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Epica - The Holographic Principle
29/09/2016
( 7357 letture )
Ritornano gli Epica con l'attesissimo The Holographic Principle, di cui avevamo avuto qualche assaggio nei mesi passati, dagli studio documentary al lyric video fino al singolo, che avevano ulteriormente incrementato la trepidazione per l'uscita del nuovo album. La band olandese aveva annunciato questa release come un altro passo avanti rispetto a quanto già elaborato con i precedenti dischi, ma che avrebbe mantenuto gli ingredienti tipici dello stile degli Epica senza snaturare il sound che la band aveva pian piano definito con lo scorrere della discografia.
The Holographic Principle, infatti, è un disco che tematicamente e musicalmente continua la strada intrapresa dagli Epica: le dodici canzoni che lo compongono, rivelano la visione della realtà di Mark Jansen a cavallo tra filosofia e fisica, ma non tralasciano nemmeno questioni attuali e più terrene. Ma è tempo di procedere con ordine e lasciare spazio alla musica.

Ovviamente ad aprire il disco non può mancare l'intro, Eidola, che nonostante una lunghezza che potrebbe quasi eguagliare quella di una classica canzone, con il suo incedere solenne, ma al tempo stesso drammatico e quasi cinematografico, accresce l'attesa e ci accompagna con tanto di cori e con il cantato sottile di una voce di bambina verso la prima vera e propria traccia.
Già dalla successiva Edge Of The Blade si cominciano invece ad avvertire gran parte degli elementi targati Epica: grandi orchestrazioni e cori magniloquenti, il cantato intenso di Simone e le harsh vocals di Mark Jansen. Tale traccia, essendo la canzone più immediata e fruibile dell'intero album, forse farà storcere il naso a chi preferisce il lato più irruente degli Epica, ma si presta perfettamente a presentare il disco ad un pubblico più ampio, pur non lesinando massicce parti di chitarra e ritmiche serrate. Ed è proprio l'importanza delle chitarre che cambia in The Holographic Principle, le sei corde di Isaac Delahaye e di Mark Jansen sono quasi costantemente in primo piano, dando più spessore al sound e andando a creare un muro di suono che forse nei precedenti album non si era ancora visto. I riff sono decisamente poderosi, forse si sente di più la presenza di Isaac nel lato compositivo, le partiture sono infatti elaborate e variegate, aggressive ma allo stesso tempo coinvolgenti e cariche di groove, lasciano davvero poco respiro, specie insieme alle ritmiche serrate di Ariën, che ancora una volta svolge un ottimo lavoro dietro le pelli con il suo tocco deciso e sicuro.
Con A Phantasmic Parade, composta proprio da Ariën, si entra nel vivo del platter, tra sfumature orientaleggianti e orchestrazioni che continuano ad essere una parte fondamentale nelle sonorità degli Epica: magniloquenti e ricche, non si limitano allo “strings ensemble”, ma ripropongo il calore di un'intera orchestra composta anche da fiati ed ottoni, che contribuiscono a rendere il sound ancora di più ricco di sfumature.
La tracklist lascia poco respiro e si susseguono Universal Death Squad e l'aggressiva Divide And Conquer, una delle tracce che esulano dal concept per rivolgere lo sguardo sulla situazione mediorientale, mentre Beyond The Matrix alleggerisce l'atmosfera con il suo iniziale andamento epico alla Delain o alla Serenity, per poi incattivirsi ed incupirsi con l'entrata delle harsh vocals. È però con quella che può essere considerata come la ballad, Once Upon A Nightmare, che l'atmosfera si fa più distesa, l'iniziale crescendo è grandioso e porta la tensione all'apice con l'entrata del piano di Coen e la dolce voce di Simone, nonostante la canzone cresca ancora progressivamente fino all'entrata di tutti gli strumenti in un'esplosione musicale emozionante. La malinconia e allo stesso tempo dolcezza di questa canzone contrastano completamente con il successivo paio di brani, The Cosmic Algorithm e Ascension - Dream State Armageddon, i quali risultano essere due dei pezzi più aggressivi dell'intero album, soprattutto il secondo che potrebbe essere uscito da uno dei dischi dei Mayan, oltre a ciò è proprio in questa traccia che compare il picco più estremo e cupo degli Epica, che li vede addirittura cimentarsi in un frammento che si avvicina al black metal per atmosfera.
Nello sfumarsi della traccia precedente si innestano invece le percussioni tribali di Dancing In A Hurricane, canzone -con delle chiare ed adeguatissime influenze mediorientali- dedicata ad un tema piuttosto delicato. Simone, infatti, con la sua visione e ruolo di mamma, canta con tinte tenui della difficile situazione dei bambini rifugiati, che nonostante il dolore e l'uragano di crudeltà che si abbatte su di loro trovano comunque il modo di vivere la propria infanzia. Con la cupa, ma non meno feroce, Tear Down Your Walls si procede verso la chiusura dell'album esplicitata dalla lunga titletrack , The Holographic Principle - A Profund Understanding Of Reality, che condensa l'ambizioso concept elaborato da Mark Jansen, secondo cui anche la nostra realtà potrebbe essere semplicemente un ologramma e il nostro modo di esperire potrebbe essere solo uno dei tanti. Anche musicalmente questa traccia racchiude nei suoi abbondanti undici minuti tutti gli elementi caratteristi degli Epica, quasi come una summa: dal solenne coro iniziale alla drammatica chiusura orchestrale, dalla delicata melodia di piano al riffing poderoso delle chitarre, dalle harsh vocals al cantato morbido di Simone.

Non appena concluso l'ultimo brano, si ha la percezione che gli Epica abbiano arricchito ulteriormente il proprio sound: le sonorità infatti sono elaborate come non mai, ogni dettaglio ha il suo spazio e il suo spessore (merito sicuramente di una produzione più che ottima, che ha saputo valorizzare ogni minuzia con un'attenzione certosina), ogni elemento è chiaro e ad ogni ascolto si ha quasi la sensazione che salti fuori qualche particolare non avvertito prima. Ogni singolo strumento, dall'ottone alla percussione più piccola, come anche il coro, sono stati registrati con musicisti in carne ed ossa, cosa che ha contribuito a rendere il sound più ricco e naturale. Tutti gli elementi caratteristici del sound degli Epica vengono equilibrati: sono dosate le harsh vocals di Mark, che compaiono dove è effettivamente necessaria una carica aggressiva maggiore, mentre Simone predilige un cantato moderno, sfruttando solo di tanto in tanto la sua impostazione lirica, che effettivamente con la massiccia presenza di cori potrebbe risultare ridondante, e in questo modo invece le melodie vocali hanno un'ulteriore varietà.

The Holographic Principle si rivela un album ben costruito e anche molto vario, in cui ogni fan degli Epica può trovare quel lato della band olandese che più apprezza, dai momenti più easy listening ai ritornelli più cantabili, dagli aggressivi riff death oriented fino a momenti al limite del black, il tutto accompagnato da orchestrazioni grandiose e complesse. Con The Holographic Principle la band Orange si è dunque spinta ancora oltre a quanto già realizzato, verso un sound sempre più d'impatto e grandioso, evolvendosi ma rimanendo sempre la stessa. Insomma gli Epica rimangono ancora una volta una garanzia nel panorama symphonic metal.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
81.76 su 97 voti [ VOTA]
Beta
Lunedì 28 Agosto 2017, 12.23.52
60
Come dice Ste qui sotto, questo disco necessita di ripetuti ascolti. Assieme a TQE trovo che sia uno dei dischi più belli degli Epica e concordo con tutta la disamina musicale fatta da Giada. Sono stati molto bravi a sviluppare il tema portante; lode al coraggio e anche alla capacità di parlare della fisica quantistica e del principio olografico in modo così approfondito e artistico. La suite finale è stupenda, riesce a rendere tutto il concetto dello spazio quantistico e delle sue implicazioni in modo completo e in soli 10 minuti, e per capirlo ci vuole qualche anno. Mi ha emozionato molto. Complimenti a Mark Jansen. Voto 85.
Ste
Venerdì 25 Agosto 2017, 0.33.58
59
Disco Validissimo. Necessita ripetuti ascolti per esser compreso, a me, ce ne sono voluti circa cinque per iniziar a ricordare i pezzi ed apprezzarne i brani. Detto ciò, reputo questo THP superiore al già ottimo TQE. In quanto sia assai più cangiante e vario nei pezzi e nella struttura delle canzoni ognuna ben distinta dalle altre. Se in TQE vinceva l'omogeneità dei pezzi (sia per la qualità che per la struttura assai similare) presentando i brani su uno stesso standard qualitativo (dire quale sia la migliore è difficile, magari la title track TQE non proprio avvincente); questo THP, invece, ha dei veri picchi o capolavori. Vale a dire la title track, THP e OUAN senza indugi. Seguono a ruota le splendide EOTB, DAC e UDS che ho apprezzato particolarmente. Da segnalare le contaminazioni black di Ascension, valido anche Tear Down Your.. dal fare groovy-thrash dal vivo sarebbe splendida anche se non la faranno mai. Interessante anche un brano un po' fuori linea da quelli in setlist, come TPP dall'incidere marziale e bombastico, comunque molto buono; anche se i migliori sono i sette appena citate. La ballad Dancing In A Hurricane dal sapore mediorientale onestamente continua a dirmi poco, cioè, non è brutta sia chiaro; però siamo ben lontani dallo standard di ballad o pezzi lenti a cui gli Epica ci avevano abituato. Beyond the Matrix sicuramente il pezzo di più facile presa, oltremodo orecchiabile; dal vivo rende bene, su disco funge da "momento leggero/arioso" in mezzo ad un disco tanto elaborato. Non nascondo che sulle prime battute del coro, continuo a reputarla come la versione facile o "strappona" (o commerciale, se preferite) di UU; anche se poi và per la sua strada. Alta, oltremodo epica, dal piglio easy.. ma alla fine ci sta ed è funzionale al fruire (e fluire) del disco. Tiro le sommeLa band continua a crescere, facendo gioco di squadra e utilizzando intelligentemente l'esperienza maturata col disco precedente; aggiungendo ancor più orchestrazione in modo sapiente ( vedi Ediola, OUAN, THP). Presenza di canzoni maggiormente articolate e più varie nella struttura. Da menzionare Simone ancora una volta riesce ad dare prova di una performance diversa, con linee vocali nuove, fresche ed ispirate; duttile, versatile e cangiante. Molto bene per l'uso furbo del growl (poco ma buono e messo dove serve) ed infine merito anche alla cover. Il disco si comprerebbe quasi solo per quella. 82/100
ELIO MARRACINY
Giovedì 6 Aprile 2017, 22.44.55
58
SIGNIORA LIZARDO SI CALMI, SI FACCIA UNA TISANA E SI FACCIA UNA RISATA! IL GRUPPO RIMANE UNA COSA SCANDALOSA E INUTILE! POI RINGRAZI CHE A NATALE SIAMO TUTTI PIÙ BUONI!
Lizard
Martedì 10 Gennaio 2017, 11.24.50
57
Grazie comunque della segnalazione. Purtroppo c'è anche chi alle tre di pomeriggio di Natale ha tempo e voglia per fare il troll. C'è chi direbbe che è da compatire.
Giaxomo
Martedì 10 Gennaio 2017, 9.54.08
56
Sì, grazie per la precisazione Terzo...avevo solo proposto di eliminare un commento dato l'elevato standard di questo sito.. Certe cose "stonano" troppo..
Terzo menati
Martedì 10 Gennaio 2017, 9.20.01
55
E' un troll sveglia
Giaxomo
Martedì 10 Gennaio 2017, 9.16.58
54
Ma perché non avete ancora rimosso il commento? Qui siamo al non plus ultra...forse lo tenete perché fà sbellicare dalle risate ad una prima lettura, ma è di una pochezza infinita...e non dico neppure "pochezza intellettuale" perché di intellettuale qui non c'è nulla...
Hopkins
Martedì 10 Gennaio 2017, 9.11.52
53
quoto Giacomo @Elio di ignoranza (e linguaggio da censura) basta la tua. E a me non piacciono neanche gli Epica
Giaxomo
Martedì 10 Gennaio 2017, 9.00.47
52
No vabbè, mai riso così tanto in vita mia. AHAHAHHAHAHAHAHA, mi sono implosi i polmoni. Un insieme di luoghi comuni così ignorante concentrato in poche righe non l'avevo mai visto AHAHAHAHAH
ELIO MARRACINY
Domenica 25 Dicembre 2016, 15.05.19
51
Rimosso
Richards.dick.
Lunedì 19 Dicembre 2016, 14.26.22
50
dal primo album - creativi si sono poi fermati, ma questo, prende la loro maturita, sia di vita, che di stile, dovevano maturare, e ovvio e i classici matallari, non capisco la fisica, e che viviamo in un illusione, i madallari che sono rimasti 18 enni, che ci vuoi fare, io questo lo compro pure che merita, sentitivi vasco
Prometheus
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 14.27.00
49
Simone, da quando è diventata madre, ha messo la testa apposto e ha iniziato a impegnarsi come cantante. I suoi testi, inoltre, deludono di rado. Poi che possa risultare antipatica ci sta, ma... chissene?! Non è una presentatrice televisiva, non deve risultare simpatica per fare il suo lavoro. Coen e Isaac, invece, sono davvero autoironici e divertenti. Io, personalmente, trovo insopportabile solo Mark, ma perché è un complottaro con idee socio-politiche alquanto paranoidi (ce l'ho tra gli amici di Facebook e... lasciamo stare, è da facepalm epilettico). Fortunatamente gli Epica fanno molto gioco di squadra su tutto, dalla musica ai testi, per cui Mark non è più il mastermind (anzi, musicalmente, in quest'album domina Isaac, nel precedente pure assieme ad Arjen). E penso che con le versioni acustiche dei brani di THP, "The Funky Algorithm" in primis, la band abbia dimostrato di saper anche lavorare con leggerezza e autoironia, senza prendersi troppo sul serio. Anzi, a dirla tutta, era già noto dai tempi di "The Fallacy".
Aske
Sabato 22 Ottobre 2016, 18.26.12
48
Fino a due anni fa amavo alla follia gli epica, li mettevo tra i miei gruppi preferiti. OGGETTIVAMENTE hanno avuto una crescita pazzesca, sono maturati e quest'album è complesso, raffinato e intelligente. PERO' devo ammettere una cosa: gli Epica mi stanno antipatici. E per questo non riesco più a farmi piacere la loro musica. Partendo dal titolo che sembra da trattato di fisica quantistica, passando ai testi che -lasciatemelo dire- hanno rotto, Simone Simons che è interessata ai suoi capelli e ad apparire figa nei live piuttosto che a cantare... E niente, non li sopporto più, capisco che i loro album sono perfetti tecnicamente, ma non mi emozionano, non riesco a farmeli piacere, hanno quell'atteggiamento da fighetti radical chic finti metal che mi fa andare in bestia. Scusate.
Steelminded
Sabato 22 Ottobre 2016, 18.17.00
47
Non capisco come si faccia ad osannare questo album. Per me è da dopo Design Your Universe che arrancano.
Prometheus
Sabato 8 Ottobre 2016, 14.24.37
46
davidian, faccio lo stesso con altre band che apprezzo. Come effettivamente nota terzo menati, in generale mi piace il metal sinfonico (ma non solo, perché nel metal subito dopo gli Epica metto i Ne Obliviscaris; e inoltre ultimamente ascolto più che altro non-metal). In ogni caso, ti ho immaginato appostato di fronte al pc aspettando i miei commenti; non so, vuoi anche l'autografo? ^_^ Ahah
terzo menati
Sabato 8 Ottobre 2016, 11.53.57
45
Più che per gli epica il prome e' sempre sul pezzo quando si tratta di metal sinfonico con voce femminile. Se e' appassionato chi siamo noi per criticarlo?
davidian
Sabato 8 Ottobre 2016, 11.46.42
44
Gli Epica non mi fanno impazzire, mi fa solo morir dal ridere il loro avvocato difensore, tale Prometheus, che salta fuori sul sito una volta ogni due anni e sgretola senza nessuna pietà i coglioni di tutti gli utenti coi suoi commenti ultrapedanti e le analisi feticiste delle canzoni, riprendendo tutti quelli che minimamente si azzardano a dire che gli Epica gli fan cagare...arrenditi!!! Molla!!! Vivi e lascia vivere!!!...adesso non vedo l'ora di leggere l'asciugata che tirerà rispondendo al mio commento!
Sabbracadabra
Venerdì 7 Ottobre 2016, 13.55.40
43
@Prometheus hai capito perfettamente quello che volevo dire, che i gruppi citati li ascoltavo quando IO avevo 15 anni ma anche a 20 30 40, ma quando ascolti questo genere da + di 30 anni vuoi sfumature nuove, sinfoniche, industrial, progressive. I Nightwish con i primi dischi hanno inventato un genere che non c'era. P.s. quando esce un disco degli AC/DC o dei Manowar lo compro comunque.
MetalNeverDIE!
Venerdì 7 Ottobre 2016, 11.15.16
42
@Prometheus, poi sono punti di vista eh, io tendo a classificare i gruppi nel dettaglio ahah. Per esempio anche i Meshuggah da molti definiti Djent, io dico che di Djent hanno poco e niente, perchè io il Djent lo riconosco sopratutto nei Periphery, la differenza è che in questi ultimi fai meno fatica ad ascoltarti gli album XD. I Meshuggah li definirei, una band con forti influenze avant-guarde, progressive, death e quel tocco di originalità che li ha sempre contraddistinti chiamato DJENT
Prometheus
Giovedì 6 Ottobre 2016, 22.30.46
41
Oddio, principalmente gli Epica fanno symphonic. Poi è indubbio che, a seconda dei brani, inseriscano varie influenze più o meno importanti, tra cui quelle che hai elencato. Ma non fanno mica avantgarde alla Diablo Swing Orchestra, eh! Per lo meno non ora, in futuro chissà.
MetalNeverDIE!
Giovedì 6 Ottobre 2016, 22.17.21
40
@Prometheus ma infatti il metal è pieno di sottogeneri, che è quasi impossibile farseli piacere tutti, non capiscono perchè devono rompere sostenendo delle tesi a dir poco ridicole e molto superficiale. Sinceramente non capisco tutto questo accanimento contro gli epica, ovviamente la loro notorietà è dovuta sopratutto a Simone, ma nonostante ciò lo trovo un gruppo molto coerente, che non si ferma a semplici album commerciali, oltre ai momenti diciamo un po' più catchy, che diciamo in quest'ultimo album ce ne sono anche molti, per via del modo di cantare più moderno, comunque sia gli epica non si fermano a questo, ci inseriscono anche momenti di alto livello, che prevedono inserimenti di ritimiche irregolari e altri passaggi molto progressive, la title-track ne è un esempio. Gli Epica negli ultimi tempi sta dando il massimo facendo album su album veramente ottimi, tematiche che non vengono trattate molto spesso, con un songwriting equilibrato. , Poi tocca sfatare sto mito, gli epica non sono symphonic, le orchestrazioni giocano lo stesso ruolo che hanno sui fleshgod apocalypse, ossia accompagnamento e rafforzare i punti saldi della canzone, come i cori... gli epica a mio avviso traggono maggiore influenze musicalmente devono molto al thrash, death e anche prog, influenze orientali, metal moderno ecc... sono un tripudio di generi come fate a definirli semplicemente symphonic. Il loro vantaggio è tratto anche che con così tanti generi (sempre se ne sei capace) e riesci a gestirti nel migliore dei modi, puoi tirare fuori infinite soluzioni diverse, ed è proprio quello che stanno facendo loro.
Prometheus
Giovedì 6 Ottobre 2016, 22.07.17
39
Concordo con te, ma non credo Sabbracadabra intendesse dare quella sfumatura di significato. Probabilmente si è espress* male, ma io ho interpretato la sua frase con "certe cose sono in giro fin da quando avevo 15 anni, nel 2016 anche basta". Sabbracadabra, tocca a te chiarire, mi sa! Ahah
Metal Shock
Giovedì 6 Ottobre 2016, 21.52.59
38
@Prometheus: il mio era solo una risposta ironica al commento di Sabbacadabra. Non vado ne` a commentare questo disco ne` dischi di altri generi che non mi interessano. Inoltre se segui un po` il sito Rammstein, Slipknot, Nightwish ecc. li ascolto anch`io quindi... E`solo che leggere che l`heavy metal lo ascolti a 15 anni fa ridere!
Prometheus
Giovedì 6 Ottobre 2016, 18.56.55
37
Isaac è un chitarrista molto preparato, Arien è un batterista versatile e capace di grande violenza senza mai perdere precisione millimetrica, Rob direi che è un bassista sopra la media, Simone negli ultimi tempi è diventata davvero brava. Ribadisco il consiglio ad ascoltare i brani acustici, che mostrano la veste più minimale della band. @Sabbracadabra, mi hai appena ricordato che i D:O (che amo) hanno un album in lavorazione da un pezzo. Ecco, ora mi partirà l'hype d'attesa, damn! @Metal Shock, nel metal c'è spazio per tutti. Io lo amo proprio per la sua varietà interna, per il suo lasciare molta carta bianca. Poi è chiaro che ognuno ha diritto ad avere i suoi gusti e che non è obbligatorio apprezzare tutto. Io, ad esempio, non faccio i salti di gioia per il power (eccezion fatta per 2/3 band), eppure non vado sotto le recensioni degli Stratovarius o dei Blind Guardian a lamentarmi: semplicemente passo oltre.
Sabbracadabra
Giovedì 6 Ottobre 2016, 18.43.18
36
@terzo menati:visto il video,fantastico anche a me piacciono i Cannibali.
Metal Shock
Giovedì 6 Ottobre 2016, 18.15.47
35
E meno male che ci sono tante band di heavy metal puro e duro nuove oltre ad altri generi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
terzo menati
Giovedì 6 Ottobre 2016, 18.15.31
34
Van halen e' da sempre il mio solista preferito ma quando voglio impressionare qualcuno gli faccio vedere la registrazione in studio chitarra basso batteria di frantic disenbowlment dei cannibal corpse...rimangono tutti a bocca aperta. E' sul tubo
Sabbracadabra
Giovedì 6 Ottobre 2016, 18.03.47
33
E meno male che ci sono i Nightwish gli Epica i Rammstein i Rhapsody i Turilli i Dream Theater gli Slipknot gli Amaranthe i Diablo Swing Orchestra. Nel 2016 volete sentire ancora gli Iron maiden i Van halen e gli AC/DC..l'heavy metal duro e puro?? Li sentivo quando avevo 15 anni e li amavo mabbbbasta!!!!
Nileator
Giovedì 6 Ottobre 2016, 17.55.52
32
"se poi sono tecnicamente preparatissimi perchè non provano a fare un assolo alla Van Halen?" scusami ma cosa cavolo vuol dire? cioè, aspetta, se tu non sai suonare un assolo vuol dire che tecnicamentevali zero? la tecnica cambia a seconda del sottogenere metal: nel folk e nel symphonic sta nel creare le giuste atmosfere epiche, nel black nel trasmettere glacialità e violenza(e non sto parlando del puro black, ma di tutte le sue varianti, tipo Blut Aus Nord), nel death nel creare un suono cupo e violento! Se un sottogenere non ti piace nessuno te lo vuole far piacere, ma non venire qui e sparare sentenze a destra e a manca. Ci lodiamo di essere aperti mentalmente, ma poi siamo i primi ad avere pregiudizi.....
ocram
Giovedì 6 Ottobre 2016, 7.45.25
31
@Azaghtoth: guarda che i Nightwish a Mantova lo scorso 12 Settembre, nonostante 1 ora di Temperance, hanno suonato quasi 2 ore e 20 minuti. io le due volte che ho visto gli Epica (Rimini e Bologna) hanno suonato circa 1 ora e 30 minuti. Tieni conto che se ci sono support artists è inevitabile che la lunghezza della performance del main artist si accorci. Poi la complessità di una band, secondo me, non si esplica solo nella lunghezza dell'assolo o nel farne uno alla Eddie Van Halen. In una band symphonic metal la complessità si traduce in una ricchezza sonora dove la componente metal si amalgama bene alle altre componenti, dove in primis troviamo l'orchestra sinfonica. E penso che Epica ci riescano benissimo. Poi se il metal non avesse colto varie influenze esterne alle solite chitarre+voce+batteria non avremmo il folk metal, l'avant-garde, l'Industrial, il Post, il Symphonic, il Gothic, il Nu metal ecc.....ma non avremmo neanche le atmosfere del black metal o del doom metal. Queste miriadi di sottogeneri del metal non fanno altro che arricchire il genere. Se tu sei rimasto agli anni 80-90, ti sei perso un bel po' di colori. E il fatto che un sito chiamato Metallized copra con le sue recensioni diversi sottogeneri del metal, non può che stuzzicare la curiosità di ascoltare cose nuove. Se non ti piace un certo certo genere o un certo disco "non ti curar di loro ma guarda e passa".
Azaghtoth
Giovedì 6 Ottobre 2016, 2.47.56
30
e il paragone con la musica elettronica non regge, siamo su generi diversi, come paragonare dario argento a woody allen. Se prendo la musica sinfonica VERA, il 99,99% dei musicisti rock e metal sparisce. Qui siamo su un sito metal o comunque rock, e le band vanno giudicate secondo certi parametri. Nessun sito hip hop si sognerebbe di recensire gli iron maiden, invece con sta paraculata che 'non bisogna avere il paraocchi', il metal sta andando a farsi benedire
Azaghtoth
Giovedì 6 Ottobre 2016, 2.44.57
29
il problema di effetti e sovraincisioni e' che ormai basta avere un pc per potersi definire musicista
Azaghtoth
Giovedì 6 Ottobre 2016, 2.43.59
28
veramente degli epica ho ascoltato un sacco. e non sono contro il symph per partito preso. I Savatage se li mangiano vivi sti epica, i Therion mi piacevano molto fino a circa 15 anni fa. Se poi sono tecnicamente preparatissimi perche non provano a farmi un assolo alla Eddie Van Halen? o a suonare un po' piu dei soliti 80 minutini se va bene? ma che ci volete fare, spiegare cos'e' un concerto rock a chi non ne ha mai visto uno vero e' dura
Prometheus
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 23.40.21
27
*sorda anyway, piccola chicca: in OUAN l'attore recita dei versi tradotti in inglese da una ballata di Goethe, Erlkönig. Non ho ben capito perché non usare l'originale in tedesco, ma va be'. Per quanto riguarda la title-track e l'intro, il mio migliore amico ci ha trovato vaghi riferimenti ai compositori russi dell'900, Prokofiev in primis. Giacché lui è un pianista laureato al Conservatorio e specializzato proprio in quel repertorio, mi fido.
Prometheus
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 23.36.24
26
Nileator, l'hai detto! Ma è gente che degli Epica ha ascoltato solo i singoli. Anzi, solo quelli più famosi, perché Universal Death Squad ha forti influenze thrash e prog. Ma, hey, The Holographic Principle è pop! Dura 11 minuti ed è praticamente un mix tra Dream Theatre, Therion e Pantera, ma è chiaramente pop! Così come Ascension, che fa tanto Dimmu Borgir, e Tear Down Your Walls, che ha forti influenze death e un ritornello poco immediato. Sì sì, pop. -.- Certa gente è sorta, non c'è altra spiegazione.
Prometheus
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 23.32.48
25
Azaghtoth, ne resterebbe comunque una band tecnicamente preparatissima e con un songwriting solidissimo. Gli Epica si concentrano sullo scrivere brani funzionanti anche senza orchestra e cori, elementi poi aggiunti successivamente per arricchire ancora la portata. Prova ne sono le versioni acustiche dei brani. Però, hey, sono una band symphonic, quindi devono sicuramente essere "tutto fumo e niente arrosto!111!!!!1!!!". Da grande estimatore della musica elettronica, poi, vorrei capire dove sia il problema nell'usare effetti, sovraincisioni e via discorrendo: dove sta scritto che un'artista bravo debba per forza essere semplice e non debba usare gli strumenti messi a disposizioni dalle moderne tecnologie? Siamo amish?!
Azaghtoth
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 22.36.37
24
concordo con armando. Questi pseudogruppi sono il trionfo del fumo sull'arrosto. Mandateli sul palco senza registrazioni, sovraincisioni, effettini e puttanate varie, e vediamo cosa ne resta. aggiungo che le band della vecchia scuola ancora oggi suonano due ore e passa, ora si grida al miracolo se vanno oltre i 75 minuti
Nileator
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 22.09.23
23
Mancava il commento che definiva gli Epica commerciali, che suonano pop e che afferma che generi come il symphonic metal siano la rovina del metal.....
Prometheus
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 14.17.46
22
Ah, preciso una cosa: a me i Delain piacciono molto, soprattutto in WATO (l'ultimo, invece, è utto tranne che fresco). Ma il confronto mi sembra totalmente fuori luogo. L'essere immediati non è un pregio né un difetto, semplicemente è un approccio diverso alla musica. Non siamo di fronte a un "aut... aut", la dicotomia è falsa.
Prometheus
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 14.14.50
21
È soggettivo. Stando ai voti altissimi di quasi tutte le recensioni e alla reazione del pubblico, evidentemente qualcuno riescono a emozionare. E non poco, perché io sul finale della title-track ero quasi in lacrime. L'ultimo disco dei Delain, invece, se all'inizio mi sembrava decente (da 7-), col passare degli ascolti l'ho iniziato a trovare sempre più brutto. Ma non si possono fare confronti perché l'approccio al genere è totalmente diverso, se non opposto! Per quanto riguarda chi sta al microfono, il compito di un cantante è saper cantare. Punto. Tutto il resto, umiltà e via discorrendo, sono solo accessori, ma non è rilevante trovare simpatica Simone giacché non è il suo lavoro. Tra l'altro, a me sembra molto umile, dolce e tenera, semplicemente ha avuto brutte esperienze con dei fan troppo appiccicosi ed è rimasta un po' traumatizzata. Ah, inoltre Charlotte... brava?! In che universo? Ha potenzialità, sicuramente, ma è terribilmente nasale e negli ultimi anni è andata sempre più a peggiorare. Negli ultimi due album io la trovo irritante.
tino
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 14.01.38
20
Capisco armando ma capisco anche che a molta gente questa roba piace. A me gli epica non piacciono proprio per la loro complessità e ridondanza, per le orchestrazioni ingombranti, per il growl che in questo contesto ho sempre trovato forzato ed irritante, ma posso capire che ai loro fans piacciano proprio per questo. Trovo ad esempio molto più gradevoli, equilibrati ed immediati i loro conterranei delain che hanno fatto un nuovo disco ottimo, fresco, potente, senza eccessi e drappi damascati, e con una cantante brava, umile e ugualmente strafiga senza nulla togliere alla diva simona.
armando
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 13.34.00
19
Ti ringrazio per la precisazione sul symphonic matal e per il buongiorno... Ma lo sapevo anche io. Comunque ho ascoltato e non mi sembra di dover dare delucidazioni a riguardo. Ho espresso il mio parere. È un album (per quanto mi riguarda) discutibile e pacchiano. Tutto qui. Sono solo del parere che nel genere heavy qualcosa deve iniziare a sparire...e non parlo di sottogeneri del metal...parlo della modalità di comporre musica. Gli Epica come altre band metal stanno perdendo con il passare del tempo la capacità di scrivere cose che riescono davvero ad emozionare. Non ci sono riff che scuotono la mente... Io parlo di questo. Non bastano le tastiere e le orchestrazioni...
Prometheus
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 11.30.56
18
armando, per curiosità, cosa hai ascoltato degli Epica? Tipo... due singoli in croce? Comunque il symphonic metal, al di là di alcuni esperimenti precedenti, è nato a metà anni '90; buongiorno!
armando
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 0.42.01
17
Il metal è caduto proprio in basso....voto 89 ad una band con una cantante che vorrebbe esibirsi in un gruppo pop e che si trova invece in mezzo a questi caproni. Tastiere ed orchestre pacchiane e sconcertanti... Ma l'heavy dove cavolo sta andando a finire? Un gruppo del genere tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90 sarebbe finito nel wc. Il metal è oramai arrivato al suicidio!
Prometheus
Sabato 1 Ottobre 2016, 21.20.48
16
No, be', sulla struttura hai ragione, io ho solo detto che in BtM la cosa è stemperata dal contesto, e che problemi simili si riscontrano in TQE. Il problema sta tutto nell'ordine dato alla tracklist. Le linee vocali di UDS non piacciono affatto neanche a me, le altre però sì. Gusti.
ocram
Sabato 1 Ottobre 2016, 21.11.44
15
Io non sono un tecnico e nemmeno ho competenze per entrare nel merito della struttura (infatti la mia è una mera impressione personale da semplice ascoltatore), ma rimango dell'opinione che APP e BTM si somiglino. Ma ti ripeto la mia è una impressione "a pelle" maturata dopo circa 5 ascolti del disco. Col tempo potrei cambiare idea. Il paragone tra UU e BTM è proprio nel ritorello catchy all'inizio della canzone, dove, sempre per opinione personale, trovo sia più bello quello di UU. Poi non mi lamento che Simone usi poco il lirico qui, perchè, come dici tu, si rischiava di creare ridondanza (vedi un certo Prometheus dei LT' Rhapsody, reso pesante anche da un eccesso di lirico). Trovo però che alcune linee vocali siano davvero brutte, in particolare quelle di Universal Death Squad. Curiosissimo di sentire questo fantomatico futuro EP (sempre se uscirà a breve, speriamo nel 2017). Nonostante queste mie piccole critiche rimango dell'idea che sia un bellissimo lavoro.
Prometheus
Sabato 1 Ottobre 2016, 19.27.44
14
Oddio, APP e BtM sono brani molto diversi, perché è vero che la struttura è simile, col growl posizionato nello stesso punto. Nel secondo dei brani però è poco prevedibile per via del contesto (il bridge inizia con un'atmosfera quasi opposta), nondimeno la tracklist è stata ordinata male. Ma lo stesso vale per quella di TQE, dove si affiancano TEoS e VoC. Tornando a BtM, il paragone con UU regge solo perché entrambe hanno ritornelli corali molto catchy, ma nel resto le trovo molto differenti. Per quanto riguarda le linee vocali, io qui le trovo più varie che in TQE. Simone ha spiegato di aver usato stili differenti a seconda del contesto estressivo-comunicativo, ma anche musicale (nei brani molto corali, evita il lirico per non creare ridondanza, che invece pare sia molto presente nei brani scartati e opzionali per un ep). La tua classifica degli album, invece, è quasi identica alla mia, con l'unica differenza che io invertirei TDC e RFTI. Sai che anche Simone reputa TPA il loro album più brutto? Di recente ha detto di reputarlo acerbo, monotono e cantato male; odia riascolarsi lì perché si trova "tecnicamente orribile". Invece gli altri membri della band sembrano molto critici nei confronti di RFTI.
ocram
Sabato 1 Ottobre 2016, 18.41.22
13
Alcune considerazioni che mi sono venute dopo diversi ascolti: le linee vocali di Simone, quasi forzatamente pop e molto catchy, nel contesto elettrico non mi piacciono, la preferisco nel contesto acustico. Personalmente penso che Simone abbia fatto un lavoro decisamente migliore in TQE, in virtù proprio della varietà di linee vocali utilizzate (in THP sono quasi tutte uguali). Alcune canzoni paiono essere gemelle nella struttura (A Phantasmic Parade e Beyond the Matrix), forse un ordine diverso nelle canzoni avrebbe giovato. Manca un vero singolo trascinante (una The Essence of Silence per intenderci). Trovo inoltre che Beyond The Matrix, per quanto sia molto gradevole, sia una brutta copia di Unchain Utopia. Considerazioni molto positive invece per la ballad Once Upon a Nightmare che vince contro Canvas of Life; vittoria anche per la suite THP contro TQE. Quindi è sì un ottimo album, ma col senno di poi ho deciso che non lo preferisco a TQE, che per me rimane, anche se di poco, superiore. Quindi la mia personale classifica è: Design your Universe, The Quantum Enigma, The Holographic Principle, The Divine Conspiracy, Requiem for the Indifferent, Consign to Oblivion e The Phantom Agony.
MetalNeverDIE!
Venerdì 30 Settembre 2016, 21.40.42
12
Mi sono messo ad ascoltarlo, pensando ai singoli e che non avrebbero mai raggiunto il livello del precedente, ma mi sono ricreduto, questo è veramente un album a dir poco fenomenale! Funziona tutto molto bene nel dettaglio, l'unica cosa e non sono il solo a lamentarmi, la produzione è veramente molto pomposa (come in tutti i loro album del resto), però in alcuni punti è troppo esagerata... talmente esagerata che va a coprire la voce di Simone, e questo non è bello... in TQE era la protagonista, quì anche per il fatto che hanno lavorato molto sui riff e assoli di chitarra veramente molto belli, quindi in alcuni punti viene sopraffatta e messa in secondo piano, ma questo è un discorso che dipende molto dal produttore e dagli stessi componenti che decidono tutte le impostazioni del suono, quindi se a loro andava bene così pazienza, l'importante è che non vada a penalizzare il tutto, e fortunatamente no accade, stesso discorso per la voce di Mark che sembra che gli hanno applicato qualche filtro che va a sminuire il suo growl. Come ormai ci hanno abituato gli Epica, ormai ci mettono influenze da tutte le parti, Edge of the Blade e Once Upon a Nightmare neanche sono metal per dire, poi hanno migliorato molto nella costruzione di assoli che finalmente durano il necessario e sono godibili appieno, e poi sono aumentate le influenze orientali, che danno non so quell'atmosfera di mistico che non guasta mai. Gli do 100 ma non perchè se lo merita, dopotutto la perfezione è praticamente impossibile da raggiungere se non in rarissimi casi, che qualcuno c'è riuscito a quanto pare, gli Epica ancora non ci sono riusciti ma ci sono molto vicini, se continuano così al prossimo o tra 2 album di sto passo ci arrivano alla grande! Gli do 100 per soddisfazione personale, perchè mi ha sorpreso veramente tanto e non mi sarei mai aspettato che sarebbero riusciti addirittura a superare quel capolavoro di TQE, sono riusciti a fare l'impossibile. Complimenti ragazzi!
Salvo
Venerdì 30 Settembre 2016, 20.06.28
11
Preso stamattina e sono al quarto ascolto. Un capolavoro di potenza e melodia. Incredibile come riescano a mettere insieme così tanti generi senza tirar fuori un polpettone inascoltabile. I precedenti due erano su alti livelli, soprattutto TQE, ma questo li supera. A questo livelo il voto non conta. 90, 95 o 100, poco importa. Gran lavoro. La loro vetta compositiva.
Nileator
Venerdì 30 Settembre 2016, 19.34.37
10
ah, dimenticavo il voto: confermo il 90 della recensione per il momento, ma in ulteriori ascolti potrebbe salire
Nileator
Venerdì 30 Settembre 2016, 19.22.15
9
Mi ero ripromesso di non ascoltarlo fino a che non mi sarebbe arrivato il CD, ma dato che l'attesa era tanta ed è in ritardo,me lo sono ascoltato su spotify.....e che dire se non che hanno realizzato, secondo me, il loro miglior album,superiore anche probabilmente a DYU e TQE. Ogni canzone secondo me assume ancor più valore valutando l'album nella sua interezza (eccezion fatta per The Cosmic Algorithm, che viene tirata su da un ottimo assolo di Isaac ma che per il resto dice pochino). Orchestrazioni fenomenali,sezione ritmica di altissima livello (Arien è semplicemento perfetto, e Rob si ritaglia i suoi ottimi spazi), le sei corde prendono meravigliosamente la scena.mentre per quanto riguarda le voci Mark è un altro cantante rispetto a TPA,veramente è migliorato esponenzialmente, e Simone regala una grandissima prestazione, nonostante usi un approccio più moderno che però si staglia ottimamente sull'elaborato. Forse è ancora presto per citare una traccia rispetto alle altre, ma la title-track, Ascension,Tear Down Your Walls e Once Upon sono tra le più belle mai scritte dagli Epica. Peccato che ogni tanto il missaggio sommerga un po le vocals, ma stiam parlando di difettucci: The Holographic Principle è un capolavoro.
Prometheus
Venerdì 30 Settembre 2016, 16.55.52
8
Sorry, il cellulare è idiota. Dicevo: sì, hanno approcci molto differenti e quindi è difficile far confronti. Detto ciò, edit della mia classifica: la title-track balza in testa e si gioca con Kingdom of Heaven il primo posto assoluto tra i brani degli Epica. Once Upon A Nightmare sta in top5, Ascension in top10, Tear Down Your Walls in top20.
PR
Venerdì 30 Settembre 2016, 16.50.57
7
Sì, hanno approcci molto differenti:
ocram
Venerdì 30 Settembre 2016, 16.42.01
6
Io penso che l'ultimo dei Nightwish non possa essere paragonato con questi Epica. Ormai fanno stili differenti, è inevitabile. Sì, sempre symphonic metal è, ma l'approccio è differente. I nightwish ricercano la melodia, il voler essere i più evocativi possibili (risultando in alcuni frangenti fin troppo zuccherosi e infantili) e hanno soluzioni non troppo complesse. Ma nonostante alcune defaillance nell'ultimo album (che non sono poche per intenderci) secondo me hanno ancora tanta anima. Se i Nightwish cercano il convolgimento emotivo, gli Epica stupiscono nel creare canzoni dalle strutture ricche ed articolate. Poi dal vivo non sono paragonabili agli Epica, che per quanto possano essere impeccabili, non reggono il confronto (sicuramente è anche una questione di $). Secondo me l'eterna lotta Vasco Ligabue qui non regge.
Giacomo
Venerdì 30 Settembre 2016, 16.06.02
5
Finalmente il miglir disco degli Epica degli ultimi anni! ultimamente il panorama Symphonic si era molto afflosciato (vedi Nightwish) ma questo album mi fa ben sperare che altre band possano prendere esempio! un bel ritorno al genere in grande stile degli immensi Within Temptation non mi dispiacerebbe affatto! attendiamo con ansia baby!
Smash
Venerdì 30 Settembre 2016, 14.25.09
4
Disco massiccio, intenso, gli Epica non toppano: ho come l'impressione che riescano sempre e soltanto a maturare. Il growl di Jansen è poderoso (è talmente migliorato rispetto a The Phantom Agony che sembra quasi un altro cantante), Simons si conferma un'artista straordinaria. Ottimo l'impianto orchestrale, mai un coro fuori luogo, mai un riff poco incisivo. Tutto è studiato minuziosamente, le canzoni si fanno apprezzare già dal primissimo ascolto. Questo album accontenta gli amanti di più generi: symphonic, death, forse perfino prog in certi passaggi. Per me 90 meritatissimo.
Prometheus
Venerdì 30 Settembre 2016, 13.43.21
3
Classifica temporanea dei brani: Once Upon A Nightmare, The Holographic Principle, Ascension, Tear Down Your Walls, Dancing In A Hurricane, Divide and Conquer, A Phantasmic Parade, Immortal Melancholy, Beyond the Matrix, Universal Death Squad, Edge of the Blade e infine The Cosmic Algorithm. Come sospettavo, i singoli sono stati scelti malissimo. P.S. tre curiosità: 1) in un brano dovrebbero esserci dei suoni di lattine di birra stappate; 2) nell'intro canta Cato, la figlia di Coen Janssen; 3) la produzione dell'album è costata ben 100.000 euro, il che spiega il merchandising a caso.
Prometheus
Venerdì 30 Settembre 2016, 13.39.50
2
Bella recensione e album spettacolare! Mi serviranno più giorni e ascolti per farmi un'idea precisa, in particolare sulla title-track (credo il brano più prog che abbiano mai composto, un incrocio fra Therion, Dream Theatre e qualcosa di groove/death). Già adesso, però, posso dire che THP non supera TQE e DYU, ma si piazza immediatamente dopo. È un album vario, eclettico, ispirato, ben suonato e ben cantato. Temevo che gli Epica potessero risultare ripetitivi, ma invece sono riusciti a rimescolare ancora una volta le carte in tavola. "Once Upon A Nightmare" sembra un brano da musical ed è incredibilmente emozionante, con una Simone in stato di grazia. Mi ha sconvolto dentro. "Ascension" potrebbe essere la colonna sonora di un film horror composta dai Dimmu Borgir e amo il suo essere legata "Dancing In A Hurricane", altra perla. "Tear Down Your Walls" e il bridge di "A Phantasmic Parade" sono altre mazzate sui denti, la prima con l'aggiunta di melodie vocali davvero fighe. Notevole anche "Divide and Conquer", mentre "Beyond the Matrix" è catchyssima. In tal contesto, "The Cosmic Algorithm", pur essendo caruccia, non riesce minimamente a brillare. Notevole anche il cd acustico, che dimostra la versatilità e, soprattutto, l'autoironia degli Epica (ascoltate "The Funky Algorithm" stando attenti al testo! LOL). Applausi pure per "Immortal Melancholy". Le uniche vere pecche dell'album sono il missaggio della voce (Simone talvolta viene sommersa), l'ordine della tracklist (i brani migliori sono condensati alla fine, mentre all'inizio c'è una fila di brani dalla struttura simile) e qualche soluzione evitabile (le ripetizioni all'inizio del bridge di DaC, l'autocitazionismo nei ritornelli di UDS e APP). Il mio voto temporaneo oscilla tra l'86 e l'88.
ocram
Venerdì 30 Settembre 2016, 7.17.53
1
Otiima recensione, condivido in pieno. Cavolo che album!! Molto atmosferico ma dal forte impatto. Once upon a nightmare con i suoi violini all'inizio è davvero commovente, forse è la ballad più bella mai composta (al pari col gioiello Tides of Time, ma sicuramente superiore a Canvas of Life). Album molto più ricco e vario di quanto mi aspettassi e per me meno immediato di Quantum Enigma. Eidola è molto più di un intro (sicuramente superiore a Originem), ottime se non dire eccellenti le tracce successive. Inoltre FINALMENTE i cori sono usati in maniera più consona e pensata, al contrario di Quantum Enigma dove in alcune canzoni mi sembravano buttati lì a caso. L'orchestra vera (e gli ottoni!!) rendono davvero tutto più dinamico e non risultano per niente di plastica. Bellissima e devastante Tear down your walls, con uno dei ritornelli meglio riusciti dell'album. La suite finale è da brividi, con un inizio davvero eccezzionale di cori gregoriani più un bellissimo pianoforte. Per non parlare del bellissimo cd Acustico, dove figura Immortal Melancholy, altra ballad sublime. Devo ancora decidere se mi piace più di Quantum Enigma, ma comunque il voto rimane alto. 90 meritato.
INFORMAZIONI
2016
Nuclear Blast
Symphonic Metal
Tracklist
1. Eidola
2. Edge Of The Blade
3. A Phantasmic Parade
4. Universal Death Squad
5. Divide And Conquer
6. Beyond The Matrix
7. Once Upon A Nightmare
8. The Cosmic Algorithm
9. Ascension - Dream State Armageddon
10. Dancing In A Hurricane
11. Tear Down Your Walls
12. The Holographic Principle - A Profund Understanding Of Reality
Line Up
Simone Simons (Voce)
Marc Jansen (Chitarra, Voce)
Isaac Delahaye (Chitarra)
Coen Janssen (Tastiera)
Rob Van Der Loo (Basso)
Ariën Van Weesenbeek (Batteria)
 
RECENSIONI
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