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IN FLAMES - Parla Daniel Svensson
08/03/2008 (3900 letture)
Mentre fan di ogni parte del mondo iniziano il conto alla rovescia per quella che potrebbe rivelarsi una delle uscite più entusiasmanti della stagione, il folle, simpatico, pacifico e talentuoso Daniel Svensson si concede ai microfoni di Metallized per una delle chiacchierate più piacevoli che abbia avuto modo di intrattenere nella mia breve carriera.


Ciao Daniel, è più che un piacere per me essere qui oggi, gli In Flames sono una band che considero particolarmente importante nella mia vita.
Grazie mille…

Ho già ascoltato più volte A Sense of Purpose e mi sono fatto un’idea dell’album, ma per chi ancora dovrà aspettare fino al 4 Aprile, descrivilo come preferisci.
Oh, è sempre difficile descrivere musica ad altre persone… È un album degli In Flames: noi abbiamo un marchio di fabbrica rappresentato dalla melodia combinata con l’aggressività del metal, e ques’album è sicuramente una buona sintesi di melodia e aggressività. Credo che sia l’album più omogeneo che abbiamo mai composto, anche se le canzoni sono molto diverse fra loro: ci sono brani molto veloci ed altri più calmi. Naturalmente mi sento di dire che sia il nostro miglior album, perché è ancora fresco, ma sono convinto che se mi facessi la stessa domanda tra un paio d’anni risponderei nella stessa maniera.

Sapresti scegliere tre parole per farci capire cosa ci dobbiamo aspettare da A Sense of Purpose?
Good, better, best?! (risate) No, è bello, massiccio ed è… In Flames!

Quelle sono quattro parole, In-Flames…
Oh, sorry! (risate)

Quale canzone tra le nuove preferirai suonare dal vivo?
È difficile, in realtà non abbiamo ancora iniziato a fare le prove per il prossimo tour. A me comunque piace suonare canzoni veloci, e ce ne sono parecchie sull’album. Non vedo l’ora di suonare la maggior parte di esse, ma è difficile sceglierne una. In ogni caso sarebbe una delle più veloci.

Ho avuto l’impressione che il suono che la batteria ha in A Sense of Purpose sia più pieno e più potente del suono di Come Clarity. Credi che questo miglioramento sia dovuto alla tua decisione di cambiare le dimensioni del drumkit oppure è il frutto del lavoro di Roberto Laghi (drum producer per l’ultimo album, n.d.r.)?
È assolutamente frutto del lavoro di Roberto. Il fatto è che questa volta abbiamo registrato l’album nel nostro studio in Goteborg, il che ci ha portato ad avere molto tempo a disposizione. Solitamente hai due settimane per registrare quattordici tracce, incluso il tempo necessario per ottenere un suono valido, il che significa dover registrare una o due canzoni al giorno. A volte capita di non essere particolarmente ispirato per un giorno, ma non te lo puoi permettere perché devi seguire una tabella di marcia. Questa volta abbiamo deciso, prima di iniziare le registrazioni, che volevamo questo enorme, grasso, massiccio ma pur sempre realistico, suono per la batteria. Ci sono voluti almeno dieci giorni per trovare il suono che cercavamo, e sono perfettamente d’accordo con te quando dici che il suono è ancora più potente e pesante, perché quello era esattamente il nostro obiettivo.

Secondo i miei gusti Disconnected è una delle canzoni più riuscite dell’album. Nelle parti melodiche di questo brano utilizzi un drumming che non ricalca esattamente il tuo solito modo di suonare. Stai cercando di integrare le tue qualità con stili diversi?
È la seconda canzone dell’album, vero?! (risate)

Sì, esatto!
Cerco sempre di migliorare la mia maniera di suonare. È molto semplice distruggere una canzone suonando “troppo” o con un “cattivo drumming”, ma è davvero difficile migliorare una canzone con piccoli particolari aggiunti. Non sono mai stato un batterista che ama mettersi in mostra suonando troppi cambi o troppo veloci. Con Roberto abbiamo trovato una giusta dimensione, c’erano molti particolari improvvisati. Come ho detto prima, abbiamo avuto molto tempo a disposizione, quindi anche se avevo terminato le registrazioni di un brano, c’era sempre l’opportunità di andare a riprenderlo e scendere nei dettagli per cambiare piccoli particolari. Questo non solo per quanto riguarda la batteria, ma anche tutto il resto. È positivo, perché ascoltando gli altri album potrei dire: “uh, qui avrei potuto mettere questo” oppure “questo avrei potuto farlo meglio”. Ovviamente non abbiamo mai pubblicato nulla di cui non fossimo fieri, ma ci sono sempre piccole cose che avremmo potuto cambiare se avessimo avuto un po’ più di tempo. Beh, quando tra un paio di mesi riascolterò questo album, dubito che sarò in grado di trovare delle cose che avrei potuto fare meglio.

Lo Studio Diary è stato un grande successo per voi, avete mai pensato di dedicarvi completamente alla recitazione?
No, no, non siamo attori, detestiamo recitare.

Scherzi a parte, vi abbiamo visti piuttosto a vostro agio durante le registrazioni, ma c’è stato qualche momento, che le telecamere non hanno ripreso, particolarmente duro o difficile?
A volte, come ti dicevo poco fa, perdi ispirazione. Soprattutto per me è molto importante, ci sono canzoni per le quali percepisci qualcosa, come un feeling diretto, e basta che ti lasci trasportare da questo flusso, così registri facilmente una canzone in un giorno. Poi ci sono canzoni per cui è più difficile trovare cosa devi fare, ma questa volta non è stato un problema perché potevamo decidere di saltare alla traccia successiva e lasciare il difficile per un altro giorno oppure la settimana seguente.

Quindi un brutto giorno in studio è un giorno in cui sei a corto d’ispirazione.
Sì, ma questa volta potevo decidere di andare a casa, restarci un paio di giorni per ricaricare le batterie, e poi tornare al lavoro. In passato non abbiamo mai avuto il tempo per fare qualcosa del genere.

La gente trova strano il modo in cui riesci a recitare la parte di Leinad in maniera pressoché folle, per poi trasformarti in una persona estremamente professionale quando si tratta di musica, sia che si tratti di suonare, sia che si tratti di un’intervista come questa. Quale lato della tua personalità è più vicina al Daniel normale di tutti i giorni?
Un momento, c’è stato un grande fraintendimento: io non sono Leinad…(si riferisce al fatto che l’essere a cui dà le sembianze è in realtà un fantasma alcolista che tormenta le persone all’opera negli studi di proprietà della band, n.d.r.) (risate).

Certo, certo…
Beh, non lo so. La gente pensa sempre… Non credo di essere più pazzo di altri, forse si tratta semplicemente di avere un lato esibizionista più sviluppato. Mi piace fare robe fuori di testa e credo che sia molto importante fare cose fuori di testa. Il fatto è che ci siamo divertiti tantissimo a fare questi stupidi video, e quando sei di buon umore lavori meglio. Se avessimo dovuto passare il tempo girando per lo studio con le facce serie, non saremmo stati altrettanto felici, e credo che questa sia una parte importante. Voglio dire, sono un ragazzo normale! La gente potrebbe pensare che sia completamente stupido… (risate generali)

Chi beve di più tra te e Leinad?
Leinad!

Se non sbaglio questa volta avete registrato 16 canzoni, ma solo 12 compaiono nella versione standard dell’album. Avremo modo di ascoltare anche gli altri pezzi?
È la prima volta che abbiamo l’opportunità di registrare dei brani in più. Di solito finivamo per trovarci in studio con 11 canzoni e a dire “M*rda, dobbiamo ancora scriverne una per l’album!”. Questa volta, avendo più tempo, l’ispirazione è stata libera di scorrere e abbiamo registrato 16 canzoni di cui siamo veramente soddisfatti, ma siamo dell’idea che un album non debba durare più di cinquanta minuti al massimo, anche avendo altre canzoni a disposizione, perché diventerebbe troppo lungo. Queste dodici canzoni sono quelle che rendono al meglio insieme: quando prepari la tracklist di un album devi tenere conto della dinamica dei brani, non puoi mettere in fila diversi brani molto velici e poi tutti quelli più lenti. Le dodici che compaiono su A Sense of Purpose sono fatte per stare insieme, le altre saranno pubblicate in altre maniere. Due saranno sul singolo (The Mirror’s Truth, n.d.r.), una sarà sulla versione giapponese etc.

Anders, Bjorn e Jesper hanno scritto l’album in termini di musica e testi, ma suppongo che tu sia comunque parte del processo compositivo, se non altro per quanto riguarda le ritmiche. Ti sei mai occupato anche della scrittura dei testi, delle parti vocali o altro?
Uhmm, non i testi. I testi riguardano strettamente Anders, che deve cantarli. Credo che siano qualcosa di molto personale e che sia il cantante a doverli scrivere. Poi Anders, insieme al produttore della voce, che è Daniel Bergstrand, prepara le linee vocali. Per quanto riguarda il resto della musica, di solito Bjorn o Jesper presentano un riff o una parte di una canzone, poi ci sediamo tutti insieme ad ascoltare e iniziamo a cercare di arrangiare quello che hanno proposto per una determinata canzone. A volte cambiamo le cose: un ritornello può essere modificato ed essere utilizzato come strofa etc. È un processo lungo e democratico, ognuno di noi ha voce in capitolo nella fase di arrangiamento dei brani e avendo uno studio nostro passiamo davvero parecchio tempo ad analizzare e discutere le canzoni, a registrare piccoli demo, ascoltare etc.

Parlando dell’artwork del disco, mi sembra più strana delle solite vostre copertine. Ho letto che avevate un’idea precisa di come avrebbe dovuto essere, puoi svelarmi il significato che c’è dietro?
Abbiamo scoperto Alex Pardee ed i suoi lavori ci sono sembrati fantastici, così gli abbiamo dato alcune indicazioni riguardo all’artwork e lui ci ha proposto quest’idea, che è veramente cool. La copertina è solo una parte dell’intero booklet, di un tema che continua all’interno del libretto. Quando vedrete l’intero artwork capirete anche il significato che sta dietro la copertina: non è un concept album, ma la copertina insieme al libretto fa parte di un concept.

Come hai detto tu stesso, scrivere un album è un continuo processo di aggiunta di piccoli dettagli in grado di far suonare meglio le canzoni. Ma quel’è il punto in cui ti rendi conto che ciò che hai tra le mani è esattamente ciò che volevi, e come si arriva a quel punto?
Solitamente quando entri in studio hai un’idea in testa di come la produzione dovrebbe essere, ma è davvero difficile fare in modo che esca dalle casse. Questa volta abbiamo lavorato con Roberto e Daniel come produttori e loro hanno fatto un lavoro perfetto. Quando abbiamo finito di registrare, il risultato era effettivamente vicino all’idea che avevamo in testa, così con i processi di mixing e mastering siamo stati in grado di arrivare veramente vicini, pressoché ad eguagliare il suono che volevamo raggiungere.

Devo farti questa domanda perché due anni fa Peter (Iwers, bassista della band, n.d.r.) non è stato in grado di rispondermi. Qual è la tua canzone degli In Flames preferita? Quella che farai sentire ai tuoi nipoti dicendo “ecco, questo è quanto di più grande sia riuscito a fare nella musica!”…
Ok, ma sappi che ci vorrà del tempo, perché non ho ancora nipoti! Beh, non lo so, è difficile rispondere a questa domanda, dal momento che l’album nuovo sta per uscire e non l’ho ancora ascoltato molto…

Allora considera gli album da Come Clarity indietro.
Dunque, dev’essere una canzone che rappresenti gli In Flames, dev’essere melodica, dev’essere aggressiva e dinamica… Ci sono vecchi album che non ascolto da molto tempo. (pausa interminabile) Credo che l’album Clayman sia un buon mix tra tutti gli album, quindi forse una canzone da Clayman. Probabilmente.

Vogliamo un nome!
Ok, vediamo, quali canzoni ci sono in Clayman? (risate)

Dunque, dall’inizio, Bullet Ride,…
Sì, Bullet Ride, Clayman, Only for The Weak…

…Pinbal Map!
Sì! Sì sì, Pinball Map è buona, perché è una canzone veloce e aggressiva, con un gran ritornello da cantare… Quindi sì, diciamo Pinball Map!

Quando ho avuto l’opportunità di ascoltare l’album due mesi prima della release ufficiale, dopo essermi asciugato le lacrime, ho cominciato a pensare a quelle persone che lo metteranno su internet prima e dopo la data d’uscita. Lo considerate un problema importante?
Non credo che soffriamo molto di questo problema. Tutti dicono che in questi anni il mercato musicale sta perdendo parecchio, ma io dico che per noi, nello stesso periodo, la situazione sta costantemente migliorando. Inoltre siamo una band che fa parecchi tour, non siamo di quelli che fanno un disco e poi compaiono continuamente in tv o alla radio. La gente scarica musica, ma questo può essere un modo per farci conoscere: qualcuno scarica l’ultimo album degli In Flames e dice “Wow, mi piacciono, credo che comprerò un biglietto per andare al loro concerto” (eloquente strofinio di indice e pollice). Oppure potrebbe accorgersi che abbiamo alle spalle altri 8 album, e andare a comprarne uno. Non credo che gli In Flames patiscano molto internet, ma se non fossimo così spesso in tour, allora probabilmente sarebbe un problema.

So che sei un grande appassionato di calcio. Qui a Milano ci sono due importanti squadre nelle quali militano grandi giocatori. Con chi preferiresti giocare una piccola partita, Kaka o Ibrahimovic?
Dovrei giocarci contro??? Beh Kaka è un giocatore più completo, lavora sodo e ha buone qualità, ma Zlatan ha delle “top-qualities”…

Zlatan is Zlatan?!
Sì, è quello che diciamo in Svezia, Zlatan is Zlatan! Ma Kaka è più simile a ciò che un calciatore rappresenta per me.

Siete mai stati spaventati all’idea di dover aprire per una grande band?
All’inizio lo eravamo, ma adesso abbiamo aperto per così tante grandi band, che abbiamo capito che non ha senso essere spaventati, perché tutta la gente è lì solo per gli ultimi a salire sul palco. Non resta che dare il meglio di te e poi scendere dal palco per goderti lo spettacolo.

Bene Daniel, per me è tutto, è stato un vero piacere parlare con te oggi, se ha qualcosa da dire ai fan italiani, questo è il momento per farlo.
Quest’estate saremo qui a Milano per l’Evolution Festival insieme a Opeth, Pain of Salvation e altri, sarà sicuramente un concerto grandioso. Grazie a tutti e ci vediamo in tour.




Valentina
Mercoledì 26 Marzo 2008, 23.33.02
4
Che familiarità. bravo Seba. Bravo.
Wildest Child
Mercoledì 12 Marzo 2008, 23.09.23
3
Grazie gente
raven
Lunedì 10 Marzo 2008, 17.09.40
2
Veramente piacevole
Syd
Lunedì 10 Marzo 2008, 15.17.32
1
Altro bel colpo. Zlatan schiappa.
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