almeno per i miei gusti.
Galilee
Sabato 22 Marzo 2014, 20.47.37
8
I Therion sono una delle mie band preferite, ho tutti i loro dischi e li ho visti spesso dal vivo. Purtroppo non concordo molto con la recensione. Per me questo disco è il primo mezzo passo falso del gruppo. Il disco ha ottime canzoni, ma anche tanti riempitivi, la produzione lascia a desiderare, spesso nei cori non si capisce nulla. Troppe voci sovrapposte che si perdono in un caos sonoro. Faranno di molto peggio con Deggial per ritirarsi su definitivamente, e almeno per me, non sbagliare più un colpo. Ma i veri capolavori dei Therion per me rimangono ho drakon ho megas, lepaka kliffoth e to mega therion. Vovin... Voto 75/100
aneurysm
Sabato 22 Marzo 2014, 15.52.06
7
certamente il migliore della loro discografia! la migliore wine of aluqah
valz
Sabato 22 Marzo 2014, 14.08.58
6
molto bello, vorrei anche sottolineare la prova della bravissima martina astner/hornbacher che è comparsa (purtroppo) in pochi lavori metal, tra i quali il primo dei dreams of sanity
CYNIC
Sabato 22 Marzo 2014, 13.59.52
5
io ho Lepaca Kliffoth '95 - Theli '96 - Vovin '98 - Deggial '00. Tutti capolavori, @ entropy, riascoltalo per bene Vovin '98 è un super-capolavoro- credimi.
entropy
Sabato 22 Marzo 2014, 12.04.21
4
Per me dopo theli, fu una delusione... mi rendo conto che il mio giudizio (visto il vostro etnusiasmo) vada rivisto o alemno "ricontriollato", perchè nei miei ricordi questo disco non vale più di 70 (sono però più di 15 anni che non lo ascolto) a sto punto me lo riascolto, anche se la svolta sinfonica che da qui è partita in effetti non mi è piaciuta tanto, e tutti i dischi successivi mi hanno lasciato indiferrente o quasi...
Steelminded
Sabato 22 Marzo 2014, 11.30.00
3
Io adoro Draconian Trilogy qui!!!
Radamanthis
Sabato 22 Marzo 2014, 10.41.34
2
Nel 1998 ricordo che mi passasti proprio tu Mauro "My Refuge" questo disco, un grande disco che ancora ho (copiato in Mc...) e capita di ascoltarmi (anche se purtroppo essendo in Mc troppo poco spesso...) Disco che meriterebbe una conversione su cd o direttamente l'acquisto visto che l'Mc è un pò consumato ma la magia di questo disco è anche sentire il nastro consumato a furia di play e riavvolgi (spesso con la penna bic...ricordi???) e ne esalta anche il fattore emozionale di un come back a quando eravamo un pò più giovincelli! . Grande Room101 per averlo rispolverato e averlo fatto in questo modo, complimenti! Voto 95 nettamente!
Mauro Paietta "My Refuge"
Sabato 22 Marzo 2014, 10.01.31
1
Capolavoro di emozioni, personalmente solo un gradino sotto Theli, bella recensione per un album stratosferico
INFORMAZIONI
1998
Nuclear Blast
Symphonic Metal
Tracklist
1. The Rise of Sodom and Gomorrah
2. Birth of Venus Illegitima
3. Wine of Aluqah
4. Clavicula Nox
5. The Wild Hunt
6. Eye of Shiva
7. Black Sun
8. Draconian Trilogy Part 1: The Opening
9. Draconian Trilogy Part 2: Morning Star
10. Draconian Trilogy Part 3: Black Diamonds
11. Raven of Dispersion
Line Up
Christofer Johnsson (Chitarra, Tastiere, Voce)
Tommy Erikson (Chitarra)
Wolf Simon (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Max Cilotek (Voce Maschile Tenore)
Gregor Dippel (Voce Maschile Tenore)
Javier Zapater (Voce Maschile Basso)
Jochen Bauer (Voce Maschile Basso)
Anne Tributh (Voce Femminile Alto)
Dorothee Fischer (Voce Femminile Alto)
Martina Hornbacher (Voce Femminile Soprano)
Sarah Jezebel Deva (Voce Femminile Soprano)
Eileen Küpper (Voce Femminile Soprano)
Angelica Martz (Voce Femminile Soprano)
Ralf Scheepers (Voce Maschile solista su The Wild Hunt)
Waldemar Sorychta (Chitarre)
Siggi Bemm (Chitarre)
Lorentz Aspen (Organo Hammond in Draconian Trilogy)
Heike Haushalter (Violino)
Petra Stalz (Violino)
Monika Malek (Viola)
Gesa Hansen (Violoncello)
Alois Kott (Contrabbasso)
Jan Kazda (Direttore d’Orchestra e Basso)
 
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